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Blog Tour di Amo la mia vita - S. Kinsella - Recensione

sabato, ottobre 31, 2020 Baba Desperate Bookswife 5 Comments

 Carissimi fidati lettori eccoci arrivati all'ultima tappa di questo Blog Tour dedicato all'ultimo libro di Sophie Kinsella. Qui oggi ospitiamo la recensione scritta da Nadia.  Nel banner qui sotto potete dare un'occhiata agli altri blog che hanno partecipato a questa iniziativa e come spesso accade ringrazio Marianna del Blog A spasso coi libri per averci arruolate.  


Buongiorno lettrici e lettori!
Oggi vi parlo con molta gioia dell'ultimo romanzo autoconclusivo  di Sophie Kinsella, ovvero il nuovissimo "Amo la mia vita". 
Ava vive nella parte nord di Londra con Harold, il suo amatissimo beagle adottato dal canile, e circondata da poche amiche fidate: E' una persona piena di interessi, il suo cervello è sempre in attività e, pur avendo un impiego presso un'azienda farmaceutica, sogna di intraprendere numerose altre attività, tra cui scrivere un libro. Proprio durante un seminario di scrittura in Italia incontra quello che sembrerebbe poter essere l'uomo della sua vita: tra i due l'attrazione è subito fortissima ma, in ossequio al regolamento del seminario che impedisce di raccontare qualsiasi dettaglio personale, non si mettono al corrente di nessuna informazione, nome compreso. Quando il corso finisce Aria e Dutch (sono i loro pseudonimi al seminario) decidono di continuare a stare insieme e di svelarsi poco a poco, ma il tuffo nella vita reale potrebbe rivelarsi fatale per la loro storia...

"Sto per suonare il campanello quando sento arrivare un messaggio e la mia testa è subito invasa da una serie di possibilità. Qualcuno che conosco è morto. Qualcuno che conosco ha vinto la lotteria. Sono in ritardo a un appuntamento che ho dimenticato. Merda. Sono stata testimone di un crimine e adesso devo fare una deposizione molto precisa e dettagliata su qualcosa che non ricordo affatto. Merda."

Quando ho letto questo incipit ho cominciato a ridere da sola, perchè Ava sono io. Mi sono rispecchiata tantissimo in queste prime righe; anche la mia testa, alle volte, parte per la tangente e immagina mille scenari, uno più assurdo dell'altro. Mi è bastato questo per adorare Ava. E' vero, può sembrare un po' sopra le righe e, come in fondo tutti i personaggi della Kinsella, si può pensare che sia eccessiva. Ma una delle caratteristiche che più amo in questa scrittrice è la capacità di mettere alla luce i difetti e le caratteristiche  di ciascuno di noi con bonarietà e ironia, amplificandoli anche un po', ma prendendoci in giro come farebbe un'amica che ci conosce bene. Perché diciamolo, chi di noi è sempre perfetta e irreprensibile? Io sicuramente no, ma leggo di Ava e rido di me. E' catartico, davvero.

Avete capito che soggettino è Ava? Bene, adesso immaginate dove possa condurla la sua fantasia se applicata a un uomo che desidera, ma di cui non sa assolutamente nulla! Il risultato non potrà essere che tragicomico. Vorrei parlarvi dell'uomo del mistero, davvero vorrei, così come mi piacerebbe svelarvi alcuni dei momenti in cui la vita autentica dei due protagonisti si scontra con le loro credenze e le loro aspettative, ma come per Ava credo sia meglio che anche voi non sappiate nulla... e che vi divertiate a scoprire tutto ciò che lo riguarda  pagina dopo pagina...

In questo romanzo ancor più che negli altri a mio parere la Kinsella è stata eccezionale nel creare personaggi comprimari: le amiche di Ava e i coinquilini di "Dutch" sembrano persone in carne e ossa, e completano quello che è sì un romanzo leggero e divertente, ma anche un lavoro maturo e di riflessione. Quante volte nella vita saltiamo a conclusioni affrettate o vediamo la gente non per ciò che è, ma come vorremmo che fosse?  Quanto i nostri compagni di vita devono accettarci per ciò che siamo e quanto invece la loro influenza ci spinge a crescere e a diventare persone migliori? E sopratutto, quanto dev'essere bello avere in casa un cagnaccio che combina un sacco di guai e non ascolta nessuno, ma si butterebbe nel fuoco per te? 

A differenza degli altri suoi romanzi autoconclusivi in questo Sophie Kinsella sceglie di non svelare l'età precisa dei suoi protagonisti. Sappiamo solo che hanno superato i trent'anni, a dimostrazione del fatto che questa è una storia che affronta temi universali e che può parlare a tutti, con buona pace per chi pensa che l'autrice sia soltanto "la regina del chick lit" e che i suoi romanzi non possano uscire dallo scaffale "rosa".

Forse quando si parla di Sophie Kinsella non sono obiettiva, perchè tendo a mordere chiunque la critichi (chiamatemi Harold il beagle); forse questa recensione vi sembrerà parecchio sconclusionata perché è scaturita dalla mia anima come in una seduta di psicoterapia...ma credo davvero che questa storia possa piacere a tutti coloro che sanno mettersi in discussione, a chi crede che l'amicizia possa sistemare quasi tutto e a chi comprerebbe un libro dal titolo strano solo per non farlo andare al macero...e per capire questa, leggete Amo la mia vita! 

-------NADIA-------

Ecco i link delle precedenti tappe: 

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Recensione - L'abito da sposo di Pierre Lemaitre

venerdì, ottobre 30, 2020 Baba Desperate Bookswife 6 Comments


Il libro
L'abito da sposo   di Pierre Lemaitre
Editore: Fazi Editore| Pagine: 330| Pubblicazione: 2012| Prezzo 17,00€| Trama:Qui
Genere: thriller
Notizie sull'autore
Ha insegnato per molti anni Letteratura ed è approdato tardi alla carriera di scrittore e sceneggiatore. È autore di dieci romanzi con cui ha vinto diversi premi, tra i quali, nel 2013, il Goncourt: il primo autore di polar a ottenere il prestigioso riconoscimento. L’abito da sposo si è aggiudicato nel 2009 il premio Meilleur Polar Francophone. Fazi Editore ha pubblicato anche Lavoro a mano armata, da cui è stata tratta una serie tv prodotta da Netflix.
Recensione
e mezzo

STORIA DELLA MIA COPIA
Carissimi, inizio con il dirvi che questo libro, purtroppo, non lo avrei mai preso in considerazione se la mia amica Lucrezia non me lo avesse regalato. Dopo averlo letto ne ha trovata una copia e ha subito pensato a me. I love You baby, primo perché hai sempre dei pensieri carini nei miei confronti, secondo perché mi hai fatto conoscere un autore a me ignoto e mi hai permesso di appassionarmi così tanto ad un thriller che ricorderò a lungo. La mia edizione è vintage (bellissima), la prima uscita con Fazi, che qualche mese fa ha ripubblicato il volume senza sopraccoperta e con un'illustrazione differente. 

COSA NE PENSO 
Questa è la storia di Sophie, che ha trent'anni e lavora come babysitter in una famiglia facoltosa di Parigi. Questa giovane donna ci appare strana, ansiosa, disturbata da qualcosa che la angoscia ma noi non possiamo sapere il perché. siamo sicuri che il suo passato abbia un certo peso, ci risulta un po' antipatica per colpa dei suoi modi bruschi e restiamo in attesa di sviluppi. Una notte Sophie si ferma a dormire a casa del bambino, i genitori sono rientrati tardissimo e lei è troppo devastata dal sonno e dai pensieri per tornare a casa. Il mattino dopo trova il bambino strangolato, legato in maniera imbarazzante con i lacci delle sue scarpe: la porta è chiusa da dentro e lei è l'unica sospettata. Scappa Sophie, scappa dalle tue paure, dai tuoi fantasmi, dalla tua crudeltà. Scappa da te stessa Sophie e cerca di sopravvivere. 

Questo romanzo è diviso in quattro parti: la prima è una focalizzazione su Sophie oggi, cosa succede dopo la sua fuga, tutto quello che la porta a scappare e come saprà reagire alle varie difficoltà. Oggi si comporta come una criminale braccata dalla polizia. A tutti gli effetti lo è e, o decide di costituirsi oppure sceglie la strada più complessa e macchinosa dalla ricercata.
La seconda parte prevede un salto indietro nel tempo: chi era Sophie prima di diventare la babysitter più temuta di Francia? Com'era la sua vita? Tutto questo però visto dal punto di vista di un'altra persona, ma non chiedetemi chi, perché anche se leggendo la trama potrebbe intuirsi qualcosa, io che non l'ho proprio considerata sono stata felice dell'effetto sorpresa. 
La terza e la quarta parte sono il proseguimento della vicenda fino ad arrivare all'epilogo. 

Questa storia mi ha letteralmente tenuta incollata alle pagine dall'inizio alla fine, senza se o ma: Lemaitre è un vero maestro e nonostante abbia costruito una storia quasi priva di dialoghi (come sapete per me è un problema...) è avvincente, scorrevole e incute una certa dose d'ansia senza necessariamente terrorizzare. 
Un libro che non ti aspetti, una protagonista con gli attributi, un personaggio misterioso che mette i brividi, una storia agghiacciante ma che potrebbe essere verità. Una trama che potrebbe essere un'ottima base per un film, avrei già in mente i personaggi...

L'abito da sposo è stato una sorpresa, mi ha ufficialmente faccio uscire dal blocco del lettore e posso dire di essere guarita, anche se ancora in riabilitazione ;-). Se avete voglia di scoprire una storia sorprendente e ansiogena questo libro fa per voi, se i thriller che si basano sulla psiche vi attirano questo libro fa per voi, se siete pronti a farvi stupire dai personaggi questo libro fa per voi, se non avete il timore di non dormire la notte allora compratelo e buttatevi tra le pagine di questo volume così ben costruito. Che poi si tratta di un thriller, quindi deve scorrere, deve creare ansia e deve stupire: tutti ingredienti che non mancano. Leggetelo e fatemi sapere. 

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Blog Tour tappa #3 - I segni del male - Regazzoni e le sue opere

martedì, ottobre 27, 2020 Baba Desperate Bookswife 2 Comments


Carissimi lettori, sono qui oggi per la terza tappa del blog tour dedicato al romanzo "I segni del male", ma prima di recarvi qui avrete sicuramente letto i post precedenti di A spasso coi libri e di Un libro per amico.
Chi è l'autore di questo thriller appena uscito in libreria? Oggi vi presento un filosofo che ha pubblicato poco meno di una ventina di libri, un professore universitario che scrive anche di libri su testate come "La Stampa". Insomma, mica pizza e fichi. le informazioni qui sotto le ho trovate su "Il Libraio", che lo presenta così:
Simone Regazzoni, allievo di Jacques Derrida, ha conseguito un dottorato in Filosofia in cotutela presso le Università di Parigi VIII e Genova. Pratica l’Arte marziale tradizionale coreana Hwa Rang Do. Si allena nell’uso delle armi bianche da combattimento.La sua arma preferita è il nunchaku. È un appassionato di grapplinge Mixed Martial Arts (MMA).Ha insegnato presso l’Università Cattolica di Milano e l’Università di Pavia.Attualmente è docente presso l’IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata) di Milano e Ancona. Collabora con la Scuola Holden di Torino e scrive per «Tuttolibri» della «Stampa». È autore di una quindicina di volumi,tra cui ricordiamo: Sfortunato il paese che non ha eroi. Etica dell’eroismo, Ponte alle Grazie, 2012; Stato di legittima difesa. Obama e la filosofia della guerra al terrorismo, Ponte alle Grazie, 2013; La filosofia di Harry Potter, Ponte alle Grazie, 2017; Iperomanzo. Filosofia come narrazione complessa, il melangolo, 2018; Jacques Derrida. Il desiderio della scrittura, Feltrinelli, 2018. È autore di tre romanzi: Abyss, Longanesi, 2014; Foresta di tenebra, Longanesi, 2017; I segni del male, Rizzoli, 2020.

LE SUE OPERE IN ORDINE CRONOLOGICO: 

La decostruzione del politico. Undici tesi su Deridda - il nuovo Melangolo - 2006

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Un sisma di inedita forza sollecita lo spazio del politico e le sue categorie. L'esigenza di un ripensamento radicale del politico è diventata ineludibile. Attraverso un confronto con l'intera opera di Derrida, l'autore rilegge, in un'ottica decostruttiva, i principali temi che innervano la tradizione filosofico-politica dell'Occidente: il "lògos" come elemento che definisce la politicità specifica del vivente umano; l'invenzione del "nòmos" in Grecia antica e la nascita del teologico-politico; il potere sovrano nel suo essenziale legame all'eccezione e al sacrificio; il rapporto tra ius e iustitia; l'eredità di Marx, il messianico e l'a-venire della democrazia. Le undici tesi sono però anche un tentativo di ripensare la decostruzione del politico al di là dei limiti del testo in senso stretto e dell'interpretazione. La decostruzione del politico non può muoversi, semplicemente, nella biblioteca filosofica della vecchia Europa. Perché la decostruzione - come Derrida ha scritto - e ciò che accade: nelle cose stesse, nella storia, nello spazio reale del politico; è l'essere-in-decostruzione dell'epoca fallogocentrica in cui si è costituito ed è stato pensato lo spazio del politico come spazio dell'Uno sovrano e comunitario, o meglio, co(im)munitario, teso alla salvaguardia della vita - bios o zoé.

Nel nome di Chora. Da Derrida a Platone e al di là - Il nuovo Melangolo - 2008


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Un'interpretazione in grado di aprire una lettura è sempre l'interpretazione di più testi al contempo. Non solo dei testi presenti - citati, glossati, commentati - ma anche di quelli assenti dalla scena della lettura, non ancora scritti o, al limite, destinati a restare immaginari. Trattandosi, qui, dell'interpretazione della "difficile e oscura" questione di chora (in greco: "spazio", "luogo", "regione") che Platone affronta nel Timeo al momento di spiegare l'origine del cosmo, occorrerà dunque convocare e far parlare, sulla scena del famoso dialogo platonico, più di un testo e più di una firma: da Derrida a Eraclito, da Heidegger ad Aristotele, da Badiou a Plotino, da Calcidio a Esiodo - e al di là. Non per svelare, infine, il segreto di chora, ma per provare a pensare, nel nome di chora, ciò che, inscritto al cuore della filosofia platonica, la eccede - eccedendo, così, i limiti dell'onto-teologia.

Harry Potter e la filosofia - Il Nuovo Melangolo - 2008

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La saga di Harry Potter, a tutti gli effetti, un'opera d'arte della cultura pop di grande complessità e bellezza, e una risorsa straordinaria e potentissima per l'esercizio della filosofia - tra Martin Heidegger e Harry Potter, Albus Silente e Aristotele, Michel Foucault e Voldemort. Harry Potter e la filosofia penetra nel romanzo-mondo creato da J.K. Rowling per affrontare, attraverso l'incontro con i suoi personaggi e le loro storie, questioni filosofiche capitali come il coraggio nel suo legame con l'atto etico, l'amore per la giustizia al di là della legge, il potere (magico) di fare cose con le parole, i limiti della ragione occidentale, le minacce della logica del fascismo. Pop filosofia, dunque. Una filosofia per bambine e bambini, streghe, maghi e Babbani. E per quanti sanno prestare ascolto alle parole di un grande poeta che scriveva: "Sviluppate la vostra legittima stranezza".

La filosofia di Lost - Ponte alle Grazie - 2009

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Un luogo tra la vita e la morte, tra fiction e realtà. Questo è Lost. Ciò che si trova alle radici stesse del domandare. Perché l'Isola non da risposte, non possiede la verità. Piuttosto, ne incarna l'enigma. E lo fa con una narrazione al contempo complessa e popolare, sfruttando i canali aperti dalla transmedialità, dilatando all'infinito l'orizzonte della partecipazione. La serie tv creata da J.J. Abrams e Damon Lindelof è a tal punto legata alla filosofia che alla filosofia non restano che due scelte. Spiare da dietro il buco della serratura il dispiegarsi di quello che è, a tutti gli effetti, un mondo. Oppure accantonare ogni falso pudore, ed esplorare l'Isola. Simone Ragazzoni sceglie questa seconda via, e s'imbarca a bordo del volo 815 col preciso intento di precipitare insieme a Jack, John, Kate, Hurley, Sayid, Sawyer. E a tutti i fan della serie. Accampato sulla spiaggia o perso nella foresta, l'autore de "La filosofia di Lost" apre botole, progetta mappe, sfida mostri e ridicolizza pregiudizi. Naufrago tra i naufraghi, decide di far abitare al discorso filosofico lo spazio dell'erranza. Qualcuno, certo, storcerà il naso. Ci vuole tempo per sentirsi perduti. L'Isola ce l'ha. La filosofìa anche. E tu?

Pornosofia. Filosofia del pop porno - Ponte alle Grazie - 2010

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Che ci fanno Emmanuel Lévinas e Slavoj Zizek, maestri del pensiero contemporaneo, accanto a Rocco Siffredi e Moana Pozzi, protagonisti di ben altre imprese? Che cosa rende il pop porno, e quindi l'osceno, lo scandaloso, degno oggetto di riflessione filosofica? Cos'è, in una parola, la pornosofìa? Libero da qualunque pruderie teoretica e dopo aver sgombrato il campo dalla critica politicamente ed eticamente corretta della pornografia, l'autore indaga il nesso fra corpo, amore, perversione, democrazia e, infine, ricerca filosofica. Mentre nella sua pars destruens intende "farla finita con la donna-oggetto", la pornosofìa ha come oggetto il concetto più ampio di fiction, chiave di lettura della cultura di massa, di cui la pornografia è l'emblema più estremo e coerente. Regazzoni punta il dito contro l'idea di fruizione come esposizione passiva e del tutto acritica al messaggio della fiction, e quindi anche della carnalità più esplicita e fantasiosa: il pop porno, in cui gli attori "fingono di fare ciò che in realtà fanno", abbatte con prepotenza la fragile barriera che divide realtà e finzione. Ma l'interesse dell'autore va ben oltre un banale voyeurismo intellettuale, e respinge qualunque insinuazione di malcelata morbosità o provocazione, ricollegando l'"amore filosofico" a una "genuina perversione": "guardare film hard può essere un ottimo pretesto per fare cose perverse come scrivere un libro di filosofia".

Stato di legittima difesa. Obama e la filosofia della guerra al terrorismo - Ponte alle Grazie - 2013

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"Giustizia è stata fatta". Così dichiarava Barack Obama il 2 maggio 2011 dopo l'uccisione di Osama Bin Laden, nemico numero uno dell'Occidente democratico. È un punto di svolta epocale, e non solo sul fronte militare e politico. La nuova forma di guerra contro il terrorismo transnazionale ridefinisce la struttura stessa della democrazia americana, in cui il potere dell'esecutivo opera ormai al di là dei limiti del "legalismo liberale". Secondo Simone Regazzoni, con buona pace della critica di sinistra 'à la Michael Moore', i grandi filosofi come Badiou, Derrida, Zizek si sono limitati a un'ovvia denuncia della 'war on terror', ma "hanno mancato di pensare la guerra", evitando di affrontare la questione dell'"Altro-terrorista" come nemico assoluto da annientare in nome di una legittima difesa della democrazia. Il democratico Obama, deludendo le aspettative di molti, ha confermato la linea di Bush privilegiando la strategia del 'targeted killing': meglio uccidere che fare prigionieri. Meglio i droni delle torture di Guantanamo. Ecco ciò che si tratta di pensare, anche attraverso la fiction hollywoodiana come spazio di messa in opera di una verità storico-politica. È il caso della trilogia di Christopher Nolan sul Cavaliere oscuro. Batman non è un eroe fascista, ma una rielaborazione della "pulsione eroica" all'opera, secondo Bruce Ackerman, nella democrazia americana. Non a caso la sua figura è ispirata a quella di Theodore Roosevelt.

Martin H. live in New York City - Il Nuovo Melangolo - 2012

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Un libro provocatorio, irriverente, politicamente scorrettissimo, che ci presenta sotto una luce inedita, e con un linguaggio basso, questioni filosofiche classiche. Si va dalla spiegazione di che cos'è la filosofia attraverso un romanzo di Haruki Murakami in cui una giovane prostituta fa sesso citando Hegel, al problema del rispetto delle donne illustrato attraverso il rispetto per le automobili di lusso; dalla questione dello sfruttamento del lavoro marxiano illustrato con "Living' on a Prayer" di Bon Jovi al valore del "dito medio filosofico" messo in pratica da Diogene il cinico. Maestro di questa filosofia politicamente scorretta in stile dr. House e South Park, è Martin H. (figura liberamente ispirata al filosofo Martin Heidegger) che, proprio come un vecchio filosofo cinico, importuna con le sue questioni e i suoi modi bruschi i passanti di Times Square. Un dialogo filosofico per il XXI secolo scritto con lo stile comico di una sit-com.

Deridda. Biopolitica e democrazia - Il Nuovo Melangolo - 2012

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La decostruzione non è in alcun modo estranea al discorso sulla centralità della vita, come vorrebbero alcuni interpreti. Bensì pensa questa centralità secondo un paradigma che, grazie all'apporto fondamentale della psicoanalisi e all'elaborazione dello schema autoimmunitario, eccede i limiti del paradigma biopolitico foucaultiano e della sua rielaborazione critica ad opera di Agamben. In questo senso non esiste nessuna opposizione tra decostruzione e biopolitica. La decostruzione del biopolitico, da un lato, evita le impasses del paradigma foucaultiano che ha mancato di pensare fino in fondo il rapporto tra vita, morte e sovranità; e, dall'altro, lavora a un ripensamento della democrazia intesa come "altro pensiero della vita, del vivente della vita", al di là di una presunta opposizione tra bios e zoé.

Sfortunato il paese che non ha eroi. Etica dell'eroismo - Ponte alle Grazie - 2012

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Perché scrivere, oggi, un libro sull'eroismo? Perché, diciamo la verità, ci siamo trasformati in una "generazione di femminucce". Parola di Clint Eastwood. Domanda: ma di quale eroismo stiamo parlando? Risposta: di un nuovo tipo di eroismo. Un eroismo senza una Causa per cui combattere, che non chiede sacrifici per il bene comune, il bene dell'altro, la patria, l'umanità intera. Un eroismo in cui occorre mettere in gioco una sola Cosa: il proprio singolarissimo godimento - sfidando pregiudizi, buone maniere, regole, norme sociali. In altri termini: la Legge. Compito dell'etica dell'eroismo: fare fuori l'idiota della morale, ligio alla Legge e al dovere.

Abyss - Longanesi - 2014

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Come rendere la filosofia avvincente? A rispondere ci pensa Simone Regazzoni con Abyss dove i quesiti degli antichi greci e dei più moderni pensatori si intrecciano con una archeologica spy-story. Perché nel bunker dove si nascondeva Hitler a Berlino ci sono tracce dei preziosi papiri delle dottrine segrete di Platone e cosa c’entra uno dei padri della filosofia con i neonazisti? Il compito di scoprirlo sarà affidato a Michael Price, giovane e avventuroso professore di filosofia dell’Università di Irvine, in California, che già più di qualche volta si è trovato nei guai per seguire il suo istinto. Ma lui ne è sicuro: Platone ha qualcosa a che fare con il terribile gruppo di neonazisti che si fa chiamare “Quarto Reich” e che progetta un attentato per realizzare un olocausto globale chiamato “l’altro inizio”. E probabilmente l’intreccio risale molto più indietro nel tempo, alle spalle dell’inconsapevole Platone. Price ne è certo e la sicurezza gli verrà data quando la sua ragazza, Alex, viene misteriosamente rapita e nemmeno la polizia vuole ascoltare le sue ipotesi. “Assurdità” vengono definite, ma ben presto la National Security Agency bussa alla porta di Michael in cerca di spiegazioni e con un sospetto proprio su di lui. Il giovane professore viene lasciato solo e, in cerca della sua fidanzata e della verità che possa scagionarlo, inizia un viaggio nella storia e nel pensiero filosofico dove, si sa, la sapienza è celata. A complicare le cose ci pensa un altrettanto misterioso gruppo di militari e agenti CIA, i Guardiani, che lavorano nell’ombra facendo strani esperimenti sul campo magnetico terrestre. Ma in Abyss la risposta è una sola e solo il caro vecchio Platone potrà aiutare Michael Price nella sua missione. L’allievo di Jasques Derrida, docente e scrittore Simone Regazzoni ce lo racconta così in un mix avvincente di trama gialla e fantascientifica con preziose pillole di sapere filosofico.

Foresta di Tenebra - Longanesi - 2017

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Cosa lega i segreti del progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica alla fine della Seconda guerra mondiale, una spedizione nazista in Tibet voluta da Himmler e un misterioso reperto custodito nei sotterranei del­l’Area 51? Gli spettri di un terrore che sembrava appartenere al passato tornano a galla, e una serie di coincidenze inquietanti sembra alludere all’arrivo di una vera e propria apocalisse. La National Security Agency ha una sola persona cui affidarsi: un giovane e ribelle professore di filosofia, Michael Price, da sempre sulle tracce di testi antichi che sembravano perduti. Fino a oggi. Perché dagli archivi segreti del Vaticano riemerge il primo Quaderno nero di Heidegger, e fra le sue pagine si nasconde la chiave interpretativa di un simbolo misterioso, un segreto sepolto nelle tenebre della foresta più vasta del pianeta. Portarlo alla luce è una missione difficile e impervia. Fermare una minaccia di proporzioni planetarie rischia di essere impossibile; Michael però non è solo in questa avventura: accanto a lui c’è una donna dalla bellezza e dalle doti straordinarie, con cui si instaura presto un legame tanto forte quanto pericoloso…

Ti amo. Filosofia come dichiarazione d'amore - UTET - 2017

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L'amore è avventura. Parole che diventano baci e morsi feroci. Musica ascoltata in loop, di notte. Ed è filosofia, il genere di filosofia in atto che, da Socrate in poi, insegna l'amore nell'unico modo possibile: trasformandosi in una vera e propria dichiarazione. Ma l'amore inteso in questo modo è in pericolo nella nostra epoca, dominata dal piacere e dal narcisismo dell'io che vuole addomesticare ogni passione eccessiva. Come ritornare alla verità dell'amore nell'epoca della sua fine? E ciò che spiega Simone Regazzoni in questo libro, che è al contempo saggio filosofico e schietto memoir, condividendo la sua esperienza personale e mettendo a frutto le teorie di grandi maestri (da Platone a Eco, da Dante a Lacan), attraverso frammenti autobiografici e suggestioni musicali, con uno stile incalzante come una traccia di Springsteen e meravigliosamente jazz cornea Love Supreme di Coltrane. «E ora di parlare, per dirti, semplicemente, la verità. Quella che leggerai qui è la fedele trascrizione di una lunga, confusa, complicata dichiarazione d'amore: sussurrata una notte, tanto tempo fa. Ci sei tu, nel buio. C'è il tuo silenzio. C'è la filosofia. C'è la musica. E c'è quella notte, che dura ancora, in me.».

La filosofia di Harry Potter. Vivere e pensare con un classico contemporaneo - Ponte alle Grazie - 2017

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A vent'anni dalla sua nascita, il romanzo-mondo di Harry Potter non solo è un classico della letteratura contemporanea: è un evento di dimensioni planetarie con cui occorre misurarsi. Non solo dal punto di vista della critica letteraria o della sociologia della cultura. Ma anche da quello della filosofia. "La filosofia è il proprio tempo appreso con il pensiero" scriveva Hegel. Sei anni alla Scuola di Hogwarts, più uno in clandestinità nei boschi dell'Inghilterra, in compagnia di Harry Potter, Hermione Granger, Ron Weasley, sono il compito minimo cui la filosofia, oggi, non può sottrarsi. Non si tratta di usare i romanzi di J.K. Rowling per spiegare la filosofia, bensì di pensare con e attraverso una narrazione che è, letteralmente, un mondo: non un mondo di mera fiction, ma un mondo reale quanto quello in cui viviamo. "La filosofia di Harry Potter" esplora il romanzo-mondo creato dalla Rowling per affrontare, attraverso l'incontro con i suoi personaggi e le loro storie, questioni filosofiche capitali come il coraggio nel suo legame con l'atto etico, l'amore per la giustizia al di là della legge, il potere (magico) di fare cose con le parole, i limiti della ragione occidentale, le minacce della logica del fascismo, l'amore come forma di eterno nel tempo.

Jacques Derrida. Il desiderio della scrittura - Feltrinelli - 2018

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Nella sua ultima intervista, Jacques Derrida affermava di provare due sensazioni contrastanti in merito al proprio lascito e alla propria eredità. Pensava che alla sua morte non sarebbe rimasto più nulla, tranne i libri nelle biblioteche. E poi sentiva che la sua opera non era ancora stata davvero letta, e che questo compito restava a venire. Oggi Derrida è un autore consacrato come uno dei classici della filosofia del Novecento. Un filosofo letto e commentato, su cui si è scritto e si continua a scrivere molto. La "decostruzione", formula con cui si è voluto riassumere il suo pensiero, è stata ricostruita dal punto di vista storico-filosofico. Temi come la decostruzione delle idee di verità e di realtà sono entrati nel dibattito pubblico. Che cosa resta da fare dunque? Leggere Derrida in modo nuovo, per provare a ereditare il cuore del suo pensiero e condurlo verso l'avvenire. Si tratta, per citare Derrida, non tanto di ordinare i resti secondo la logica dell'archivista, ma di "vagliare il fuoco". La sfida dell'eredità, la sfida per gli "eredi", è questa: provare a portare il fuoco. Quella di Simone Regazzoni non è quindi una ricostruzione storico-filosofica del pensiero di Derrida. Ma non per questo si allontana dal suo pensiero o si limita a usarlo come spunto per spostarsi altrove. È un dialogo serrato, e selettivo, con Jacques Derrida, a partire dai suoi testi. Tenendo presente la sua intera produzione e gli snodi della sua biografia, che per Derrida è intimamente intrecciata al pensiero e non può essere dimenticata.

Iperomanzo. Filosofia come narrazione complessa - Il Nuovo Melangolo - 2018

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Da Derrida a Lévinas, da Badiou a Sloterdijk, da Givone a Eco, nel corso del Novecento la filosofia si è misurata con il fantasma della letteratura provando ad attraversarlo. Nulla di casuale in tutto ciò. La crisi della razionalità metafisica ha rimesso in discussione l'antica separazione tra filosofia e poesia (intesa come narrazione) proclamata da Platone nella Repubblica, e la filosofia ha dovuto fare i conti con il proprio altro, contaminandosi, in forme diverse, con la letteratura. E tuttavia, l'attraversamento del fantasma non è avvenuto davvero. La filosofia ha indugiato sulla soglia della letteratura, rinviando il momento del passaggio. Detto altrimenti: la filosofia, nell'epoca della chiusura della metafisica e dell'esaurimento del logos, ha lavorato sulla scrittura e sulla forma della propria presentazione, senza però approdare pienamente alla narrazione - vale a dire al romanzo. Se si escludono le eccezioni di Sergio Givone e Umberto Eco, i cui romanzi vanno ripensati come spazio eminentemente filosofico del suo pensiero, la filosofia si è fermata, come Roland Barthes, alla "preparazione del romanzo". Romanzo è dunque il nome dell'impasse attorno a cui è ruotata la questione del superamento della metafisica. È da qui che oggi occorre ripartire, per andare oltre: verso nuove forme di narrazione complessa, verso l'iperomanzo. In un serrato confronto con filosofi (Platone, Schlegel, Nietzsche, Badiou, Derrida, Eco, Givone), romanzieri (Mann, Calvino, il Gruppo 63, David Foster Wallace), critici letterari (Bachtin, Barhtes), l'Autore ci conduce al di là del fantasma: al cuore dell'iperomanzo inteso come "pensiero a molti mondi".

La palestra di Platone. Filosofia come allenamento - Ponte alle Grazie - 2020

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Per troppo tempo la filosofia è stata ridotta a mero discorso teorico disincarnato per pensatori da tavolino.È arrivato il momento di cambiare postura e rimettere in gioco il corpo in filosofia. È arrivato il momento di tornare alla palestra di Platone, il gymnasion a nord ovest di Atene in cui Platone e i suoi allievi praticavano con la stessa serietà il dialogo e la lotta. Si tratta di rileggere in modo inedito la filosofia platonica come cura e allenamento del plesso mente-corpo e di proporre una filosofia incarnata per l'oggi. È il compito che si prefigge Simone Regazzoni: rimettere il filosofo in piedi, abbandonare l'archeologia del sapere e iniziare a pensare a partire dal e attraverso il corpo. La filosofia torna così a essere un'arte del corpo vivente attraverso cui fare esperienza dei propri limiti e del loro superamento, della paura, della fatica,del dolore, della gioia, della propria potenza di esistenza, della possibilità di sottrarsi a dispositivi di potere e di elevarsi. Passando per Thoreau, Nietzsche, Foucault, Shusterman si arriva al culturismo di Schwarzenegger, ai pugni di Muhammad Ali, alle Mixed Martial Arts, agli allenamenti di Bruce Lee e all'Arte marziale del Hwa Rang Do praticata da Simone Regazzoni. Egli stesso filosofo atleta che si muove nell'orizzonte della filosofia incarnata per provare ogni giorno a essere migliori di ciò che si è.


Queste le opere che ha scritto prima di I SEGNI DEL MALE, se volete conoscerne la trama cliccate QUI.















Un autore con molto da dire e condividere, una studioso che dedica la sua vita alla filosofia, scrivendo saggi ma anche romanzi per intrattenere. Spero possiate prendere spunto e allungare la vostra lista dei desideri, io ad esempio ne ho segnato uno sulla letterina...il mio compleanno si avvicina!

Non perdete la tappa di domani, sul blog LETTURE A POIS. 

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#Recensione,

Recensione - Confessioni audaci di un ballerino di liscio di Paola Cereda

sabato, ottobre 24, 2020 Baba Desperate Bookswife 4 Comments


Il libro
Confessioni audaci di un ballerino di liscio   di Paola Cereda
Editore: Baldini e Castoldi| Pagine: 205| Pubblicazione: 2017 Prezzo 16,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Psicologa, è nata in Brianza ed è appassionata di teatro. Dopo un lungo periodo come assistente alla regia in ambito professionistico, è andata in giro per il mondo fino ad approdare in Argentina, dove si è avvicinata al teatro comunitario. Oggi vive a Torino e si occupa di progetti artistici e culturali nel sociale. Vincitrice di numerosi concorsi letterari, è stata finalista al Premio Calvino nel 2001 e nel 2009. Ha pubblicato Della vita di Alfredo (2009), Se chiedi al vento di restare (2014) e Le tre notti dell’abbondanza (2015). Nel 2019 con Perrone Editore ha pubblicato Quella metà di Noi.
Recensione
e mezzo

STORIA DELLA MIA COPIA
Buongiorno lettori, durante il mio blocco del lettore che ormai dura da almeno tre settimane ho deciso di provare a reagire. Ho chiesto alla mia amica Daniela di Un libro per amico un consiglio spassionato per affrontare questo momento in cui non mi va bene niente. Storie romantiche no perchè mi viene il nervoso, tristi nemmeno perchè mi deprimo, troppo esilaranti manco a morire perchè mi viene da piangere, libri lunghi neppure, i racconti non mi piacciono, per quelli troppo descrittivi il momento non è propizio e perdo la concentrazione. Proprio Daniela mi fece comprare il libro della Cereda tempo addietro, che ho lasciato da parte per leggere "Quella metà di noi" lo scorso anno. E' il momento per scoprire cosa ha da dirmi Franco detto Frank e la sua balera nel Polesine. 

COSA NE PENSO 
La paura non appena iniziato questo libro era alle stelle: avevo appena abbandonato King e il suo famoso "Il gioco di Gerald", ma non ero nemmeno riuscita a terminare il mio tanto caro Costantini. E se mi fossi bloccata un'altra volta? Come immaginate già, se state leggendo questo post è perchè per fortuna tutto questo non si è avverato e io in poco più di tre giorni ho portato a termine il romanzo. 
La storia di Frank Saponara, cinquantenne dalla vita sentimentale complessa, mi è entrata dentro con violenza e passione, come quella dell'Emerezin, uomo discutibile ma dalla grande sensibilità. 

Paola Cereda, grande narratrice e comunicatrice, mette in piedi un romanzo credibile, tenero, triste ed efficace partendo dal compleanno del Sorriso Dancing Club di proprietà dello stesso Frank: proprio grazie a questa serata di festa ho conosciuto i personaggi che girano intorno al protagonista, quelli che lo hanno cresciuto, quelli che hanno svezzato i suoi appetiti, quelli che lo hanno deluso, quelli che lo hanno ferito, quelli che gli hanno regalato momenti di felicità. Frank è un egocentrico ballerino di liscio e in qualche modo tutto deve girare intorno a lui e alla sua balera dove si suona musica tradizionale, perchè così gli ha insegnato il suo ormai defunto babbo. Un uomo che non sa vivere per davvero e che prende ogni sconfitta come qualcosa di personale, una persona che non è in grado di fare un passo indietro e guardare la vita da una prospettiva diversa e più ampia. Frank Saponara è circondato da molteplici persone, le amanti abbondano sul suo divanetto azzurro ma fondamentalmente è solo e torna a dormire ogni notte nel suo letto da ragazzo troppo corto per la sua statura mentre la madre ha ormai traslocato e si è rifatta una vita insieme ad un'altra persona. 
Ma quella notte, proprio la notte della festa muore Vladimiro Emerezin, gran bevitore di Verduzzo e frequentatore della via delle prostitute, un uomo criticato dalla società ma difficilmente battibile in sensibilità e comunicazione della verità: grande ideatore di massime assolutamente veritiere lascia questo mondo con un biglietto omaggio per il Sorriso firmato con una parola che farà riflettere Frank. Chissà se riuscirà a fare i conti con il suo passato e riuscirà a uscire dal bambino che lo avvolge. 

Anche se di ballo non ne capisco nulla questa è stata la mia storia, se di musica da balera ne capisco ancora meno (e lo ammetto, non mi piace molto) questa è stata comunque la mia storia. Se un romanziere sa trasmettere sentimenti ed emozioni potrebbe digitare sulla tastiera del computer qualunque cosa ma arriverebbe comunque a trasmettere il suo stato d'animo e quello che lo ha portato a scrivere di quelle cose lì. Avevo paura che l'argomento avrebbe raffreddato il mio interesse ma così non è stato e io ho indossato abiti lunghi e sberluccicanti e mi sono rifugiata tra le braccia di qualcuno per farmi guidare in un Valzer che non sapevo ballare ma che ho imparato ad apprezzare. 

Paola, ti devo un biglietto <3 

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#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #74 - Recensione di La casa di sale e lacrime - Erin A. Craig

martedì, ottobre 20, 2020 Baba Desperate Bookswife 9 Comments

Buongiorno lettrici e lettori! Come state?

Oggi torno con un fantasy che mi ispirava da tantissimo tempo e che ho voluto acquistare non appena ne ho avuta la possibilità: sto parlando di La casa di sale e lacrime, di Erin A. Craig.

Ho parlato di fantasy, ma forse sarei più precisa se definissi questo romanzo un “fantasy-horror”, e ne scoprirete presto il motivo.

Fonte Google

Sulla rocciosa isola di Salten, dove la Gente del Sale venera il dio del mare Pontus, vive il duca Thaumas con le sue dodici figlie… ehm, no, le figlie sono soltanto otto ormai: Ava, Octavia, Elizabeth ed Eulalie sono morte tutte in circostanze più o meno misteriose, e gli abitanti dell’isola cominciano a pensare che la famiglia Thaumas sia maledetta. Annaleigh, la sesta delle Thaumas, comincia a credere che la morte delle sue sorelle non sia stata accidentale, e inizia a indagare, ma al tempo stesso deve cercare di proteggere le ragazze rimanenti…

Ragazzi, molto raramente sono attratta in modo così forte da un fantasy. Questo, complice il titolo così strano e la recensione appassionata di una ragazza americana che seguo su Goodreads, è finito in wishlist ben prima che fosse tradotto in italiano, e l’ho comprato non appena l’ho visto in libreria. Ne sono stata contenta? Diciamo al 90%, e adesso cerco di spiegarvi il perché.

Innanzitutto l’ambientazione: la Craig ha fatto, a mio parere, un gran lavoro in questo senso perché, a differenza della maggior parte dei fantasy puri che ho letto, ne La casa di sale e lacrime sembra proprio che Salten sia un posto reale, la cui economia è strettamente legata al mare e ai suoi prodotti, e che si possa raggiungere con qualche ora di viaggio in nave. Ormai sapete che per me, se l’ambientazione è ben tratteggiata, per me l’autore ha già fatto il 50% del lavoro.

Un altro elemento che mi ha fatto amare questo libro è la costruzione assolutamente originale della trama. C’è tantissima carne al fuoco, gli avvenimenti si susseguono senza sosta lungo tutte le pagine del libro e non ci si annoia neanche per un secondo. La vostra preoccupazione, semmai, sarà riuscire a non spaventarvi leggendo delle raccapriccianti morti delle sorelle Thaumas… o degli strani incontri che comincerà a fare Annaleigh. Sono tutti reali, o c’è qualche allucinazione?

Le sorelle avrebbero forse potuto essere un po’ più caratterizzate, ma capisco che non fosse facile trovare degli elementi particolarmente identificativi per dodici ragazze. La meglio riuscita è sicuramente la piccola Verity, che mi ha commossa con la sua dolcezza e innocenza.

A mio parere c’è soltanto un difetto che ho riscontrato in questo libro, abbastanza importante però: infatti non so se sia un errore dell’autrice o se io, presa dalle mille avventure che affronta Annaleigh, mi sia persa per strada, ma secondo me la Craig non dà risposta a una questione abbastanza importante. Dovrei rileggere il volume e farci più attenzione… o magari chiacchierare privatamente con qualcuno di voi che l’ha già letto… Magari Ombretta di Ombre di carta che mi sembra ferrata sul genere!

Per ora vi ringrazio per avermi seguita anche oggi, e ci rileggiamo presto!


 

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#Recensione,

Review Party - Le diecimila porte di January di Alix E. Harrow

martedì, ottobre 13, 2020 Baba Desperate Bookswife 3 Comments

 




TRAMA:
Estate 1901. Un’antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto.

Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti “di un valore singolare e unico”, e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura… Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d’argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma.

Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libricino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: LE DIECIM POR. Un libro che ha l’aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei…

TITOLO: Le diecimila porte di January - AUTORE: Alix E. Harrow - CASA EDITRICE: Mondadori- PAGINE: 396  - PREZZO: 20,00€ - PUBBLICAZIONE: 13 ottobre 2020

RECENSIONE

Faccio una premessa: i libri fantasy mi attirano moltissimo ma spesso inciampo in delusioni. Non so bene se sia colpa delle aspettative, se sia colpa del mio grande amore incondizionato verso Harry Potter e la sua banda o semplicemente perché mi manchi la fantasia necessaria per immergermi in una storia lontana anni luce dalla realtà. 

Quando un libro mi chiama, mi attira, stuzzica il mio appetito da lettrice curiosa io ci riprovo, fiduciosa che possa esserci lì ad aspettarmi una storia capace di portarmi veramente altrove. Per questo motivo di tanto in tanto trovate sul blog qualche libro fantasy.

Le diecimila porte di January è un romanzo particolare, ambientato agli inizi del 1900, ha come protagonista una ragazzina dalla situazione familiare complicata che vive sotto la tutela di un misterioso ricco signore che si chiama Locke. Questo importante e facoltoso personaggio abita in una villa da antica, organizza delle feste frequentate da persone altrettanto importanti e ha ai suoi servizi il padre di January, che ricerca per lui oggetti misteriosi, rari e preziosi girovagando per il mondo. 

Un bel giorno, quando la protagonista è solo una bambina, una Porta (con la P maiuscola) appare come per incanto ( o perchè ci crede con tutta se stessa), January la attraversa e scopre come per magia un mondo diverso, con case strane, odori che non conosce e paesaggi a lei sconosciuti. Da quel momento la curiosità non può essere placata e anche se le proibiscono di scrivere, fantasticare e fare congetture, quando è più grande troverà un libro. Questo oggetto dai profumi invitanti e dalle pagine fitte sembra arrivato proprio nel momento del bisogno, così durante la lettura la ormai adolescente protagonista viene catapultata in avventure che in qualche modo sembrano avere a che fare con lei. 

Se mi chiedete cosa pensi di questa lettura, beh posso dirvi che è assolutamente scorrevole e piena di quesiti: porte che compaiono per poi ritrovarne solo i resti, una ragazzina vestita con bustini e abiti dell'epoca (che a me piacciono tanto), un libro misterioso che a sua volta contiene una storia che scorre parallela a quella principale, persone scomparse, amicizie insolite, personaggi stravaganti ed enigmatici. Tutti ingredienti validi per la costruzione di un libro promettente e fantasioso. Credo che la struttura, le descrizioni, lo stile dell'autrice e il tipo di trama siano adatti ad un pubblico giovane, ma anche gli amanti del fantasy non resteranno delusi. 

Ho una particolare simpatia per la protagonista, una ragazza con le idee chiare, una psicologia interessante e un carattere "bellicoso" nonostante l'educazione rigida che le è stata impartita. January è curiosa, avventurosa e non si accontenta delle risposte che le vengono date, lei vuole sperimentare. Ho sicuramente assistito all'evoluzione di un personaggio, una ragazza coraggiosa che fa di tutto per toccare il sogno con un dito e afferrarlo. Niente è semplice, perchè ogni scelta ha delle conseguenze anche dolorose, non tutte le prove da superare sono semplici, ma si persevera. In compagnia di Jane (una donna mandata da suo padre per starle accanto), il cagnolino Sinbad e l'amico di sempre Samuel, January affronterà delle prove e pagina dopo pagina si scioglieranno delle matasse. 

Purtroppo, per quanto l'abbia trovata una lettura affascinante e per quanto ci siano dei messaggi ben chiari al suo interno, non è scattato l'amore. Sostengo che sia una lettura interessante, sono certa che gli amanti del genere apprezzeranno completamente questo tipo tipo di storia ma a me è mancato il coinvolgimento, ovvero non sono stata risucchiata dal vortice. Ho però parecchie amiche e allieve alle quali consigliarlo :-) (Ombre di cartaaaaaaaaa dove ti nascondi?)

Ringrazio le mie compagne di viaggio e vi invito ad andare a leggere le loro recensioni, così da avere sott'occhio vari punti di vista: 

Me and Books

Rachel Sandman

A spasso coi libri

Sognando tra le righe

Reading love

Innamorata di un libro

Un libro per amico

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#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #73 - Il giardino delle spezie segrete

mercoledì, ottobre 07, 2020 Baba Desperate Bookswife 0 Comments

 Buongiorno lettori! Vi lascio in compagnia di Nadia :-) 

Buongiorno lettrici e lettori, 

come state? Io confesso che devo ancora riprendermi e abituarmi al freddo improvviso che si è abbattuto qui al nord da qualche settimana: va bene l’autunno, ma così stiamo un po’ esagerando! Comunque, bizze climatiche a parte oggi voglio raccontarvi di un romanzo storico che stazionava da tempo sul mio Kobo: sto parlando de Il giardino delle spezie segrete, dell’inglese Charlotte Betts.

Devo dire che non ricordo neanche più per quale motivo avessi preso questo romanzo: non conoscevo l’autrice e (mea culpa!) leggo veramente pochi romanzi storici, non perché non mi piacciano ma perché c’è sempre qualcos’altro che attira la mia attenzione (chi è che ha urlato “i thriller!” laggiù in fondo? Ebbene sì, avete ragione). Non avevo dunque molte aspettative quando ho cominciato questo romanzo, volevo soprattutto sfoltire l’ebook reader dai libri più vecchi. Devo dire invece che sono rimasta piacevolmente sorpresa!

fonte google


Il giardino delle spezie segrete si ambienta a Londra nella seconda metà del diciassettesimo secolo: più precisamente facciamo la conoscenza della nostra protagonista nel 1665, mentre a Londra imperversa la peste. Susannah è la figlia dell’affermato speziale Cornelius; nonostante il momento spaventoso, con l’epidemia che falcidia gli abitanti della capitale e gli altri speziali che chiudono uno dopo l’altro, preda della peste o semplicemente in fuga, Susannah vive serena e felice. Dopo la morte della madre ha ritrovato un equilibrio aiutando Cornelius in bottega e ora conosce preparati e ricette bene quanto il padre. Quando Cornelius decide di risposarsi, però, la difficile convivenza con la matrigna e suoi pestiferi figlioletti mette a dura prova la pazienza di Susannah che, non potendo più neanche discutere piacevolmente con il padre sui libri letti e le nuove cure, accetta la corte di Henry, il cugino del medico del quartiere, appena arrivato a Londra dalle Barbados. E questo è solo l’inizio…

Come dicevo, ho iniziato questo romanzo con aspettative molto basse, ma devo ammettere che lo stile della Betts mi ha saputo conquistare da subito. L’autrice è riuscita a fare molto bene le due cose che reputo più importanti quando leggo un romanzo: caratterizzare alla perfezione i suoi personaggi e creare un’ambientazione accurata, credibile e che faccia sognare un’esigente amante dei viaggi come me!

Susannah a mio parere è la protagonista perfetta perché, pur essendo buona di cuore, intelligente e sveglia, non è scevra da difetti. È piuttosto petulante, poco paziente e anche leggermente snob, ma queste caratteristiche ce la rendono più simpatica, perché in fondo chi, nella vita vera, può essere considerata un’eroina a tutto tondo? Anche gli altri personaggi sono caratterizzati alla perfezione, dall’arrivista matrigna Arabella all’irresoluto Cornelius, dal marito Henry, pieno di segreti, al di lui cugino William, apparentemente burbero e freddo.

Anche per quanto riguarda l’ambientazione la Betts ha fatto un gran lavoro: la Londra del Seicento è descritta con maestria, non soltanto per quanto riguarda i quartieri e il Tamigi, ma anche per l’atmosfera che l’autrice è riuscita a ricreare. Se ci ripenso mi sembra ancora di sentire i miasmi pestilenziali che aleggiano sul fiume, e meno male che non ho letto questo romanzo durante il lockdown, perché la descrizione della quarantena che subivano gli ammalati di peste e la fine che facevano i poveretti che non riuscivano a sopravvivere (ovvero la maggior parte di chi si ammalava) mi avrebbe tolto il sonno per giorni!

In conclusione, un libro che vi consiglio assolutamente, soprattutto se amate i romanzi storici e se siete attratti come me dalle ambientazioni accurate. Da parte mia, voglio recuperare senz’altro tutti i romanzi di questa scrittrice!

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#Blogtour,

Blog Tour di Tutto accade per una ragione di A. Dalton - Gli amici sono la famiglia che ti scegli

lunedì, ottobre 05, 2020 Baba Desperate Bookswife 0 Comments


Buongiorno lettori, come state? Oggi tocca a me! Eh sì perché il blog tour è iniziato venerdì a casa di Esmeralda (link QUI), poi da Marianna (QUI) e infine da Bookspedia (QUI). 
Oggi vi presenterò i personaggi di questa trilogia, che proprio come dice il titolo, sono una grande famiglia "per scelta". 

Andrea Doyle, la protagonista è una una ragazza di provincia che da una decina d'anni si è trasferita a San Neri dopo aver vissuto a Dublino: ha perso la mamma quando era solo una bambina e insieme al padre hanno deciso di scappare dall'Irlanda e da ricordi dolorosi per rifarsi una vita. Andrea vuole seguire la strada della madre e fare la giornalista, si impegna a tal punto da vincere una prestigiosa borsa di studio presso il Longjoy College a Venezia, scuola costosa ed esclusiva dalla quale escono solo i migliori. I primi tempi è intimorita, non conosce nessuno e l'ambiente competitivo la mette a disagio, le sembra un mondo troppo diverso dal suo. Ha però la fortuna di conoscere delle persone che la accompagneranno durante il suo viaggio. Compagni che la sosterranno e la sproneranno, le permetteranno di non sentire troppo la mancanza di casa, amici con i quali costruirà un progetto, esseri umani così coesi da poter chiamare famiglia. Adesso non resta che presentarli anche a voi. 

UNO:  un anno accademico più avanti, è il compagno di stanza di Andrea (nei primi due libri), diventerà il suo migliore amico, il saggio, il sentimentale, una persona un po' dispettosa ma che la farà divertire e avrà sempre le braccia pronte ad accoglierla nel momento del bisogno.

ANDRE: mingherlino ma grande amante della cioccolata, un po' timido con la passione per la politica, sogna di scrivere per il corriere della Sera. E' leale, buono, un ragazzo che sa ascoltare e mediare. 

MARILYN: una punk metallara senza peli sulla lingua, trova un soprannome azzeccato per tutti, è fondamentalmente una persona buona ma non sopporta le smancerie e se le si pesta un piede...dire che morde è riduttivo, lei ha la capacità di terrorizzare il prossimo. Paladina della giustizia, in  perenne lotta verbale con la "cattiva" del college: Barbie. Lei però è quella che strappa sempre una risata.

JOKER: fisico prestante, capelli verdi e sorriso enigmatico, lui è il personaggio forse più complicato di questa trilogia, difficile capire quali pensieri gli passino per la testa. Grande amante del cinema, per entrare in camera sua è necessario saper decifrare una citazione tratta da qualche film e ovviamente dare la risposta corretta. Chi sbaglia non entra, nessuna eccezione.

MARIETTA (Rapunzel): nuova compagna di stanza di Andrea, ragazza timida e insicura, ha una grande ammirazione verso la Doyle che si è fatta da sola, faticando e impegnandosi a fondo per raggiungere un obiettivo. Non fa parte della "famiglia" ma è comunque una persona che contribuisce alla crescita personale della protagonista. 

All'interno di questo libro il tema dell'amicizia è in primo piano. L'autrice mette in evidenza l'importanza di far parte di un gruppo per sentirsi a casa, sopratutto quando gli affetti stretti e la famiglia sono lontani chilometri. I momenti di difficoltà nella vita capitano a tutti ma avere la fortuna di essere accompagnati, di non sentirsi soli, di essere accettati per quello che si è, anche quando si commettono degli errori è di vitale importanza. Anna Dalton ha creato una rete indistruttibile, ha costruito dei legami mettendo insieme personaggi diversi ma che in qualche modo si completano. L'amicizia vera resiste a tutto: distanza, divergenze, lavoro. L'amore di un amico ci accompagna per tutta la vita: bisogna saperlo coltivare. 

Per voi quanto è importante l'amicizia? Siete di quelli "pochi ma buoni" oppure preferite le grandi compagnie? Avete ancora rapporti con persone con le quali avete condiviso un rapporto scolastico, oppure dopo la scuola avete tagliato i ponti per varie ragioni e avete trovato amici più affini alla vostra attuale vita? 

Vi ricordo che domani potrete trovare "Le cinque motivi per leggere la serie" su Reading at Tiffany's! 

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#Recensione,

Review Party di Tutto accade per una ragione - Anna Dalton

giovedì, ottobre 01, 2020 Baba Desperate Bookswife 2 Comments

 


Il libro
Tutto accade per una ragione di Anna Dalton
Editore: Garzanti| Pagine: 352| Pubblicazione:  1 ottobre 2020 | Prezzo 17,60€| Trama: Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Anna Dalton è nata ad Arzignano. Laureata in lettere, si è specializzata in editoria e scrittura all’università La Sapienza di Roma. Di mestiere fa l’attrice. Questo è il romanzo conclusivo della trilogia. Precedentemente ha scritto "L'apprendista geniale" 2018, "La ragazza con le parole in tasca" 2019. 
Recensione
E così oggi vi parlo del capitolo conclusivo di una serie  che mi ha appassionata piano piano, facendomi appassionare ai personaggi e ai luoghi un po' per volta, senza fretta, ma in quel tempo giusto per farli un po' miei. 
Anna Dalton torna in libreria dopo un anno per raccontarci l'ultimo anno al Longjoy College (l'università esclusiva e facoltosa dove si studia per diventare giornalisti) di Andrea Doyle e dei suoi compagni di corso. 
Quest'anno accademico è il più complesso, prevede una settimana fuori sede in una capitale europea, per poter scrivere un articolo di fondamentale importanza ai fini della laurea e infine non può mancare l'esame, quello con la E maiuscola, il temuto P.E.S.A.N.T.E. ovvero un concentrato di nozioni di giornalismo, finanza, affari esteri, insomma immaginate un macigno pesantissimo e moltiplicatelo all'infinito...
Andrea è eccitatissima all'idea di iniziare, ci sono i suoi più cari amici Andre e Marilyn, il finalmente fidanzato ufficiale Joker, il suo lavoro come insegnante d'inglese per bambini - forse - e per finire manca un passo alla realizzazione del suo sogno: diventare giornalista a tutti gli effetti e sperare di vincere lo stage al New Yorker Magazine. Come ormai abbiamo capito però, Andrea è famosa per complicarsi la vita, tutto potrebbe essere relativamente semplice anche se faticoso, ma la ragazza più determinata della scuola ama rendersi la vita difficile e anche questa volta non mancherà di stupirci. 

Quest'ultimo capitolo è stata una vera sorpresa, dopo poche pagine mi sono ritrovata perfettamente a mio agio tra le mura della scuola e ho scoperto che i personaggi mi erano mancati in quest'ultimo anno di lontananza. Anche Barbara Rei, detta Barbie, il personaggio malefico per eccellenza, La Strega con le mele nel cestino se fossimo dentro a Biancaneve, ha il suo fascino negativo, e persino Diletta, una delle baby allieve di Andrea, con il suo teacheeeeer mi ha fatto sorridere affettuosamente non appena ritrovata tra le pagine. 

In questo romanzo, oltre alla determinazione e alla fatica che si deve compiere per raggiungere un obiettivo, si parla di responsabilità, di scelte da prendere al volo, di conseguenze che ne derivano. Non sempre quando ci si trova ad un bivio si deve scegliere la strada giusta, semplicemente perchè l'altra non è necessariamente sbagliata ma semplicemente meno adatta alle esigenze del momento. Questo provoca sofferenza a chi deve imboccare la via, perchè in fondo al cuore vorrebbe poterle percorrere entrambe e ed è consapevole che quella scartata sarebbe comunque una valida possibilità. Non so se sono riuscita a spiegarmi. Purtroppo non ho le doti di Andrea :-)! 

Questa storia riserverà delle sorprese, taaante sorprese, nuovi personaggi, emozioni a non finire e un po' di rabbia. Sì perchè dovete sapere che Andrea non sempre è così sopportabile, ha un pizzico di egoismo inside che fa soffrire un po' chi le sta intorno e lei non sempre se ne accorge e comunque cerca sempre una giustificazione. Diciamo che per fortuna la Dalton NON ha costruito la protagonista perfetta e meno male! 
Una cosa però ve la dico: questo libro crea dipendenza. Quindi, se cercate una lettura leggera, che vi faccia un po' sorridere e un po' sognare senza però essere banale...questo libro fa per voi. Se amate i romanzi ambientati all'interno delle mura scolastiche, questo libro fa per voi. Se siete cinefili questo libro fa per voi. Se avete voglia di leggere un libro sui rapporti umani, sull'importanza dell'amicizia...questo libro fa per voi. Se avete paura di non riuscire ad arrivare al traguardo, questo libro fa per voi!

Ma attenzione! Questo volume ESCE OGGI, 1 OTTOBRE, ma se non avete letto i precedenti, mi raccomando ecco l'ordine da seguire (il link rimanda alla mia recensione): 

Non mi resta che ringraziare le mie compagne di avventura, ovvero, Bookspedia, A Spasso coi libri, Reading at Tiffany's e Esmeralda viaggi e libri. Andate a leggere le loro recensioni. Infine un thank you a Garzanti per avermi permesso di leggere questa storia in anteprima!

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