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Il ritratto di Constance -Recensione #7 - Blog Tour tappa 3

 

Eccoci pronti per la terza tappa di questo blog tour dedicato ad un altro libro della collana "Femminile Singolare" di Morellini. Si tratta di Lady Constance Lloyd - L'importanza di chiamarsi Wilde scritto da Laura Guglielmi. Ringrazio come sempre Marianna De Pilla per avermi inserito all'interno di questo progetto e a tutte le altre blogger che hanno partecipato attivamente. Nel banner al fondo di questo post trovate le tappe pregresse e quelle future. 

Il libro
Lady Constance Lloyd - L'importanza di chiamarsi Wilde di Laura Guglielmi
Editore: Morellini| Pagine: 256| Pubblicazione: 2021| Prezzo 17,90€| Trama:Qui
Genere: biografia
Notizie sull'autrice
Laura Guglielmi è nata a Sanremo ma vive a Genova, dopo aver trascorso alcuni anni a Roma e a Londra. Ha lavorato per le pagine culturali de “Il Secolo XIX” e ha diretto il web magazine www.mentelocale.it. Ha collaborato anche con Radio Rai, “D - la Repubblica delle donne”, e “TuttoLibri - La Stampa”. Si è specializzata sul rapporto tra letteratura e paesaggio e ha curato una mostra fotografica su Italo Calvino, che è approdata anche alla New York University. Nel 2019, per la Newton Compton ha pubblicato Le incredibili curiosità di Genova. Uno sguardo su più di mille anni di storia della Superba. Suoi racconti sono usciti su antologie e riviste. Ora insegna giornalismo web all’Università di Genova. La trovate anche sul suo sito www.lauraguglielmi.it.
Recensione di Baba
e mezzo

Carissimi lettori come state? Vi spero bene. Oggi sono qui a parlarvi di un libro che ho letto in breve tempo a causa del mio tratto cervicale che mi regala qualche noia. Laura Guglielmi ha scritto una biografia dedicata a Constance, la moglie del celebre Wilde e lo ha fatto con eleganza, delicatezza e un pizzico di modernità, nonostante l'epoca in cui è ambientata.
Scritta in prima persona, i capitoli divisi come se si trattasse di un'opera teatrale, l'autrice ripercorre la vita della protagonista narratrice a partire dalla sua infanzia, inserendo alcuni stralci narrati proprio dal caro vecchio Oscar, che si insinuano quasi prepotentemente all'interno del racconto, in maniera egocentrica, proprio come lui.
La vita di questa donna è stata tremendamente difficile, una madre tremenda, un padre donnaiolo e un marito che l'ha umiliata e messa quasi sul lastrico mentre la amava, perché lui la amava. Constance Mary Lloyd era progressista, attenta ai problemi delle donne e delle minoranze, aveva un intelletto superiore e una bontà non comune. Mi ha colpito come l'amore possa dimostrarsi ed evolversi in maniera non "convenzionale" o in maniera comunque diversa da come vediamo noi le cose.
Ultimamente mi stanno capitando diverse biografie, così tante insieme non le avevo mai lette e devo ammettere che sono contenta, perché sono letture che restano perché si impara sempre qualcosa, in ogni volume.
In questo libro non c'è solo la vita della Signora Wilde, ma anche molto, moltissimo di suo marito e secondo me non poteva andare diversamente.
Mi è anche piaciuta la simpatia dimostrata per l'Italia, i paesaggi, il mare. Le descrizioni non sono troppe eppure esaustive, rendendo chiaro quello che la protagonista aveva davanti agli occhi.
Quello che mi ha lasciata basita? L'egoismo ed egocentrismo di Oscar Wilde. Un uomo così molle, totalmente privo di spina dorsale, senza sensibilità e privo di responsabilità, come se tutto gli fosse dovuto. Un poeta e un artista straordinario, ha lasciato all'umanità dei beni culturali di inestimabile valore, ma come uomo? Quanto valeva? Non si tratta dei tradimenti, si tratta di una vita intera a infliggere sofferenze alle persone che più lo hanno amato. Per cosa poi? Per correre dietro ad una persona che lo ha portato dietro nel baratro. Sono davvero felicissima di aver letto questo volume e ve lo consiglio!



Blogtour di Gala Eluard Dalì. Per interposti uomini - Presentazione


Dove sono i miei Lettori Disperati? Eccoliiiiii! Siete pronti per un nuovo blog tour? Oggi qui si parla di una donna pazzesca, ovvero Gala Èluard Dalì.

Gala Éluard Dalí, nata Elena Dmitrievna D’jakonova, fu una modella, artista e mercante d'arte russa, nota per essere stata la moglie e il soggetto di molte opere di Salvador Dalí. Non  famosa per la sua bellezza, eppure incantò tutti, come un serpente a sonagli. Al suo passaggio le persone si fermavano senza parole tanto era il suo fascino e la sua fierezza. Elegante, sicura, determinata, Gala sposò prima un poeta, Paul Èluard e quando incontrò il giovane Dalì si innamorò ancora, risposandosi. Venne soprannominata Gradiva, era manipolatrice e arcigna, ma indubbiamente la sua fama la deve sopratutto agli uomini con cui costruì un legame, che anche grazie a lei diventarono quello che sono oggi: Ricordati e Famosi. 
Fonte Google

Prima di iniziare con il parlarvi della trama e delle sorprese dell'extended book vorrei ringraziare Marianna del blog "A spasso coi libri" che come sempre si da molto da fare per tenere tutto insieme e creare eventi interessanti. Questa collana edita da Morellini deve essere conosciuta e pubblicizzata perché tratta romanzi di qualità, dietro ai quali c'è un lavoro di ricerca notevole. Quindi W I BLOGTOUR. 

Titolo: Gala Èluard Dalì

autrice: Anna di Cagno

Pagine: 171

Editore: Morellini

Prezzo: 17,90€

Pubblicazione: ottobre 2021

TRAMA:Aprile 1975, Pùbol, Gerona. Gala Éluard Dalì si ritira per una settimana in solitudine nel castello che il suo secondo marito, Salvador Dalì, le ha regalato. Una notte una ragazza bussa alla sua porta: è una giovane studentessa dell’Università di Torino che sta lavorando alla sua tesi di laurea. Si apre così un incontro causale, ma forse necessario per entrambe, che si svolge all’interno di quello che Dalì considerò il suo più grande capolavoro.In ogni stanza si apre uno squarcio sulla vita, incredibile e mitica, della Musa più celebre del surrealismo; una donna che ha segnato un’epoca, e ispirato il poeta e l’artista più famosi del movimento culturale.


NOTIZIE SULL'AUTRICE:
Anna Di Cagno è nata a Bari ma vive a Milano. Ha studiato Filosofia a Torino e poi lavorato per “Cosmopolitan” e “Soprattutto”. Ha sempre collaborato con magazine femminili occupandosi di tematiche di costume, cultura e attualità. Ha collaborato con agenzie di comunicazione e tre anni fa ha fondato il blog www.mollybrown.it, il primo sito italiano che si occupa di cultura pop. Per Morellini Editore ha scritto “Nonne, istruzioni per l’uso” e ben tre edizioni della guida “Milano al Femminile”. Sempre per lo stesso editore ha curato “Lettere alla madre” (2018) e “Lettere al padre” (2019), antologie con testi degli autori più interessanti della narrativa italiana, e partecipato alla raccolta di racconti, a cura di Elena Mearini, “Tra Uomini e Dei. Storie di rinascita e riscatto attraverso lo sport” (2020). Con Elena Mearini tiene corsi di scrittura creativa presso Labò, associazione culturale di cui è vice-presidente.

EXTENDED BOOK:
Grazie al famoso quadratino che ormai scannerizziamo ovunque, in pizzeria per scoprire il menù, sul telefono per mostrare il Green Pass, insomma grazie a quel simbolo si aprono dei mondi. Morellini ha deciso di fare in modo che il libro in sé fosse solo l'inizio di un'avventura, uno spunto per scoprire grazie alla curiosità che si è destata leggendo le pagine dell'autrice. Cosa potrete trovare, compreso nel prezzo del libro, scansionando il QR Code? Un mondo! Ad esempio il video dell'autrice che presenta il romanzo, quindi avrete una presentazione direttamente a casa vostra. Poi potrete ascoltare una playlist creata appositamente per questa storia, scoprire il Castello di Pubol (luogo dove è ambientato il romanzo), e molto, molto altro che non vi dirò, perché dovrete scoprirlo da soli. 

Adesso non vi resta che aspettare fino a domani per il post di "In punta di carta". Grazie della vostra attenzione e a presto miei cari. Kiss for You. 

Blogtour di Lucia Bosè - L'ultimo ciak - Tappa 1 - presentazione libro






Titolo:  Lucia Bosè. L'ultimo ciak
Autore: Elena Mora
Genere: Biografie
Pubblicazione: 5 agosto 2021 - Morellini - Femminile singolare
Pag.: 160
Costo: 17,00 € cartaceo - 6,99 ebook

Trama: Da Miss Italia a musa di Visconti e Antonioni. La vita di Lucia Bosè è costellata di successi e di cadute, come quando la casa in cui abitava da bambina, in un quartiere popolare di Milano, fu rasa al suolo sotto il peso delle bombe durante la Seconda Guerra Mondiale. Quindi il fatidico incontro, appena adolescente, che farà di lei una stella del cinema… grazie a un marron glacé. Una carriera fulminante la sua, ma proprio al culmine della notorietà e della fama decise di ritirarsi dalle scene per amore di Dominguín, il più grande Torero di tutti i tempi, dal quale ebbe tre figli: Miguel Bosé, Lucia e Paola Dominguín. Lo seguirà fino in Spagna dove vivrà anche dopo il divorzio, evento che segnerà il suo ritorno al cinema con Fellini, Taviani e Özpetek. In queste pagine il ricordo del regista del suo ultimo film, che parla di una donna dei nostri tempi, forte, indipendente, libera e anticonformista, amante del blu e degli angeli. Una grande attrice, icona della bellezza italica, che si è spenta a marzo del 2020 - all'età di 89 anni - per coronavirus e che nella vita ha sempre lottato, senza mai perdere la fiducia in un domani migliore.


LAURA AVALLE
 scrittrice e giornalista esperta di salute e benessere, è ideatrice dell’iniziativa #Faivolareunafiaba che ha portato alla realizzazione del libro Il mostro con gli occhi rossi e altre storie (Morellini Editore, 2020). Tra le sue pubblicazioni, oltre a manuali di divulgazione scientifica per Tecniche Nuove, i romanzi Il mito dell’eterna giovinezza - Il conflitto tra desiderio e realtà (Armando Curcio Editore, 2020), da cui ne è nato un programma di informazione per la Web TV, Le altre me (La Lepre Edizioni, 2015) e l’epistolario a 4 mani con Andrea G. Pinketts E l’allodola disse al gufo: «Io sono sveglia, e tu?» (Europa Edizioni, 2012).

Ed ecco una breve presentazione del libro da parte dell'autrice:

Oltre al libro voglio però parlarvi della particolare collana che racchiude questo titolo e di una particolarità dei libri Morellini.




FEMMINILE SINGOLARE Ã¨ la nuova collana di Morellini che racchiude romanzi di vite vere di donne diretta da Sara Rattaro.
Al momento la collana comprende quattro pubblicazioni e ne ha in previsione altre tre tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022; trovate tutto a questo link.



Quante volte finite una lettura con la sensazione di aver bisogno di saperne di più di un personaggio o di un argomento trattato? Ed ecco qui l'idea che io ritengo geniale avuta da Morellini editore. Alla fine di ogni libro, troverete quello che viene chiamato EXTENDED BOOK perché il libro letto diventa un punto di partenza invece che un punto di arrivo.
Inquadrando con un vostro dispositivo mobile il QR CODE che trovate sul retro del libro sarete indirizzati a dei contenuti multimediali per avere delle informazioni in più sull'argomento appena trattato. 
In questo caso potrete trovare - oltre al racconto del libro da parte dell'autrice che vi ho allegato sopra - la playlist Spotify dedicata al libro, la video intervista inedita a Lucia Bosè, le foto di Lucia Bosè dentro e fuori dal set, il trailer di "Alfonsia y el mar" ultimo film di Lucia Bosè, le foto sul set dell'ultimo film, alcune pagine di poesie di Lucia Bosè "Poemas de Samosaguas e infine il poster del suo ultimo film.
Insomma, tantissimi contenuti interessanti arricchiscono l'esperienza di lettura e la rendono ancora più completa.
Allora, siete ancora indecisi o state già pensando di correre ad acquistare questa biografia?
Se siete ancora indecisi non perdetevi le prossime tappe del blogtour - sul banner in alto tutti gli appuntamenti - perchè sapremo sicuramente convincervi.
Per ora è tutto, vi aspettiamo domani sul blog Un libro per amico per la seconda tappa.

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Blogtour Wallis Simpson - tappa #3 - Una storia Romantica


 Buongiorno lettori e benvenuti alla terza tappa di questo blogtour dedicato alla biografia romanzata di Wallis Simpson scritta da Elena Mora. Il libro è edito da Morellini, costa 17,90€. Ci racconta la vita di questa donna e la sua unica debolezza: aver affidato la propria vita a un uomo.  

Fonte Qui

Quale donna può vantare il fatto di aver sposato un uomo che ha rinunciato a un regno in segno del suo amore? Wallis Simpson. Io oggi dovrei raccontarvi della storia d'amore che tutte le ragazze sognano, di un innamorato disposto a tutto pur di avere al suo fianco la donna della sua vita. Ebbene sì, ve la racconterò. 
Wallis è nata in Pennsylvania nel 1896, dopo due matrimoni da vera e propria arrampicatrice sociale è diventata l'amante del principe Edoardo, l'erede al trono d'Inghilterra. Era il 1934. Una donna semplicemente normale, dall'aspetto non così avvenente, che poteva vantare un po' di nobiltà da parte di una zia, che ha creato i suoi legami sociali in autonomia...riesce a farsi desiderare da uno degli uomini più ambiti d'Europa. Cosa volere di più? Ricordate però...ogni medaglia ha il suo rovescio e quello della loro si è chiamato Esilio. 

Quando Wallis e Edward hanno iniziato a frequentarsi con assiduità facendo parlare tutti i giornalisti del momento (a parte quelli inglesi...ovviamente), la nostra protagonista era ancora sposata con il suo secondo marito, Ernest Aldrich Simpson. Nonostante il ruolo importante del suo amante...non era così semplice divorziare e sposarsi ancora, per di più se c'era sospetto di un adulterio o che i due coniugi si fossero accordati: pensate che cosa pazzesca. Una donna doveva dimostrare di essere sola e solo una volta dimostrata la sua indipendenza poteva considerarsi libera, ma come immaginerete, non si trattava di pratiche immediate. 

Indipendentemente dal fatto che Wallis e Edoardo si amassero, la Royal Family mise i bastoni tra le ruote ai due novelli amanti e quando nel 1936 Re Giorgio V passò a miglior vita e lasciò la corona nelle mani del principe del Galles, poco dopo l'incoronazione quest'ultimo abdicò lasciando il regno nei palmi del fratello minore e della moglie Elisabetta (sì, proprio lei, la Regina Madre). Avete capito bene, visto che i reali non avrebbero mai permesso un matrimonio tra un'americana con due divorzi scritti sul curriculum e il Re d'Inghilterra...lui semplicemente abbandonò la corona, si prese il titolo di Duca di Windsor e se ne andò con una buona uscita. Si sono voluti bene? Erano fatti l'uno per l'altra? E' stata la storia d'amore di tutti i tempi? Non lo so. Quello che ho compreso è che più volte Edoardo ha manifestato la sua insofferenza all'idea di indossare la corona, aveva paura, non si sentiva adeguato. Che Wallis sia stata una scusa davanti alla Corte per lasciare tutto nelle mani del fratello? Credo che anche questo non lo sapremo mai. Indubbiamente il loro rapporto è stato intenso, Wallis ha creato una quotidianità ricca di impegni per tenere impegnato il marito, si è sempre prodigata al suo benessere e ha mangiato fango per il resto della sua vita, sentendosi rifiutata, detestata, la donna responsabile di un'abdicazione volontaria che ha attirato come una calamita l'odio della cognata che le ha riversato addosso la colpa di ogni disgrazia. Wallis si è impegnata perché il rapporto con suo marito apparisse spumeggiante, raggiante, felice. Non avrebbe mai permesso che parlassero male della loro unione. Ha combattuto l'odio con la forza del sorriso, gli schiaffi con la tenerezza verso suo marito e mai ha permesso che li mettessero in discussione. 

Un matrimonio da favola? No, se posso permettermi. Quando tutte le persone che ci circondano sono contrarie, per quanto amore si possa provare per la persona al nostro fianco, con il tempo le difficoltà sfiniscono. C'è sempre qualcuno nascosto dietro ad un cespuglio a cercare un nostro errore e comunque ci verrà vomitata addosso qualche colpa, nonostante la nostra presunta innocenza. Che oddio, la Simpson fosse proprio immacolata anche no! Amava quell'uomo oppure il prestigio che sarebbe derivato da quell'unione improbabile? A sua discolpa posso scrivere che più volte ha cercato di persuaderlo a non abdicare, ha comunque tentato di fare un passo indietro. Una mossa ingegnosa per la serie "In amore vince chi fugge" o una presa di coscienza? Non sapremo mai neppure questo. Una cosa è certa, Wallis aveva un grande stile, sia per quanto riguarda la vita che l'eleganza degli abiti indossati. Bisogna dargliene atto. 

Non perdete il post di domani sul blog "In punta di carta", si parlerà dei segreti nascosti dietro le quinte, dei retroscena! Non siete un po' curiosi? 
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Blogtour Colette- Tappa #3 - La donna



Buongiorno a tutti cari lettori, oggi tocca a me. Questa è la terza tappa del blog tour dedicato a Colette, scrittrice, giornalista, attrice, ballerina dei primi del '900. Una donna celebre che ha saputo trasformare a suo vantaggio tutto ciò che ha incontrato durante il suo percorso di donna, di moglie e di madre. 
Di Colette ho tanto sentito parlare da una mia cara amica, appassionata lettrice e amante delle sue opere. Non ho mai letto nulla di suo ma tanto ne ho sentito parlare. Quando la casa editrice ha proposto sul mercato questa collana ho pensato che fosse un'idea magnifica, biografie di donne scritte da donne. Personaggi straordinari raccontati all'interno di un libro che racconta come se fosse fiction...una storia vera.
Ho avuto modo di capire quanto sforzo abbia fatto questa donna nata nel 1873, per essere libera. Una persona che ha trasformato in arte di ogni genere ogni singolo momento della sua vita. Teatro, giornalismo, libri, addirittura la cosmesi. E per quanto facesse fatica a scrivere e la critica disprezzasse la sua vena considerata porno, il pubblico l'ha amata.
Non ho capito se ha saputo essere così forte per mascherare una grande debolezza, ovvero l'amore verso degli uomini che fondo l'hanno sempre delusa e sfruttata o se lei fosse davvero quel personaggio così ribelle. Chi era Colette? Una donna che non ce ne sta ad essere tradita e trasforma il suo dolore e il suo orgoglio in protesta e così fa parlare di sé, nel bene o nel male, oppure il fatto di essere cresciuta con una madre che l'ha lasciata libera ha influenzato il suo percorso? Oppure sono vere o false entrambe? Il suo carattere in parte anche scostante mi ha lasciata perplessa, il suo modo di approcciarsi verso le persone che avevano bisogno del suo amore mi ha fatto anche arrabbiare. Non è stata una brava madre eppure sua figlia, nonostante tutto le era devota. Non è stata nemmeno una brava figlia, soprattutto verso la fine della vita di Sido (la mamma). Si è sempre fatta trascinare dall'amore, ha lasciato che gli uomini la usassero ma ha tradotto le esperienze in parole o immagini. Nonostante le sofferenze si è sposata per ben tre volte, senza battere ciglio, fregandosene dei pettegolezzi o dei consigli. Così insicura negli affetti eppure così determinata nelle scelte che la riguardavano. Un personaggio che sarebbe emblematico oggi...figuriamoci un secolo addietro. Una donna che aveva ( a detta di sua madre stessa) mariti-padroni che però andava a ballare per lavoro mezza nuda in locali, quindi immediatamente giudicata come persona immorale. Figlia cresciuta all'insegna della libertà che non riesce nemmeno a dedicare del tempo ad una madre morente che sempre l'ha appoggiata e aiutata, persona dalla sessualità ambigua che non si cruccia di arrecare dolore alle persone alle quali si affianca, poiché forse nemmeno lei aveva idea delle sue reali inclinazioni. E con quale sfacciataggine dopo aver fatto soffrire una donna a lei molto vicina in un periodo della sua vita, le scrive dopo qualche tempo stupendosi dei successivi silenzi. Ingenua o troppo egoista? Un personaggio costruito con arguzia o una donna che viveva a sentimento senza preoccuparsi delle conseguenze? Questo è ciò che ho capito, o non capito della fantastica Colette, nata e morta tra gli affetti nonostante una vita all'insegna del suo successo. 

Concludo così questo post, con un punto di domanda. Non perdete il post di domani. L'argomento? Il rapporto con la figlia, sul blog "Un libro per amico". 

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Blog Tour - Il grido della Rosa di A. Basso - Tappa 4 Gioia:Una nuova indagine per Anita



Buongiorno lettori, siamo giunti al quarto appuntamento del blog tour dedicato all'ultimo romanzo della splendida Alice Basso. Secondo capitolo della nuova serie ambientata a Torino negli anni '30.

Sul blog "A spasso coi libri" la presentazione del libro QUI

A casa di "Un libro per amico" Anita e i gialli della casa editrice Saturnalia QUI

Da Bookspedia si parla di Anita e Sebastiano QUI

Oggi io invece vi racconterò qualcosa in più sull'indagine che Anita seguirà tra un impegno e l'altro. Siete pronti?

Nel volume precedente abbiamo lasciato Anita Bo confusa, felice del suo nuovo e temporaneo lavoro, in procinto di sposarsi (più o meno) e con un'indagine appena lasciata alle spalle che le ha regalato energia pura. Cosa accadrà in questo nuovo libro? Se la mitica Basso ha ideato una nuova serie di gialli...beh qualcosa dovrà pur accadere. Quel qualcosa si chiama Gioia, è una ragazza madre sordomuta alla quale hanno "sottratto" il figlio per darlo in adozione a una coppia di nobili torinesi decisamente in vista. La nuova "famiglia" organizza una serata di gala presso la propria "umile" dimora dove invitano tutte le persone che contano (per il fascio) e mentre le donne mettono in mostra le spalle nude e i capelli ondulati, perché ricordiamoci che al duce fa piacere anche vedere le belle donne e non solo relegare queste ultime nel ruolo delle donne di casa, insomma tra una chiacchierata melliflua e l'altra viene ritrovato il corpo della madre del bambino appena adottato...MORTA. 
La versione ufficiale è che Gioia, colpita dal rimorso, abbia cercato di rapire suo figlio per riportarlo dovenonsiasa e sia caduta mentre cercava di scavalcare la cancellata, rompendosi l'osso del collo. C'è un però. Diana, la migliore amica di Gioia, ha vestito il cadavere della poverina e ha notato due cose sconcertanti: i lividi ovunque e il fatto che indossasse già il suo abito migliore. 
Le domande quindi si formano da sole: come ha fatto cadendo da un cancello a procurarsi lividi pesanti su gran parte del corpo se nemmeno è rotolata via? Se aveva intenzione di rapire suo figlio e darsi alla fuga, perchè indossava il suo abito più bello che è anche il più scomodo? Ma sopratutto Diana sostiene che GIOIA MAI AVREBBE FATTO UNA COSA DEL GENERE. Era consapevole che lei non avrebbe saputo come mantenerlo e che a casa di persone ricche e nobili avrebbe avuto un futuro. 
Qualcuno quindi voleva liberarsi di Lei. Ma perché far fuori una sordomuta indigente? 
Alice Basso ci accompagna in gite notturne, faccende che una ragazza per bene non dovrebbe fare negli anni '30, appostamenti e altro ancora. E mentre lo fa...ovviamente prosegue la storia personale di Anita, di cui non vi parlerò perché andiamo fuori tema. 
Io in realtà non posso parlarvi molto del giallo in sé, vi ho descritto dei fatti che sono il preludio, da questo momento si aprono le danze. 
Molto interessante è l'approfondimento sull'Onmi, ovvero l'Opera Nazionale Maternità e Infanzia, nata nel 1925 durante il Regime per tutelare le madri e i propri figli. C'è il sospetto che questo ente sia nato per incrementare la popolazione abbassando il tasso di mortalità infantile. Grazie a Candida, la professoressa di dattilografia di Anita e Clara, avremo modo di farci un'idea. Ma dato che questa non deve essere una recensione ma semplicemente la presentazione della parte gialla...direi che mi sono allungata abbastanza.

Non dimenticate l'appuntamento di domani sul blog "Letture a Pois" dove Manuela ci racconterà qualcosa sulle donne fasciste dell'epoca e sul personaggio di Anita. Sabato invece Esmeralda elencherà cinque motivi per leggere questo libro.

Blog Tour di Amo la mia vita - S. Kinsella - Recensione

 Carissimi fidati lettori eccoci arrivati all'ultima tappa di questo Blog Tour dedicato all'ultimo libro di Sophie Kinsella. Qui oggi ospitiamo la recensione scritta da Nadia.  Nel banner qui sotto potete dare un'occhiata agli altri blog che hanno partecipato a questa iniziativa e come spesso accade ringrazio Marianna del Blog A spasso coi libri per averci arruolate.  


Buongiorno lettrici e lettori!
Oggi vi parlo con molta gioia dell'ultimo romanzo autoconclusivo  di Sophie Kinsella, ovvero il nuovissimo "Amo la mia vita". 
Ava vive nella parte nord di Londra con Harold, il suo amatissimo beagle adottato dal canile, e circondata da poche amiche fidate: E' una persona piena di interessi, il suo cervello è sempre in attività e, pur avendo un impiego presso un'azienda farmaceutica, sogna di intraprendere numerose altre attività, tra cui scrivere un libro. Proprio durante un seminario di scrittura in Italia incontra quello che sembrerebbe poter essere l'uomo della sua vita: tra i due l'attrazione è subito fortissima ma, in ossequio al regolamento del seminario che impedisce di raccontare qualsiasi dettaglio personale, non si mettono al corrente di nessuna informazione, nome compreso. Quando il corso finisce Aria e Dutch (sono i loro pseudonimi al seminario) decidono di continuare a stare insieme e di svelarsi poco a poco, ma il tuffo nella vita reale potrebbe rivelarsi fatale per la loro storia...

"Sto per suonare il campanello quando sento arrivare un messaggio e la mia testa è subito invasa da una serie di possibilità. Qualcuno che conosco è morto. Qualcuno che conosco ha vinto la lotteria. Sono in ritardo a un appuntamento che ho dimenticato. Merda. Sono stata testimone di un crimine e adesso devo fare una deposizione molto precisa e dettagliata su qualcosa che non ricordo affatto. Merda."

Quando ho letto questo incipit ho cominciato a ridere da sola, perchè Ava sono io. Mi sono rispecchiata tantissimo in queste prime righe; anche la mia testa, alle volte, parte per la tangente e immagina mille scenari, uno più assurdo dell'altro. Mi è bastato questo per adorare Ava. E' vero, può sembrare un po' sopra le righe e, come in fondo tutti i personaggi della Kinsella, si può pensare che sia eccessiva. Ma una delle caratteristiche che più amo in questa scrittrice è la capacità di mettere alla luce i difetti e le caratteristiche  di ciascuno di noi con bonarietà e ironia, amplificandoli anche un po', ma prendendoci in giro come farebbe un'amica che ci conosce bene. Perché diciamolo, chi di noi è sempre perfetta e irreprensibile? Io sicuramente no, ma leggo di Ava e rido di me. E' catartico, davvero.

Avete capito che soggettino è Ava? Bene, adesso immaginate dove possa condurla la sua fantasia se applicata a un uomo che desidera, ma di cui non sa assolutamente nulla! Il risultato non potrà essere che tragicomico. Vorrei parlarvi dell'uomo del mistero, davvero vorrei, così come mi piacerebbe svelarvi alcuni dei momenti in cui la vita autentica dei due protagonisti si scontra con le loro credenze e le loro aspettative, ma come per Ava credo sia meglio che anche voi non sappiate nulla... e che vi divertiate a scoprire tutto ciò che lo riguarda  pagina dopo pagina...

In questo romanzo ancor più che negli altri a mio parere la Kinsella è stata eccezionale nel creare personaggi comprimari: le amiche di Ava e i coinquilini di "Dutch" sembrano persone in carne e ossa, e completano quello che è sì un romanzo leggero e divertente, ma anche un lavoro maturo e di riflessione. Quante volte nella vita saltiamo a conclusioni affrettate o vediamo la gente non per ciò che è, ma come vorremmo che fosse?  Quanto i nostri compagni di vita devono accettarci per ciò che siamo e quanto invece la loro influenza ci spinge a crescere e a diventare persone migliori? E sopratutto, quanto dev'essere bello avere in casa un cagnaccio che combina un sacco di guai e non ascolta nessuno, ma si butterebbe nel fuoco per te? 

A differenza degli altri suoi romanzi autoconclusivi in questo Sophie Kinsella sceglie di non svelare l'età precisa dei suoi protagonisti. Sappiamo solo che hanno superato i trent'anni, a dimostrazione del fatto che questa è una storia che affronta temi universali e che può parlare a tutti, con buona pace per chi pensa che l'autrice sia soltanto "la regina del chick lit" e che i suoi romanzi non possano uscire dallo scaffale "rosa".

Forse quando si parla di Sophie Kinsella non sono obiettiva, perchè tendo a mordere chiunque la critichi (chiamatemi Harold il beagle); forse questa recensione vi sembrerà parecchio sconclusionata perché è scaturita dalla mia anima come in una seduta di psicoterapia...ma credo davvero che questa storia possa piacere a tutti coloro che sanno mettersi in discussione, a chi crede che l'amicizia possa sistemare quasi tutto e a chi comprerebbe un libro dal titolo strano solo per non farlo andare al macero...e per capire questa, leggete Amo la mia vita! 

-------NADIA-------

Ecco i link delle precedenti tappe: 

Blog Tour tappa #3 - I segni del male - Regazzoni e le sue opere


Carissimi lettori, sono qui oggi per la terza tappa del blog tour dedicato al romanzo "I segni del male", ma prima di recarvi qui avrete sicuramente letto i post precedenti di A spasso coi libri e di Un libro per amico.
Chi è l'autore di questo thriller appena uscito in libreria? Oggi vi presento un filosofo che ha pubblicato poco meno di una ventina di libri, un professore universitario che scrive anche di libri su testate come "La Stampa". Insomma, mica pizza e fichi. le informazioni qui sotto le ho trovate su "Il Libraio", che lo presenta così:
Simone Regazzoni, allievo di Jacques Derrida, ha conseguito un dottorato in Filosofia in cotutela presso le Università di Parigi VIII e Genova. Pratica l’Arte marziale tradizionale coreana Hwa Rang Do. Si allena nell’uso delle armi bianche da combattimento.La sua arma preferita è il nunchaku. È un appassionato di grapplinge Mixed Martial Arts (MMA).Ha insegnato presso l’Università Cattolica di Milano e l’Università di Pavia.Attualmente è docente presso l’IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata) di Milano e Ancona. Collabora con la Scuola Holden di Torino e scrive per «Tuttolibri» della «Stampa». È autore di una quindicina di volumi,tra cui ricordiamo: Sfortunato il paese che non ha eroi. Etica dell’eroismo, Ponte alle Grazie, 2012; Stato di legittima difesa. Obama e la filosofia della guerra al terrorismo, Ponte alle Grazie, 2013; La filosofia di Harry Potter, Ponte alle Grazie, 2017; Iperomanzo. Filosofia come narrazione complessa, il melangolo, 2018; Jacques Derrida. Il desiderio della scrittura, Feltrinelli, 2018. È autore di tre romanzi: Abyss, Longanesi, 2014; Foresta di tenebra, Longanesi, 2017; I segni del male, Rizzoli, 2020.

LE SUE OPERE IN ORDINE CRONOLOGICO: 

La decostruzione del politico. Undici tesi su Deridda - il nuovo Melangolo - 2006

Fonte Google

Un sisma di inedita forza sollecita lo spazio del politico e le sue categorie. L'esigenza di un ripensamento radicale del politico è diventata ineludibile. Attraverso un confronto con l'intera opera di Derrida, l'autore rilegge, in un'ottica decostruttiva, i principali temi che innervano la tradizione filosofico-politica dell'Occidente: il "lògos" come elemento che definisce la politicità specifica del vivente umano; l'invenzione del "nòmos" in Grecia antica e la nascita del teologico-politico; il potere sovrano nel suo essenziale legame all'eccezione e al sacrificio; il rapporto tra ius e iustitia; l'eredità di Marx, il messianico e l'a-venire della democrazia. Le undici tesi sono però anche un tentativo di ripensare la decostruzione del politico al di là dei limiti del testo in senso stretto e dell'interpretazione. La decostruzione del politico non può muoversi, semplicemente, nella biblioteca filosofica della vecchia Europa. Perché la decostruzione - come Derrida ha scritto - e ciò che accade: nelle cose stesse, nella storia, nello spazio reale del politico; è l'essere-in-decostruzione dell'epoca fallogocentrica in cui si è costituito ed è stato pensato lo spazio del politico come spazio dell'Uno sovrano e comunitario, o meglio, co(im)munitario, teso alla salvaguardia della vita - bios o zoé.

Nel nome di Chora. Da Derrida a Platone e al di là - Il nuovo Melangolo - 2008


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Un'interpretazione in grado di aprire una lettura è sempre l'interpretazione di più testi al contempo. Non solo dei testi presenti - citati, glossati, commentati - ma anche di quelli assenti dalla scena della lettura, non ancora scritti o, al limite, destinati a restare immaginari. Trattandosi, qui, dell'interpretazione della "difficile e oscura" questione di chora (in greco: "spazio", "luogo", "regione") che Platone affronta nel Timeo al momento di spiegare l'origine del cosmo, occorrerà dunque convocare e far parlare, sulla scena del famoso dialogo platonico, più di un testo e più di una firma: da Derrida a Eraclito, da Heidegger ad Aristotele, da Badiou a Plotino, da Calcidio a Esiodo - e al di là. Non per svelare, infine, il segreto di chora, ma per provare a pensare, nel nome di chora, ciò che, inscritto al cuore della filosofia platonica, la eccede - eccedendo, così, i limiti dell'onto-teologia.

Harry Potter e la filosofia - Il Nuovo Melangolo - 2008

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La saga di Harry Potter, a tutti gli effetti, un'opera d'arte della cultura pop di grande complessità e bellezza, e una risorsa straordinaria e potentissima per l'esercizio della filosofia - tra Martin Heidegger e Harry Potter, Albus Silente e Aristotele, Michel Foucault e Voldemort. Harry Potter e la filosofia penetra nel romanzo-mondo creato da J.K. Rowling per affrontare, attraverso l'incontro con i suoi personaggi e le loro storie, questioni filosofiche capitali come il coraggio nel suo legame con l'atto etico, l'amore per la giustizia al di là della legge, il potere (magico) di fare cose con le parole, i limiti della ragione occidentale, le minacce della logica del fascismo. Pop filosofia, dunque. Una filosofia per bambine e bambini, streghe, maghi e Babbani. E per quanti sanno prestare ascolto alle parole di un grande poeta che scriveva: "Sviluppate la vostra legittima stranezza".

La filosofia di Lost - Ponte alle Grazie - 2009

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Un luogo tra la vita e la morte, tra fiction e realtà. Questo è Lost. Ciò che si trova alle radici stesse del domandare. Perché l'Isola non da risposte, non possiede la verità. Piuttosto, ne incarna l'enigma. E lo fa con una narrazione al contempo complessa e popolare, sfruttando i canali aperti dalla transmedialità, dilatando all'infinito l'orizzonte della partecipazione. La serie tv creata da J.J. Abrams e Damon Lindelof è a tal punto legata alla filosofia che alla filosofia non restano che due scelte. Spiare da dietro il buco della serratura il dispiegarsi di quello che è, a tutti gli effetti, un mondo. Oppure accantonare ogni falso pudore, ed esplorare l'Isola. Simone Ragazzoni sceglie questa seconda via, e s'imbarca a bordo del volo 815 col preciso intento di precipitare insieme a Jack, John, Kate, Hurley, Sayid, Sawyer. E a tutti i fan della serie. Accampato sulla spiaggia o perso nella foresta, l'autore de "La filosofia di Lost" apre botole, progetta mappe, sfida mostri e ridicolizza pregiudizi. Naufrago tra i naufraghi, decide di far abitare al discorso filosofico lo spazio dell'erranza. Qualcuno, certo, storcerà il naso. Ci vuole tempo per sentirsi perduti. L'Isola ce l'ha. La filosofìa anche. E tu?

Pornosofia. Filosofia del pop porno - Ponte alle Grazie - 2010

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Che ci fanno Emmanuel Lévinas e Slavoj Zizek, maestri del pensiero contemporaneo, accanto a Rocco Siffredi e Moana Pozzi, protagonisti di ben altre imprese? Che cosa rende il pop porno, e quindi l'osceno, lo scandaloso, degno oggetto di riflessione filosofica? Cos'è, in una parola, la pornosofìa? Libero da qualunque pruderie teoretica e dopo aver sgombrato il campo dalla critica politicamente ed eticamente corretta della pornografia, l'autore indaga il nesso fra corpo, amore, perversione, democrazia e, infine, ricerca filosofica. Mentre nella sua pars destruens intende "farla finita con la donna-oggetto", la pornosofìa ha come oggetto il concetto più ampio di fiction, chiave di lettura della cultura di massa, di cui la pornografia è l'emblema più estremo e coerente. Regazzoni punta il dito contro l'idea di fruizione come esposizione passiva e del tutto acritica al messaggio della fiction, e quindi anche della carnalità più esplicita e fantasiosa: il pop porno, in cui gli attori "fingono di fare ciò che in realtà fanno", abbatte con prepotenza la fragile barriera che divide realtà e finzione. Ma l'interesse dell'autore va ben oltre un banale voyeurismo intellettuale, e respinge qualunque insinuazione di malcelata morbosità o provocazione, ricollegando l'"amore filosofico" a una "genuina perversione": "guardare film hard può essere un ottimo pretesto per fare cose perverse come scrivere un libro di filosofia".

Stato di legittima difesa. Obama e la filosofia della guerra al terrorismo - Ponte alle Grazie - 2013

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"Giustizia è stata fatta". Così dichiarava Barack Obama il 2 maggio 2011 dopo l'uccisione di Osama Bin Laden, nemico numero uno dell'Occidente democratico. È un punto di svolta epocale, e non solo sul fronte militare e politico. La nuova forma di guerra contro il terrorismo transnazionale ridefinisce la struttura stessa della democrazia americana, in cui il potere dell'esecutivo opera ormai al di là dei limiti del "legalismo liberale". Secondo Simone Regazzoni, con buona pace della critica di sinistra 'à la Michael Moore', i grandi filosofi come Badiou, Derrida, Zizek si sono limitati a un'ovvia denuncia della 'war on terror', ma "hanno mancato di pensare la guerra", evitando di affrontare la questione dell'"Altro-terrorista" come nemico assoluto da annientare in nome di una legittima difesa della democrazia. Il democratico Obama, deludendo le aspettative di molti, ha confermato la linea di Bush privilegiando la strategia del 'targeted killing': meglio uccidere che fare prigionieri. Meglio i droni delle torture di Guantanamo. Ecco ciò che si tratta di pensare, anche attraverso la fiction hollywoodiana come spazio di messa in opera di una verità storico-politica. È il caso della trilogia di Christopher Nolan sul Cavaliere oscuro. Batman non è un eroe fascista, ma una rielaborazione della "pulsione eroica" all'opera, secondo Bruce Ackerman, nella democrazia americana. Non a caso la sua figura è ispirata a quella di Theodore Roosevelt.

Martin H. live in New York City - Il Nuovo Melangolo - 2012

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Un libro provocatorio, irriverente, politicamente scorrettissimo, che ci presenta sotto una luce inedita, e con un linguaggio basso, questioni filosofiche classiche. Si va dalla spiegazione di che cos'è la filosofia attraverso un romanzo di Haruki Murakami in cui una giovane prostituta fa sesso citando Hegel, al problema del rispetto delle donne illustrato attraverso il rispetto per le automobili di lusso; dalla questione dello sfruttamento del lavoro marxiano illustrato con "Living' on a Prayer" di Bon Jovi al valore del "dito medio filosofico" messo in pratica da Diogene il cinico. Maestro di questa filosofia politicamente scorretta in stile dr. House e South Park, è Martin H. (figura liberamente ispirata al filosofo Martin Heidegger) che, proprio come un vecchio filosofo cinico, importuna con le sue questioni e i suoi modi bruschi i passanti di Times Square. Un dialogo filosofico per il XXI secolo scritto con lo stile comico di una sit-com.

Deridda. Biopolitica e democrazia - Il Nuovo Melangolo - 2012

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La decostruzione non è in alcun modo estranea al discorso sulla centralità della vita, come vorrebbero alcuni interpreti. Bensì pensa questa centralità secondo un paradigma che, grazie all'apporto fondamentale della psicoanalisi e all'elaborazione dello schema autoimmunitario, eccede i limiti del paradigma biopolitico foucaultiano e della sua rielaborazione critica ad opera di Agamben. In questo senso non esiste nessuna opposizione tra decostruzione e biopolitica. La decostruzione del biopolitico, da un lato, evita le impasses del paradigma foucaultiano che ha mancato di pensare fino in fondo il rapporto tra vita, morte e sovranità; e, dall'altro, lavora a un ripensamento della democrazia intesa come "altro pensiero della vita, del vivente della vita", al di là di una presunta opposizione tra bios e zoé.

Sfortunato il paese che non ha eroi. Etica dell'eroismo - Ponte alle Grazie - 2012

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Perché scrivere, oggi, un libro sull'eroismo? Perché, diciamo la verità, ci siamo trasformati in una "generazione di femminucce". Parola di Clint Eastwood. Domanda: ma di quale eroismo stiamo parlando? Risposta: di un nuovo tipo di eroismo. Un eroismo senza una Causa per cui combattere, che non chiede sacrifici per il bene comune, il bene dell'altro, la patria, l'umanità intera. Un eroismo in cui occorre mettere in gioco una sola Cosa: il proprio singolarissimo godimento - sfidando pregiudizi, buone maniere, regole, norme sociali. In altri termini: la Legge. Compito dell'etica dell'eroismo: fare fuori l'idiota della morale, ligio alla Legge e al dovere.

Abyss - Longanesi - 2014

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Come rendere la filosofia avvincente? A rispondere ci pensa Simone Regazzoni con Abyss dove i quesiti degli antichi greci e dei più moderni pensatori si intrecciano con una archeologica spy-story. Perché nel bunker dove si nascondeva Hitler a Berlino ci sono tracce dei preziosi papiri delle dottrine segrete di Platone e cosa c’entra uno dei padri della filosofia con i neonazisti? Il compito di scoprirlo sarà affidato a Michael Price, giovane e avventuroso professore di filosofia dell’Università di Irvine, in California, che già più di qualche volta si è trovato nei guai per seguire il suo istinto. Ma lui ne è sicuro: Platone ha qualcosa a che fare con il terribile gruppo di neonazisti che si fa chiamare “Quarto Reich” e che progetta un attentato per realizzare un olocausto globale chiamato “l’altro inizio”. E probabilmente l’intreccio risale molto più indietro nel tempo, alle spalle dell’inconsapevole Platone. Price ne è certo e la sicurezza gli verrà data quando la sua ragazza, Alex, viene misteriosamente rapita e nemmeno la polizia vuole ascoltare le sue ipotesi. “Assurdità” vengono definite, ma ben presto la National Security Agency bussa alla porta di Michael in cerca di spiegazioni e con un sospetto proprio su di lui. Il giovane professore viene lasciato solo e, in cerca della sua fidanzata e della verità che possa scagionarlo, inizia un viaggio nella storia e nel pensiero filosofico dove, si sa, la sapienza è celata. A complicare le cose ci pensa un altrettanto misterioso gruppo di militari e agenti CIA, i Guardiani, che lavorano nell’ombra facendo strani esperimenti sul campo magnetico terrestre. Ma in Abyss la risposta è una sola e solo il caro vecchio Platone potrà aiutare Michael Price nella sua missione. L’allievo di Jasques Derrida, docente e scrittore Simone Regazzoni ce lo racconta così in un mix avvincente di trama gialla e fantascientifica con preziose pillole di sapere filosofico.

Foresta di Tenebra - Longanesi - 2017

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Cosa lega i segreti del progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica alla fine della Seconda guerra mondiale, una spedizione nazista in Tibet voluta da Himmler e un misterioso reperto custodito nei sotterranei del­l’Area 51? Gli spettri di un terrore che sembrava appartenere al passato tornano a galla, e una serie di coincidenze inquietanti sembra alludere all’arrivo di una vera e propria apocalisse. La National Security Agency ha una sola persona cui affidarsi: un giovane e ribelle professore di filosofia, Michael Price, da sempre sulle tracce di testi antichi che sembravano perduti. Fino a oggi. Perché dagli archivi segreti del Vaticano riemerge il primo Quaderno nero di Heidegger, e fra le sue pagine si nasconde la chiave interpretativa di un simbolo misterioso, un segreto sepolto nelle tenebre della foresta più vasta del pianeta. Portarlo alla luce è una missione difficile e impervia. Fermare una minaccia di proporzioni planetarie rischia di essere impossibile; Michael però non è solo in questa avventura: accanto a lui c’è una donna dalla bellezza e dalle doti straordinarie, con cui si instaura presto un legame tanto forte quanto pericoloso…

Ti amo. Filosofia come dichiarazione d'amore - UTET - 2017

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L'amore è avventura. Parole che diventano baci e morsi feroci. Musica ascoltata in loop, di notte. Ed è filosofia, il genere di filosofia in atto che, da Socrate in poi, insegna l'amore nell'unico modo possibile: trasformandosi in una vera e propria dichiarazione. Ma l'amore inteso in questo modo è in pericolo nella nostra epoca, dominata dal piacere e dal narcisismo dell'io che vuole addomesticare ogni passione eccessiva. Come ritornare alla verità dell'amore nell'epoca della sua fine? E ciò che spiega Simone Regazzoni in questo libro, che è al contempo saggio filosofico e schietto memoir, condividendo la sua esperienza personale e mettendo a frutto le teorie di grandi maestri (da Platone a Eco, da Dante a Lacan), attraverso frammenti autobiografici e suggestioni musicali, con uno stile incalzante come una traccia di Springsteen e meravigliosamente jazz cornea Love Supreme di Coltrane. «E ora di parlare, per dirti, semplicemente, la verità. Quella che leggerai qui è la fedele trascrizione di una lunga, confusa, complicata dichiarazione d'amore: sussurrata una notte, tanto tempo fa. Ci sei tu, nel buio. C'è il tuo silenzio. C'è la filosofia. C'è la musica. E c'è quella notte, che dura ancora, in me.».

La filosofia di Harry Potter. Vivere e pensare con un classico contemporaneo - Ponte alle Grazie - 2017

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A vent'anni dalla sua nascita, il romanzo-mondo di Harry Potter non solo è un classico della letteratura contemporanea: è un evento di dimensioni planetarie con cui occorre misurarsi. Non solo dal punto di vista della critica letteraria o della sociologia della cultura. Ma anche da quello della filosofia. "La filosofia è il proprio tempo appreso con il pensiero" scriveva Hegel. Sei anni alla Scuola di Hogwarts, più uno in clandestinità nei boschi dell'Inghilterra, in compagnia di Harry Potter, Hermione Granger, Ron Weasley, sono il compito minimo cui la filosofia, oggi, non può sottrarsi. Non si tratta di usare i romanzi di J.K. Rowling per spiegare la filosofia, bensì di pensare con e attraverso una narrazione che è, letteralmente, un mondo: non un mondo di mera fiction, ma un mondo reale quanto quello in cui viviamo. "La filosofia di Harry Potter" esplora il romanzo-mondo creato dalla Rowling per affrontare, attraverso l'incontro con i suoi personaggi e le loro storie, questioni filosofiche capitali come il coraggio nel suo legame con l'atto etico, l'amore per la giustizia al di là della legge, il potere (magico) di fare cose con le parole, i limiti della ragione occidentale, le minacce della logica del fascismo, l'amore come forma di eterno nel tempo.

Jacques Derrida. Il desiderio della scrittura - Feltrinelli - 2018

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Nella sua ultima intervista, Jacques Derrida affermava di provare due sensazioni contrastanti in merito al proprio lascito e alla propria eredità. Pensava che alla sua morte non sarebbe rimasto più nulla, tranne i libri nelle biblioteche. E poi sentiva che la sua opera non era ancora stata davvero letta, e che questo compito restava a venire. Oggi Derrida è un autore consacrato come uno dei classici della filosofia del Novecento. Un filosofo letto e commentato, su cui si è scritto e si continua a scrivere molto. La "decostruzione", formula con cui si è voluto riassumere il suo pensiero, è stata ricostruita dal punto di vista storico-filosofico. Temi come la decostruzione delle idee di verità e di realtà sono entrati nel dibattito pubblico. Che cosa resta da fare dunque? Leggere Derrida in modo nuovo, per provare a ereditare il cuore del suo pensiero e condurlo verso l'avvenire. Si tratta, per citare Derrida, non tanto di ordinare i resti secondo la logica dell'archivista, ma di "vagliare il fuoco". La sfida dell'eredità, la sfida per gli "eredi", è questa: provare a portare il fuoco. Quella di Simone Regazzoni non è quindi una ricostruzione storico-filosofica del pensiero di Derrida. Ma non per questo si allontana dal suo pensiero o si limita a usarlo come spunto per spostarsi altrove. È un dialogo serrato, e selettivo, con Jacques Derrida, a partire dai suoi testi. Tenendo presente la sua intera produzione e gli snodi della sua biografia, che per Derrida è intimamente intrecciata al pensiero e non può essere dimenticata.

Iperomanzo. Filosofia come narrazione complessa - Il Nuovo Melangolo - 2018

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Da Derrida a Lévinas, da Badiou a Sloterdijk, da Givone a Eco, nel corso del Novecento la filosofia si è misurata con il fantasma della letteratura provando ad attraversarlo. Nulla di casuale in tutto ciò. La crisi della razionalità metafisica ha rimesso in discussione l'antica separazione tra filosofia e poesia (intesa come narrazione) proclamata da Platone nella Repubblica, e la filosofia ha dovuto fare i conti con il proprio altro, contaminandosi, in forme diverse, con la letteratura. E tuttavia, l'attraversamento del fantasma non è avvenuto davvero. La filosofia ha indugiato sulla soglia della letteratura, rinviando il momento del passaggio. Detto altrimenti: la filosofia, nell'epoca della chiusura della metafisica e dell'esaurimento del logos, ha lavorato sulla scrittura e sulla forma della propria presentazione, senza però approdare pienamente alla narrazione - vale a dire al romanzo. Se si escludono le eccezioni di Sergio Givone e Umberto Eco, i cui romanzi vanno ripensati come spazio eminentemente filosofico del suo pensiero, la filosofia si è fermata, come Roland Barthes, alla "preparazione del romanzo". Romanzo è dunque il nome dell'impasse attorno a cui è ruotata la questione del superamento della metafisica. È da qui che oggi occorre ripartire, per andare oltre: verso nuove forme di narrazione complessa, verso l'iperomanzo. In un serrato confronto con filosofi (Platone, Schlegel, Nietzsche, Badiou, Derrida, Eco, Givone), romanzieri (Mann, Calvino, il Gruppo 63, David Foster Wallace), critici letterari (Bachtin, Barhtes), l'Autore ci conduce al di là del fantasma: al cuore dell'iperomanzo inteso come "pensiero a molti mondi".

La palestra di Platone. Filosofia come allenamento - Ponte alle Grazie - 2020

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Per troppo tempo la filosofia è stata ridotta a mero discorso teorico disincarnato per pensatori da tavolino.È arrivato il momento di cambiare postura e rimettere in gioco il corpo in filosofia. È arrivato il momento di tornare alla palestra di Platone, il gymnasion a nord ovest di Atene in cui Platone e i suoi allievi praticavano con la stessa serietà il dialogo e la lotta. Si tratta di rileggere in modo inedito la filosofia platonica come cura e allenamento del plesso mente-corpo e di proporre una filosofia incarnata per l'oggi. È il compito che si prefigge Simone Regazzoni: rimettere il filosofo in piedi, abbandonare l'archeologia del sapere e iniziare a pensare a partire dal e attraverso il corpo. La filosofia torna così a essere un'arte del corpo vivente attraverso cui fare esperienza dei propri limiti e del loro superamento, della paura, della fatica,del dolore, della gioia, della propria potenza di esistenza, della possibilità di sottrarsi a dispositivi di potere e di elevarsi. Passando per Thoreau, Nietzsche, Foucault, Shusterman si arriva al culturismo di Schwarzenegger, ai pugni di Muhammad Ali, alle Mixed Martial Arts, agli allenamenti di Bruce Lee e all'Arte marziale del Hwa Rang Do praticata da Simone Regazzoni. Egli stesso filosofo atleta che si muove nell'orizzonte della filosofia incarnata per provare ogni giorno a essere migliori di ciò che si è.


Queste le opere che ha scritto prima di I SEGNI DEL MALE, se volete conoscerne la trama cliccate QUI.















Un autore con molto da dire e condividere, una studioso che dedica la sua vita alla filosofia, scrivendo saggi ma anche romanzi per intrattenere. Spero possiate prendere spunto e allungare la vostra lista dei desideri, io ad esempio ne ho segnato uno sulla letterina...il mio compleanno si avvicina!

Non perdete la tappa di domani, sul blog LETTURE A POIS. 

Blog Tour di Tutto accade per una ragione di A. Dalton - Gli amici sono la famiglia che ti scegli


Buongiorno lettori, come state? Oggi tocca a me! Eh sì perché il blog tour è iniziato venerdì a casa di Esmeralda (link QUI), poi da Marianna (QUI) e infine da Bookspedia (QUI). 
Oggi vi presenterò i personaggi di questa trilogia, che proprio come dice il titolo, sono una grande famiglia "per scelta". 

Andrea Doyle, la protagonista è una una ragazza di provincia che da una decina d'anni si è trasferita a San Neri dopo aver vissuto a Dublino: ha perso la mamma quando era solo una bambina e insieme al padre hanno deciso di scappare dall'Irlanda e da ricordi dolorosi per rifarsi una vita. Andrea vuole seguire la strada della madre e fare la giornalista, si impegna a tal punto da vincere una prestigiosa borsa di studio presso il Longjoy College a Venezia, scuola costosa ed esclusiva dalla quale escono solo i migliori. I primi tempi è intimorita, non conosce nessuno e l'ambiente competitivo la mette a disagio, le sembra un mondo troppo diverso dal suo. Ha però la fortuna di conoscere delle persone che la accompagneranno durante il suo viaggio. Compagni che la sosterranno e la sproneranno, le permetteranno di non sentire troppo la mancanza di casa, amici con i quali costruirà un progetto, esseri umani così coesi da poter chiamare famiglia. Adesso non resta che presentarli anche a voi. 

UNO:  un anno accademico più avanti, è il compagno di stanza di Andrea (nei primi due libri), diventerà il suo migliore amico, il saggio, il sentimentale, una persona un po' dispettosa ma che la farà divertire e avrà sempre le braccia pronte ad accoglierla nel momento del bisogno.

ANDRE: mingherlino ma grande amante della cioccolata, un po' timido con la passione per la politica, sogna di scrivere per il corriere della Sera. E' leale, buono, un ragazzo che sa ascoltare e mediare. 

MARILYN: una punk metallara senza peli sulla lingua, trova un soprannome azzeccato per tutti, è fondamentalmente una persona buona ma non sopporta le smancerie e se le si pesta un piede...dire che morde è riduttivo, lei ha la capacità di terrorizzare il prossimo. Paladina della giustizia, in  perenne lotta verbale con la "cattiva" del college: Barbie. Lei però è quella che strappa sempre una risata.

JOKER: fisico prestante, capelli verdi e sorriso enigmatico, lui è il personaggio forse più complicato di questa trilogia, difficile capire quali pensieri gli passino per la testa. Grande amante del cinema, per entrare in camera sua è necessario saper decifrare una citazione tratta da qualche film e ovviamente dare la risposta corretta. Chi sbaglia non entra, nessuna eccezione.

MARIETTA (Rapunzel): nuova compagna di stanza di Andrea, ragazza timida e insicura, ha una grande ammirazione verso la Doyle che si è fatta da sola, faticando e impegnandosi a fondo per raggiungere un obiettivo. Non fa parte della "famiglia" ma è comunque una persona che contribuisce alla crescita personale della protagonista. 

All'interno di questo libro il tema dell'amicizia è in primo piano. L'autrice mette in evidenza l'importanza di far parte di un gruppo per sentirsi a casa, sopratutto quando gli affetti stretti e la famiglia sono lontani chilometri. I momenti di difficoltà nella vita capitano a tutti ma avere la fortuna di essere accompagnati, di non sentirsi soli, di essere accettati per quello che si è, anche quando si commettono degli errori è di vitale importanza. Anna Dalton ha creato una rete indistruttibile, ha costruito dei legami mettendo insieme personaggi diversi ma che in qualche modo si completano. L'amicizia vera resiste a tutto: distanza, divergenze, lavoro. L'amore di un amico ci accompagna per tutta la vita: bisogna saperlo coltivare. 

Per voi quanto è importante l'amicizia? Siete di quelli "pochi ma buoni" oppure preferite le grandi compagnie? Avete ancora rapporti con persone con le quali avete condiviso un rapporto scolastico, oppure dopo la scuola avete tagliato i ponti per varie ragioni e avete trovato amici più affini alla vostra attuale vita? 

Vi ricordo che domani potrete trovare "Le cinque motivi per leggere la serie" su Reading at Tiffany's!