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Blog Tour - Il gusto di Uccidere di H. Lindberg - Si mangia o si posta #5


Buongiorno lettori, come state? Siamo giunti alla quinta tappa di questo Blog Tour dedicato al secondo capitolo che vede come protagonista la giornalista Solveig Berg. L'autrice si chiama Hanna Lindberg e la casa editrice Longanesi ha dato l'ok a Noemi del blog RedKedi per procedere con questi approfondimenti.

Ricapitoliamo le tappe:
TAPPA 1 - Recensione di Stockholm Confidential - 28 gennaio - Libri e sognalibri
TAPPA 2 - Recensione di Il gusto di uccidere - 30 gennaio - RedKedi
TAPPA 3 - Focus di Solveig Berg - 31 gennaio - Un libro per amico
TAPPA 4 - Chi è Lennie Lee - 1 febbraio - Il salotto del gatto libraio
TAPPA 5 - Cibo: Si Mangia o si Posta? - 2 febbraio - Desperate Bookswife
TAPPA 6 - Cinque ingredienti per leggere il libro - 3 febbraio - Il colore dei libri
TAPPA 7 - Intervista all'autrice - 4 febbraio - Devilishly Stylish

"Quando sono diventato responsabile del Cuoco d'Oro, e come dicevo è passata una decina d'anni, nessuno all'epoca voleva fare lo chef, era un lavoro sporco, un lavoro pesante da basso salario. Oggi non è più così, la professione gode di uno status completamente diverso. Gli chef sono delle rockstar. Il ristorante è il palco, il cibo la loro arte. Ma i veri vincitori sono le persone comuni, perchè le cene al ristorante si sono trasformate in una festa..."

Come ormai avrete capito, in questo libro c'è un assassino e di conseguenza almeno un cadavere ma...l'ambientazione è un po' particolare, infatti la Linberg ha preso la decisione di catapultare il lettore all'interno di un modo che adesso va molto di moda: quello dell'alta cucina. Fin dalle prime pagine del romanzo il lettore incontrerà Solveig Berg all'interno dello Stockholm Grotesque, ristorante alla moda che ospiterà il ricevimento per la proclamazione del "Cuoco d'Oro".
Ancora una volta gli Chef si ritagliano un ruolo importante e non solo in cucina. La frase che ho riportato poche righe sopra, pronunciata dall'organizzatore responsabile dell'evento, è molto attuale anche in Italia. Fino a non molto tempo fa chi lavorava in cucina non faceva grossa pubblicità al proprio impiego, era un lavoro come un altro, indubbiamente artistico e sentito, ma non particolarmente ben pagato e non c'era nessuna ambizione di successo  (se non quella di lavorare in  una cucina di un ristorante migliore e comunque rimanendo sempre nell'ambito culinario). Oggi i Cuochi non solo svolgono un lavoro ambito (non per questo meno faticoso), ma se fortunati possono diventare delle vere e proprie star. 
Ma parliamoci chiaro, una decina d'anni fa a quale donna sarebbe venuto in mente di farsi fotografare insieme a Cannavacciuolo?
Fonte: La Repubblica.it
Invece oggi gli Chef si mettono in mostra, sfoggiano pose "Rambo Style" ammiccando provocatoriamente e forse volendo far intendere: "la mia arma è il coltello baby..." e così diventano dei Sex Symbol, inutile che vi faccia l'esempio del tanto conosciuto e amato Gordon e del meno famoso ma indubbiamente affascinante Cristiano Bonolo.
Fonte: Reporter Gourmet
Fonte: Vanity Fair
 Il punto è: coloro che trascorrevano le loro giornate dietro ai fornelli sono cambiati, preparano sempre piatti deliziosi e studiano ogni abbinamento ancora inesplorato ma...fanno anche molto altro. Scrivono articoli sui giornali, aprono dei blog, girano video su YouTube, appaiono sulle copertine di riviste famose e alla moda, cantano, girano programmi televisivi, viaggiano, scrivono libri, fanno i modelli. Ma non solo. Le donne li desiderano! 
E allora io penso: ma se ad esempio uno sportivo inizia ad entrare nel mondo dello spettacolo, diventa testimonial di marchi famosi, partecipa ai talkshow e dopo poco la sua carriera agonistica inizia a risentirne perchè tutto quel tempo prezioso viene  tolto all'allenamento, non sarà così anche per chi sta dietro ai fornelli? No... giusto, ci sono i Sous-Chef mentre Valentino Rossi non può mandare il suo sosia. 
Io, prima di conoscere mio marito, mi sedevo a tavola perchè dovevo, insomma mi nutrivo per sopravvivere. Certo, non ho mai disdegnato un cucchiaio o due di Nutella e ho sempre amato la buona pizza, ma non ho mai provato un particolare "godimento" per il buon cibo. Poi ho incontrato lui, il Signor Cravero, che discende da una famiglia di ristoratori e lì non ho avuto scelta. Capiamoci, continuo a rimanere della mia idea e a differenza di Ezio non uso il termine "orgasmico" per definire una portata, però inizio ad apprezzare il lavoro che si nasconde dietro, lo studio, la ricerca e la passione. Io tra cucinare - mangiare o postare...scelgo l'ultima! Leggo, rifletto e scrivo. In cucina sono riuscita a mettere fuori uso addirittura il Bimby (Daniela ha testimoniato con un video), per quanto riguarda il mangiare...io non digerisco quasi niente, sono prevalentemente vegetariana (ma anche qui non approfondiamo l'argomento) e al resto sono intollerante. Non c'è bisogno di commentare vero? Ma a mia discolpa posso dirvi che amo i Dolci e mi diverto sia a cucinarli che ovviamente e mangiarli e finchè non mi verrà il diabete non mi negherò questo lusso!
Ancora una volta però ho divagato, ci leggiamo domani su "Il colore dei libri" per parlare degli ingredienti che servono per leggere un buon libro! 

Recensione - Il gusto di uccidere di Hanna Lindberg


Il libro
Il gusto di uccidere di Hanna E. Lindberg
Editore: Longanesi| Pagine: 416| Pubblicazione: 31 gennaio 2019| Prezzo 20,00€| Trama: Qui
Genere: thriller
Notizie sull'autrice
Hanna Lindbergh Ã¨ nata nel 1981 e vive a Stoccolma. È una giornalista di costume che lavora soprattutto sul web. Stockholm Confidential, il suo romanzo d’esordio, uscito presso Longanesi nel 2017, è subito arrivato in cima alle classifiche svedesi ed è stato pubblicato in oltre 10 paesi.

Recensione 

Signore e Signori il grande momento è arrivato: oggi in tutte le librerie italiane potete trovare il secondo volume scritto dall'autrice nordica Hanna Lindberg ed edito da Longanesi editore. 
Ringrazio innanzi tutto Noemi del blog Red Kedi per avermi coinvolta in questo Review Party (per la mia tappa del blog tour dovrete attendere fino a sabato) e la casa editrice Longanesi per la fiducia.
Ho avuto la fortuna di leggere questi due romanzi in fila e come ho già scritto l'altro ieri, mi sono molto affezionata ai personaggi che l'autrice ha costruito con arguzia e sentimento. 
Solveig Berg è tornata ed è più in forma che mai: lavora per Vanja Stridh una giornalista famosa, nota nell'ambito eno-gastronomico per la sua spietatezza. Solveig Ha anche un fidanzato, un gatto ereditato, ma non ha più una migliore amica, che dopo l'ennesima buca ha deciso di mandarla al diavolo in grande stile. 
Solveig e Vanja hanno appuntamento presso uno dei ristoranti più conosciuti di Stoccolma, lo Stockholm Grotesque, all'interno del quale verrà proclamato il Cuoco D'Oro. Questo è uno degli eventi più importanti in Svezia, solo i migliori cuochi hanno l'onore di essere nominati e di poter partecipare alla votazione. I tre candidati sono Jon Ragnarsson, una vera e propria star dei fornelli, personaggio che ama farsi ammirare e i riflettori sono il suo pane quotidiano; Florian Leblanc, chef di origini francesi, ex socio di Ragnarsson, uomo elegante ma sfuggente, si presenta molto più schivo e meno avvezzo alla mondanità e infine Linda Berner, unica signora in sfida, nessuno punta un centesimo su di lei, che nemmeno si presenta alla premiazione.
Il buon vino è stato versato nei calici, persone facoltose sono curiose del verdetto, l'eleganza non manca e la tensione è palpabile: Vanja deve proclamare il vincitore, legge il nome del migliore chef, le luci si spengono, tutti pensano ad un effetto speciale studiato a tavolino ma...un colpo di pistola viene sparato e un proiettile non manca un bersaglio. Vanja cade a terra, ma era lei il vero bersaglio? Sul palco diverse persone famose le stavano accanto e se con il buio il cecchino avesse sbagliato la traiettoria? Ecco che Solveig avrà da lavorare, chi meglio di lei?
Ancora una volta la Lindberg ci propone una storia ricca e intricata, con qualche colpo di scena e l'azione e la suspence degne di un buon thriller. Ritroviamo dei personaggi che abbiamo amato per le loro quasi imperdonabili imperfezioni, una protagonista egocentrica e un po' egoista, un Lennie Lee decisamente cambiato ma sempre incorreggibile, una Fatima che è riuscita a ricavarsi un posto nel mondo. A questo aggiungiamo i nuovi arrivati. E così, aprire un manoscritto firmato Lindberg diventa piacevole, una necessità di evasione per chi ama il giallo nordico. 
Ancora una volta ho apprezzato l'ambientazione e il come Hanna sia riuscita bene ad aprire una parentesi a proposito di un mondo che da qualche anno va molto di moda: l'alta cucina, la vita degli chef e il loro modo di relazionarsi al grande pubblico. Una volta i cuochi erano delle persone rintanate dietro ai fornelli, poco presentabili quando erano in servizio e decisamente sottopagati. Oggi essere uno chef è uno status symbol, è sinonimo di "lavoro figo" e le cucine sono ambite, grazie anche ai numerosi reality che hanno permesso a gente come Cracco di diventare delle vere e proprie celebrità da copertina. Mi è piaciuto calarmi in una situazione, avere a che fare con persone di un certo tipo e sentire per qualche giorno di far parte di un determinato mondo. Hanna Lindberg fa tutto  questo, oltre a scrivere un storia godibile e intensa. 
Se ve lo consiglio? Certamente. Ho anche notato una crescita, la scrittura si è fatta come più sicura e l'autrice ha osato; io non vedo l'ora di leggerla ancora perchè sono certa che Solveig Berg abbia ancora molto da raccontarci.
Punti Forti:
-Ancora una volta l'ambientazione è un punto fortissimo di questo libro. Veniamo catapultati nelle cucine di una grande ristorante, conosceremo chef, sous-chef e lavapiatti, sentiremo la lama dei coltelli muoversi velocissima, le padelle che sbattono sul piano e i mestoli che che girano elegantemente ma vorticosamente dentro ai pentoloni. Annuseremo il profumo intenso dell'adrenalina e osserveremo la dedizione di chi ama il proprio lavoro con tutto se stesso. 
- I personaggi, in questo secondo capitolo, sono ancora più delineati. Tutte le loro umane imperfezioni vengono a galla e il lettore non potrà non invaghirsi del loro essere umani. 

Recensione - Stockholm Confidential di Hanna E. Lindberg


Il libro
Stockholm Confidential di Hanna E. Lindberg
Editore: Longanesi| Pagine: 352| Pubblicazione: gennaio 2017| Prezzo 16,90€| Trama: Qui
Genere: thriller
Notizie sull'autrice
Hanna Lindbergh è nata nel 1981 e vive a Stoccolma. È una giornalista di costume che lavora soprattutto sul web. Stockholm Confidential, il suo romanzo d’esordio, uscito presso Longanesi nel 2017, è subito arrivato in cima alle classifiche svedesi ed è stato pubblicato in oltre 10 paesi.

Recensione 
e 1/2


Solveig Berg Ã¨ una giovane giornalista d'inchiesta. Abita a Stoccolma, è bella, intelligente, arrivista. Qualsiasi cosa viene dopo il suo lavoro, infatti ha perso il suo impiego come giornalista proprio così: pubblicando un articolo non molto corretto e guadagnandosi l'ira del suo capo. La pena? Il licenziamento immediato. Solveig adesso ha aperto il suo blog "Stockholm Confidential" e ancora sta aspettando di fare il botto. Nel frattempo lavora in un ristorante molto più vicino ad un fast food che ad uno stellato, servendo il piatto del giorno (senza mai proporlo) e continuando a cercare un argomento che la faccia tornare a galla come giornalista di successo. Forse il suo momento non p così lontano.
Una sera una giovane modella muore. Sembra suicidio. Si chiamava Jennifer Leone, era nel giro delle riviste scandalistiche, bazzicava nella moda e aveva una sbandata per colui che si occupava delle sue fotografie, un certo Lennie Lee, fotografo e  fondatore della famosa rivista Glam Magasine. Quest'uomo è una vera personalità nell'ambito della moda e delle feste: conosciuto da tutti, ammirato dagli altri uomini, desiderato dalle giovani carrieriste fan del botox, Lennie si è costruito un mondo proprio come lo aveva sempre desiderato. Donne, sesso, soldi, fama. Fino a quando Jennifer non smette di respirare. Ma sarà stato lui? Tanti piccoli eventi porterebbero a lui, ma le prove non ci sono. 
Solveig pensa di non avere molte possibilità e si gioca il tutto per tutto: deve riuscire a scoprire cosa c'è sotto, non credendo nemmeno per un istante alla versione del suicidio anche se il panorama che le si aprirà dinnanzi sarà così sconfinato da far paura...si metterà letteralmente a nudo in nome della verità, che sembra non voler arrivare mai.
Questo esordio ha indubbiamente molte carte nella manica. Al principio ho faticato ad entrare nel vivo della storia, i capitoli brevi alternano la focalizzazione sul personaggio, passando da Solveig a Lennie e se da una parte mi piace molto questa scelta narrativa, dall'altra ha un po' rallentato l'incipit. Poi arriva il cadavere, e con esso parte tutto: il coinvolgimento da parte mia, curiosità, accelerazione, azione, sentimenti verso dei personaggi che piano piano diventano sempre più definiti e afferrabili. Se mi chiedete cosa io abbia apprezzato maggiormente ho la risposta: il contorno. Non è una battuta. Spesso ho letto dei thriller ben strutturati ma freddi, privi di particolari dove tutta la concentrazione era esclusivamente per il fattaccio e quelli che ancora sarebbero forse successi. La Lindberg ha estrema cura per quello che succede intorno, l'ambientazione, l'argomento, il mondo in cui si svolge la tragedia. In questo caso ci troviamo in una Stoccolma nottambula, popolata da persone che spendono il denaro facilmente, personaggi borderline, festini, cocaina, belle donne, locali notturni, gente che nasconde la malavita dietro alla popolarità. Questo mi è piaciuto e molto anche. Forse per me non è stato il thriller del cuore ma mi ha lasciato qualcosa e sono curiosa di leggere (in realtà lo sto già facendo) il nuovo libro che uscirà il 31 gennaio "Il gusto di uccidere" dove ritroveremo sia la Berg che Lannie Lee. 
Se volete conoscere una protagonista che non si ferma davanti a niente, e volete catapultarvi direttamente in una città viva e alla moda, partecipando a party mozzafiato, questo libro fa per voi. Attenzione però, non affezionatevi troppo a nessuno ;-)

Punti forti:
- La caratterizzazione dei personaggi: l'autrice è riuscita a costruire dei personaggi credibili senza essere prolissa e senza chissà quante pagine, meno di trecentocinquanta.
- L'ambientazione, quello che prima scherzosamente ho chiamato contorno. Ho proprio adorato il modo accurato di descrivere il mondo di Lennie Lee. Oltre all'omicidio c'è di più, i personaggi sono ben calati nell'ambiente che li circostante.
- Ho scoperto il nome dell'assassino: venti righe prima che lei lo svelasse. Ha depistato il lettore fino alla fine

Punti deboli:
- Se io fossi una di quelle persone che si fanno stregare dall'incipit, beh forse non avrei comprato il libro. All'inizio ho fatto fatica a capire chi fossero i personaggi e dove l'autrice volesse andare a parare. Però la mia pazienza è stata ricompensata.
-  Ho scoperto il nome dell'assassino: venti righe prima che l'autrice lo svelasse. Mannaggia venti righe!