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Recensione di Nadia - Tatà di V. Perrin




Il libro
Tatà di Valèrie Perrin
Editore: E/O| Pagine: 608| Pubblicazione: novembre2024| Prezzo 21€| Trama:Qui
Genere: narrativa

Notizie sull'autrice
Valérie Perrin Ã¨ autrice di quattro romanzi. Il suo primo libro, Il quaderno dell’amore perduto, ha vinto il premio Choix des Libraires Littérature 2018, oltre a una decina di premi nazionali. Cambiare l’acqua ai fiori, suo secondo romanzo, ha vinto diversi premi, tra cui il Prix Maison de la Presse 2018, ed è stato un successo internazionale. La terza opera pubblicata dall’autrice, Tre, ha vinto il premio Babelio nel 2022. In totale, i libri di Valérie Perrin hanno conquistato più di 3 milioni di lettori francesi e sono stati tradotti in 40 lingue. In Italia i suoi libri hanno venduto oltre 1.500.000 copie. Le Figaro l’ha inserita nella lista degli autori francesi che hanno venduto più libri nel 2019 e nel 2022.

Recensione di Nadia
Quando un poliziotto la chiama per chiederle di identificare il corpo di sua zia Colette, Agnés, famosa regista cinematografica ancora alle prese con l'abbandono del marito, rimane sconvolta: non solo per la notizia stessa, ma perché a lei risulta che Colette Septembre sia già morta, tre anni prima. Ma quando si reca in obitorio non ha dubbi: la donna che ha davanti è davvero sua zia. Ma quindi, Colette è stata viva per tre anni senza che lei ne sapesse nulla? E chi è allora la donna che è stata sepolta al suo posto, tre anni fa? Determinata a risolvere il mistero, Agnés parte per Guegnon, paese di origine di zia Colette. Non solo troverà la soluzione all'enigma, ma riprenderà in mano la sua vita.
Valérie Perrin è osannata da tutti per il suo romanzo più famoso, Cambiare l'acqua ai fiori. A me sono piaciuti di più Tre e questo, Tatá, seppur con qualche distinzione. Tatà è un romanzo corposo, più di seicento pagine, che si prende tutto il suo tempo per dipanarsi e catturare la mente del lettore. All'inizio siamo naturalmente incuriositi dal mistero della scomparsa di Colette e un po' intimiditi da questa zia, che dai racconti di Agnés sembra rigida e fredda, ma a poco a poco, venendo a conoscenza della sua storia, ne comprendiamo scelte e comportamenti. La Perrin è molto brava nel delineare storie famigliari che si svolgono nell'arco degli anni e che coinvolgono numerosi personaggi, tutti caratterizzati molto bene. Forse però, nonostante la mole del romanzo, ha voluto mettere un po' troppa carne al fuoco: ogni personaggio ha la sua storia e l'autrice cerca di sviscerarne il più possibile, rischiando, a mio avviso, di appesantire la vicenda generale e non dare la giusta importanza a tutti i filoni narrativi.
Tatà è a mio avviso un romanzo sulle famiglie: non soltanto quella che ci tocca in sorte, che non possiamo scegliere (e che a volte fa danni), ma su quelle che decidiamo di avere accanto: gli amici più stretti, i parenti più lontani, gli uomini e le donne che scegliamo per accompagnarci in questa avventura, a volte sorprendente e spesso faticosa, che è la vita. Valérie Perrin ha uno stile che ti cattura e non ti molla; il libro è scorrevole sempre e i capitoli brevi non fanno percepire la lunghezza del romanzo. Ciononostante, ho trovato che nelle ultime cento pagine la storia si trascinasse un po', come se l'autrice non volesse abbandonare i suoi personaggi ma questi non avessero più molto da dire. In generale un romanzo ricco, che mi è piaciuto per la scrittura e per il messaggio che ci ho letto, ma che personalmente avrei accorciato un pochino.

Recensione di Nadia #13 - Tre di V. Perrin


Il libro
Tre di Valerie Perrin
Editore: E/O| Pagine: 624| Pubblicazione: 2021| Prezzo 19,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
I romanzi precedenti di Valérie Perrin, Il quaderno dell’amore perduto e Cambiare l’acqua ai fiori, sono stati successi mondiali. Tradotti in una trentina di paesi, hanno venduto oltre due milioni di copie. Con Il quaderno dell’amore perduto Valérie Perrin ha vinto nel 2018 il Prix Choix des Libraires e con Cambiare l’acqua ai fiori il Prix Maison de la Presse nel 2018 e il Prix des Lecteurs du Livre de Poche nel 2019.
Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!

L’autunno è ormai alle porte e, per non sentire troppo la malinconia delle giornate che si accorciano e del buio che incombe, come al solito mi rifugio nei libri. Quest’estate ho avuto alcune delusioni dal punto di vista letterario, ma finalmente ho trovato una storia che mi ha riappacificato con la lettura: sto parlando di Tre, di Valérie Perrin.

Nina, Etienne e Adrien si conoscono il primo giorno di quinta elementare, nel 1986, a La Comelle, un paesino della Saone et Loire. Hanno tutti e tre il cognome che comincia per B (Beau, Beaulieu, Bobin) e finiscono tutti e tre nella stessa classe, quella del temuto maestro Py. Nina prende per mano i suoi due nuovi amici e affrontano insieme questa nuova avventura. Non sanno ancora che sarà la prima di tantissime altre.

Avevo letto Cambiare l’acqua ai fiori quando era già un caso editoriale, e l’avevo apprezzato, anche se non mi aveva fatto impazzire. Avevo trovato la protagonista un po’ troppo filosofica e sentenziante per i miei gusti, anche se la parte di “mistero” e il rapporto con il marito mi avevano incuriosita. Questo “Tre” mi è piaciuto decisamente di più. Il romanzo non ha nulla di particolarmente originale: da Jules e Jim a The dreamers siamo abituati a libri e film che raccontano ménages a trois più o meno improbabili, e infatti temevo questo risvolto piuttosto banale della storia. In Tre però non c’è nulla di tutto questo: quella tra Nina, Etienne e Adrien è davvero soltanto una grande amicizia, anche se, come tutte le vere amicizie, non esente da incomprensioni e problemi.

I tre protagonisti sono perfettamente caratterizzati, autentici, con i loro pregi e i loro difetti; rimangono credibili in ogni loro comportamento, coerenti con il loro vissuto. Non ho percepito nessuna nota stonata, tutto ha perfettamente senso per me in questa storia e non poteva andare diversamente.

L’ambientazione forse è ciò che maggiormente mi ha conquistata: il periodo tra gli anni Ottanta e i Novanta è anche quello della mia infanzia e adolescenza, i protagonisti di questa storia hanno solo due anni più di me e, sebbene conosca soltanto alcune delle marche francesi citate nel romanzo, sono bastate per riportarmi a quell’atmosfera alla “Il tempo delle mele” che tutti noi oggi quarantenni ci ricordiamo.

Lo stile delle Perrin è sempre impeccabile, mi sono spesso ritrovata a essere profondamente infastidita nel dover abbandonare la lettura per tornare alla vita reale con parecchia fatica, e questo mi capita soltanto con i romanzi che davvero mi coinvolgono, e non sono più tanti ormai. Come se non bastassero le vicende di Nina, Etienne e Adrien l’autrice ci regala anche un piccolo giallo (che comunque riguarda uno dei tre protagonisti molto da vicino) e un (per me grande, in quanto non l’avevo minimamente capito) colpo di scena a tre quarti di storia, che mi ha fatto dire “Perrin mi hai fregato!” proprio come lo dico spesso al mio amato Bussi.

In conclusione un romanzo intenso, per certi aspetti una sorta di “operazione nostalgia” che però conserva quella giusta dose di originalità da non farlo scadere nel banale o nel ritrito. Una storia avvolgente e per certi aspetti commovente che consiglio a chi ama i romanzi ben scritti che sanno trasportare altrove.

Recensione - Cambiare l'acqua ai fiori di Valèrie Perrin

 


Il libro
Cambiare l'acqua ai fiori   di Valèrie Perrin
Editore: E/O| Pagine: 480| Pubblicazione: 2019 Prezzo 18,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Valérie Perrin lavora da sempre nel mondo del cinema e per anni è stata fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche francesi, tra cui quelle del marito Claude Lelouch. Con Cambiare l’acqua ai fiori ha vinto il Prix Maison de la presse, il Prix Jules-Renard e il Prix des lecteurs du Livre de poche.
Recensione

STORIA DELLA MIA COPIA
Buongiorno lettori, oggi vi parlerò di un caso raro, uno di quelli che in casa mia sono praticamente unici: ho acquistato un libro e ho iniziato a leggerlo a distanza di pochi giorni. 
Certo è che la challenge #lefatichelibrosediercole2 ha aiutato nell'impresa poiché uno degli obiettivi è: leggi l'ultimo libro comprato. 
Ma bando alle ciance, addentriamoci in questa storia, che ha del meraviglioso. 

COSA NE PENSO (e intanto vi racconto UN PO' DI TRAMA)
Violette è una signora di mezza età che lavora all'interno di un cimitero di paese, è la guardiana, quindi vive all'interno del muro che divide i vivi dai morti. Potrebbe sembrare un mestiere inquietante e insolito ma per una donna come lei, dal passato burrascoso e dalla vita priva di grandi aspettative è perfetto. Grazie alla sua presenza tranquilla e discreta la vita all'interno di questo luogo è rilassante e si respira un senso di pace: lei coltiva i fiori, pulisce tutte le tombe abbandonate a se stesse, si prende cura delle lapidi sulle quali non viene appoggiato nemmeno un fiore. Violette prende nota su di un quaderno delle cerimonie funebri, così se qualcuno ha perso una sepoltura lei può fornire i dettagli a chi ne sente il bisogno. La vita scorre va avanti, i bambini nascono e le persone muoiono, è un ciclo e Violette si occupa di rendere più che dignitoso l'ultimo saluto e si preoccupa di confortare quelli che restano, che poi sono coloro che realmente hanno bisogno di appoggio. Una sconosciuta è la candidata perfetta per questo ruolo. 
Un giorno però bussa alla sua porta un uomo che si domanda il perché sua madre voglia posare le ceneri sulla tomba di una persona che non fa parte della famiglia. Quest'uomo è un poliziotto e dover fare risolvere il mistero a qualcun altro è cosa insolita. Da quel giorno per Violette la vita non sarà più la stessa, nel bene e nel male. 


Devo ammettere che i casi editoriali mi fanno sempre un po' di paura: credo che spesso le storie vengano messe su di un altare, le aspettative vengono alzate e per quanto una storia possa essere bella, ci si ritrova a chiedersi se davvero sia così bella come scrivono. Allora aspetto sempre che le acque si chetino, che le persone si tolgano gli occhi a cuore dal viso e si buttino su qualche altra storia. A quel punto è IL MIO MOMENTO, intimo, personale, unico. Magari arrivo in ritardo ma mi godo il romanzo con i miei tempi. 

Questa volta non è andata così e temevo che la delusione potesse nascondersi dietro l'angolo. Per fortuna è stato diverso e le paure si sono sciolte come ghiaccio al sole. Violette ha fatto colpo con il suo guardaroba estate/inverno, il suo sorriso malinconico, la casa che profuma di accoglienza e conforto, i suoi fiori in giardino, i ricordi dolorosi, il futuro bianco, le rughe di tristezza, la voglia comunque di andare avanti per una strada.
La protagonista, perché nonostante diversi personaggi popolino questo libro l'unica e indiscussa regina è lei, è un'amica e conosciamo ogni angolo della sua esistenza come se ci avesse confidato i propri segreti proprio ieri, davanti ad una tazza di tè fumante. 
È una storia che rivela piano piano le verità che il lettore desidera tanto conoscere, l'autrice ci mette davanti i fatti e ci accompagna per mano per la strada della comprensione che fa male, come la vita stessa, ma non necessariamente porta alle lacrime, perché questo libro non è una storia "lacrimevole" ma è di consapevolezza e maturità. 

CONCLUSIONI:
Uno dei più bei libri che io abbia avuto il piacere di leggere negli ultimi anni ( e qualcosina leggo eh...) Ma con questo prendete le mie parole con le pinze: ognuno di noi cerca qualcosa, io so cosa ho trovato all'interno di "cambiare l'acqua ai fiori", secondo me dovete dare una possibilità a questo romanzo con aspettative diverse. Cercate una storia scorrevole, malinconica, tendenzialmente triste ma non strappa lacrime? Partite da questo punto. Ma non pensate "leggo questo romanzo perché mi hanno detto essere un capolavoro", non perché non lo sia, per me è stupendo, ma perché ognuno di noi ha un metro di giudizio differente. 

Mi raccomando, ci tengo tanto, fatemi sapere cosa ne pensate.