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Recensione di Nadia #2 - La presidente di Alicia Giménez-Bartlett


 Il libro
La presidente di Alicia Giménez-Bartlett
Editore: Newton| Pagine: 416| Pubblicazione: 2023| Prezzo 16,00€| Trama:Qui
Genere: giallo


Notizie sull'autrice
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e alcuni poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno ti troverà (2011, 2014), Exit (2012, 2019) e Uomini nudi (2016, Premio Planeta 2015). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.

 Recensione di Nadia


Buongiorno lettrici e lettori! In queste freddissime giornate invernali la cosa che mi rilassa di più è poter leggere senza distrazioni un romanzo di uno dei miei autori del cuore. Purtroppo il tempo libero è sempre poco, ma un'autrice del mio cuore ha finalmente sfornato un nuovo romanzo e io non potevo lasciarmelo sfuggire! Sto parlando di La presidente, della mia amata Alicia Gimenez Bartlett.

Dopo aver adorato Petra Delicado, di cui forse mi manca un libro, ero al tempo stesso entusiasta e intimorita nel cominciare questo romanzo, per paura che non fosse all'altezza della serie precedente. Devo dire che, per fortuna, non sono rimasta delusa.

Le protagoniste di questa nuova storia sono due giovani sorelle poliziotte, appena diplomate all’accademia di Avila. Berta, la maggiore, è piuttosto rigida e disincantata, complice anche una delusione d'amore che l'ha segnata parecchio. Marta, la più piccola, è invece entusiasta e impulsiva. Quando l'ex presidente della Comunità Valenciana, una donna con molti nemici, viene avvelenata in un albergo, il Partito, il Governo e i vertici della Polizia hanno tutto l'interesse a non smuovere troppo le acque. Poiché però non è neanche possibile insabbiare del tutto il caso, decidono di affidarlo proprio alle sorelle Miralles, fiduciosi che, così prive di esperienza, non andranno lontano.

Ho apprezzato praticamente tutto di questo romanzo: l'ambientazione curata, che mi ha fatto venire voglia di tornare a Valencia e di esplorarne i dintorni; la caratterizzazione dei personaggi, delle sorelle in primis, che hanno tutte le carte in regola per diventare indimenticabili protagoniste di una serie interamente dedicata a loro, e infine l'ironia della Gimenez Bartlett, che riesce a stare al passo con i tempi e anche a lanciare qualche frecciatina verso i "vecchi" che non sanno innovarsi. Ho letto diverse recensioni critiche, che sostengono che i personaggi di Berta e Marta non siano credibili. Forse questi lettori non ricordano più come sia essere giovani, pieni di entusiasmo e di irriverenza verso l’autorità, perché io, che pure giovane non sono più da un pezzo, ho trovato le sorelle Miralles modernissime e assolutamente credibili. Inoltre l’autrice trova il modo di denunciare e smascherare la corruzione che si annida prepotente nella città di Valencia, nobilitando una storia di pura evasione con una riflessione importante a uso dei lettori.

Un romanzo brillante e anche divertente, a cui non do il massimo dei voti soltanto per un piccolo dettaglio della massima importanza nelle indagini, che però non è stato adeguatamente spiegato. Spero che per Berta e Marta ci sia un futuro nella penna di Alicia Gimenez Bartlett, perché si meritano una serie tutta per loro!

Recensione di Nadia #15 - Chi si ferma è perduto di M. Malvaldi e S. Bruzzone

Desperate Bookswife

Il libro
Chi si ferma è perduto di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone
Editore: Sellerio| Pagine: 352| Pubblicazione: 2022| Prezzo 15,00€| Trama:Qui
Genere: thriller

Notizie sugli autori
Marco Malvaldi (Pisa, 1974), di professione chimico, ha pubblicato con questa casa editrice la serie dei vecchietti del BarLume (La briscola in cinque, 2007; Il gioco delle tre carte, 2008; Il re dei giochi, 2010; La carta più alta, 2012; Il telefono senza fili, 2014; La battaglia navale, 2016, Sei casi al BarLume, 2016; A bocce ferme, 2018; Bolle di sapone,2021), salutati da un grande successo di lettori. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011 e 2021, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti 2011), e Il borghese Pellegrino (2020), gialli a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi, e Milioni di milioni (2012), Argento vivo (2013), Buchi nella sabbia (2015), Negli occhi di chi guarda (2017), con Glay Ghammouri Vento in scatola (2019) e con la moglie Samantha Bruzzone Chi si ferma è perduto (2022).

Samantha Bruzzone (Genova 1974) chimica di formazione e appassionata di gialli, ha pubblicato con Marco Malvaldi, compagno nella vita, due libri per ragazzi, Leonardo e la marea (Laterza 2012) e Chiusi fuori (Mondadori 2022) e, con Sellerio, Chi si ferma è perduto (2022).

Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!
Il freddo alla fine è arrivato e cosa c’è di meglio, potendo, di trascorrere i mesi che ci separano dalla primavera leggendo buoni libri in compagnia di una tisana e di una copertina? Oggi vi parlo di uno dei romanzi che potrebbero farvi compagnia in questo autunno: è Chi si ferma è perduto, di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone. Malvaldi e Bruzzone sono marito e moglie e hanno già scritto insieme Chiusi fuori, un romanzo giallo per ragazzi.

Serena Martini in Rossi (già, manca qualche stuzzichino e l’aperitivo è servito) vive a Ponte San Giacomo con il marito e i due figli Pietro e Martino, e fa la rappresentante di classe da quando si è licenziata dal suo impiego per discriminazioni sul posto di lavoro. Serena infatti si è sempre sentita svalutata in un mondo di uomini dove, anziché trattarla come una dottoressa in chimica, l’apostrofavano come “la nostra Serena”. Un giorno Serena ritrova per caso in un bosco il cadavere di Luigi Caroselli, maestro di musica presso la scuola media di Pietro. Da quel momento, in collaborazione con la poliziotta Corinna Stelea, la nostra protagonista comincia una vera e propria indagine per scoprire e assicurare il colpevole alla giustizia.

Ho letto questo romanzo con vero piacere e devo dire che, per certi aspetti, forse l’ho amato anche più di alcuni autoconclusivi scritti solo “dal Malvaldi”, come si fa chiamare lui. La collaborazione con la moglie fa sì che, a mio parere, l’autore della serie del Barlume “sbrachi” molto meno con le curiosità scientifiche e le spiegazioni di fenomeni che, seppur spesso interessanti, a volte sono secondo me un po’ troppo tecniche e appesantiscono la vicenda. Questa volta le digressioni “chimiche” ci sono, ma sono decisamente più leggere e comprensibili.

Il giallo in sé è abbastanza semplice e non è difficile risalire al colpevole, se si sta attenti ai numerosi indizi che Bruzzone e Malvaldi dispongono sul cammino del lettore. L’ironia e l’arguzia che contraddistingue la coppia è ormai nota e strappa più di un sorriso a chi legge. Il libro scorre in modo molto piacevole e si divora in poche ore.

Parliamo un attimo, invece, del personaggio di Serena Martini, nel quale a mio parere risiede un pochino il punto debole del romanzo. Non credo di spoilerare nulla, in quanto il suo abbandono lavorativo è riportato anche nella trama del romanzo da Sellerio. Serena è una donna tosta, intelligente, ha una laurea in una materia che non è per tutti (per me sicuramente no, ad esempio) e ha un bel caratterino. Non le manda a dire a nessuno, ha le idee chiare e, pur non essendo mai maleducata, riesce a tenere testa anche alla suocera, che è stata anche la sua temibile insegnante di liceo e che tutti, all’epoca, chiamavano Augusta Pino (diminutivo di Pinochet). E allora, per quale motivo una quarantaseienne risolta, energica, decisa dovrebbe lasciarsi mettere i piedi in testa da capo e colleghi e lasciare un posto di lavoro semplicemente perché non le attribuiscono la giusta importanza? Nel racconto dell’episodio in questione Serena avrebbe potuto muoversi in mille modi diversi per farsi rispettare mantenendo rispetto e autorevolezza, ma non l’ha fatto. L’ho letta soprattutto come una semplice sorta di denuncia nei confronti degli ambienti di lavoro maschilisti e misogini, che per carità ci sono, ma sono anche facilmente smontabili senza perdere sorriso e credibilità.

A parte questo dettaglio, che a mio parere proprio dettaglio non è, ho trovato Chi si ferma è perduto un romanzo molto gradevole e piacevole per trascorrere qualche ora in relax, ma anche imparando qualcosa. Assolutamente consigliato, soprattutto se siete fan del Malvaldi.

Recensione di Baba #12- e palla al centro di A. Manzini


Il libro
...e palla al centro di Antonio Manzini
Editore: Sellerio| Pagine: 45| Pubblicazione: 2021| Prezzo 2,99€| Trama:Qui
Genere: giallo
Notizie sull'autore
Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato Sangue marcio, La giostra dei criceti (del 2007, riedito da Sellerio nel 2017) e Gli ultimi giorni di quiete (2020). La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), 7-7-2007 (2016), Pulvis et umbra (2017), L'anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018), Fate il vostro gioco (2018), Rien ne va plus (2019), Ah l'amore l'amore (2020), Vecchie conoscenze (2021) e Le ossa parlano (2022). In altra collana di questa casa editrice ha pubblicato Sull’orlo del precipizio (2015) e Ogni riferimento è puramente casuale (2019).
Recensione di Baba
e mezzo


Di Antonio Manzini ho letto solo il primo della fortunata serie: Pista Nera. È stato amore, infatti li ho sempre comprati tutti. Talmente tanto il sentimento che non ho più voluto leggerlo. Mi rendo perfettamente conto che scritta così possa sembrare una bufala, ma è la verità: quando amo metto da parte e tengo lì, probabilmente per i momenti bui. Manzini, che tra l'altro lavora in teatro, ha immaginato un personaggio accattivante e di successo: un uomo a metà strada della sua vita, ne bello ne brutto ma con quel fascino da stronzo, uno che dovrebbe essere un buono ma che in realtà ha un sacco di scheletri nell'armadio e con i compromessi si fa na pippa.
Un vicequestore che da Roma è stato mandato ad Aosta con il suo Loden e le Clarks anche con due metri di neve. È in esilio, lontano dalla sua capitale e in mezzo ai caprai e ai casini di serie C. Schiavone si sente stretto, ha freddo, la città non gli piace, ha dei colleghi che sembrano decerebrati, una classica barzelletta all'italiana. Lui è antipatico, scostante, un cannaiolo incallito che ha occhi solo per il suo cane e per le belle donne (ma per poche ore). A Roma ha lasciato casini e amici, buon cibo è ottimo clima. Nel racconto di cui vi parlo oggi Schiavone deve portare una squadra della questura a giocare contro una della magistratura. Beneficenza è la parola d'ordine. Una grandissima rottura di coglioni. Non può tirarti indietro, ordini dall'alto. Ma quando in spogliatoio arriva l'acqua e per la magistratura il Gatorade...si scatena la violenza. Già questa cosa non la voleva fare, allora è guerra! Ed è qui che torna lo Schiavone che conosco e amo.
Un racconto perfetto per conoscere i personaggi senza spoiler, per decidere se la scrittura fa per voi. Potrete conoscere delle vere e proprie macchiette, quello che diventa per forza di cose il braccio destro di Rocco, Deruta e D'Intino.
Breve, ma d'effetto. C'è tutto quello che ci dovrebbe essere in un racconto che probabilmente ha lo scopo di farsi desiderare dal pubblico dei lettori.

Recensione di Nadia #4 - I miei stupidi intenti di B. Zannoni



Il libro
I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni
Editore: Sellerio| Pagine: 252| Pubblicazione: 2021| Prezzo 16,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autore
Bernardo Zannoni (1995) è nato e vive a Sarzana. I miei stupidi intenti (Sellerio 2021) è il suo primo romanzo.

 Recensione di Nadia

Buongiorno lettrici e lettori!

Oggi voglio parlarvi di un romanzo molto particolare, che mi ha incuriosito non appena ne ho sentito parlare. Mi riferisco a I miei stupidi intenti, esordio del venticinquenne Bernardo Zannoni.

Archy, il protagonista del romanzo, è una faina che ci racconta la storia della sua vita. Non ha mai conosciuto il suo papà, perché Denis è stato ucciso da un contadino a cui aveva cercato di rubare una gallina quando i suoi cuccioli erano appena nati. La madre di Archy, Annette, si è ritrovata da sola a dover crescere cinque piccoli perché il sesto, Giosuè, è morto poco dopo la nascita. Annette è una faina indurita dalla vita (e probabilmente dal suo stesso essere una faina): quando Archy diventa zoppo in seguito a una caduta da un albero, non si fa scrupoli a sbarazzarsi di una bocca da sfamare che a suo parere è diventata inutile…

Quando facciamo la conoscenza di Archy veniamo a sapere anche che lui e la sua famiglia vivono in una casa che presenta l’arredamento e le suppellettili delle case umane: anche se la loro è una tana di animali, Archy e i suoi fratelli mangiano nei piatti, si siedono a tavola e dormono nei letti. Questa, che può sembrare un’umanizzazione, non deve però non deve ingannarvi: il bosco in cui si svolge la storia della nostra faina non è affatto il luogo idilliaco in cui vivono Winnie the Pooh e i suoi amici: le insidie si trovano dietro a ogni angolo, ogni autunno si ingaggia una lotta per la sopravvivenza e soltanto i più previdenti e parsimoniosi sopravvivranno all’inverno.

La vita di Archy ci viene raccontata in prima persona, e questo è probabilmente l’elemento di maggiore originalità del romanzo: non avevo mai letto nulla di narrato da una faina, e devo ammettere che l’ho apprezzato più di quanto avrei creduto. La bravura di Zannoni sta nel delineare un personaggio animale in maniera assolutamente credibile, umanizzandolo soltanto quel tanto che basta da permettere a noi lettori di comprenderlo, ma lasciandogli le caratteristiche che ne fanno una faina: l’istinto di sopravvivenza e quello sessuale, il piacere nel predare che supera la pietà e l’empatia nei confronti della vittima.

Nel corso della sua lunga vita Archy farà la conoscenza di diversi personaggi, amici o nemici, e ognuno di essi gli insegnerà qualcosa. Non voglio spoilerare nulla, perché a mio parere la trama che si trova su Amazon lo fa fin troppo, ma il giovane Archy diventerà grande non solo fisicamente: maturerà, conoscerà per quanto possibile come funziona il mondo e arriverà a livelli di consapevolezza che, a mio parere, restano sconosciuti anche a moltissimi umani. Ho apprezzato molto l’idea di Zannoni e il suo svolgimento, anche se ho trovato una piccola pecca “logica” (il fatto che gli animali possiedano suppellettili stride con un altro punto chiave della storia, che non posso svelare). L’autore, che ricordiamolo è un giovane esordiente, è stato molto bravo nella costruzione dei personaggi e ha realizzato un romanzo particolare e originale, che non fa sconti al lettore ma anzi lo fa riflettere su più di un aspetto. Consiglio I miei stupidi intenti se avete voglia di leggere qualcosa di diverso, lontano da melensaggini e buonismi, e se avete voglia di mettervi in gioco.

Keep Calm and Read Nadia #96 - Bolle di Sapone di Marco Malvaldi

Carissimi lettori, dopo la pausa dettata dalle vacanze goderecce Nadia è tornata alla grande. Col Malvaldi, mica bruscolini...


Buongiorno lettrici e lettori!

Come state? Avete ancora i benefici delle vacanze o, come me, siete già di nuovo stufi di lavorare? Meno male che ci sono i libri che riescono a distrarci dal tran tran quotidiano! Oggi voglio raccontarvi di un romanzo appena uscito, uno di quelli che aspetto sempre con trepidazione perché è scritto da uno dei miei autori-coccola, quelli che acquisti a scatola chiusa perché tanto sai che non ti deluderanno. Sto parlando di Bolle di sapone, di Marco Malvaldi.

Fonte Google

Finalmente, dopo qualche anno, qualche autoconclusivo e un altro giallo con protagonista Pellegrino Artusi dopo Odore di chiuso, il Malvaldi torna a Pineta dagli amati vecchietti del Bar Lume, e lo fa con un romanzo ambientato in tempi di lockdown. Sì, perché siamo nel 2020, anche a Pineta è arrivato il Covid e inoltre nonno Ampelio è in ospedale con un femore rotto. Alice è rimasta bloccata in Calabria, dove era andata per un corso di aggiornamento; Massimo e Tiziana devono ingegnarsi trovando soluzioni da asporto per impedire che il bar fallisca a causa della prolungata chiusura forzata e i nostri vecchietti rischiano seriamente la depressione, non potendo più vedersi tutti i giorni per giocare a carte e a chi spara la corbelleria più grossa.

Meno male che arriva un caso su cui indagare: proprio in Calabria, vicino a dove si trova Alice, si sono verificati un omicidio e una morte sospetta. Geneticamente incapaci di farsi i fatti propri, i vecchietti emergono dalla letargia e si mettono in testa di aiutare Alice a risolvere il caso…

Ho divorato questo romanzo come se fosse un bicchiere della mia amata acqua frizzante, uno dei pochi guilty pleasure che mi sono rimasti. Malvaldi fotografa benissimo il clima psicologico presente in Italia l’anno scorso, durante quei mesi assurdi e quasi distopici in cui non avremmo mai pensato ci saremmo trovati. Il senso di isolamento, lo sfogo in cucina per molte persone che si sono trovate forzatamente chiuse in casa senza far nulla, l’impotenza di medici e infermieri non solo di fronte al Covid, ma anche alla burocrazia e alla politica in ospedale, le enormi difficoltà in cui si sono trovati baristi e ristoratori nel mantenere in piedi la propria attività, costretti a inventarsi nuove formulazioni per l’asporto e nuove ricette per ingolosire il cliente annoiato.

Anche la parte gialla è frizzantina al punto giusto, con un colpo di scena a mio parere perfettamente studiato, anche se questa volta più di altre, giustamente, la vita dei protagonisti la fa da padrona, con una notizia che presumibilmente allungherà ancora la serie.

In conclusione, una piacevole conferma per tutti coloro che amano Malvaldi; a chi ancora non lo conosce suggerisco di cominciare assolutamente dalla serie del Bar Lume, e quindi da La briscola in cinque.

Keep Calm and Read Nadia #83 - Autobiografia di Petra Delicado

Buongiorno lettrici e lettori!
Come state? Io tutto bene anche se sono stufa del freddo e non vedo l’ora che arrivi la primavera… poi quando cominceranno le belle giornate morderò ancora più il freno di adesso perché la voglia di viaggiare diventerà insopportabile!

E allora accontentiamoci ancora una volta di viaggiare con i libri: oggi voglio parlarvi dell’ultimo romanzo di un’autrice che, per quanto mi riguarda, scrive troppo poco: sto parlando di Alicia Gimenez Bartlett, che finalmente è tornata in libreria con Autobiografia di Petra Delicado.
Fonte Google
Il titolo originale di questo romanzo è “Sin muertos”, ovvero “senza morti”. Sì, perché questo libro, nonostante abbia per protagonista l’ispettrice letteraria più famosa di Barcellona, non presenta l’ennesimo omicidio su cui fare luce: stavolta non ci sono morti, ma “soltanto” Petra, che racconta la sua vita e le scelte che l’hanno portata a essere così come noi affezionati lettori la conosciamo oggi.

Con il pretesto di una tranquilla vacanza in convento, lontana da marito e figliastri, la nostra protagonista fa il punto della propria esistenza per stilarne un bilancio il più onesto possibile: facciamo così la conoscenza della sua famiglia di origine, del rapporto con i genitori e con le due sorelle, dell’infanzia serena ma che già porta in sé i semi del carattere irrequieto e insofferente alle regole che ben conosciamo. Petra ci parla dei suoi studi, dei suoi mariti, della decisione di entrare in polizia e lo fa con franchezza, senza nasconderci i suoi errori ma presentandoceli con quell’ironia pungente che tanto amo in lei.

Come forse si intuisce dalle mie parole per me Alicia Gimenez Bartlett ha fatto con Petra un lavoro fantastico. Petra è più di un personaggio, è un carattere talmente ben costruito, sfaccettato e coerente con se stesso da sembrare a chi ha letto tutti i suoi romanzi una donna in carne e ossa. Sicuramente l’uso del racconto in prima persona che l’autrice usa sempre nei romanzi della serie aiuta tantissimo da questo punto di vista, ma la caratterizzazione dell’ispettrice Delicado a mio parere si avvicina al capolavoro.

Quante volte, amando un personaggio ed essendoci affezionati a lui dopo aver letto numerosi episodi che lo vedono protagonista, vorremmo conoscerlo meglio, sapere qualcosa in più sul suo passato e sulle motivazioni che l’hanno reso così com’è? Beh, con questo romanzo credo che l’autrice abbia voluto fare un vero e proprio regalo ai suoi lettori affezionati, perché possiamo conoscere ancora meglio l’ispettrice Petra Delicado.

Per quanto mi riguarda, forse continuo a preferire i romanzi in cui Petra e Firmìn lavorano insieme sul campo, scovano e arrestano assassini, battibeccano e godono dell’amicizia reciproca. Però Petra mi mancava davvero tanto (non ho voluto guardare la serie tv con la Cortellesi: a mio avviso è un’ottima attrice, ma Petra non può essere identificata con un volto così conosciuto, secondo me) e mi sono davvero goduta il viaggio. Se anche voi come me amate la Gimenez Bartlett e la serie di Petra Delicado non potete perdervi quest’ultimo romanzo!

Recensione - La memoria del lago di Rosa Teruzzi



Il libro
La memoria del lago di Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno| Pagine: 141| Pubblicazione: maggio 2020| Prezzo 14,00€| Trama Qui
Genere: giallo | 
Notizie sull'autrice
Rosa Teruzzi
(1965) vive e lavora a Milano. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Oltre ai libri che compongono la serie I delitti del casello edita da Sonzogno (La sposa scomparsa, La fioraia del Giambellino, Non si uccide per amore, Ultimo tango all'ortica e La memoria del lago, quest'ultimo uscito ieri), ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi.
Recensione 
e 1/2

STORIA DELLA MIA COPIA
Carissimi buongiorno! Con grande piacere oggi vi parlerò della quinta indagine non convenzionale delle Miss Marple del Giambellino. La storia della mia copia? Piccina trattandosi di un volume fresco fresco di stampa, ma ringrazio la casa editrice Sonzogno per avermi inviato questa copia visto il mio amore per la serie ideata dalla caporedattrice di Quarto Grado :-) 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Spesso capita che le serie dopo un po' arrechino noia al lettore, fino ad arrivare al momento in cui lo stesso, nonostante sia affezionato ai personaggi, li lascia andare, portandosi dentro il ricordo dei tempi che furono. NON E' QUESTO IL CASO, anche se un po' di paura c'è sempre, non con i gialli della Teruzzi ma con i libri seriali in generale.
 Nei precedenti capitoli Libera e Iole hanno investigato su questioni di famiglia ma anche su omicidi slegati dalla loro vita, hanno fatto amicizia con Irene la Smilza, una giornalista empatica che le aiuta moltissimo, un po' per lavoro e un po' per affetto. In "La memoria del lago" scopriremo dettagli importanti sulla nonna di Libera, Ribella, e in questo modo aggiungeremo un tassello importante. Vittoria, la figlia di Libera, che nella vita fa la poliziotta per davvero, ha sempre un ruolo un po' marginale ma la sua presenza si sente ugualmente e pian pianino credo che riuscirà ad unirsi alle sue due donne un po' strambe eppure tremendamente interessanti. In questo capitolo ci imbatteremo in quello che viene definito Cold Case, ovvero un vecchio delitto irrisolto: nel 1946 una donna muore, viene fatta una denuncia, ma poi si risolve tutto archiviando il caso come incidente che al massimo puzza di suicidio. Cosa mai sarà successo? 
Tra presente e flashback l'autrice ci porta fuori da Milano, sul lago di Como, a chiacchierare con un anziano prete poco disponibile a disturbare le anime dei defunti e una pettegola DOCG, che invece sarà di grande aiuto. 
Non scordiamoci però che la vita al casello deve andare avanti e ogni membro della famiglia ha le sue beghe, non si pettinano mica le bambole qui!
Ho apprezzato molto questa gita fuori porta, ho avuto modo di conoscere più a fondo il carattere e i sentimenti dei personaggi che mi stanno a cuore, senza tralasciare la parte divertente che condisce un libro piccino eppure così completo. 

CONCLUSIONI
Quando si legge un romanzo che da tempo hai atteso, quando capisci che è il momento di prendere in mano delle storie che avevi lasciato per i momenti di bisogno e queste storie ti prendono per mano, portandoti altrove e facendo il loro dovere, ovvero intrattenere...beh non puoi che ritenerti soddisfatto e appagato. Quando vi stresso l'anima dicendo che la Teruzzi è una garanzia, datemi retta! Questi libri non sono adatti solo agli amanti del genere, al loro interno c'è un po' di tutto, dall'attualità ai sentimenti. Se vi ho incuriositi ma non sapete da dove iniziare, ecco qui l'ordine : 
 
#1 - La sposa scomparsa (QUI)
#2 - La fioraia del Giambellino (QUI)
#3 - Non si uccide per amore QUI
#4 - L'ultimo tango all'Ortica QUI

Keep Calm and Read Nadia #56 - Recensione di Ah l'amore l'amore - Antonio Manzini

Buongiorno lettori come state? In questo periodo sono parecchio assente, due gruppi di lettura aperti, meno tempo del solito, domeniche decisamente impegnate...meno male che Nadia c'è! Questa donna mi accompagna da anni e se sempre le sono grata per il tempo che dedica alle letture per il blog, ma in questo periodo ancora di più! <3 Thanks my friend. Adesso però leggiamo la sua recensione.


Buongiorno lettrici e lettori, come state? Qui tutto bene, anche se confesso che sono stufa del freddo e non vedo l’ora di partire per luoghi più assolati e calducci, però ci vorrà ancora tanto tempo!

Oggi vi racconto dell’ultimo romanzo della serie di Rocco Schiavone, ovvero Ah l’amore l’amore. Ritroviamo Rocco in ospedale: la sparatoria che ha concluso il romanzo precedente gli ha portato via un rene e qualche complicazione post operatoria lo obbliga a un soggiorno un po’ più lungo nel nosocomio cittadino. Anche qui, però, Rocco trova il modo di far funzionare il suo fiuto da sbirro, visto che, per un’operazione simile alla sua, un altro paziente ha perso la vita. Errore medico o omicidio volontario?

Fonte Google 
Dopo Fate il vostro gioco e Rien ne va plus, due romanzi particolarmente intensi e ricchi di emozioni per il nostro vicequestore preferito, Manzini ci regala un libro più pacato, interlocutorio (sebbene la saga di Rocco potrebbe anche finire così e a me non dispiacerebbe affatto). In questo volume Schiavone non è protagonista assoluto: Manzini lascia spazio anche ai suoi collaboratori, seguendo in particolare le vicende di Antonio Scipioni, promosso viceispettore e incasinato seduttore impenitente, e di Ugo Casella, ancora alle prese con l’impacciato corteggiamento della vicina Eugenia.

So che alcuni lettori hanno apprezzato meno questo romanzo rispetto ai precedenti, per la minore presenza di colpi di scena e di introspezione psicologica del protagonista; io invece mi sono goduta con piacere questa storia: avevo bisogno, come credo anche Rocco, di staccare un po’ la spina dalle sue vicende personali, che così tanto spazio avevano preso negli ultimi due capitoli della serie. Di sicuro Ah l’amore l’amore è un episodio molto più scanzonato e leggero, sebbene ovviamente il caso su cui indagare non manchi. Alcuni momenti della presenza forzata di Rocco in ospedale mi hanno fatto ridere un sacco, così come le “disgrazie” amorose del giovane Scipioni.

L’unico aspetto che davvero non riesco a mandar giù è l’impressione, supportata da dati di fatto, che neanche in una casa editrice prestigiosa come la Sellerio si dia più importanza all’ormai vituperato mestiere dell’editor. Durante la lettura ho infatti trovato tre errori veramente marchiani (un libro che due righe dopo diventa una rivista, per fare solo un esempio), da cui si evince che o l’editor assegnato a Manzini ha talmente tanto timore reverenziale nei suoi confronti da non fare il suo mestiere, o questo editor proprio non esiste. Mi perdonerete se insisto su questi aspetti, che forse per tanti sono secondari, ma resto ancora convinta che un libro sia un’opera artigianale, e come tale meriti estrema cura e attenzione finché non arriva in libreria.

Come sempre sono curiosa di conoscere le vostre impressioni!


Recensione #aspettandoilbancarella - Come una famiglia di G. Simi

Il libro
Come una famiglia di Giampaolo Simi
Editore: Sellerio  | Pagine: 425| Pubblicazione: 2018 | Prezzo 15,00€| Trama: Qui
Genere: giallo
Notizie sull'autore
Giampaolo Simi ha pubblicato Il corpo dell’inglese (2004) e Rosa elettrica (2007). I suoi libri hanno ricevuto vari premi e sono stati tradotti in Francia (nella «Série noire» di Gallimard e presso Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alle fiction «RIS», «RIS Roma» e «Crimini». Con questa casa editrice ha pubblicato Cosa resta di noi (Premio Scerbanenco 2015), La ragazza sbagliata (Premio Chianti 2018) e Come una famiglia (2018).
Recensione 

Tornano le "avventure" di Dario Corbo, ex giornalista di cronaca nera oggi impiegato all'interno della Fondazione Beckford, che cura l'opera del grande artista Thomas Beckford, padre di Nora, precedentemente condannata e incarcerata per l'omicidio di una sua coetanea molti anni addietro. Nel primo romanzo infatti Corbo dovrà indagare a distanza di ventitré anni proprio sulla morte di Irene Calamai, brutalmente assassinata senza pietà. (recensione qui).
La vita di Dario procede apparentemente tranquilla fino a quando viene convocato dalla polizia a causa del figlio Luca, calciatore promettente che dopo aver battuto ai rigori il Bruges, la sua squadra si aggiudica la vittoria  della Viareggio Cup. Durante una serata in discoteca, tra un selfie e l'altro una ragazza viene picchiata e stuprata, Aurora Lopez però riconosce un volto e pronuncia un nome: Luca, quello che gioca nel Rivadarno. Corbo ride istericamente, suo figlio è un bravo ragazzo. Non ha la faccia da bravo ragazzo? Luca non potrebbe fare mai una cosa del genere, la sua fiducia è cieca, adesso bisogna difendersi.
Questa storia ci viene sapientemente narrata in prima persona proprio da Corbo, che scrive direttamente e romanticamente una lettera a suo figlio, sviscerando tutte le sue emozioni e raccontandogli quello che prova in un momento difficilissimo della sua vita. La famiglia è come una squadra, ci si supporta a vicenda per raggiungere la tanto desiderata vittoria. Dario sta giocando una partita complessa, perché l'innocenza di suo figlio non è scontata per nessuno, perché Luca ha un carattere chiuso, non si espone, prende sotto gamba la situazione, forse senza rendersi della gravità delle accuse. Mente, omette, ha un atteggiamento non adeguato alla situazione e credergli è sempre più difficile.
Per la seconda volta sono stata ammaliata dalla scrittura di Simi, un giallista che riesce ad irretire il lettore, prendendolo un po' in giro, giocando con lui, facendogli imboccare le strade che lui vuole che si percorrano e colui che legge è come bendato e come un cane da tartufo cerca famelicamente il giusto sentiero per arrivare alla verità.

Una storia che tocca dei temi attuali, come quello dei complessi rapporti familiari, sopratutto tra genitori separati, si parla di popolarità, di cosa si è disposti a fare per il vil denaro, di come si possa manipolare con estrema facilità la verità con la menzogna, si affrontano persone arriviste e senza scrupoli. Quello che però più mi ha segnato è stato proprio il rapporto di Corbo con suo figlio, quella malinconica tristezza che accompagna la pulita narrazione. La scelta della prima persona, per quanto mi riguarda, è promossa a pieni voti, Dario Corbo non è più solo un personaggio di un giallo, ma è un padre in carne e ossa, attanagliato dai grattacapi e angosciato da quello che potrebbe scoprire.

Un libro ipnotico, assolutamente consigliato per chi non cerca solo un giallo, ma un'opera più complessa e ben miscelata, composta da molti temi, che non sono mai troppi e raccontata con la destrezza di un buon prosatore. Insomma, è chiaro che non dovete perderlo, quindi andate a comprare subito "La ragazza sbagliata".
Questo libro sarà uno dei sei protagonisti della serata del 21 luglio a Pontremoli per il Premio Bancarella. Buona lettura :-) 

Recensione - La ragazza sbagliata di Giampaolo Simi

Il libro
La ragazza sbagliata di Giampaolo Simi
Editore: Sellerio Editore Palermo| Pagine: 386| Pubblicazione: giugno 2017 | Prezzo 15,00€| Trama: Qui
Genere: giallo 
Notizie sull'autore
Giampaolo Simi ha pubblicato Il corpo dell’inglese (2004) e Rosa elettrica (2007). I suoi libri hanno ricevuto vari premi e sono stati tradotti in Francia (nella «Série noire» di Gallimard e presso Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alle fiction «RIS», «RIS Roma» e «Crimini». Con questa casa editrice ha pubblicato Cosa resta di noi (Premio Scerbanenco 2015), La ragazza sbagliata (Premio Chianti 2018) e Come una famiglia (2018).
Recensione 

Dario Corbo è un giornalista di cronaca nera che attualmente ha dei problemi economici e anche familiari: un figlio adolescente, una ex moglie non troppo comprensiva a causa di una carriera (di lui) che ha rotto il loro nido senza nemmeno ricevere in cambio delle soddisfazioni materiali o una semplice gratificazione.
Dopo più di vent'anni Corbo viene chiamato per scrivere un libro su di un caso che lo ha reso celebre, quello di Irene, maturanda uccisa dalla "amica" Nora Beckford, un caso chiuso, la giustizia ha fatto il suo corso e chi doveva pagare ha scontato la sua pena ma...un tarlo non abbandona la mente di Corbo, che si butterà con l'anima e con il corpo per scoprire la verità, anche dopo ventitré anni. 

Ancora una volta mi affaccio su di un libro scritto da un autore finalista al Premio Bancarella del 2019 e scopro nuovi orizzonti, prendendo in considerazione nomi che probabilmente non avrei considerato e sfogliando libri che fino ad ora mi stanno regalando delle belle soddisfazioni. Giampaolo Simi l'ho sentito nominare, Daniela del blog "Un libro per amico" me ne aveva parlato bene, ma onestamente sarebbe rimasto una delle papabili storie da leggere che forse non avrei comprato. E invece no. Ho iniziato le avventure di Corbo e sono felice di averlo fatto.

Innanzi tutto è ambientato in Versilia e io adoro la Toscana, i suoi abitanti, il cibo e tutte le sue bellezze, culturali e non. Forse l'ambientazione non è propriamente il punto forte di "La ragazza sbagliata" ma il protagonista assolutamente sì. Dario Corbo ha un carattere particolare, apparentemente freddo, si rivela una persona sensibile e caparbia, un occhio investigativo niente male, anche se tende ad approfittarsi delle situazioni, diciamo che cerca di fare buon viso a cattivo gioco. La famiglia è il suo tallone d'Achille, gli manca come riferimento, ma non si è mai sforzato di metterla davanti al suo lavoro e ancora oggi, nonostante il figlio desideri delle attenzioni...lui vacilla.

Ho apprezzato la maestria con la quale è stata narrata tutta questa intrigante vicenda, l'autore è riuscito a tenere alta l'attenzione del lettore fino alla fine, ingannandolo, portandolo un po' sulla strada sbagliata per poi sorprenderlo sul finale. Simi è riuscito a creare un quadro molto chiaro di Irene, nonostante sia defunta da oltre ventitré anni ed è anche riuscito a tracciare un personaggio complesso, quello di Nora, che io ho adorato proprio a causa delle sue complessità e che per me è stato un valore aggiunto notevole.

Un giallo che consiglio, perché scritto bene, perché la storia regge, perché il protagonista potrebbe creare dipendenza. E questa volta concludo solo dicendovi che se amate questo genere di letture prendetelo seriamente in considerazione perché ne varrà la pena e i vostri quindici euro saranno ben spesi.

Fatemi sapere!! A presto, un abbraccio a tutti :-) 

Premio Bancarella 2019 - Libri e Curiosità

Buongiorno lettori, come vi avevo anticipato un paio di settimane fa, torno a parlarvi del Premio Bancarella, questa volta lasciandovi qualche informazione in più; con questo post approfondiremo la conoscenza dei sei libri finalisti. Oltre alle informazioni generali e i link per l'acquisto, potrete leggere le risposte alle due domande che ho rivolto agli autori la sera della presentazione al Circolo dei Lettori di Torino. Loro sono stati tutti gentili e disponibili e io mi sono divertita molto. 




Titolo: Il ladro gentiluomo
Autrice: Alessia Gazzola
Pagine: 299
Prezzo:18,60€
Casa Editrice: Longanesi
Link per l'acquisto: QUI
Trama:
Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.
Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale 
importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi…
- Un aggettivo per descrivere la protagonista del tuo libro.
Irrazionale

- Secondo te, del tuo libro, cosa ha fatto colpo? Il punto forte del romanzo secondo l'autrice.
Secondo Alessia, il punto forte è la serie stessa, rivolta ad una precisa generazione, quella degli specializzandi e apprendisti. I lettori si immedesimano nel personaggio.



Titolo: Come una famiglia
Autore: Gianpaolo Simi
Pagine: 425
Prezzo: 15,00€
Casa Editrice: Sellerio
Link per l'acquisto: QUI
Trama:
Luca Corbo è un ragazzo coccolato e protetto che vede davanti a sé, quando non ha ancora diciotto anni, la grande opportunità di tutta una vita. Aspira a una carriera da calciatore professionista, è stato notato da alcuni procuratori, ed è giunto il momento di fare una scelta. Attorno ha i compagni che sul campo e fuori sono gli amici del cuore, anche loro spinti dalle stesse ambizioni. A incoraggiarlo c'è il sostegno dei genitori Dario e Giulia, separati dopo molte difficoltà, per una volta di nuovo complici grazie all'orgoglio per il suo talento. Sono trascorsi alcuni anni dall'estate del caso Nora Beckford, quando Dario Corbo, ex giornalista scaltro e malinconico, ha cercato di riscattare l'immagine e il passato scellerato di un'assassina che proprio lui aveva contribuito a far condannare. Ora Dario lavora per lei, alla Fondazione che cura l'opera del padre artista, e in molti hanno da ridire. Basta una telefonata per cambiare tutto, ancora una volta. Dario viene convocato all'albergo dove il figlio alloggia con la squadra, due poliziotti stanno frugando nella sua stanza, Luca è pallido e silenzioso. La notte precedente una ragazza è arrivata al pronto soccorso con il volto sfigurato, ha denunciato di essere stata condotta sulla spiaggia e poi stuprata e picchiata da un ragazzo conosciuto in discoteca. Quel ragazzo, ha detto, si chiama Luca, e gioca a calcio. Per Dario Corbo è il frantumarsi di un ordine precario e l'annuncio del fallimento più doloroso, quello di padre. Giampaolo Simi ci riporta in Versilia e traccia un affresco ambizioso e avvincente, di raffinato realismo e lancinante tensione. Un noir drammatico ma soprattutto una storia di individui che si riconoscono tra loro e cercano complicità e protezione nell'appartenenza, nella lealtà di gruppo, nel cemento dell'amicizia, nel nucleo tenace delle famiglie. Fin quando una famiglia non è costretta a guardarsi dentro, e a chiedersi quanta cieca fiducia, quanto amore inappellabile sono necessari per proteggere le persone che amiamo. Con il sospetto che persino nel proprio figlio possa nascondersi una creatura feroce.
- Un aggettivo per descrivere il protagonista del tuo libro.
Ostinato

-Secondo te, del tuo libro, cosa ha fatto colpo? Il punto forte del romanzo secondo l'autore.
Il rapporto tra Luca e Dario: il padre che deve investigare sul figlio, la peggior indagine che esista. 


Titolo: Dove il destino non muore
Autrice: Elisabetta Cametti
Pagine:541
Prezzo: 18,90€
Casa Editrice: Cairo
Link per l'acquisto: QUI
Trama:
Il guardiano dei Musei nazionali delle residenze napoleoniche sa che la sua vera identità è stata scoperta. Stanno venendo a prenderlo. Ma non si farà catturare vivo, perché quello è l'epilogo di un piano scritto anni prima. L'eredità di Napoleone è in pericolo, e lui è pronto a trasferirla nelle mani della bambina che ha visto crescere. Katherine Sinclaire, però, è all'oscuro di tutto. Sta presentando il suo ultimo bestseller a Roma, in un auditorium gremito di gente, e non può nemmeno immaginare che nei ricordi delle vacanze all'Isola d'Elba si nascondano le risposte ai più grandi interrogativi della storia. Sullo sfondo, due società segrete che da duecento anni si contendono la supremazia sulla verità. La prima, voluta da Napoleone stesso per proteggere le scoperte archeologiche che hanno costellato le sue imprese. L'altra è una delle organizzazioni più influenti al mondo. Al centro, il mistero della campagna d'Egitto. Katherine si lascerà coinvolgere in una cospirazione, i cui risvolti potrebbero mettere in discussione il corso della storia e le convinzioni acquisite sulle civiltà più antiche. E quando penserà di avere decifrato tutti gli enigmi che via via le si sono presentati, si troverà intrappolata in uno sconvolgente intrigo familiare: l'inizio di un nuovo viaggio che la porterà lontano, in un futuro senza segreti nel passato. Là dove il destino non muore.
- Un aggettivo per descrivere il protagonista del tuo libro.
Determinata e istintiva

-Secondo te, del tuo libro, cosa ha fatto colpo? Il punto forte del romanzo secondo l'autrice.
Nonostante sia fiction e lo sfondo sia storico, è ispirato alla realtà, quindi assolutamente credibile. Penso che il punto forte della serie sia proprio questo. 



Titolo: Preludio a un bacio
Autore: Tony Laudadio
Pagine:217
Prezzo: 17,00€
Casa Editrice: NNE
Link per l'acquisto: QUI
Trama:
Emanuele è un barbone, un musicista che suona agli angoli delle strade. Ha rinunciato a ogni affetto e contatto umano, tranne quello di Maria, che lavora in un bar e si prende cura di lui. Finché un giorno, dopo un'aggressione, Emanuele si risveglia in ospedale e si accorge d'un tratto che la sua apatia è scomparsa: persone e cose brillano di una nuova luce, spingendolo ad agire per rimediare agli errori di un passato sprecato. Non solo un romanzo, ma un monologo su carta ambientato in un teatro fatto di jazz, ricordi e rimpianti;Tony Laudadio ci consegna una storia colorata come una processione lungo le strade di una città di provincia, popolare e anche un po' kitsch, emozionante come il brivido che ci coglie quando ritroviamo frammenti di fiaba nella vita di tutti i giorni. Preludio a un bacio è la storia di una rinascita in crescendo, in corsa verso una felicità inafferrabile, ma comunque capace di dare senso a una vita intera.
- Un aggettivo per descrivere il protagonista del tuo libro.
Sassofonista

-Secondo te, del tuo libro, cosa ha fatto colpo? Il punto forte del romanzo secondo l'autore.
Sono convinto che il punto forte sia l'empatia del protagonista, è proprio Emanuele infatti a percepire il lettore. 



Titolo: Evelyne - Il mistero della donna francese
Autore: Marco Scardigli
Pagine:15,00
Prezzo: 309
Casa Editrice: Interlinea
Link per l'acquisto: QUI
Trama:
In piena Belle Époque in un albergo di Novara arriva una donna francese così affascinante da diventare l'oggetto delle attenzioni di tutti i viveur della città. Sarebbe solo materia di pettegolezzo, se non fosse che la sua presenza coincide con una sequenza di eventi via via più misteriosi e tragici. Quando, nel fossato del castello, viene trovato il corpo di una giovane terribilmente sfigurata, i giornali si buttano con avidità sulla vicenda, che sembra ricalcare quella londinese di Jack lo Squartatore. Sul caso indaga il commissario Marchini, ma verranno coinvolti anche il suo amico, il maggiore Stoffel, e Tina, la donna amata da entrambi. E sarà un'avventura che cambierà del tutto le loro vite.
- Un aggettivo per descrivere il protagonista del tuo libro.
I protagonisti sono tre e li definirei così: Tina è bella dentro e fuori, Marchini è intelligente, Stoffel è dignitoso.

-Secondo te, del tuo libro, cosa ha fatto colpo? Il punto forte del romanzo secondo l'autore.
Sono uno storico per professione e l'ambientazione è il punto forte di questo romanzo.




Titolo: Prima che te lo dicano gli altri
Autore: Marino Magliani
Pagine:330
Prezzo: 17,50€
Casa Editrice: Chiarelettere
Link per l'acquisto: QUI
Trama:
Prima di essere un cacciatore e bracconiere, e agricoltore solitario con la passione dell'innesto, Leo Vialetti è stato un bambino della Val Prino nell'Italia del boom che qui non è mai arrivato, una Liguria di frontiera che vede il mare per sbaglio e in cui crescere senza padre significa diventare grandi troppo presto. In un'estate decisiva come tutte quelle che fanno da preludio all'adolescenza, l'unico adulto che sembra volersi prendere cura di lui è uno straniero, un argentino, Raul Porti, che gli dà ripetizioni scolastiche e gli insegna ad amare e rendere fertile la terra, prima di sparire improvvisamente. Quando Leo deciderà di comprare all'asta la vecchia villa di Raul Porti, ciò che scoprirà lo costringerà a perdere un mezzo amore appena sbocciato e partire alla cieca per l'Argentina, per capire dove e come sia finito l'uomo più importante della sua vita, proprio nei giorni più terribili del Novecento sudamericano, quelli dei desaparecidos. Grazie a una lingua lirica, affilata e precisa, Magliani costruisce una storia durissima di formazione, che non fa sconti alla nostra storia recente e che ci racconta di un affetto che travalica sentenze e confini spaziotemporali per restituirci l'avventura epica per eccellenza, la ricerca delle proprie radici.
- Un aggettivo per descrivere il protagonista del tuo libro.
Leo è un abbandonato.

-Secondo te, del tuo libro, cosa ha fatto colpo? Il punto forte del romanzo secondo l'autore.
Credo che il punto forte sia l'ossessione del protagonista, l'ossessione di avere un padre.

Per il momento non mi resta che salutarvi ma presto riprenderemo l'argomento! 

Keep Calm and Read Nadia #29 - Letture sull'isola

Buongiorno lettori, purtroppo questo post avrei dovuto inserirlo qualche giorno addietro...ma ero in vacanza. Leggetelo perchè è bellissimo, Nadia ha scritto un articolo molto, molto interessante (ma del resto lo fa sempre). 

Ciao a tutti lettrici e lettori!
Siccome  sono  ero in vacanza a Gozo ancora per alcuni giorni ho pensato di ricollegarmi a uno degli ultimi post di Baba e di farvi vedere i romanzi che ho deciso di portare con me su quest'isoletta selvaggia. Naturalmente vi spiegherò anche il perché ho scelto proprio questi libri! Ho deciso di metterli in ordine di lettura, e il primo in effetti l'ho anche già terminato. Pronti? Cominciamo!


N.1 Il metodo Catalanotti - Andrea Camilleri.
Trama: "Il commissario Montalbano crede di muoversi dentro una storia. Si accorge di essere finito in una storia diversa. E si ritrova alla fine in un altro romanzo, ingegnosamente apparentato con le storie dentro le quali si è trovato prima a peregrinare. È un gioco di specchi che si rifrange sulla trama di un giallo, improbabile in apparenza e invece esatto: poco incline ad accomodarsi nella gabbia del genere, dati i diversi e collaborativi gradi di responsabilità, di chi muore e di chi uccide, in una situazione imponderabile e squisitamente ironica. Tutto accade in una Vigàta, che non è risparmiata dai drammi familiari della disoccupazione; e dalle violenze domestiche. La passione civile avvampa di sdegno il

On the Read #3 - Cinque libri ambientati in Italia

Buongiorno lettori come state? Vi state chiedendo come mai questa stravagante novità? Eh già, perchè ho deciso di iniziare una nuova collaborazione con il blog "Divoratori di libri" di Giusy. Ad entrambe piace viaggiare, così ogni mese vi proporremo dei romanzi ambientati in quel luogo. Romanzi che abbiamo letto, che possediamo e prima o poi leggeremo, romanzi che non abbiamo ma compreremo un giorno, libri classici e libri bonus. Allora siete curiosi? Questa settimana si sale in macchina, si carica la play-list e si scorrazza per l'Italia

Keep Calm and Read Nadia #19 - Giménez-Bartlett e i suoi personaggi

Buongiorno lettori e buon martedì. Oggi Nadia vi parlerà di un'autrice che lei adora, proprio per la sua bravura di descrivere i personaggi e rendere l'ambientazione palpabile. Curiosi? Io ho scoperto una scrittrice spagnola che non conoscevo, in più adoro la Sellerio...


Buongiorno lettori, come state? Io, dopo altre due settimane belle intense, torno per chiacchierare con voi di un’altra autrice che amo molto. Sto parlando della spagnola Alicia Gimenez Bartlett, autrice di romanzi conclusivi come Exit, Dove nessuno ti troverà (vincitore in Spagna del Premio Nadal), Uomini nudi e del ciclo avente come protagonisti l’ispettrice Petra Delicado e il suo vice Fermìn, su cui in Spagna è stata anche realizzata una serie televisiva. I suoi libri sono pubblicati in Italia dalla casa editrice Sellerio. 

Nata in Castiglia nel 1951, Alicia all’età di 24 anni si trasferisce a Barcellona, dove sono anche ambientati i romanzi della sua serie poliziesca. Ormai vi ho ripetuto fino alla nausea quanto in un romanzo siano importanti per me i personaggi, e la capacità della Gimenez Bartlett di tratteggiare perfettamente i suoi è il motivo principale per cui adoro questa serie. Petra Delicado è una donna tosta e decisa, che non ha né peli sulla lingua né timori reverenziali nei confronti dei suoi superiori. È indipendente e a fatica riesce a conciliare ciò che vede ogni giorno al lavoro con l’idea classica di una serena vita famigliare (è al terzo matrimonio), ma a differenza di altre eroine di thriller o polizieschi lei riesce sempre a conservare il giusto equilibrio e a recuperare il distacco abbastanza velocemente, anche se la narrazione, in prima persona proprio dal punto di vista di Petra, ci fa comprendere come il suo animo sia spesso incline a pensieri inquieti che le provocano non pochi turbamenti, da cui comunque cerca di difendersi con il sarcasmo. Fermin è il suo contraltare: più anziano, perennemente a dieta e controllato da una moglie piuttosto possessiva, porta buonumore in ogni indagine con la sua goffaggine e il suo spirito pratico, riuscendo spesso a portare con i piedi per terra la più umorale e riflessiva ispettrice.
Lo stile della Gimenez Bartlett (almeno in questa serie; purtroppo non sono ancora riuscita a recuperare i romanzi autoconclusivi, che mi danno l’idea di trattare argomenti più impegnativi, anche se molto interessanti) è scorrevole e decisamente piacevole, e rende i libri con Petra e Fermìn perfetta per rilassarsi con intelligenza. Questa serie conta dieci volumi, il primo dei quali è Riti di morte, ma spesso la Gimenez Bartlett fa un regalo ai suoi lettori affezionati scrivendo un racconto da inserire nelle varie antologie “in giallo” che Sellerio pubblica quasi ogni anno (e io non me ne perdo una, perché non sono ancora stanca delle loro indagini!). In Spagna a ottobre è stato pubblicato l’undicesimo, Mi querido asesino en serie, spero arrivi presto anche da noi perché in spagnolo ancora non sono in grado di leggere :-(

E voi conoscete questa brava autrice? Avete letto qualcosa di suo, magari un autoconclusivo? Me lo consigliate? Io vorrei partire proprio da Exit, ma il tempo è sempre tiranno purtroppo! Un abbraccio, e a presto!

Keap Calm and read Nadia #12 - Fangirlando Marco Malvaldi

Buon martedì cari lettori. Anche quest'oggi vi lascio nelle mani di Nadia, mia fidata collaboratrice. Oggi vi parla di uno dei miei giallisti preferiti, ovvero Marco Malvaldi. Ancora non sono riuscita a leggere questo volume, e voi?

Ciao amici lettori, come state? Io tutto a posto, una volta tanto sono riuscita a leggere subito i due ultimi libri che ho acquistato (e di cui vi avevo accennato la scorsa volta) e mi sono piaciuti entrambi molto, al punto che oggi vi parlo di uno dei due, ovvero Negli occhi di chi guarda di Malvaldi.
Vi dico subito che non verrà fuori una vera e propria recensione, per quelle lascio il campo alle blogger “vere”. Io parlo da fangirl, è diverso!

Signore e Signori...vi dico solo: Manzini, Genovesi, Tilli, Caboni, Bosco, Scali. Presto in libreria

Buongiorno e buon lunedì a tutti. Questo post per dirvi che sono disperatamente felice: tra agosto,  settembre ed ottobre usciranno dei libri pazzeschi, che non posso proprio perdere. Quali? Eh...vedrete che anche voi non potrete fare a meno di segnare le date in agenda!


Titolo: Pulvis et umbra
Autore: Antonio Manzini
Casa Editrice: Sellerio
Pagine: 416
Prezzo:15,00€

In libreria dal: 31 agosto 2017, prenotatile cliccando qui

Sinossi:Lei uccisa per errore da chi pensava di colpire Schiavone, quell'Enzo Baiocchi che ritorna ad agitare la mente e i sogni del vicequestore. E mentre Rocco è ancora oggetto di insinuanti sospetti da parte dei vertici della polizia, e reagisce disinteressandosi a ogni attività della questura di Aosta, il cadavere di un transessuale affiora nelle acque della Dora; per prima cosa si procede a perquisire la casa del morto, ed ecco la prima sorpresa: l'appartamento risulta totalmente vuoto, né un mobile, né un vestito, e neanche un foglio di carta, come fosse passato al setaccio fitto. Nessuno dei vicini si è accorto del trasloco, tutti fingono di non sapere; ma cosa c'è dietro la facciata di quella rispettabile palazzina di Aosta che appartiene per intero a un unico inquietante proprietario? Quando anche il giudice Baldi decide di glissare sul caso del transessuale, l'odore dei servizi segreti arriva alle narici di Schiavone più forte di quello dell'erba. Su quel caso che molti vogliono far apparire un omicidio senza importanza Schiavone può fare luce solo ignorando le procedure e agendo a modo suo; ma ha anche altro per la testa, trovare Enzo Baiocchi in fuga per scampare alla vendetta di Sebastiano, una corsa contro il tempo all'inseguimento dell'amico e dell'assassino...


Challenge 2016 III Tappa

Le LGS Sfidano i lettori - Terza Tappa. Ultimo mese insieme a Baba


Gentilissime lettrici disperate
ho visto che Olivia proprio non amate,
Mentre la cara e attempata Argentina
l'avete proprio dimenticata in cantina.

Oggi cosa vi toccherà sopportare?
Probabilmente due titoli che potrete amare.
Odiare certamente non vorrei,
anche perchè un bel fiasco io farei.

Adesso basta far rime senza un senso
che poi tutto diventa un po' melenso,
I titoli bonus voi bramate scoprire
e io con questi autori voglio farvi gioire.

Non mi resta che augurarvi buone letture
anche perchè non sono brava con le freddure
avete tempo fino al ventidue per l'inserimento
poi settembre svanisce che sembra un momento.


Eh niente, non riesco a star lontana dalle rime, ma tranquille, ancora un mese e poi passerò il testimone alla cara Laura di "La Biblioteca di Eliza".
Posso scrivervi la verità?? Questi due mesi sono volati, con voi mi sono proprio divertita, ho scoperto anche io autori nuovi e ho avuto modo di conoscere persone piacevoli. Il grosso è andato, rimangono ancora 30 giorni da trascorrere insieme, quindi vedete di recuperare le letture arretrate e accumulare punti che il tempo stringe.

Oggi sono qui a presentarvi altri due titoli, completamente diversi tra loro. Il primo potrebbe essere considerato uno Young Adult, perchè la protagonista è una ragazzina, ma vi assicuro che non si tratta della solita storia d'amore, i temi trattati sono di tutto rispetto, ma lo stile dell'autrice è scorrevole.
Il secondo invece mi ha dato non pochi grattacapi: lo propongo o non lo propongo? Ebbene ero certa di piazzarvi uno dei tanti romanzi di Vitali, poi ho pensato di offrirvi ciò che sono, e io se devo scegliere, preferisco il toscano Malvaldi. Farete amicizia con i miei ottuagenari preferiti!

Vi ricordo che nel caso li abbiate già letti, essendo BONUS, quindi non obbligatori, potrete inserire nel modulo qui la vostra vecchia recensione e andrà ad incrementare il punteggio. Se invece ancora non vi siete approcciati a queste due letture, avete tempo fino al 21 settembre per provare a fare la loro conoscenza.


Marina ha 19 anni e una vita non facile. Una mamma che se n'è andata troppo presto, un padre padrone, il sogno di frequentare l'Accademia di Belle Arti lasciato nel cassetto per evitare che il fratellino venisse cresciuto dalla "matrigna", e la scelta di andare a lavorare per non gravare sul padre pronto a rinfacciarglielo. Si sente peggio di Cenerentola: profondamente sola, incompresa e armata solo di una bella dose di ironia, ma senza nessuna Fata madrina all'orizzonte che venga a salvarla. L'amore è qualcosa a cui, ovviamente, non ha mai neanche pensato, e comunque l'unico ragazzo che le interessa, spocchioso studente del terzo anno, che vede tutte le mattine al bar dove lavora (giusto davanti all'Accademia, tanto per farsi del male!) sembra non accorgersi di lei. Fino al giorno in cui i loro sguardi si incrociano...


La rivalsa dei pensionati. Da un cassonetto dell'immondizia in un parcheggio periferico, sporge il cadavere di una ragazza giovanissima. Siamo in un paese della costa intorno a Livorno, l'immaginaria Pineta, "diventata località balneare di moda a tutti gli effetti, e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l'architettura del paese: dove c'era il bar con le bocce hanno messo un discopub all'aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si è materializzata una palestra da body-building all'aperto, e non si trova più una panchina, solo rastrelliere per le moto". L'omicidio ha l'ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso, anche a causa della licenziosa condotta che teneva la vittima, viziata figlia di buona famiglia. E i sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Ma caso vuole che, per amor di maldicenza e per ammazzare il tempo, sul delitto cominci a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare il gruppo dei vecchietti del BarLume e il suo barista. In realtà è quest'ultimo il vero svogliato investigatore. I pensionati fanno da apparato all'indagine, la discutono, la spogliano, la raffinano, passandola a un comico setaccio di irriverenze. Sicché, sotto all'intrigo giallo, spunta la vita di una provincia ricca, civile, dai modi spicci e dallo spirito iperbolico, che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico modellato dalla televisione.

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Adesso vi ricordo le regole - che pizza eh... ma ci sono anche quelle, fanno parte del gioco!!
Dovete essere follower di tutti i blog organizzatori (chiunque si sia iscritto con un account anonimo o fosse diventato follower con un nickname diverso da quello con cui è iscritto alla challenge, è pregato di comunicarcelo). Ed ecco i link dei blog:

La libridinosa
Desperate Bookswife
Un libro per amico
La biblioteca di Eliza

Dovete aver messo mi piace alla relative pagine Facebook (alcune di voi ci hanno comunicato di non avere una pagina Facebook. Tranquille, questo non è un requisito fondamentale per partecipare al gioco):

La Libridinosa
Desperate Bookswife
Un libro per amico
La Biblioteca di Eliza

Alla prossima belle fanciulle!!! Buona fine della terza tappa.