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Blogtour sensoriale - Le parole lo sanno - se fosse...un vino


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Buongiorno carissimi, come state? Siamo qui oggi per aprire le danze: inizia il Blog Tour sensoriale dedicato al romanzo di Marco Franzoso, Le parole lo sanno, edito da Mondadori.
Innanzi tutto ringrazio Chili di Libri per avermi integrato nel gruppo e gli altri miei compagni di avventura: Il lettore medio, Scaffali e Fornelli e Leggere e rileggere.
CHE COS'è UN BT SENSORIALE? Dopo aver terminato il romanzo noi immaginiamo, facciamo lavorare la fantasia e ci domandiamo: "E se questo romanzo fosse...un vino, un animale, una ricetta, un profumo, un fiore, un'opera d'arte, una melodia, un personaggio storico?"
Grazie alle competenze di mio marito, ho scelto il vino. Prima però vi trascrivo la trama, le informazioni e il link per l'acquisto del romanzo.

TRAMA:






il libro
Alberto scopre di avere un male incurabile: invece di condividere l’inquietudine con chi lo circonda si procura un bastone e degli occhiali da cieco e si rifugia in un luogo già remoto, al riparo anche da se stesso. Entra in un parco, si siede su una panchina. Qui trova, forse per la prima volta, lo stupore di essere vivo. Accanto a lui si siede una giovane donna, Flavia. Si parlano. Flavia si racconta e si confessa. Ha un bambino, e un marito ossessivamente geloso. Nasce qualcosa di semplice, inatteso, che sembra parlare con la voce profonda del destino. L’intesa, il desiderio di ritrovarsi, l’attrazione: l’amore insomma, che nessuno dei due cercava e che li sorprende senza difese. Alberto è sempre più coinvolto in quelle confessioni di violenza subita e, non avendo nulla da perdere, entra nella vita di Flavia come la provvidenza. Tuttavia se il suo drastico intervento abbia liberato o condannato all’infelicità la donna che ama non è dato sapere. Perché Flavia, com’è arrivata, un giorno come un altro scompare per sempre. Ad Alberto non resta che scrivere: affidare a un diario il racconto di ciò che è accaduto, ormai sicuro che “le parole sanno sempre dove andare” e che quindi, in un modo a lui ancora sconosciuto, prima o poi arriveranno a Flavia. È questo il destino delle parole e il destino di ogni racconto che dicono l’amore, liberi entrambi dalla vuota comunicazione a tutti i costi che è dei tempi nostri. Siamo di fronte a una storia dentro una storia, dentro un’altra storia ancora, in un meccanismo concentrico e tecnicamente perfetto. Una dichiarazione d’amore per la letteratura, perché scrivere – e leggere – realizzano il passaggio del testimone più universale e intimo. D’altra parte, si sa, chi legge ama.

Marco Franzoso affronta con delicatezza e passione il romanzo sentimentale, non ha paura del cuore, e costruisce un orologio di emozioni che suona con precisione assoluta, che ossessiona e convince. Una storia d’amore? Forse. Struggente, estrema. Un’opera che riverbera l’intensità dei classici russi e accende il ritmo incalzante di un romanzo d’azione, che non molla mai il lettore.
PAGINE: 180
GENERE: narrativa contemporanea
PREZZO: 18,00€
LINK PER L'AQUISTO: QUI

...E SE FOSSE UN VINO?
Parto subito senza indugio, se questo libro fosse un vino sarebbe un Dulce Monastrell della Bodegas Olivares, regione Mursia, Spagna. 
Dulce Monastrell
Questo vino, nell'aspetto olfattivo ricorda le olive nere in salamoia, accompagnato da note di liquirizia amara. Una sensazione sapida, colui che si avvicina al bicchiere immagina un vino secco e dal sapore marcato.
Dopo aver lentamente fatto decantare il vino nel bicchiere, dopo averne inspirato i profumi, giunge alle labbra desiderose e preparate dell'assaggiatore. In bocca il vino appare denso, pieno e corposo: la dolcezza dilaga e lascia senza parole dallo stupore.
Al naso (così dicono i sommelier)  una persona pensa ad un vino secco, mentre in bocca è dolcissimo e cremoso (questo è un vino da dessert). Se il fortunato fosse bendato e semplicemente gli venisse data la possibilità di annusare e poi scommettere sulla tipologia di vino,   punterebbe del denaro su
tutto, tranne che su di un vino dolce. Non sempre ciò che sembra ... è.
In questo romanzo Marco Franzoso ci racconta una storia, quella di Alberto, cardiologo che ha appena scoperto di avere un tumore al colon, e quella di Flavia, giovane madre dalla vita misteriosa. Ma è anche la storia del ritrovamento di un diario, che contiene esperienze, sentimenti, verità. 
Questo libro, contenitore di storie dentro ad altre storie, ci fa riflettere sull'importanza delle parole e sopratutto sulle verità, apparenti o effettive. Quando una persona ci racconta la propria vita, come facciamo a comprendere se è veritiera oppure interpretata? Quello che ci appare davanti agli occhi è necessariamente quello che è realmente oppure potrebbe riservarci delle sorprese? L'abito fa il monaco? 

La bellezza di questo libro è il lasciare uno spiraglio, permettere al lettore di interpretare la sua verità, senza dare risposte certe, ma è anche l'amarezza della vita che grazie ad un incontro si addolcisce, lasciando i protagonisti a bocca aperta, poichè non immaginavano cosa si sarebbe nascosto all'interno di un parco, proprio come il vino in questione: una sorpresa, dolce e gradita. 
Un libro che si legge d'un fiato ma che si assapora pian piano sopratutto una volta chiuso il volume, dopo una visione completa del tutto. 
calendario

Non perdete gli altri appuntamenti, domani vi aspettano Daniela e Anita per scoprire quale animale sarebbe questo romanzo. Io sono curiosissima! Buone letture e buone bevute! 

Blog Tour - La turista Italiana Tappa #2 - Intervista a Claudia

Buongiorno lettori cari, eccoci al secondo appuntamento di questo blog tour che profuma di mare, di vacanze, di salsedine e ci permetterà di staccare la spina grazie ad una lettura poco impegnativa ma decisamente ben scritta. Vi sto parlando del libro " La turista italiana" scritto da Maria Tina Bruno e edito da Pop Edizioni. Proprio per questo motivo adesso vi lascio un link e se cliccate QUI potrete leggere le prime 130 pagine e capire se questa storia fa per voi! Mi sembra un'opportunità :-)
Ma prima che io mi dimentichi vi lascio anche il link relativo alla tappa di ieri, sul blog "Il salotto del gatto libraio" all'interno del quale Sonia ha presentato il romanzo e la casa editrice. Lo trovate QUI

Di cosa dobbiamo parlare noi oggi? Di Claudia, ovvero la protagonista femminile di questa storia. 
Claudia è milanese, nella vita si occupa di grafica e lavora in una redazione, è stata sposata con Bruno e dopo la separazione si è fidanzata con Marcello, un medico con il quale l'intesa era perfetta, sopratutto sotto alle lenzuola, ma questa relazione aveva tirato fuori il lato geloso (quasi morboso) di Claudia. 
La nostra protagonista è diversamente alta e non si può considerare bella, sicuramente altre qualità riempiranno il suo curriculum vitae. 
E' sboccata, nonostante svolga un impiego prestigioso e nonostante ogni mattina si vesta e si trucchi a dovere, quando apre la bocca esce la donna verace che c'è in lei. 
E' una donna apparentemente sicura, ma dietro quella facciata di donna di mondo si celano delle crepe che probabilmente solo un uomo abile saprebbe risanare. 
Ha bisogno d'amore, si nutrirebbe di nuotate e avvistamenti di stelle, chiacchierando senza tregua sul futuro, che vorrebbe certo, sopratutto dopo la dipartita di Marcello. 
Sa amare Claudia e quando lo fa ci mette tutta se stessa, senza negarsi, regalando piacere e sentendosi donna, con chi femmina la fa sentire. 
E' dinamica, ma pronta a cambiare vita, quasi non avesse radici e non ci sta nemmeno a pensare troppo (anche se Creta, oltre ad una fauna maschile invidiabile, è decisamente un posto da sogno, diciamo che ha più attrattiva rispetto ad un paesino pianeggiante quanto sconosciuto disperso nella campagna del vercellese invasa dalle zanzare, per dire eh...). 

Ma parliamo di Claudia al fianco di Alekos, perché in questa storia non potrebbe esistere l'una senza l'altro (solo leggendo capirete), ma la cosa importante è appunto il contrasto fra i due; poche righe più in su vi ho scritto che è diversamente alta e non proprio bella, ma dovete capire che quando si passeggia al fianco di un gigante considerato bellissimo e selvaggio, dalla carnagione segnata dal sole e il capello  fluente come solo Sandokan ai tempi d'oro saprebbe portare meglio, è difficile per chiunque riuscire ad emergere a meno che non si tratti di Belen (se in più per emergere si cerca di strafare...son dolori)
"Dopo mille preparativi, quando Claudia fa il suo ingresso trionfale sembra un bassotto ad un matrimonio pacchiano. Ha i capelli lisciati lungo la faccia, gli occhi truccati da befana, un paio di shorts argentati e una canotta di paillettes rosa accompagnati da zatteroni arancioni con il tacco sobrissimo."
Io spero di avervi reso l'idea di questa donna così complessa, irruente e impulsiva. Una persona che avrebbe bisogno di un maschio alfa al suo fianco per tranquillizzare il suo spirito pieno di contraddizioni. Adesso non mi resta che lasciarvi all'intervista alla quale proprio Claudia risponderà alle nostre tre domande.


1- Cosa hai realmente pensato e provato quando Marcello ti ha lasciata sola?
Ho avuto paura. Una paura folle. Tornare a casa e trovare un biglietto di addio, in cui si parla di suicidio, è una cosa orribile. La mente si rifiuta di ragionare. Il cuore si rifiuta di ascoltare. Il corpo si paralizza, completamente. Non sei più tu. Non c’è niente della tua vita che riconosci. Mi sembrava di essere un bicchiere pieno di acqua che, continuamente, si capovolge: non riuscivo a impedire che l’acqua scivolasse sul pavimento, esattamente come facevo io. Scivolavo, non riuscivo a stare in piedi. Ogni ricordo, ogni giorno passato insieme a Marcello, tutte le mie certezze si erano svuotati. Non ero più niente, solo paura e dolore. Senza l’aiuto di Francesca, la mia indistruttibile amica, sarei impazzita di sicuro.

2- Pensi che la fuga in alcune situazioni possa essere un valido ricostituente?
Con la testa ti rispondo di no, con il cuore ti rispondo di sì. La fuga è sempre una pessima idea, una reazione pericolosa perché complica ancora di più la situazione. Ma la paura e il dolore hanno bisogno di tempo per placarsi, per smettere di urlare dentro di te. Io me lo dico sempre, anche se so che è sbagliato e non serve a niente: scappa, Claudia, vai lontano, respira un’aria diversa. Inventa un’altra vita, in un posto migliore, dove nessuno conosce la tua storia e non conosce te.
Ovviamente non funziona mai: per quanto si possa andare lontano, il dolore te lo porti dentro. E, prima o poi, lo dovrai guardare negli occhi. Per me è stato così. Ma fuggire via, scappare il più lontano possibile, beh, lo farei altre mille volte, qualunque cosa piuttosto di affrontare la verità, che quasi sempre fa schifo. Io odio la verità. Sogno un mondo costellato di bugie felici. Ma la vita ha questo stranissimo senso dell’umorismo e mi ha fatto incontrare Alekos, l’unico uomo al mondo che non mentirebbe mai. E non perché sia onesto, figuriamoci. Le persone di solito mentono per paura di perdere qualcosa o qualcuno, e Alekos non ha mai trovato un buon motivo per mentire, lui se ne frega delle conseguenze e della verità. Mi piacerebbe così tanto se un giorno mi raccontasse una bugia, una qualunque. Almeno saprei con certezza che ha paura di perdermi.

3- Quanto ha pesato il buon sesso nella scelta di restare a Creta?
Il buon sesso migliora la qualità della vita, e questo vale per chiunque. È come mangiare bene, offrire al proprio corpo un ottimo nutrimento. Ti rende sano, ti rende forte. Il piacere sessuale è una tregua dai problemi di ogni giorno: spegni l’interruttore e finalmente ti ritrovi in uno spazio fatto solo di odori, sapori, sensazioni intense e ogni volta nuove. Non credo di aver mai avuto due orgasmi uguali in tutta la mia vita. E non so di quante cose potrei dire lo stesso.
Ma non è per questo che sono rimasta a Creta. C’era qualcosa di talmente prezioso in Alekos, nel suo modo di guardare il mondo, di godere a piene mani di tutto ciò che avviene, che ne sono rimasta incantata. Volevo quel suo sguardo coraggioso e sfrontato, e lo volevo tutto per me. Desideravo diventare parte della sua vita, e di lui. Scivolargli sotto la pelle, nascondermi nel suo corpo. Quello che non ho mai capito è perché lui me lo abbia lasciato fare. In quel momento non avevo molto da dargli, a parte tutti i casini che mi porto sempre dietro. Ma lui mi ha tenuta con sé, nella sua casa e nella sua vita. Forse gli ho fatto tenerezza, non lo so. Non parliamo mai di questo, io e lui. Alekos se ne frega delle parole, figuriamoci delle spiegazioni.

Adesso non mi resta che salutarvi e vi ricordo l'appuntamento di domani sul blog di Daniela "Un libro per amico" sul quale si parlerà di Alekos e del suo essere un macho.
Potete seguire la Pagina Facebook della casa editrice cliccando QUI.
A presto e grazie per la vostra visita! 

Blog Tour - Ogni piccola cosa interrotta - Tappa #5: Gli opposti che si attraggono

Buongiorno lettori! Oggi su questo blog si conclude questo interessantissimo BlogTour di “Ogni Piccola cosa interrotta” di Silvia Celani, edito Garzanti, dal 23 maggio in libreria. Io l'ho letto in anteprima e ho avuto anche l'opportunità di conoscere l'autrice proprio ieri a Milano ed è stata una bellissima esperienza. 
Oggi parleremo degli opposti che si attraggono. Siete pronti?

Quante volte abbiamo detto o sentito la frase: "Gli opposti si attraggono"? Io moltissime, sopratutto quando amici apparentemente incompatibili tra di loro finivano per uscire insieme. "Ma certo, sono molto diversi, ma alla fine si completano, impareranno a smussare gli angoli".
Alla fine è successo anche a me. Una sera, complice una cena organizzata da un mio amico, ho conosciuto una persona che dal primo sguardo ha svegliato le farfalle che dormivano nel mio stomaco. Sicuro di se, chiacchierone, simpatico, sempre a suo agio, ma sopratutto una faccia di bronzo (per non dire culo...ops l'ho fatto). Io timida, riservata, con scarsa voglia di chiacchierare con chi non conosco, mi sono sono invaghita di un teatrante. Non potevo crederci. Alla fine me lo sono sposato quell'omino lì. Ci siamo completati? Sono trascorsi dieci anni anni e sette mesi esatti da quella sera e me lo sto chiedendo! Non è vero: lui è diventato un po' più diffidente verso il prossimo e io mi sono più aperta al confronto e chissà quante altre cose che adesso non sto a scrivere qui.
Oggi dobbiamo parlare di Ion e Vittoria, due persone che niente hanno in comune, nemmeno il modo di esprimere il dolore causato dal proprio passato.
Come avete avuto modo di leggere nelle tappe di "Diario di un sogno" e "Esmeralda libri e Viaggi", Vittoria è complessa, ingombrante, eccessiva. Apparentemente sicura di quello che è (così il mondo la vede), mentre al suo interno il cuore brucia di incertezza e il respiro le viene a mancare. Ricca, intelligente, bella e colta, cosa potrà avere in comune con un muratore dell'est, sempre sporco di calce, con un berretto di lana sul capo e dal futuro poco roseo e quasi sicuramente incerto? Niente.
Invece basta uno sguardo, all'interno del bar davanti all'università frequentata da Vittoria, proprio in quello sguardo è racchiuso tutto quello che queste due persone potrebbero dirsi, ma non hanno il coraggio di farlo. Queste due persone, per quanto reciprocamente attratte, non si sono scambiate una parola, fino a quando il destino non ha fatto in modo che lo facessero. Probabilmente la protagonista aveva bisogno di una figura completamente fuori dal suo ambiente per riuscire ad aprirsi e affidarsi. Forse gli opposti si attraggono per questo motivo, perché allontanati dal proprio habitat si sentono liberi di mostrare le proprie paure senza il timore di essere giudicati. Ma sopratutto Ion forse può mostrare un'altra visione della vita a Vittoria, quella che lei non può conoscere e allora torniamo nuovamente lì, gli opposti si attraggono chimicamente perché inconsciamente sanno davvero di potersi completare.
Ma qui mi voglio fermare perché non vorrei che questo libro apparisse come la storia di due ragazzi così diversi da attrarsi. No, la storia che ha scritto la Celani è una storia complessa di rinascita, è l'evoluzione della protagonista, è il suo modo di combattere contro dei fantasmi e mettercela tutta per vincere. Non pensate ad una storia d'amore: non lo è. Non è vero, lo è ma in senso molto più ampio. Preparatevi ad un romanzo fatto di dolore, di cocci da aggiustare, di sfide da superare, di mondo da conoscere e di segreti da scoprire.
Io comunque vi lascio la trama.




TRAMA:
Mi chiamo Vittoria e la mia vita è perfetta.
Ho una grande casa e tanti amici. Non mi interessa se mia madre si comporta come se io non esistessi. Se mio padre è morto quando ero piccola. Se non ricordo nulla della mia infanzia. Se, anche circondata da persone e parole, sono in realtà sola.
Io indosso ogni giorno la mia maschera, Vittoria la brava figlia, la brava amica, la brava studentessa. Io non dico mai di no a nessuno. Per me va benissimo così.
È questo senso di apnea l’unica cosa che mi infastidisce. Quando mi succede, quello che ho intorno diventa come estraneo, sconosciuto. Ma è solo una fase. Niente potrebbe andare storto nel mio mondo così impeccabile.
Ero convinta che fosse davvero tutto così perfetto. Fino al giorno in cui ho ritrovato i pezzi di un vecchio carillon di ceramica. Non so cosa sia. Non so da dove provenga. Non so perché mi faccia sentire un po’ spezzata e interrotta, come lui. Ma so che, da quando ho provato a riassemblarlo, sono affiorati ricordi di me bambina. Della voce di mio padre che mi rassicura mentre mi canta una ninnananna. Momenti che avevo sepolto nel cuore perché, come quel vecchio carillon, all’improvviso si erano spezzati per sempre.
Eppure ora ho capito che è l’imperfezione a rendere felici. Perché le cose rotte si possono aggiustare e diventare ancora più preziose.

Ecco le tappe precedenti:

Vittoria allo specchio - QUI-
I personaggi femminili del romanzo - QUI -
L'importanza dei ricordi - QUI -
Le nostre imperfezioni _QUI -

Grazie per essere stati con noi, ci siamo divertite a parlarvi di questa storia, un'autrice che ho avuto la fortuna di conoscere ieri, una nuova voce che ha molto da raccontare. Buona giornata e buone letture a tutti! 

Blog Tour - Più forte di ogni addio di E. Galiano - Tappa #4 Gli adolescenti e la scuola

Ed eccomi finalmente a parlarvi dei miei pensieri, oggi l'argomento è: gli adolescenti e la scuola.  Preparatevi perché qui si nasconde un mondo. 
Innanzi tutto vi dico subito che ci sono due tifoserie: quella a favore dei ragazzini di oggi e quella invece che li condanna sempre e comunque. Sui social è pieno di commenti negativi sui teenagers, perché sono svogliati, sfaccendati, con poca voglia di fare, scarso entusiasmo nello sperimentare, sempre attaccati al cellulare, connessi al web e disconnessi dalla realtà. Vivono nel mondo virtuale e non si godono quello che c'è. 
Io vi racconto la mia esperienza, non da mamma perché mia figlia ha solo sette anni, nemmeno da cittadina del mondo perchè esco molto poco dal mio guscio, vi racconto invece quello che vivo grazie al mio lavoro, allenando ragazze, accompagnandole, facendo conoscere loro il fantastico mondo della ginnastica ritmica.  
Innanzi tutto vi dico che in effetti io con gli adolescenti ci lavoro tutti i giorni, alcune ragazzine le conosco da una vita e le sento un po' mie, perché il rapporto è proprio affettivo.

Come sono questi ragazzi di oggi?
In questo libro ho conosciuto Michele, che ha quasi diciotto anni, non possiede più la vista e il suo più grande sogno è già infranto. Una persona che però crede nella vita, che ama la sua famiglia, onora l'amicizia e si emoziona grazie alle piccole cose. 

Beh nella vita al di fuori del romanzo vedo negli occhi delle mie ragazze la determinazione che avevo io, non alla loro età ma poco dopo (sono un po' più precoci!), vengono in palestra con passione, cercando di unire lo studio allo sport, rinunciando spesso ad uscire e facendosi venire i lividi sulla schiena a forza di fare capovolte per terra, rovinandosi i piedi a forza di girare e piroettare. Sudate a fine allenamento ma quasi sempre soddisfate dell'impegno che ci mettono. Si allenano il sabato mattina, alzandosi presto, quando avrebbero solo voglia di dormire e non trovano mai scuse, sempre presenti, con le mezze punte ai piedi e i capelli ordinatamente acconciati di prima mattina.

Come sono gli adolescenti oggi?
In "Più forte di ogni addio" ho incontrato Nina, una pazza ragazza che incuriosisce e spaventa, una teenager dalla lingua lunga, dalla fervida fantasia e dalle spalle larghe, allenate a trasportare il dolore della vita. Una persona che si è persa ma vuole ritrovare sopratutto se stessa. Nina sa quello che vuole, nonostante la giovane età ( e poi dicono che i ragazzi non sanno quello che vogliono!)

Io conosco ragazzi connessi, che si preoccupano di quello che pensano gli altri sul web, si scattano delle foto e sognano in fondo al cuore  di diventare influenti nel campo che più piace a loro. Sperano di vedere aumentare i cuoricini sotto allo scatto quotidiano. Ma questo lo speravamo anche noi vent'anni fa, non esisteva Instagram, ma chi non ha sperato di essere notato dal particolare allenatore? Sono cambiate le modalità, ma i sogni più o meno sono gli stessi. 
Certo che...forse è necessario avere la situazione sotto controllo, perchè lo smartphone è un nuovo mezzo di comunicazione, ha molti vantaggi, ma sicuramente nasconde dei pericoli. C'è la possibilità di perdere il contatto con la realtà, di restare appiccicati allo schermo invece di chiacchierare con il vicino di sedia (io però sul pullman ascoltavo la musica con il walkman invece di colloquiare con i miei vicini). 
E anche la scuola è più social, anche se a volte alcuni docenti sono un po' all'antica, ma non è detto che poi non siano quelli che i ragazzi ricorderanno negli anni, proprio come capitò a me con il mio professore di latino, che per quanto mi sembrasse "vecchio" nei modi e nei contenuti è colui al quale ancora oggi dico grazie. 

Enrico Galiano nei suoi romanzi inserisce sempre un professore e dei ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In quest'ultimo libro non si parla mai dei tanto discussi Social Network, i due protagonisti sembrano un po' fuori dal tempo, mandandosi al massimo qualche vocale su WhatApp. L'autore ci racconta i ragazzi che conosce lui, che vede tutti i giorni a scuola, con i quali parla, si confronta e sopratutto chiede, ascoltando subito dopo la risposta.
Nei suoi libri traspare l'amore per il suo lavoro, l'ammirazione che ha nei loro confronti e sopratutto riesce sempre a portare davanti agli occhi dei lettori storie diverse, ragazzi con trascorsi differenti ma sogni simili. Che poi passano gli anni, ma la frase è sempre la stessa: "non ci sono più i ragazzi di una volta". E come sono questi ragazzi di una volta? Perchè vent'anni fa mia madre si lamentava, ascoltavo la musica sempre e non interagivo in casa, leggevo fumetti e non mi preoccupavo di raccontare la mia giornata, trascorrevo le mie ore in palestra e quando volevo uscire era un problema perché avrei dovuto fare qualcos'altro. Alla fine anche mia stessa mi racconta che la sua nonna borbottava ( e vi assicuro che mia mamma ha condotto una vita dedicata alla famiglia, fin da ragazza). Forse dovremmo abituarci al fatto che il mondo cambia, la vita va avanti, le tecnologie aumentano e la parte più difficile per chi più giovane non è...è adattarsi e vedere le cose da un altro punto di vista. 

Ho paura di avere una figlia che tra qualche anno sarà adolescente?
Sarei orgogliosa di avere un figlio come Michele, vorrei che mia figlia crescesse così e io vorrei riuscire ad accompagnare mia figlia per mano, vegliandola da lontano, senza farmi scorgere, proprio come fa la sua di madre. Avrei paura a crescere una ragazza con il carattere di Nina, ma indubbiamente il suo trascorso e il modo di comportarsi di sua madre hanno il loro peso.
E comunque sì, sarei ipocrita ad affermare il contrario, ma sto facendo di tutto per trasmetterle i miei valori sperando che prima o poi possa farli suoi e se anche sbanderà, posso sperare che la mia presenza, quella di suo padre, dei suoi nonni, insomma delle persone che le vogliono bene possa servirle a rimettersi in carreggiata e a trovare l'incrocio giusto nel quale svoltare per prendere la SUA direzione. 

Blog Tour - La ragazza nel bosco di Carmen Weiz - Ambientazione



Buongiorno lettori, come state? Eccoci arrivati alla quarta tappa di questo blog tour, io vi farò vedere qualcosa sull'ambientazione, così da stuzzicare il vostro appetito da lettori!
Come anticipato dalle mie college nei giorni scorsi, questo è il primo volume autoconclusivo di una serie di romanzi: Swiss Stories.

Vi mostrerò i luoghi dove Anna vivrà le sue avventure, rimarrete incantati e sono sicura che avrete voglia di leggere le pagine scritte da Carmen!


Questa invece è la splendida La cascata di Neuhausen am Rheinfall, non la trovate spettacolare? Anche questa bellezza naturale è presente all'interno del romanzo.
E per finire...vi lascio con una piccola chicca! Un antico sul secondo volume della serie, ovvero la location di un matrimonio :-) Curiosi? Non volete sapere chi si sposa in un posto così? Eh eh eh allora leggete, leggete, leggete!


Vi aspettiamo domani, sul blog di Sonia, Il salotto del gatto libraio, per conoscere meglio l'autrice!

E ora veniamo al momento tanto atteso, un fortunato vincitore, avrà la possibilità di portarsi a casa la copia del libro con dei piccoli regalini golosi, volete tentare la fortuna? Partecipare è semplice basta seguire le semplici regole che troverete nel format:

- Commentare tutte le tappe del Blogtour

- Mettere Mi piace alla pagina FB di Carmen Weiz

- Condividere con almeno 2 persone


a Rafflecopter giveaway

Non mi resta che augurarvi buona giornata e a presto, Ci si legge in giro :-)

Blog Tour - Il gusto di Uccidere di H. Lindberg - Si mangia o si posta #5


Buongiorno lettori, come state? Siamo giunti alla quinta tappa di questo Blog Tour dedicato al secondo capitolo che vede come protagonista la giornalista Solveig Berg. L'autrice si chiama Hanna Lindberg e la casa editrice Longanesi ha dato l'ok a Noemi del blog RedKedi per procedere con questi approfondimenti.

Ricapitoliamo le tappe:
TAPPA 1 - Recensione di Stockholm Confidential - 28 gennaio - Libri e sognalibri
TAPPA 2 - Recensione di Il gusto di uccidere - 30 gennaio - RedKedi
TAPPA 3 - Focus di Solveig Berg - 31 gennaio - Un libro per amico
TAPPA 4 - Chi è Lennie Lee - 1 febbraio - Il salotto del gatto libraio
TAPPA 5 - Cibo: Si Mangia o si Posta? - 2 febbraio - Desperate Bookswife
TAPPA 6 - Cinque ingredienti per leggere il libro - 3 febbraio - Il colore dei libri
TAPPA 7 - Intervista all'autrice - 4 febbraio - Devilishly Stylish

"Quando sono diventato responsabile del Cuoco d'Oro, e come dicevo è passata una decina d'anni, nessuno all'epoca voleva fare lo chef, era un lavoro sporco, un lavoro pesante da basso salario. Oggi non è più così, la professione gode di uno status completamente diverso. Gli chef sono delle rockstar. Il ristorante è il palco, il cibo la loro arte. Ma i veri vincitori sono le persone comuni, perchè le cene al ristorante si sono trasformate in una festa..."

Come ormai avrete capito, in questo libro c'è un assassino e di conseguenza almeno un cadavere ma...l'ambientazione è un po' particolare, infatti la Linberg ha preso la decisione di catapultare il lettore all'interno di un modo che adesso va molto di moda: quello dell'alta cucina. Fin dalle prime pagine del romanzo il lettore incontrerà Solveig Berg all'interno dello Stockholm Grotesque, ristorante alla moda che ospiterà il ricevimento per la proclamazione del "Cuoco d'Oro".
Ancora una volta gli Chef si ritagliano un ruolo importante e non solo in cucina. La frase che ho riportato poche righe sopra, pronunciata dall'organizzatore responsabile dell'evento, è molto attuale anche in Italia. Fino a non molto tempo fa chi lavorava in cucina non faceva grossa pubblicità al proprio impiego, era un lavoro come un altro, indubbiamente artistico e sentito, ma non particolarmente ben pagato e non c'era nessuna ambizione di successo  (se non quella di lavorare in  una cucina di un ristorante migliore e comunque rimanendo sempre nell'ambito culinario). Oggi i Cuochi non solo svolgono un lavoro ambito (non per questo meno faticoso), ma se fortunati possono diventare delle vere e proprie star. 
Ma parliamoci chiaro, una decina d'anni fa a quale donna sarebbe venuto in mente di farsi fotografare insieme a Cannavacciuolo?
Fonte: La Repubblica.it
Invece oggi gli Chef si mettono in mostra, sfoggiano pose "Rambo Style" ammiccando provocatoriamente e forse volendo far intendere: "la mia arma è il coltello baby..." e così diventano dei Sex Symbol, inutile che vi faccia l'esempio del tanto conosciuto e amato Gordon e del meno famoso ma indubbiamente affascinante Cristiano Bonolo.
Fonte: Reporter Gourmet
Fonte: Vanity Fair
 Il punto è: coloro che trascorrevano le loro giornate dietro ai fornelli sono cambiati, preparano sempre piatti deliziosi e studiano ogni abbinamento ancora inesplorato ma...fanno anche molto altro. Scrivono articoli sui giornali, aprono dei blog, girano video su YouTube, appaiono sulle copertine di riviste famose e alla moda, cantano, girano programmi televisivi, viaggiano, scrivono libri, fanno i modelli. Ma non solo. Le donne li desiderano! 
E allora io penso: ma se ad esempio uno sportivo inizia ad entrare nel mondo dello spettacolo, diventa testimonial di marchi famosi, partecipa ai talkshow e dopo poco la sua carriera agonistica inizia a risentirne perchè tutto quel tempo prezioso viene  tolto all'allenamento, non sarà così anche per chi sta dietro ai fornelli? No... giusto, ci sono i Sous-Chef mentre Valentino Rossi non può mandare il suo sosia. 
Io, prima di conoscere mio marito, mi sedevo a tavola perchè dovevo, insomma mi nutrivo per sopravvivere. Certo, non ho mai disdegnato un cucchiaio o due di Nutella e ho sempre amato la buona pizza, ma non ho mai provato un particolare "godimento" per il buon cibo. Poi ho incontrato lui, il Signor Cravero, che discende da una famiglia di ristoratori e lì non ho avuto scelta. Capiamoci, continuo a rimanere della mia idea e a differenza di Ezio non uso il termine "orgasmico" per definire una portata, però inizio ad apprezzare il lavoro che si nasconde dietro, lo studio, la ricerca e la passione. Io tra cucinare - mangiare o postare...scelgo l'ultima! Leggo, rifletto e scrivo. In cucina sono riuscita a mettere fuori uso addirittura il Bimby (Daniela ha testimoniato con un video), per quanto riguarda il mangiare...io non digerisco quasi niente, sono prevalentemente vegetariana (ma anche qui non approfondiamo l'argomento) e al resto sono intollerante. Non c'è bisogno di commentare vero? Ma a mia discolpa posso dirvi che amo i Dolci e mi diverto sia a cucinarli che ovviamente e mangiarli e finchè non mi verrà il diabete non mi negherò questo lusso!
Ancora una volta però ho divagato, ci leggiamo domani su "Il colore dei libri" per parlare degli ingredienti che servono per leggere un buon libro! 

Blog Tour - Un'ombra sul fiume - Periodo storico


Buongiorno lettori! Eccoci alla terza tappa del blogtour dedicato al libro Un'ombra sul fiume di Maria Elisabetta Ranghetti edito da EKT Edikit Leggete attentamente questo post perchè avrete anche la possibilità di ricevere una copia del libro in edizione speciale fuori commercio, autografata dall'autrice e gentilmente messa a disposizione dall'ufficio stampa Lettera Effe che si occupa della promozione di questo romanzo.


CALENDARIO TAPPE 
21 novembre - periodo storico - Desperate Bookswife
22 novembre - i personaggi - Un libro per amico
23 novembre - excursus sul mondo della fotografia e sul suo ruolo nel romanzo - Diario di un sogno

Ebbene eccomi qui, a parlarvi proprio del periodo storico. Tappa abbastanza complessa la mia, ma molto interessante. Dovete sapere che questo romanzo si svolge tra il 1972 al 2008, tra Irlanda del Nord, Londra e Stati Uniti. Se vi state chiedendo cosa è accaduto in quel periodo...beh vi rispondo subito. The Troubles, ovvero il conflitto nordirlandese. L'Irlanda del Nord è divisa tra Cattolici e Protestanti, i primi vorrebbero l'indipendenza mentre i secondi volevano mantenere un legame con il Regno Unito.  Negli anni Sessanta esplosero ulteriori tensioni dove le minoranze cattoliche oppresse iniziarono una campagna per i diritti civili che degenerò in episodi di guerriglia tra cattolici e protestanti, quando l’ondata di rinnovamento sociale e culturale che si diffuse in tutti gli Stati occidentali, investì anche i giovani cattolici nord-irlandesi che  venivano  discriminati all’interno del proprio Paese e rivendicavano l’unione all’EIRE. I cattolici iniziarono ad appoggiarsi all'I.R.A. – Irish Republic Army- , che in quelle circostanze sembrava essere la sola forza in grado di proteggere i cittadini cattolici dalle violenze della polizia. Questi scontri sono appunto conosciuti dalla stampa internazionale come i Troubles.
Ma se vi piacciono gli U2 non potete non aver ascoltato la famosa Sunday Bloody Sunday, scritta proprio dopo la terribile domenica di sangue: il 30 gennaio 1972 morirono a Derry quattordici civili per mano dell'esercito del Regno Unito. Si trattava di manifestanti e l'esercito per placare la manifestazione ha sparato senza ritegno sulle persone uccidendone quattordici e ferendone gravemente altrettante.
Un'ombra sul fiume ripercorre questo periodo storico, raccontandoci attraverso personaggi come Kitty (membro dell'IRA), Kyros (fotografo) e altri ancora, una serie di vicende tremende della storia moderna. L'autrice ci permette di conoscere qualcosa di cui non si sente molto parlare, ci accompagna sui marciapiedi e ci fa vivere il terrore di essere uccisi senza motivo da non si sa nemmeno chi, ci accompagna in un posto dove buoni e cattivi si mescolano fino a confondersi.
Sperando di aver stuzzicato la vostra curiosità vi aspetto il 26 novembre per la recensione! Ma domani siete invitati a casa di "Un libro per amico" per conoscere i personaggi. Non mancate. 


REGOLE PER PARTECIPARE ALL'ESTRAZIONE:
1- Essere lettori fissi di tutti i blog partecipanti:

2- Mettere mi piace alla pagina Facebook EKT Edikit
3- Seguire il Blog dell'autrice QUI
4- Commentare tutti i post relativi al blogtour (non dimenticandosi di aggiungere almeno una volta una mail per contattarvi in caso di vincita).

Ad ogni partecipante che avrà seguito tutte le regole verrà assegnato un numero. Alla fine del Blogtour verrà estratto un numero attraverso il sito random.org che stabilirà chi riceverà la copia  in edizione speciale fuori commercio autografata del libro.


Fonti:
Breve storia della questione irlandese - Instoria
Conflitto Nordirlandese - Wikipedia
La guerra segreta in Irlanda - Difesa Online

Blog Tour - Andiamo a vedere il giorno di Sara Rattaro - Ambientazione


Buongiorno amici, eccoci giunti alla quarta tappa di questo blog tour. Oggi scopriremo insieme i luoghi narrati dall'autrice. Nel caso vi foste persi i precedenti post basta guardare il banner qui sotto, ma per semplificarvi la vita vi lascio qualche link:

TITOLO: Andiamo a vedere il giorno
AUTORE: Sara Rattaro
EDITORE: Sperling&Kupfer
PAGINE:202
PUBBLICAZIONE:6 novembre 2018
GENERE: Contemporary Romance
PREZZO: € 9,99 ebook; 16,90 cartaceo
TRAMA:
Alice è stata una figlia modello e una perfetta sorella maggiore, quella che in famiglia cercava di tenere insieme tutti i pezzi mentre il padre stava per abbandonarli, quella che per prima ha trovato il modo di comunicare con il fratellino, nato privo di udito, e di farlo sentire «normale». Ha pensato agli altri prima che a se stessa, ha seguito le regole prima che il cuore e adesso, di fronte a una passione che ha scardinato tutti i suoi schemi e le sue certezze, si ritrova a mentire, tradire, fuggire. Ma sua madre, Sandra, non ha alcuna intenzione di lasciarla sola. Su quel volo per Parigi c'è anche lei, e insieme iniziano un viaggio che è un guardarsi negli occhi e affrontare tutti i non detti, a partire da quel vuoto che ha rischiato di inghiottire la loro famiglia tanti anni prima. Alice si illude che, ritrovando la persona che si era insinuata nelle crepe della loro fragilità, possa dare una risposta a tutti i perché che si porta dentro, magari capire ciò che sta accadendo a lei ora, vendicare il passato e punire se stessa. Le occorreranno chilometri e scoperte inattese, tuttavia, per comprendere che non è da quella ricerca che può trovare conforto. Perché una sola è la verità: la perfezione non esiste, solo l'amore conta, solo l'amore resta. E la sua famiglia, così complicata, così imperfetta, saprà dimostrarle ancora una volta il suo senso più profondo: essere presente, sempre e a ogni costo. Per continuare insieme il cammino, qualunque sia la destinazione.


La splendida Alice si è sposata con il suo grande amore nato sui banchi di scuola, Andrea, e sono convolati a nozze subito dopo aver messo in tasca la laurea. La loro vita da giovani sposini procede bene, vivono sempre a Genovae hanno suddiviso il loro tempo senza togliersi degli spazi personali: lei, oltre a continuare gli studi lavora in uno studio medico e si occupa di bambini, lui sta facendo carriera in un'azienda e a domeniche alterne va allo stadio con gli amici dedicandosi una giornata di svago. Tutto sembra ben incastrato e ogni tassello al suo posto, un giorno però Alice prepara la valigia con gli occhi pieni di lacrime, si dirige all'aeroporto e intraprende un viaggio insieme a sua madre Sandra. Destinazione? Parigi
Sono felice di occuparmi della tappa dedicata ai luoghi perchè questo libro è un vero e proprio tour on the road sia fisico che psicologico. 
La capitale francese amata in tutto il mondo però non è una scelta a caso, è una città
Fonte Trip Advisr 
spinosa per la famiglia Mainardi, e se per la maggior parte delle persone è sinonimo di romanticismo, moda, divertimento e buon cibo, per Sandra e Alice non è del tutto così: Camilla, l'ex amante di Alberto lo lasciò appena raggiunta la maggiore età per andare a ballare in una famosa compagnia. Lui non si riprese mai del tutto e quella città, per quanto affascinante, porta sempre un gusto amaro. Alice e Sandra però si stanno conoscendo con occhi adulti e si stanno confrontando come due donne, così la mamma decide di fare una sorpresa alla figlia e prenota una cena strepitosa in un posto da sogno, il Ristorante 58, al primo piano della Tour Eiffel con vista sulla metropoli. ( E qui faccio un inciso. Sono andata a sbirciare, la cucina non è la mia passione, ma quella di mio marito che ama il buon cibo per diletto e l'ottimo vino per professione. Io però in questo ristorante ci voglio proprio andare, e dato che ho tutte le intenzioni di tornare a Parigi...metterò da parte qualche soldino per concedermi una cenetta lassù. Se volete...andate a leggere QUI). 
Il viaggio però deve proseguire, così dopo essersi fermate a Digione  e aver pernottato a Lione,

la destinazione finale è Ãˆze, 

un piccolo comune medievale situato al sud della Francia, poco dopo Monte Carlo.


Arrivate a Èze in serata, siamo rimaste senza parole: era un luogo incantevole, un piccolo borgo arroccato e a picco sul mare. Quando siamo scese dall'auto, nel parcheggio del primo hotel che abbiamo trovato, ci siamo guardate incredule.


Non raggiunge i tremila abitanti, la vista è eccezionale, il clima anche e le piccole stradine tra case di mattoni, atelier e balconi fioriti incantano gli occhi e il cuore. Questa tappa non è stata scelta, ma le due donne sono state indirizzate da una persona e loro hanno deciso di attraversare la Francia in auto come Thelma & Louise, alla scoperta di se stesse.

In realtà però c'è un'altra grande città che viene toccata, nonostante non sia protagonista, questa è Milano, e viene citata perchè Alice durante il suo viaggio ricorda il passato, ripercorre tutto quello che è accaduto e che l'ha condotta dove è adesso. 

Ci tengo però a precisare che le storie scritte da Sara Rattaro, per quanto abbiano una collocazione spazio temporale, viaggiano da sole, potrebbero essere senza tempo e ambientate su di una navicella spaziale. Non perchè lei non descriva bene l'ambiente, ma perchè non ce n'è bisogno. I sentimenti dei suoi personaggi, i loro viaggi introspettivi, la ricerca di loro stessi e tanto altro bastano a noi lettori e tutto il resta diventa sfocato, una cornice che c'è, ma potremmo stare senza, perchè il quadro è già bellissimo. 

Adesso io vi saluto e vi ricordo la tappa di domani: gli estratti e se ne occuperà il blog "Diario di un sogno", a presto, smack. 

Blog Tour - La donna del ritratto di Kate Morton- Abiti Vittoriani

Buongiorno lettori come state? Oggi vi lascio in compagnia di Nadia, poichè è stata proprio lei a leggere il libro in anteprima e a scrivere questo graziosissimo post. Io vi ricordo che questa è la quarta tappa, nel caso vi foste persi le precedenti potete cliccare i seguenti link.
Il calendario lo trovate al termine del post, se volete potete anche salvarlo come promemoria. 

La donna del ritratto (The clockmaker’s daughter in originale) è l’ultima, corposa e avvincente fatica dell’australiana Kate Morton, specialista nel realizzare romanzi complessi e articolati, che si sviluppano su almeno due piani temporali.

Questa volta la Morton ha deciso di fare le cose in grande e ci porterà a spasso per i secoli, spaziando dall’epoca vittoriana –che la fa da padrona- ai nostri giorni, dalla seconda guerra mondiale agli anni Sessanta, in un turbinio di emozioni che ormai abbiamo imparato a riconoscere come sua cifra stilistica.

Come dicevo, è il periodo vittoriano quello in cui saremo maggiormente immersi, perché Birdie, la
nostra protagonista del passato, vive proprio in questi anni. Siamo abituati a definire “epoca” quella vittoriana, perché il regno della regina Vittoria fu effettivamente molto lungo, dal 1837 al 1901: furono decenni di espansione, di aumento della popolazione, di schiaccianti differenze sociali e condizioni di vita durissime per gli strati più poveri della popolazione, ma se noi ragazze moderne pensiamo all’epoca vittoriana, la prima cosa che ci viene in mente sono i meravigliosi abiti femminili delle donne altolocate.

Mussolina, velluto, seta e damasco: chi non ha sognato almeno una volta di vestire questi tessuti così preziosi e opulenti alzi la mano. La giovane Birdie prova per la prima volta l’ebbrezza di indossare un abito del genere dopo essersi ritrovata affidata alle “cure” della signora Mack:

"… Mi sbottonò il grembiule e me lo sfilò dalla testa. La serata non era fredda ma io fui scossa da un brivido quando sentii sulla pelle l’abito nuovo.
Non capivo cosa stesse accadendo, per quale motivo mi fosse stato concesso un dono tanto splendido e raffinato, ma mi guardai bene dal chiederlo. Era chiuso sulla schiena da una serie di piccoli bottoncini di madreperla, e in vita da un’ampia fusciacca di satin, color azzurro chiarissimo."

La nostra Birdie, un po’ per caso, un po’ un po’ per destino, farà la conoscenza di Edward Radcliffe e della Confraternita Magenta, scoprendo l’amore che cambierà per sempre la sua vita. Ma spesso il fingersi ciò che non si è può portare grossi guai, e la nostra protagonista comincerà a sperimentarlo in un mondo diverso dal suo:


"… Gli dissi che mentre li ascoltavo mi ero vergognata dell’abito confezionato dalla signora Mack. All’inizio mi era parso magnifico, con il velluto goffrato, il merletto che orlava la scollatura, poi di colpo mi ero resa conto di quanto fosse vistoso e appariscente. 
Lui aggrottò la fronte. <<Ti conosco. Non sei tipo da piangere per un vestito.>>"


Non so a voi, ma per quanto mi riguarda i vestiti di quest’epoca hanno la capacità di farmi sognare, non solo quando sono eleganti come quelli di Birdie, ma anche quando sono pratici come quelli di Lucy Radcliffe, il cui ruolo nella storia sarà determinante per Birdie ed Edward:

"Passava gran parte del suo tempo all’aria aperta e se ne infischiava della moda, indossando ogni giorno la stessa identica tenuta: stivaletti di pelle scura abbottonati sul lato e un abito da passeggio di panno verde, con l’orlo della gonna sempre incrostato di fango."

E voi? Amate come me le ambientazioni ricche di contrasti come quella dell’Inghilterra vittoriana? Avete mai pensato che vi sareste sentite a vostro agio in quest’epoca, indossando mussola e crinoline? Se non vedete l’ora di immergervi nelle eleganti atmosfere ottocentesche e siete pronti per una storia ricca di emozioni e colpi di scena, con La donna del ritratto andate sul sicuro! A presto lettrici e lettori!


Blogtour - Il cuore tenace della lavanda - #3 i personaggi

Buongiorno lettori! Eccoci alla terza tappa del blogtour dedicato al libro Il cuore tenace della lavanda di Fiorenza Pistocchi edito da Neos Edizioni. Leggete attentamente questo post perchè avrete anche la possibilità di ricevere una copia del libro in edizione speciale fuori commercio, autografata dall'autrice e gentilmente messa a disposizione dall'ufficio stampa Lettera Effe che si occupa della promozione di questo romanzo.


Tutte le tappe del blogtour:

0/9 - Presentazione - Un libro per amico
21/9 - Ambientazione geografica - L'ennesimo Book Blog
24/9 - Personaggi - Desperate Bookswife
25/9 - Il lavoro femminile nei primi del 900 - Lucrezia Scali
26/9 - La realizzazione del sogno attraverso le scelte - Il salotto del gatto libraio





MA ADESSO VENIAMO AI PERSONAGGI
Dovete sapere che tutta la storia gira intorno a Caterina e di conseguenza tutti gli altri personaggi. Ma nonostante questo alcuni di loro hanno una forte influenza sulla crescita della ragazza. Ma guardiamoli uno ad uno!

Caterina: protagonista insindacabile di questo romanzo, che potremmo definire tranquillamente di formazione. La conosciamo che è poco più di una bambina, è allegra, desiderosa di imparare, sempre pronta ad aiutare gli altri membri della famiglia. La vita piano piano le mette davanti al naso ostacoli che deve superare, e ahimè lo deve fare con le sue forze, senza aiuti esterni. Una volta la vita era più spartana, i problemi che oggi farebbero tranquillamente scalpore, negli anni che furono venivano ignorati quasi totalmente. Ma le cicatrici, quelle restavano e non si poteva fare nulla, se non nasconderle. La crescita di Caterina è rapida, non ha tempo per sognare, così la vedremo cambiare, incupirsi e farsi diffidente. Chiude il cuore in una scatolina, cela le emozioni e i sentimenti dalla luce e chiude tutto a chiave, doppia mandata. Ma è determinata, sicura di quello che vuole, non teme la fatica, il cambiamento e pur di restare lontana dalle montagne, pur di vedere tutti i giorni il mare e annusarne la brezza che profuma di sale e speranza, lavora senza interruzione, facendosi amare da tutti. Tutto ruota intorno e spazio per altri ce n'è molto poco.

Anna: sorella maggiore di Caterina, si è recata sul colle di Nava per la raccolta della lavanda. Indubbiamente meno caparbia della sorella, ci appare come una brava persona, ma non lascia il segno. 

Battista: fratello di Anna e Caterina, ha superato fisicamente il primo conflitto mondiale, ma è stato segnato psicologicamente. Le sue scelte post guerra non renderanno molto felice il resto della famiglia, ma come si può immaginare, ogni trauma porta con se una conseguenza, più o meno grave. 

La Mamma: indubbiamente un personaggio degno di nota. Per sposarsi per amore ha lasciato la sua famiglia di origine, indubbiamente benestante, per sposare un uomo di montagna che non ha mai potuto prometterle molto di più se non il sacrificio e l'amore incondizionato. Fiera e convinta delle sue scelte, questa donna caparbia ha vissuto tutta la sua vita a testa alta, convinta e sicura delle sue azioni. Ha protetto i suoi figli, sempre, con sacrificio, prendendo posizioni scomode, sopratutto in quel periodo storico. L'ho amata, forse ancora di più della stessa Caterina. 


Spero di aver destato la vostra curiosità!!

E ADESSO REGOLE PER PARTECIPARE ALL'ESTRAZIONE:
Essere lettori fissi di tutti i blog partecipanti
Mettere mi piace alla pagina Facebook Neos Edizioni
Mettere mi piace alla pagina Facebook Lettera Effe
Commentare tutti i post relativi al blogtour (non dimenticandosi di aggiungere almeno una volta una mail per contattarvi in caso di vincita).
Ad ogni partecipante che avrà seguito tutte le regole verrà assegnato un numero. Alla fine del Blogtour verrà estratto un numero attraverso il sito random.org che stabilirà chi riceverà una copia autografata del libro.
Per oggi è tutto, non perdetevi domani la quarta tappa sul blog di Lucrezia Scali. 

Blogtour - Isola di Neve - Tappa 1- presentazione BT - autrice - romanzi


Buongiorno amici lettori, come state? Avete sentito in giro blogger che non vedevano l'ora di condividere con voi una lettura tanto attesa? Avete visto fotografie di ogni tipo senza poter vedere la cover? Ecco, finalmente il giorno tanto atteso è arrivato: oggi inizia il blogtour dedicato all'ultimo romanzo scritto da Valentina D'Urbano, in tutte le librerie dal 13 settembre. Il titolo? Isola di neve. 
Questa prima tappa prevede che io vi presenti l'autrice e i suoi romanzi, che ne dite, cominciamo?

Uhhh ma stavo dimenticando...se si parla di blogtour si prevedono delle tappe.  Ecco a voi il programma.

Tappe e contenuti del blogtour
- Tappa #1 -  Desperate Bookswife -  3 settembre 2018 
apertura e presentazione del blogtour

- Tappa #2 - Esmeralda Viaggi e libri - 4 settembre 2018
periodo storico e ambientazione 

- Tappa #3 - Sognando dietro ai libri - 5 settembre 2018
Focus Manuel - Edith (Con identikit grafico)

- Tappa #4 - Rachelsandmanauthor - 6 settembre 2018
4. Focus Neve - Andreas (Con identikit grafico)

- Tappa #5 - La ladra dei libri - 7 settembre 2018
Fuga + ricerca di se stessi (la fuga vista come nuova occasione per ricominciare)

- Tappa #6 - Diario di un sogno blog - 8 settembre 2018
6. L'amore nei libri di Valentina (Un viaggio attraverso i sentimenti nei romanzi con ESRATTI dell'ultimo libro)

- Tappa #7 - Un libro per amico - 9 settembre 2018
Intervista all'autrice + playlist

8. Review party - 12 settembre 2018
Tutte noi vi aspettiamo

                                            L'autrice


VALENTINA D’URBANO è nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora come illustratrice per l’infanzia. Il suo romanzo d’esordio, Il rumore dei tuoi passi, è uscito nel 2012 presso Longanesi conquistando un pubblico sempre più numeroso e affezionato.  «Tanto rabbiosamente primitiva quanto capace di plasmare personaggi commoventi.» LA REPUBBLICA Per comunicare con l’autrice, entrare nella community dei suoi lettori, scoprire di più sui personaggi e gli ambienti dei suoi romanzi e accedere a contenuti extra gratuiti, potete visitare la sua pagina facebook: Valentina D’Urbano Autrice 

Premi e riconoscimenti: 
Per Il rumore dei tuoi passi
  • Vincitore del torneo IoScrittore I edizione
  • Vincitore Premio Città di Penne opera prima 2012
  • Vincitore Premio Cultura Mediterranea 2012
  • Segnalato per il Premio città di Cuneo XV edizione
  • Finalista Premio Kihlgren opera prima 2012
  • Finalista Premio Zocca Giovani 2013
Per Acquanera
  • Finalista Premio Fenice Europa 2014
  • Vincitrice Premio Stresa 2014
  • Finalista Premio Teresa Di Lascia 2014
Per Quella vita che ci manca
  • Vincitore del Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice 2015

I romanzi di Valentina

Il rumore dei tuoi passi, Longanesi, 2012

In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e

cresciuti è chiamato "la Fortezza", Beatrice e Alfredo sono per tutti "i gemelli". I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.


Acquanera, Longanesi, 2013
È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse, questa volta, è giunta l'ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore. 



Quella vita che ci manca, Longanesi, 2014

Gennaio 1991. Valentino osserva le piccole nuvole di fiato che muoiono contro i finestrini appannati della vecchia Tipo. L'auto che ha ereditato dal padre, morto anni prima, non è l'unica cosa che gli rimane di lui: c'è anche quell'idea che una vita diversa sia possibile. Ma forse Valentino è troppo uguale al posto in cui vive, la Fortezza, un quartiere occupato in cui perfino la casa ti può essere tolta se ti distrai un attimo. Perciò, non resta che una cosa a cui aggrapparsi: la famiglia. Valentino è il minore dei quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi. C'è Anna, che a soli trent'anni non ha ormai più niente da chiedere alla vita. C'è Vadim, con la mente di un dodicenne nel bellissimo corpo di un ventenne. E poi c'è Alan, il maggiore, l'uomo di casa, posseduto da una rabbia tanto feroce quanto lo è l'amore verso la sua famiglia, che deve rimanere unita a ogni costo. Ma il costo potrebbe essere troppo alto per Valentino, perché adesso c'è anche lei, Delia. È più grande di lui, è bellissima - ma te ne accorgi solo al secondo o al terzo sguardo - e, soprattutto, non è della Fortezza. Ed è proprio questo il problema. Perché Valentino nasconde un segreto che non osa confessarle e soprattutto sente che scegliere lei significherebbe tradire la famiglia. Tradire Alan. E Alan non perdona. Questo è un romanzo sull'amore, spietato come solo quello tra fratelli può essere. Ma è anche un romanzo sull'unico altro amore che possa competere quello che irrompe come il buio in una stanza.


Alfredo, Longanesi, 2015 
"La fine arriva presto, arriva in un giorno così bello che quasi non te l'aspetti. Vorrei che ci fosse il suo viso sopra di me, ma non c'è niente. Non arriverà in tempo, non potrò neanche salutarla. Arriva la fine e sono da solo, e posso soltanto chiamarla. So che sopravviverà, lei è più forte di me. Lei è sempre stata più forte. Mi attraversa la testa il suo sorriso, l'idea di quello che avremmo potuto essere e non siamo mai stati."



Non aspettare la notte, Longanesi, 2016

Giugno 1994. Roma sta per affrontare un'altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent'anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell'animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l'incidente d'auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché Tommaso ha una malattia degenerativa agli occhi e sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...


Isola di Neve, Longanesi, 13 settembre 2018
2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L'unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida - l'isoletta del vecchio carcere abbandonato -, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull'isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant'anni: la storia di Andreas von Berger - violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida - e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo. L'unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull'isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l'unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull'isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell'isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Per il momento io vi ringrazio e non perdete la tappa di domani, Esmeralda vi aspetta sul suo blog per approfondire il periodo storico e l'ambientazione.
Se tutto questo è di vostro gradimento, se vi state divertendo a seguire questo percorso insieme a noi o semplicemente apprezzate il lavoro e l'impegno che ci stiamo mettendo, potete iniziare a seguirci, iscrivendovi ai nostri blog. Non è obbligatorio, ma sicuramente a noi farebbe immensamente piacere! Buone letture ragazzi!