Recensione di Nadia #11 - Chiuditi dentro di Riley Sager


Il libro
Chiuditi dentro di Riley Sager
Editore: Time Crime| Pagine: 348| Pubblicazione: 2022| Prezzo 16,90€| Trama:Qui
Genere: thriller
Notizie sull'autore
Nato in Pennsylvania, Riley Sager vive a Princeton, nel New Jersey. Ex giornalista, editor e graphic designer, Sager oggi è uno scrittore a tempo pieno. Il suo primo thriller, Final Girls – Le sopravvissute (Giunti Editore), è diventato un bestseller nazionale e internazionale, e il romanzo successivo, The Last Time I Lied, è stato in cima alle classifiche dei libri più venduti stilate dal New York Times. Di lui Timecrime ha già pubblicato nel 2021 A casa prima di sera, da cui sarà tratto un film prodotto da Sony Pictures in collaborazione con la 21 Laps di Shawn Levy, produttrice della serie tv Stranger Things. Anche l’adattamento di Chiuditi dentro per una serie tv è in lavorazione. Quando non si dedica a un nuovo romanzo, a Sager piace leggere, cucinare e andare al cinema il più possibile.
Recensione di Nadia
Buongiorno lettrici e lettori!

Oggi voglio parlarvi di un thriller con i fiocchi, uno dei pochi romanzi che, dopo anni di letture del genere in cui credevo di essermi abituata a tutto, mi ha tenuta incollata alle pagine e con il fiato sospeso fino alla fine. Sto parlando di Chiuditi dentro, di Riley Sager.

Jules è una giovane donna in forte difficoltà: nello stesso giorno ha perso il lavoro, a causa di una delle sempre più frequenti “ristrutturazioni”, e il fidanzato, che ha sorpreso in atteggiamenti inequivocabili con una studentessa rientrando a casa. I suoi genitori sono morti qualche anno prima, il suo conto in banca è pericolosamente vicino al rosso, le carte di credito sono state bloccate e, sebbene la sua migliore amica, Chloe, la ospiti senza farglielo minimamente pesare, Jules si sente in colpa e vorrebbe trovare una sistemazione e un nuovo lavoro. Per questo motivo le sembra di sognare quando, leggendo tra gli annunci sul giornale, trova l’offerta per un posto di “apartment-sitter”: dovrà abitare all’ultimo piano di un meraviglioso palazzo di fronte a Central Park, il Bartholomew, e sarà pagata 4mila dollari al mese per tre mesi minimo. Questo incarico strabiliante ha alcune regole particolari: l’apartment-sitter non può invitare nessuno in casa, e deve trascorrere ogni notte all’interno dell’appartamento, pena il licenziamento. Anche cercare di fraternizzare con gli altri ospiti del palazzo è rigorosamente vietato. Anche se a Jules queste disposizioni sembrano decisamente strane, quando Leslie Evelyn, incaricata del colloquio di lavoro, le comunica che è assunta fa salti di gioia. Ma, come tutte le cose troppo belle per essere vere, Jules comincerà ad accorgersi che al Bartholomew non è tutto oro quello che luccica. Inquietanti rumori notturni, notizie di vecchi incidenti verificatisi tra le mura dell’edificio e Ingrid, una degli apartment-sitter che scompare senza lasciare traccia spingono la protagonista a voler indagare oltre la facciata del lussuoso palazzo…

Questo è uno di quei romanzi che, una volta terminata la lettura, senti la necessità quasi fisica di condividere con chiunque ti capiti a tiro. Non importa se incroci sulle scale il vicino che non legge un libro dal 1986: devi parlarne anche a lui. Sager rielabora l’idea di base di Rosemary’s baby (se non bastassero i numerosi indizi nel romanzo, c’è anche la dedica a Ira Levin a farci capire che di omaggio si tratta) e la modernizza, rendendola molto più ansiogena e angosciante. L’autore è molto bravo nel centellinare pagina dopo pagina gli elementi che si rivelano destabilizzanti per Jules: da una leggera inquietudine, passando per qualche insinuante pettegolezzo si giunge a un’escalation di panico e orrore che vi renderà impossibile abbassare il libro anche solo per qualche minuto. Nonostante il lettore voglia entrare subito nel vivo del racconto, Sager si prende il proprio tempo per costruire l’ambientazione, attraverso descrizioni accurate e una caratterizzazione dei personaggi che raramente mi aspetto da un thriller. La disperazione di Jules, il suo tragico passato famigliare, i costanti problemi economici dietro i quali Sager nasconde una denuncia neanche troppo velata delle disparità sociali americane sono le pennellate fondamentali di un quadro dal quale non riuscirete più a staccarvi.


Non so se sono riuscita a convincervi, ma se amate il genere vi consiglio davvero spassionatamente di dare una chance a questo romanzo: io ho già deciso che recupererò anche gli altri dell’autore!

Recensione di Baba #19 - La scatola dei bottoni di Gwendy di S. King e R. Chizmar

 


Il libro
La scatola dei bottoni di Gwendy di Stephen King e Richard Chiznar
Editore: Pickwick| Pagine: 240| Pubblicazione: 2018| Prezzo 9,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sugli autori
STEPHEN KING vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha e la figlia Naomi. Da più di quarant'anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont. Oltre ai film tratti dai suoi romanzi, vere pietre miliari come Stand by me - Ricordo di un'estate, Le ali della libertà, Il miglio verde, It - per citarne solo alcuni - sono seguitissime anche le sue serie TV. Per i suoi meriti artistici, il presidente Barack Obama gli ha conferito la National Medal of Arts. Nel 2018 ha ricevuto il PEN America Literary Service Award.
RICHARD CHIZMAR è noto soprattutto come editore della casa editrice Cemetery Dance e redattore dell'omonima rivista, specializzata in particolare nel genere horror. Oltre a scrivere racconti, sceneggiature e a insegnare scrittura creativa, collabora da tempo con Stephen King ad alcune edizioni speciali dei suoi libri.
Recensione di Baba


Buongiorno cari lettori, vi spero bene! 
Oggi vi parlerò di un libro che ho letto per caso e che probabilmente non avrei preso in considerazione, si tratta del romanzo scritto a quattro mani da King e Chizmar: La scatola dei bottoni di Gwendy. 
Ho comprato e letto subito questo libro perché mi "serviva" un romanzo ambientato in un posto che iniziasse con la C e che fosse indicato nella trama. Possibilmente breve. Magari molto bello. Chiacchierando con le mie compagne di avventure è venuto fuori questo titolo. Non appena mi hanno parlato di King ho fatto un passo indietro, per quelli che sono i miei gusti non è propriamente uno stile scorrevole il suo, o almeno non sempre. Poi è venuto fuori che nasce per i ragazzi...insomma una storia lievemente surreale dalle tinte horror per ragazzi. Dai, proviamo.
Gwendy Peterson è una ragazzina di dodici anni che vive a Castle Rock, ha problemi di peso, non ha moltissimi amici e per cercare di dimagrire tra una mangiata e l'altra percorre di corsa la "scala del suicidio", una scalina dritta su di un dirupo dalla quale un paio di persone si sono buttate di sotto. Un po' inquietante e un po' attrazione macabra, fatto è che sta ancora lì e Gwendy la percorre ogni giorno. Siamo negli anni '70, i cellulari sono ancora decisamente lontani dai pensieri dei comuni mortali e i genitori recitavano ancora la frase "non parlare con gli sconosciuti" e così fa Gwendy, fino a quando non conosce il signor Farris, un uomo con il cappello nero a bombetta e l'aria serena. Un pomeriggio mentre lei sta per dirigersi al parco giochi avviene l'incontro: lui è seduto su di una panchina, la chiama ma lei ha un po' paura. Lui sostiene di non avere cattive intenzioni, si presenta e le consegna una scatola, perché solo lei potrà averne cura. Questa scatola ha dei pulsanti e una levetta. schiacciando quello nero esce un cioccolatino minuscolo ma bellissimo che da quel momento cambierà la vita alla giovane ragazza. Quello rosso non è da premere, potrebbe essere pericoloso. 
Una storia che a tratti potrebbe sembrare banale: dove ci porterà? Osserviamo la protagonista crescere nascondendo a tutti questa scatola, costretta a portare un fardello che le provoca gioie e dolori, una sorta di gabbia dorata. Piano piano, senza accorgercene, vogliamo sapere cosa accadrà a Gwendy perché in fondo al cuore tutto questo successo quasi piatto non ci convince e sappiamo che gli autori ci stupiranno con effetti speciali.
Interessante riflettere e far riflettere i più giovani sulla veste del male, su quanto sia ingannevole e camuffato, sulla difficoltà oggettiva di capire come, dove, quando e perché. E' anche buffo pensare che il male sia soggettivo. Non fraintendetemi. Un'azione sbagliata è sbagliata, punto. Avete però pensato che chi commette delle cattiverie ha un suo lato della medaglia? Oppure...qualcosa che può creare del danno per alcuni porta dei benefici ad altri. Questo fa sentire meglio, è come scaricare la coscienza a chi commette qualcosa che non si fa e non ammetterà mai il fatto di non essere una brava persona. 
Se ve lo state chiedendo...sì, vorrei leggere gli altri due e spero di poterlo fare presto. 
 E' il primo volume di una trilogia scritta qualche anno fa, infatti questo volume è stato pubblicato per la prima volta nel 2018 in Italia da Sperling & Kupfer per poi riproporlo in edizione economica nel 2019 ad un prezzo più popolare. 


5 blogger per un autore #3 - Rick Riordan - Percy Jackson e gli dei dell'olimpo. Il ladro di fulmini


Buongiorno signori, come state? Siamo a fine maggio, c'è già che sogna le vacanze e sta facendo il conto alla rovescia!
Nel frattempo però... "cinque blogger per un autore" sono tornate! 
Chi sono? Ecco qui:
ChiaraChiccaDaniela, Ombretta e io ogni due mesi leggeremo libri di uno stesso autore deciso precedentemente. Un modo per ampliare i nostri orizzonti, per imbatterci in letture che magari non avremmo preso in considerazione, dandoci la possibilità di innamorarci ancora, in maniera inaspettata (oppure di detestare fortemente qualcosa che non vorremmo più riavere tra le mani) .

Questo mese abbiamo deciso di dare una possibilità a Rick Riordan, autore famoso che ha dato vita a Percy Jackson. Io ho letto il primo della serie, ovvero "Il ladro di fulmini". 
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Posseggo questo libro da diverso tempo, Percy Jackson è un personaggio molto caro alla mia amica Ombretta e sono anni e anni che mi consiglia di conoscerlo. So che avrei dovuto darle ascolto, quando insiste tanto ha quasi sempre ragione!
La mia esperienza è stata parzialmente positiva. 
Non posso dire di esserne uscita senza parole ma ammetto una certa affinità. Rick Riordan scrive libri tendenzialmente indirizzati ai ragazzi ma che possono essere letti dagli adulti senza problemi. Il protagonista di questo volume è un mezzosangue (fa molto Harry Potter in effetti ma in questo caso non è usato in senso dispregiativo) ovvero è figlio di una persona mortale (la madre che lavora in un negozio di dolci) e il padre, uno degli dei dell'Olimpo. Percy conduceva una vita quasi normale, con delle stranezze è vero, ma non stava nei suoi panni. Ad un certo punto però accadono cose ancora più strane, il suo migliore amico è un satiro e lui sconfigge il Minotauro. Caspita! Ovvio è che sulla Terra insieme ai morta li non può più stare, così finisce in un campo di addestramento per mezzosangue invisibile agli umani.
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Una storia carina e divertente, scritta in maniera fluida, scorrevole ma senza mai risultare banale o poco curata. Un romanzo adatto a chi ha piacere di staccare la spina dalla realtà, a chi ama i miti greci e se la sente di vederli raccontati in un modo non propriamente canonico, a chi legge la narrativa per ragazzi, a chi piace l'avventura, a chi è piaciuto Harry Potter (anche se qui è tutto molto più semplice e leggero a partire dallo stile narrativo).

Questo libro è promosso nonostante non mi abbia completamente rapita. Carino, accogliente e di compagnia. 
Voi conoscete l'autore? Cosa ne pensate? 
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Recensione di Nadia #10 - Il sentiero perduto delle arance di N. Marks

 


Il libro
Il sentiero perduto delle arance di Nadia Marks
Editore: Newton| Pagine: 336| Pubblicazione: 2014| Prezzo 16,90€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Nadia Marks
È nata a Kitromilides, che in greco significa “limoni amari”, ed è cresciuta a Londra. È stata direttore creativo e editor per numerose riviste femminili inglesi, ma adesso la scrittura occupa la maggior parte del suo tempo. Vive con il marito Mike e i due figli a Londra. La Newton Compton ha pubblicato Il sentiero degli alberi di limone, L’isola degli amori perduti, Il sentiero perduto delle arance e Una magica vacanza da sogno.


Recensione di Nadia
Buongiorno lettrici e lettori!

Come state? Ormai l’estate è arrivata, con più di un mese di anticipo, e con lei la mia voglia di partire per le vacanze si fa sempre più pressante, ma c’è da aspettare ancora un po’, purtroppo! Allora consoliamoci parlando di libri!

Oggi voglio raccontarvi di un romanzo nel quale avevo riposto parecchie aspettative, ma che mi ha un po’ delusa: sto parlando di Il sentiero perduto delle arance, di Nadia Marks.

Leila e Orhan, Anastasia e Lambros: due coppie di fratelli, una turca e musulmana, l’altra greca e cristiana, vivono in armonia sulla meravigliosa isola di Cipro. Le loro madri sono grandi amiche dalla nascita, e la differente religione non costituisce affatto un problema. Un giorno, però, qualcosa di sconvolgente farà sì che le due famiglie si allontanino, forse per sempre…

Quando ho scelto di leggere questo libro l’ho fatto soprattutto perché speravo di ritrovarvi l’atmosfera accogliente e magica che ho respirato qualche anno fa a Cipro. L’ospitalità e la gentilezza degli abitanti, la bellezza dei paesaggi e la sicurezza che ho percepito per le strade di Pafos e Limassol mi hanno fatto innamorare di questo splendido Paese. Purtroppo non sono stata particolarmente soddisfatta: ho trovato la scrittura della Marks troppo didascalica e per nulla evocativa, e questo le ha impedito di rendere giustizia a quello che dovrebbe essere il suo luogo di nascita. Non ho ancora potuto visitare Istanbul, ma ho avuto l’impressione che i capitoli che si ambientano nella capitale turca fossero invece un po’ più vibranti di energia rispetto a quelli ciprioti.

La vicenda delle famiglie Terzi e Costantinou, unite dall’amicizia ma separate dalla religione, avrebbe potuto essere avvincente, ma l’autrice purtroppo non è riuscita a impartire alla storia un ritmo sufficientemente incalzante. Il risultato è, a mio parere, una storia che si dipana troppo lenta e anche un po’ noiosa, senza grandi colpi di scena e con più tragedie di quante avrei personalmente gradito.

Per quanto riguarda l’editing, come al solito Newton Compton ha ancora tantissima strada da fare per diventare una casa editrice degna di questo nome. Tra refusi ed errori di sintassi, infatti, anche questa volta sono stata disturbata più volte. In definitiva, tornando alla storia, un romanzo che aveva delle ottime potenzialità, ma che a mio parere non ha uno stile interessante e non decolla mai veramente.