#Recensione,

Recensione - La memoria del lago di Rosa Teruzzi

domenica, maggio 31, 2020 Baba Desperate Bookswife 6 Comments



Il libro
La memoria del lago di Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno| Pagine: 141| Pubblicazione: maggio 2020| Prezzo 14,00€| Trama Qui
Genere: giallo | 
Notizie sull'autrice
Rosa Teruzzi
(1965) vive e lavora a Milano. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Oltre ai libri che compongono la serie I delitti del casello edita da Sonzogno (La sposa scomparsa, La fioraia del Giambellino, Non si uccide per amore, Ultimo tango all'ortica e La memoria del lago, quest'ultimo uscito ieri), ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi.
Recensione 
e 1/2

STORIA DELLA MIA COPIA
Carissimi buongiorno! Con grande piacere oggi vi parlerò della quinta indagine non convenzionale delle Miss Marple del Giambellino. La storia della mia copia? Piccina trattandosi di un volume fresco fresco di stampa, ma ringrazio la casa editrice Sonzogno per avermi inviato questa copia visto il mio amore per la serie ideata dalla caporedattrice di Quarto Grado :-) 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Spesso capita che le serie dopo un po' arrechino noia al lettore, fino ad arrivare al momento in cui lo stesso, nonostante sia affezionato ai personaggi, li lascia andare, portandosi dentro il ricordo dei tempi che furono. NON E' QUESTO IL CASO, anche se un po' di paura c'è sempre, non con i gialli della Teruzzi ma con i libri seriali in generale.
 Nei precedenti capitoli Libera e Iole hanno investigato su questioni di famiglia ma anche su omicidi slegati dalla loro vita, hanno fatto amicizia con Irene la Smilza, una giornalista empatica che le aiuta moltissimo, un po' per lavoro e un po' per affetto. In "La memoria del lago" scopriremo dettagli importanti sulla nonna di Libera, Ribella, e in questo modo aggiungeremo un tassello importante. Vittoria, la figlia di Libera, che nella vita fa la poliziotta per davvero, ha sempre un ruolo un po' marginale ma la sua presenza si sente ugualmente e pian pianino credo che riuscirà ad unirsi alle sue due donne un po' strambe eppure tremendamente interessanti. In questo capitolo ci imbatteremo in quello che viene definito Cold Case, ovvero un vecchio delitto irrisolto: nel 1946 una donna muore, viene fatta una denuncia, ma poi si risolve tutto archiviando il caso come incidente che al massimo puzza di suicidio. Cosa mai sarà successo? 
Tra presente e flashback l'autrice ci porta fuori da Milano, sul lago di Como, a chiacchierare con un anziano prete poco disponibile a disturbare le anime dei defunti e una pettegola DOCG, che invece sarà di grande aiuto. 
Non scordiamoci però che la vita al casello deve andare avanti e ogni membro della famiglia ha le sue beghe, non si pettinano mica le bambole qui!
Ho apprezzato molto questa gita fuori porta, ho avuto modo di conoscere più a fondo il carattere e i sentimenti dei personaggi che mi stanno a cuore, senza tralasciare la parte divertente che condisce un libro piccino eppure così completo. 

CONCLUSIONI
Quando si legge un romanzo che da tempo hai atteso, quando capisci che è il momento di prendere in mano delle storie che avevi lasciato per i momenti di bisogno e queste storie ti prendono per mano, portandoti altrove e facendo il loro dovere, ovvero intrattenere...beh non puoi che ritenerti soddisfatto e appagato. Quando vi stresso l'anima dicendo che la Teruzzi è una garanzia, datemi retta! Questi libri non sono adatti solo agli amanti del genere, al loro interno c'è un po' di tutto, dall'attualità ai sentimenti. Se vi ho incuriositi ma non sapete da dove iniziare, ecco qui l'ordine : 
 
#1 - La sposa scomparsa (QUI)
#2 - La fioraia del Giambellino (QUI)
#3 - Non si uccide per amore QUI
#4 - L'ultimo tango all'Ortica QUI

6 commenti:

#Recensione,

Recensione - Non si Uccide per amore + Ultimo Tango all'ortica di Rosa Teruzzi

venerdì, maggio 29, 2020 Baba Desperate Bookswife 10 Comments



I libri
Non si uccide per amore di Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno| Pagine: 159| Pubblicazione: marzo 2018| Prezzo 14,00€| Trama Qui
Genere: giallo | Ultimo tango all'Ortica di Rosa Teruzzi 
Editore: Sonzogno| Pagine: 141| Pubblicazione: 2019| Prezzo: 14,00€| Trama: QUI|
Genere: giallo
Notizie sull'autrice
Rosa Teruzzi
(1965) vive e lavora a Milano. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Oltre ai libri che compongono la serie I delitti del casello edita da Sonzogno (La sposa scomparsa, La fioraia del Giambellino, Non si uccide per amore, Ultimo tango all'ortica e La memoria del lago, quest'ultimo uscito ieri), ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi.
Recensione 
e 1/2

STORIA DELLE MIE COPIE
Carissimi, qui c'è molto poco da scrivere...amo questa autrice, ho letto i precedenti e non potevo non acquistare i successivi, anche se ho aspettato a leggerli, perché Rosa Teruzzi è una di quelle autrici che tengo da parte. Cosa significa? I suoi libri sono una pozione rigenerante, mi mettono di buon umore e riescono a tirarmi fuori dai brutti pensieri, quindi li leggo un po' come cura, quando ne sento la necessità. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Iniziamo pure con il parlare di "Non si uccide per amore", ovvero la terza indagine della fioraia del Giambellino. Libera ha ritrovato un biglietto all'interno di una tasca della camicia del marito Saverio, morto in servizio decenni fa mentre conduceva un'indagine che ha taciuto ai colleghi e questo foglietto di carta fa sorgere dei dubbi, così tanti da cercare la verità. Il suo omicidio è rimasto irrisolto e la figlia Vittoria, oggi agente di polizia, cerca quotidianamente di darsi delle risposte, perchè le domande fanno male e la rendono ancora più selvatica di quanto non sarebbe in raltà. Libera e sua madre Iole, grazie all'aiuto della giornalista Irene detta La Smilza, riusciranno probabilmente a dare un volto all'assassino di Saverio, ma riusciranno a trovare e proseguire la loro vita? 
Questo è stato indubbiamente un capitolo importante per la vita delle donne del casello, una tessera finalmente completata, un puzzle che prende forma e la vita che cerca di andare avanti, anche se... 
Dopo un paio d'anni ho ritrovato con piacere le protagoniste di questa serie divertente e mi è sembrato di averle salutate soltanto il giorno prima, sono rimaste impresse nella mia mente e come vecchie amiche sono tornate da me con semplicità. Un nuovo personaggio si è inserito, ovvero Irene, un piccolo cambiamento che ha mescolato leggermente le carte in tavola, una donna che aggiunge qualche punto ad una storia già ben avviata. Da leggere, senza ombra di dubbio. 

In Ultimo tango all'Ortica si torna ad investigare non convenzionalmente su di un omicidio classico: un uomo morto ammazzato vicino ad una famosa balera (L'Ortica) e il sospettato principale è un maggiordomo. Peccato che sia l'uomo di fiducia della Franca, ovvero la ricchissima migliore amica di Iole e questo complica notevolmente le cose perchè come immaginerete le donne sono coinvolte e leggermente sotto pressione. Mentre si cerca di far chiarezza sull'accaduto Vittoria sembra più rilassata e di tanto in tanto si fa venire a prendere a casa dall'Achille, ovvero il fidanzato super tatuato non proprio immacolato e Libera invece soffre di acidità di stomaco (e insonnia) a causa di Gabriele. Riuscirà una volta per tutte ad esternargli i suoi sentimenti? 
Questo capitolo è stato parecchio avvincente sia per quanto riguarda le indagini delle "ragazze", ancora una volta aiutate dalla silenziosa Irene, sia per la vita privata di Libera che, anche se minima, fidelizza il lettore. 
Amo questi romanzi, adoro sfogliarne le pagine e scoprire delle piccole cose che però fanno la differenza: la canzone di De Andrè suonata all'Ortica che mi fa alzare gli occhi verso le nuvole pensando al mio papà, la fioraia che prima di addormentarsi legge qualche pagina di un libro al quale è affezionata, il casello che profuma di casa, i fiori che comunicano sentimenti di ogni tipo, autori citati di tanto in tanto che ti fanno sentire capita, il rapporto particolare tra donne così diverse eppure con un sentimento in comune, la ricerca della felicità, apparentemente così facile da individuare eppure così complessa da afferrare. 

CONCLUSIONI
Librini che non deludono, storie che accompagnano, tenendo una buona compagnia, donne che ormai sono di famiglia e casi che stuzzicano l'appetito. L'autrice non si smentisce e porta in libreria delle avventure brevi ma di qualità, che non solo si fanno leggere, ma che rimangono impresse grazie all'umanità dei personaggi che sono la parte vincente. Il casello all'interno del quale vivono è un valore aggiunto, un piccolo particolare che se non ci fosse renderebbe la storia meno speciale. Se non avete letto i precedenti iniziate da: 
La sposa scomparsa (QUI)
La fioraia del Giambellino (QUI)
Io vi abbraccio e vi do appuntamento a domani con la recensione  di "La memoria del lago", uscito proprio ieri in libreria :-) 

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#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #64 - Recensione di L'amica del cuore

martedì, maggio 26, 2020 Baba Desperate Bookswife 8 Comments


Buongiorno lettrici e lettori!

Oggi vi parlo di un thriller che ho divorato in pochissimo tempo, conquistata dal suo stile scorrevole, da personaggi ottimamente caratterizzati, dai continui colpi di scena e da un finale davvero adrenalinico: sto parlando de “L’amica del cuore”, di Sarah Pinborough.

La narrazione di questo romanzo si basa sui punti di vista delle tre protagoniste: Lisa, Ava e Marilyn. Lisa ha quasi quarant’anni, è la madre dell’adolescente Ava e i suoi comportamenti ansiosi e apprensivi, soprattutto nei confronti della figlia, nascondono un segreto che l’accompagna da tanto tempo.

Ava è una sedicenne come tante, si sente al sicuro nella sua piccola cerchia di amiche del cuore, comincia a soffrire le continue ingerenze della mamma nella sua vita sociale e come le sue coetanee sta iniziando ad avvicinarsi ai ragazzi. Ma anche lei custodisce un aspetto della sua vita che non ha svelato a nessuno.

Marilyn è la migliore amica di Lisa: si sono conosciute sul lavoro e sono affiatatissime da più di dieci anni, ma nemmeno Marilyn ha raccontato tutto a Lisa…

Come addentrarmi nella trama di questo romanzo senza rovinarvi nessun colpo di scena? È praticamente impossibile purtroppo, quindi dovrete fidarvi sulla parola quando dico che, se amate i thriller, soprattutto quelli psicologici, questo è un romanzo che dovete assolutamente leggere. Il fil rouge che costituisce l’impalcatura di questo libro è proprio il fatto che tutti i personaggi principali (ma a ben vedere anche alcuni secondari) hanno dei segreti che tengono ben celati. Il divertimento sta nel cercare di capire di che segreti si tratti prima che la Pinborough li sveli, e devo dire che io sono stata giocata più di una volta, perché l’autrice è bravissima a farti credere ciò che vuole per poi spiazzarti bruscamente. I personaggi sono ottimamente caratterizzati: Lisa appare fragile e un po’ nevrotica, mentre Marilyn 
fonte google

sembra forte, spavalda e determinata, ma sarà davvero così? L’autrice aggiunge particolari che permettono di comprendere la verità a poco a poco, ma nel frattempo il lettore ha maturato un giudizio sulle tre protagoniste: sarà corretto? E riuscirà a cambiarlo in corso d’opera?

Per una volta la mancanza di un’ambientazione accurata non mi è pesata affatto: questa è una storia che si sarebbe potuta svolgere in un luogo qualunque senza che ne fosse inficiata la potenza narrativa. Il ritmo è sempre alto, la trama è ottimamente strutturata e non ho trovato nessun aspetto che stonasse in tutta la vicenda. In sintesi: anche se non avete capito niente di questa recensione, perché capisco che possa sembrare un po’ come cercare di far indovinare una carta difficile a Pictionary quando non sai disegnare, date una chance a questo libro: lo divorerete e vi piacerà tantissimo (ha parlato Nadia Nostradamus!). Fatemi sapere!

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#Recensione,

Recensione - La ragazza con l'orecchino di perla di T. Chevalier

lunedì, maggio 25, 2020 Baba Desperate Bookswife 7 Comments


Il libro
La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier
Editore:Longanesi| Pagine: 240| Pubblicazione: dicembre 2000| Prezzo 15,00€| Trama Qui
Genere: narrativa storica | Traduzione: Luciana Pugliese
Notizie sull'autrice
Tracy Chevalier è nata a Washington nel 1962. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Il suo primo romanzo è La Vergine azzurra (Neri Pozza, 2004, BEAT 2011, 2015). Con La ragazza con l'orecchino di perla (Neri Pozza, 2000, 2013) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestseller internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002, BEAT 2012), La dama e l'unicorno (Neri Pozza, 2003, BEAT, 2014), L'innocenza (Neri Pozza, 2007, 2015), Strane creature (Neri Pozza, 2009, 2014) e L'ultima fuggitiva (Neri Pozza, 2013, 2014).
Recensione 


STORIA DELLA MIA COPIA
Buongiorno miei cari, in realtà su questa copia, non c'è molto da dire. Gli aneddoti sono pochi, semplicemente la mia amica Lucrezia ha trovato questo libro al mercatino dell'usato e l'ha acquistata per me perchè io potessi scambiarla con altro. Ho velocemente trovato una ragazza interessata e mi sono sentita in colpa, così ho deciso di leggerlo prima di spedirlo verso la sua nuova casa. Questo è quanto, nessuna poesia, nemmeno tante risate a riguardo, puro "commercio" di una malata di libri come me ah ah ah. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Quando ero più giovane amavo leggere storie legate al passato, mi piaceva immergermi in situazioni lontane, circondata da vestiti oggi desueti, magari parrucche improbabili e modi di vivere diversi da quelli di oggi. Ne ho letti tanti di romanzi storici, poi mi sono stufata e mi sono concentrata sulla narrativa contemporanea. 
Questa storia è ambientata a Delft, patria delle ceramiche dipinte a mano, cittadina olandese che visitai con enorme piacere sette anni fa. Delft ha anche dato i natali al pittore Johannes Vermeer, colui che dipinse "Ragazza col turbante" meglio conosciuto come "La ragazza con l'orecchino di perla", un olio su tela databile tra il 1665 e il 1666. 
Griet è la secondogenita in una famiglia semplice, il padre dipingeva mattonelle ma perse la vista in un incidente, il fratello maggiore era fuori città per imparare il lavoro del genitore, così dovettero mandare Griet al servizio della famiglia Vermeer, come semplice cameriera tuttofare. 
Per la ragazzina fu un trauma non indifferente trasferire in quella casa le sue poche cose e poter vedere la sua famiglia solo la domenica, ma andava fatto e lei a testa bassa si adattò alla nuova vita, che non fu semplice. 
Catharina, la moglie del pittore, non è felice di avere la giovane tra i piedi, così cerca di fingere di non vederla e quando non può farne a meno...la strapazza un po'. Maria Thins, la madre di Catharina, si rende conto che il genero nutre una forma di rispetto nei confronti della giovane domestica e cerca di sfruttare la situazione perchè tutto vada come deve andare (l'artista dipinge più velocemente da quando hanno assunto la nuova fantesca), a costo di omettere particolari alla sua stessa figlia. Così prosegue lentamente la vita nei quartieri per bene di Delft, tra un bucato, le pulizie dello studio del pittore e la realizzazione di un dipinto, una Griet che cresce in fretta, scoprendo i soprusi, ma anche le passioni. 
Questa storia non mi ha regalato troppo, scorre lentamente e io beh, di tanto in tanto mi sono un po' persa per la strada. Non mi sono appassionata alla realizzazione del quadro (che è solo verso la fine del romanzo) e ho faticato ad appassionarmi alla storia durante la lettura. C'è un però: scrivo questa recensione quasi una settimana dopo dopo averlo terminato e a ripensarci meglio, raccolgo i frutti post lettura. Mi è rimasta tra le dita la quotidianità di Griet, nella mente ho il ricordo delle sue difficoltà con le figlie dei Vermeer, la nostalgia per la sua sorellina, la delicatezza con la quale puliva lo studio, il procurarsi dallo speziale le materie prime per fare i colori, il capire cosa ci va in quadro perchè sia perfetto, ma anche quel sentimento che non si sa come definire, che nasce, esiste, cresce, ma un nome non ce l'ha. Tutte queste sensazioni hanno bussato alla mia porta dopo, parecchio dopo averlo chiuso e spedito. La storia romanzata della realizzazione di un quadro famosissimo ma della cui nascita non si conosce moltissimo, una finestra che si affaccia su un tempo che fu. 

CONCLUSIONI
Un romanzo strano, del quale porto un piacevole ricordo, ma che durante la lettura mi ha un po' annoiata, strano no? Perché alcune storie devono essere lasciate decantare? Eppure un buon vino, al palato appare subito, al massimo qualche secondo dopo e comunque lo si lascia depositare prima di berlo e non dopo (anche perchè in fondo sarebbe impossibile). A voi succede mai? C'è da dire una cosa, io sono una lettrice che ha bisogno di libri dove accadono le cose...in fretta, romanzi dove i personaggi si muovano dinamicamente, quindi diciamo che questo non era propriamente indicato, ma tant'è che si porta comunque a casa ben quattro stelline! Meglio di niente. Se lo avete letto, cosa vi ha lasciato? Avete visto il film? Io sì, quando uscì tanti anni fa :-) ma non ricordo quasi nulla. 

7 commenti:

#Recensione,

Recensione - Le sette sorelle di Lucinda Riley

venerdì, maggio 15, 2020 Baba Desperate Bookswife 3 Comments



Il libro
Le sette sorelle   di Lucinda Riley
Editore: Giunti| Pagine: 575| Pubblicazione: 2015| Prezzo 9,90€| Trama: Qui
Genere: narrativa| Traduzione: Lisa Maldera 

Notizie sull'autrice
Lucinda Riley è nata in Irlanda e ha esordito come scrittrice a 24 anni. I suoi romanzi sono dei bestseller internazionali che hanno venduto 8 milioni di copie nel mondo e sono tradotti in 39 Paesi. Lucinda vive tra il Norfolk e il Sud della Francia, con il marito e i quattro figli. Per Giunti sono usciti con enorme successo: Il giardino degli incontri segreti (2012), La luce alla finestra (2013), Il segreto della bambina sulla scogliera (2013), Il profumo della rosa di mezzanotte (2014), L’angelo di Marchmont Hall (2015), Il segreto di Helena (2016) e i primi due volumi di una saga di sette libri, Le Sette Sorelle (2015) e Ally nella tempesta (2016). La saga diventerà una serie TV prodotta a Hollywood.
Altre informazioni sui libri di Lucinda Riley sul sito www.lucindariley.com

Recensione

STORIA DELLA MIA COPIA
Carissimi buongiorno! Se vi state chiedendo perchè io sia in possesso di questo libro..beh la verità è che non me lo ricordo con esattezza. Sono quasi certa di averlo comprato almeno due anni fa, forse tre...probabilmente grazie a un'offerta in libreria. Perché? Perché è una delle autrici che piace tanto alla mia amica Lucrezia e Daniela aveva letto un altro libro della Riley e anche lei ne è rimasta entusiasta. Ammetto di essere sempre stata un po' diffidente verso la biondissima Lucinda, ho sempre pensato scrivesse storie un po' frivole, da equiparare agli Harmony, per intenderci. Così, a pelle. Sapete ormai come sono fatta, non mi ferma niente e io voglio tastare con mano, approcciarmi a libri che apparentemente non sembrano "i miei" e farmi un'idea. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Questa è la storia di Maia, la prima delle sei sorelle adottate dal ricco uomo  d'affari soprannominato Pa' Salt. Quest'uomo ha una villa sontuosa in Svizzera, affacciata sul meraviglioso lago e per i comuni mortali è una vera e propria reggia, con tanto di personale addetto alle varie mansioni. Marina è una sorta di governante, che ha fatto da madre alle ragazze poiché l'uomo non sembra mai essersi sposato e spesso gli affari lo portano in giro per il mondo. Oggi le ragazze sono adulte e vivono tutte sparpagliate per il globo a parte Maia, che è rimasta in una "dependance" della villa. Una brutta notizia però la raggiunge mentre lei è a Londra da un'amica: suo padre è morto, lei deve avvisare le sue sorelle e recarsi a casa per il funerale. Viene lasciata ad ognuna di loro una lettera e gli indizi per scoprire le loro origini. In questo libro, grazie alle coordinate lasciate da Pa' Salt,  viaggeremo a Rio alla ricerca della famiglia d'origine della bella primogenita. 
Ammetto, senta troppe remore, di aver avuto non pochi problemi ad approcciarmi a questo libro. Per tante persone questa saga è considerata straordinaria, da leggere assolutamente e io, per quanto non avessi aspettative altissime, mi sono lasciata influenzare comunque da questo giudizio "di massa".  Le prime pagine sopratutto sono state un disastro: la scrittura basica, la presentazione delle sorelle e il quadro generale di assestamento mi sono sembrati un temino di uno studente della scuola media. Per carità, uno studente promettente, ma ci siamo capiti. Quando siamo atterrati in Brasile mi è parso che il romanzo partisse, poi un improvviso cambiamento temporale mi ha destabilizzato l'equilibrio appena ottenuto. Che difficoltà ragazzi. Quando ho superato la metà di questa storia ho iniziato ad entrare nella parte: quella di Maia e delle sue ricerche e quella della sua bisnonna Izabela. Pian piano mi sono lasciata trasportare dal fiume di parole e ho cercato di farmi cullare dall'ambientazione sicuramente interessante. 
Ho apprezzato le descrizioni di Rio, la storia del Cristo e un assaggio breve delle favelas, indubbiamente anche Parigi ha il suo fascino e ho immaginato di essere seduta ad un tavolino nel quartiere di Montparnasse. Questo aspetto mi ha fatto rivalutare il libro, accantonando le emozioni iniziali. Non va tralasciato il fatto che sia scorrevole e di intrattenimento. 
Non sono riuscita però ad affezionarmi al personaggio, l'ho accompagnato durante suo viaggio ma senza provare particolari emozioni durante la personale avventura. 

CONCLUSIONI
Se le premesse non sono state così promettenti, mi sono ricreduta durante il percorso: questo potrebbe essere un libro cuscinetto, ovvero uno di quelli da leggere tra due tomi pesanti. Una di quelle storie che tengono compagnia e permettono di viaggiare, nella speranza che le favole possano diventare realtà. L'aggettivo, anche se basico, che mi viene in mente è: carino. Preferisco storie un po' più corpose, ma se se si necessita di una storia senza impegno, questa potrebbe essere una proposta. Una trama piacevole, ma la scrittura (o la traduzione, chissà) un po' elementare, quasi come se se il lettore al quale è stato destinato il libro fosse non troppo acuto. 

3 commenti:

#Nadia,

Keep Calm and Read Nadia #63 - Recensione di Ghiaccio e Argento

martedì, maggio 12, 2020 Baba Desperate Bookswife 3 Comments



Buongiorno lettrici e lettori, come state? Oggi vi parlo di un romanzo che ho desiderato tantissimo soprattutto per l’ambientazione: sto parlando di Ghiaccio e argento, di Stina Jackson.

Fin da bambina, pur essendo freddolosissima, ho sempre avuto un’attrazione molto forte per tutto ciò che era scandinavo, soprattutto norvegese e svedese: quei posti dove benessere e tecnologia riuscivano a convivere con l’ambiente senza snaturarlo mi sono sempre sembrati una sorta di piccolo paradiso, e quando un anno e mezzo fa sono riuscita ad andare a Oslo ho avuto conferma che, se solo avessi abbastanza soldi (e un compagno meno ossessionato dall’acqua calda del mar Rosso, ehehehe!) mi ci trasferirei di corsa. Questo per dirvi che, quando ho letto la trama di Ghiaccio e argento, ho deciso subito che dovevo assolutamente leggerlo. 

fonte google

Da tre anni ormai Lelle Gustafsson, insegnante di matematica, trascorre le sue vacanze estive battendo palmo a palmo i cinquecento chilometri della Via dell’Argento, la strada che, snodandosi tra le maestose foreste del Norrland, raggiunge il confine settentrionale con la Norvegia. Lelle sfrutta le lunghe notti bianche estive per cercare la figlia Lina, scomparsa a diciassette anni. Non è mai stata ritrovata, e Lelle si aggrappa con tutte le sue forze alla speranza che sia ancora viva.

Meja è una diciassettenne che si è appena trasferita nel Norrland, al seguito di una madre fragile e dipendente da alcool e farmaci, che ha conosciuto su internet un uomo che sembra poterle mantenere. Meja è stanca di dover badare alla donna che l’ha messa al mondo, vorrebbe una vita diversa, con una famiglia che la accudisca e si preoccupi per lei. L’incontro tra i due protagonisti svelerà molti misteri.

Devo avvertirvi: il romanzo parte lentissimo, e per una buona prima metà non succede praticamente nulla di diverso dall’immersione del lettore nelle atmosfere oniriche e perturbanti dell’estate scandinava. La Jackson, originaria della Svezia settentrionale, è bravissima a rendere l’intensità della luce notturna, i nugoli di zanzare che non risparmiano un centimetro di pelle, l’immensità delle foreste a cui l’uomo ha rubato il minimo spazio indispensabile per farsi largo nella natura. La ricerca di Lelle, insistente, metodica, lo porta spesso anche ad affrontare situazioni rischiose, perché al riparo dei boschi, nelle centinaia di case di legno ormai abbandonate alle intemperie, vivono a volte personaggi difficili, scartati dalla società o autoesiliatisi.

L’autrice si prende molto tempo anche per delineare la personalità di Meja, con una scrupolosità di cui comprenderemo la ragione soltanto nella seconda parte. Se fino alla prima metà della storia, infatti, mi sono sentita piuttosto indispettita per avere tra le mani un romanzo che sembrava non decollare, nella seconda metà la storia subisce una brusca accelerata, che vi farà saltare sul divano e comprendere perché la Jackson se la sia presa così comoda all’inizio. Apprezzerete allora, a ritroso, la meticolosità dell’autrice, che ha costruito dei personaggi del tutto autentici, indagati nelle loro fragilità, nei loro problemi a interagire con il resto del mondo, nel loro desiderio di (ri)trovare quiete e amore.

Un romanzo sfaccettato e articolato, certo non un thriller adrenalinico ma capace comunque di regalare qualche brivido… non solo per l’ambientazione! E voi conoscete questo libro? Vi ho incuriosito? Fatemi sapere! A presto!

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#Recensione,

Recensione - La casa delle voci di Donato Carrisi

lunedì, maggio 11, 2020 Baba Desperate Bookswife 8 Comments



Il libro
La casa delle voci di Donato Carrisi
Editore:Longanesi| Pagine: 400| Pubblicazione: dicembre 2019| Prezzo 22,00€| Trama Qui
Genere: thriller psicologico
Notizie sull'autore
Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive a Roma. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. È regista oltre che sceneggiatore di serie televisive e per il cinema. È una firma del Corriere della Sera ed è l’autore dei romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il cacciatore del buio, Il maestro delle ombre, L’uomo del labirinto, La ragazza nella nebbia, dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente, Il gioco del suggeritore. In uscita nell’autunno 2019 il film diretto da Donato Carrisi e tratto da L’uomo del labirinto.
Recensione 


STORIA DELLA MIA COPIA
Cari lettori, è un periodo un po' strano: leggo tanti libri insieme, non so decidermi, faccio scelte bizzarre e mi dedico a serie come mai prima d'ora. Perchè ho deciso di leggerlo? Dopo "Il Suggeritore" che mi ammaliò, avevo voglia di una storia autoconclusiva, Carrisi è il maestro italiano del thriller, quindi fate due più due! Sopratutto adesso, che sto leggendo libri di questo genere. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Pietro Gerber è un ipnotista infantile, è sposato con una psicologa, Silvia, e hanno un bimbo che frequenta la scuola materna. Il dottor Gerber è figlio d'arte poiché suo padre, prima di passare a miglior vita, faceva proprio quel mestiere lì e veniva chiamato il Signor Baloo perché prima della seduta faceva suonare la canzoncina "Lo stretto indispensabile". Pietro ha qualcosa di irrisolto con suo padre che lo tormenta e tutto riaffiora quando accetta di seguire una paziente adulta, Hanna Hall, una donna dal passato turbolento e misterioso. La paziente è ossessionata da un omicidio e vuole scoprire se i pochi ricordi che ha siano il frutto della fantasia o siano reali. Mentre seguiremo la vita lavorativa di Gerber, osserveremo parallelamente quella privata di Hanna bambina, a zonzo tra la campagna toscana. 
Se vi aspettate un libro pieno di morti, di assassini seriali e un'investigazione serrata, allora questo libro non fa per voi perché qui la faccenda è ben diversa: si tratta di un thriller psicologico sottile e ben studiato. Navigheremo nelle menti del dottore e della sua paziente, cercheremo di distinguere la verità dalle menzogne, scopriremo altarini che volutamente sono stati  nascosti e cercheremo di districarci all'interno di una fitta boscaglia, fatta di soprusi, tenerezze, bugie dette a fin di bene, amore, speranza e consapevolezza. 
Difficile parlarvi senza fare spoiler, quindi non posso anticiparvi quasi nulla, ma è una storia che scorre veloce, scritta con maestria, lasciando sempre il lettore sospeso sul più bello, cambiando repentinamente argomento e lasciandolo a bocca asciutta non appena il bocconcino succulento sembra a portata di mano. Non mi ha fatto indossare i panni dell'ansia però in qualche modo ho pensato parecchio a quel mondo lì, alle cose che accadono e sul nostro giudicare il giusto e lo sbagliato, ma sopratutto il lieto fine. Tutto dipende dai punti di vista. "Perchè a nessuno importa realmente di quello che pensano i bambini". 

CONCLUSIONI
Una storia che fila per un Carrisi che non delude. Indubbiamente un romanzo diverso, sia per gli argomenti che per il filone psicologico scelto dall'autore. Certo, il prezzo di copertina per questa (e tante, tantissime altre) novità non è propriamente a buon mercato e anche la versione digitale a quasi 13,00€ è un po' dispendiosa, ma se vi piace il genere e sopratutto l'autore, è una spesa affrontabile. 
Ci sono un paio di cose che non mi sono quadrate all'interno del libro, che me lo hanno fatto sembrare poco realistico ma non ve ne posso parlare perchè vi rovinerei la lettura. Se volete potremo parlarne nei commenti, scrivendo "attenzione spoiler". Questo però non ha modificato il piacere complessivo dell'esperienza, un romanzo di intrattenimento piacevole e scorrevole. 

8 commenti:

#Recensione,

Recensione - Mr Zuppa Campbell il pettirosso e la bambina di Fannie Flagg

giovedì, maggio 07, 2020 Baba Desperate Bookswife 5 Comments

Il libro
Mr Zuppa Campbell il pettirosso e la bambina   di Fannie Flagg
Editore: Bur| Pagine: 234| Pubblicazione: 2005| Prezzo 10,00€| Trama:Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Fanniel Flagg è stata attrice e sceneggiatrice televisiva, cinematografica e teatrale. Il suo romanzo "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" è rimasto ai primi posti della classifica del New York Times per nove mesi, diventando un best seller mondiale e un film di successo. Tra i suoi libri, tutti pubblicati in Bur ricordiamo Torta al caramello in paradiso, Miss Alabama e la casa dei sogni, Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station,Hamburger e Miracoli, In piedi sull'arcobaleno, Pane cose e cappuccino.
Recensione

STORIA DELLA MIA COPIA
Questo volume è in mio possesso dal 2015, prima che smettessero di stamparlo, grazie ad un regalo all'epoca molto gradito. La persona in questione mi regalò tutti i volumi che mi mancavano e io li ho tenuti per i momenti di necessità, come faccio spesso con gli autori che amo di più. Io sento il bisogno di conservare libri sicuri e non voglio divorarli alla prima occasione, perchè poi...semplicemente non li avrei nel momento del bisogno. Complice la challenge su Instagram ideata da me e Lucrezia Scali, #lefatichelibrosediercole , mi sono decisa a tirarlo giù dal suo trono speciale e scoprire quali regali ha in serbo per me. 

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Oswald P. Campbell, portatore sano del nome di una zuppa in lattina assegnato a causa dell'ignoranza riguardo alle sue origini da orfano, ha cinquantatré anni (sulla quarta di copertina lo chiamano anziano ma io avrei qualcosa da ridire) ed è gravemente malato. I suoi polmoni fanno acqua da tutte le parti e il medico gli ordina di partire se non vuole lasciare le penne a Chicago. 
La sua prossima direzione? Lost River. In Alabama meridionale, Lost River è un piccolo villaggio situato sulla sponda del fiume, un luogo dove le persone si conoscono tutte, organizzano cene di comunità per Natale, hanno un postino che consegna la posta in barca e gli unici negozi sono un alimentari di un certo Roy, la Posta e gli Uffici Comunali. 
Durante il suo soggiorno a casa di Betty, che gli ha affittato una camera, Oswald conoscerà Patsy, una bambina speciale, e il magnifico cardinale di Roy, un uccello straordinariamente intelligente. Come cambierà la vita di quest'uomo introverso, dall'umore grigio e non particolarmente  entusiasta di aver dovuto lasciare la sua città?
Il protagonista di questa storia è un uomo, che dietro ai suoi capelli rossi e il volto da elfo si nasconde un cuore d'oro e non così difficile da conquistare. 
Non so bene cosa sia ad affascinarmi così tanto dei libri di questa fantastica scrittrice americana, come ho detto pochi giorni fa ad un'amica, la sensazione che provo mentre leggo è quella di essere sdraiata dentro ad una culla imbottita di profumato e fresco cotone e nel frattempo essere accarezzata da una nonna amorevole che cerca di farmi addormentare dolcemente. Quella sensazione magnifica di lieve torpore che si prova quando ci si assopisce dopo pranzo, di relax assoluto che si vorrebbe non venisse mai disturbato. Sarò ripetitiva, ma la Flagg mi coccola e mi accompagna in un mondo reale eppure così distante dalla mia quotidianità. Oppure no, forse è il suo modo di raccontare storie, di guardare negli angoli che la maggior parte delle persone snobbano, la capacità di leggere l'anima delle persone e metterla sulla carta, romanzandola. I personaggi nati dalla mente di questa donna sembrano usciti da una simpatica commedia, sono scherzosi, dolci, qualcuno è un po' scorbutico, qualcun altro invece è solare, ma insieme sono forti e la comunità di Lost River diventa il luogo dei sogni, nel quale tutti vorremmo vivere.  
Quando ho chiuso il romanzo ho percepito una carica di positività e una gran voglia di vivere e respirare l'aria profumata che circonda casa mia. Con il buon umore nel corpo e nella mente mi sono diretta in cucina canticchiando, pensando a quale piatto cucinare alla mia famiglia. Eh sì, perchè al fondo del volume c'è una sorpresa per noi lettori...

CONCLUSIONI
Continuerò fino allo sfinimento a proporvi di leggere la Flagg, anche se è difficile da trovare in commercio, anche se, come alcune mie amiche, detestate i titoli assurdi e troppo lunghi, anche se questo genere non sembra adatto a voi. Posso definire questa autrice la mia preferita romanziera non italiana e vi assicuro che in caso di bisogno saprà coccolarvi e rincuorarvi a dovere. Datele una possibilità e consumatela quando avete l'umore a terra. Giusto per dirvi...ho appena ordinato The Whole Town's Talking, non ancora tradotto in italiano. 

5 commenti:

#Recensione,

Recensione - Ninfa dormiente di Ilaria Tuti

martedì, maggio 05, 2020 Baba Desperate Bookswife 3 Comments

Il libro
Ninfa dormiente  di Ilaria Tuti
Editore: Longanesi| Pagine: 475| Pubblicazione: 2019| Prezzo 18,60€| Trama: Qui
Genere: thriller - giallo 
Notizie sull'autrice
Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina voleva fare la fotografa, ma ha studiato Economia. Ama il mare, ma vive in montagna. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Il suo romanzo d’esordio, Fiori sopra l’inferno
(Longanesi 2018), è stato un vero e proprio caso editoriale in Italia e all’estero, selezionato come Crime Book of the Month dal Times nel marzo 2019. Tra i punti di forza, un’ambientazione suggestiva e inquietante, uno stile fresco e maturo allo stesso tempo, un meccanismo narrativo impeccabile e una protagonista, Teresa Battaglia, da subito indimenticabile.

Recensione
STORIA DELLA MIA COPIA
Ho trovato questa magnifica copia intonsa in un mercatino dell'usato ad un prezzo che era una vera e propria tentazione, mica potevo lasciarlo lì. Quando grazie ad una email della Longanesi ho scoperto che sarebbe uscito "Fiore di Roccia", ultimo romanzo dell'autrice friulana, anche se staccato dalle vicissitudini della protagonista dei primi due, la famosa Teresa Battaglia, ho pensato che era ora di leggerli tutti, così io e Ombretta del Blog Ombre di Carta abbiamo organizzato un Gruppo di lettura.
SCARABOCCHI SULL'OPERA
Ho iniziato la lettura felice come un essere umano al tempo del Covid si sveglia il 4 maggio: carico! La commissaria che tanto mi ha dato nel primo romanzo stava per tornare e io non vedevo l'ora di conoscere qualcosa in più su di lei e accompagnarla durante le sue nuove indagini, portando con me caramelle senza zucchero e una dose di insulina.
La Ninfa Dormiente è un quadro, risale agli anni '40 ed è stato dipinto con dei colori speciali. Dopo oltre sessant'anni è necessario scoprire qualcosa di più sull'artista, sulla protagonista del ritratto e sui segreti sepolti in mezzo agli alberi della Val Resia, luogo di confine dove gli abitanti tengono molto alle loro tradizioni e alla loro identità. Un caso spinoso, dove è necessario scomodare i morti, ascoltare i vivi e comprendere una piccola popolazione restia e schiva, difficile da interpretare. Riuscirà Teresa Battaglia a illuminare una zona che è in ombra da parecchio tempo?
Per farvi comprendere le mie emozioni devo suddividere il romanzo in parti.
L'ambientazione: ancora una volta l'autrice, abile narratrice, descrive con cura e amore dei luoghi che conosce, mettendo una pulce nell'orecchio al lettore e facendogli venire il desiderio di andare a mettere il naso in quella natura montana. Nonostante questo, tutti questi boschi mi sono apparsi un po' come una ripetizione del primo libro e se prima li ho trovati pazzeschi, la seconda volta mi sono sembrati scontati.
La vita privata di Teresa Battaglia e Marini: ecco che qui scatta l'amore, il punto forte di questo romanzo è proprio la protagonista e tutto quello che gira intorno a lei. Una donna dalla corazza apparentemente impenetrabile, scurrile, sovrappeso, malata e trasandata ma dal cuore grande che ha solo bisogno di essere aperto con la giusta chiave. Quando sono in sua compagnia mi sento a mio agio e mi commuovo ogni volta. Marini è una persona ordinaria, ma che accanto al commissario diventa speciale, perché  Teresa legge le persone, fiuta i punti deboli e senza darlo a vedere cerca di tendere due mani in aiuto dei suoi "pupilli". In questo secondo romanzo arriverà il Dottor Lona, il superiore cerchè di mettere i bastoni tra le ruote della Battaglia e in questo modo il lettore scoprirà ulteriori segreti sul passato di questa donna così strana e solitaria.
Le indagini: questa volta non sono riuscita a farmi trasportare, il passato della Ninfa Dormiente non ha destato la mia curiosità e purtroppo mi sono sentita estranea e poco partecipe. Le indagini in Val Resia mi hanno annoiata e ho terminato la lettura perché sono contro l'abbandono ( poi, come ho specificato qualche riga più in sù, la Battaglia vale la lettura del romanzo, comunque).
CONCLUSIONI
Per quanto sia molto felice di aver letto due libri che avevo da un pezzo sullo scaffale, non posso dire di sentirmi pienamente soddisfatta. Come ho scritto nell'ultima tappa del gruppo di lettura, dopo aver letto le note dell'autrice, mi sono fatta l'idea che la Tuti abbia voluto raccontare una storia, quella della Val Resia, abbia preso spunto da un fatto realmente accaduto e infine abbia  costruito questo romanzo. Credo che sarebbe stato un libro stupendo se non ci fosse stato "il giallo" che non mi ha convinto per niente, finale compreso. Sono comunque fiduciosa, ho apprezzato moltissimo "Fiori sopra l'inferno" e continuerò a seguire l'autrice, le capacità le possiede e il gradimento è del tutto soggettivo, ogni storia è a sè. 

3 commenti:

#gruppo di lettura,

Ilaria Tuti GDL - Ninfa Dormiente - Tappa #4

lunedì, maggio 04, 2020 Baba Desperate Bookswife 8 Comments

Buongiorno! Eccoci al termine di questo secondo Gruppo di lettura. Ebbene sì, abbiamo letto insieme anche questo secondo romanzo. Ricapitoliamo un po'...


Ninfa dormiente 
Trama:

Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.


Dopo Fiori sopra l’inferno – l’esordio italiano del 2018 più amato dai lettori – torna la straordinaria Teresa Battaglia: un carattere fiero e indomito, a tratti brusco, sempre compassionevole. Torna l’ambientazione piena di suggestioni, una natura fatta di boschi e cime montuose, di valli isolate e di bellezze insospettabili. Tornano soprattutto il talento, l’immaginazione e la scrittura piena di grazia di una grande autrice.





--ATTENZIONE SPOILER--
Abbiamo scoperto che Elena, la ex compagna di Massimo Marini, abita a casa di Blanca, non sembra disposta a perdonarlo eppure gli lascia qualche speranza. Anche lei si è accorta della profondità del commissario e in poco tempo sembra già affezionata. 
Teresa Battaglia ha perso il suo diario ed è smarrita, teme di non essere in grado di ricordare le sue giornate ma sopratutto ha paura che qualcuno legga i suoi segreti e capisca il suo stato di salute.
In quest'ultima parte ne succedono di cotte e di crude dal punto di vista investigativo: tombe senza il morto, incidenti che diventano omicidi, spiriti della foresta che fanno credere alla Battaglia di essere arrivata ad un punto di non ritorno, miti e leggende, erbe allucinogene, riti pagani e via così. 
Tralasciando la stesura dei fatti avvenuti, devo esporvi delle perplessità. Innanzi tutto mi chiedo se tutta questa indagine non sia un po' tirata per i capelli, sopratutto il finale, dove Krisnja addirittura inscena uno spettacolino, si lega i polsi dopo aver drogato Marini con il caffè troppo lungo e troppo dolce e cattura la Battaglia, facendola cadere nella sua trappola: tutto per la devozione e paura nei confronti della nonna, tutto per un segreto. 
Dunque credo che l'autrice, leggendo le note al fondo del romanzo, abbia voluto raccontare una gran bella storia, quella degli abitanti della Val Resia, abbia preso spunto dal racconto vero dello sparo verso un tedesco, e abbia inserito Blanca e Smoky, che si chiamano in un altro modo ma sono reali e infine abbia costruito mattone dopo mattone una storia con Teresa Battaglia come protagonista. Tutto molto bello, ma dal punto di vista del giallo...mi dispiace ma non ci siamo. Non mi sono sentita coinvolta, non avevo nessun interesse a scoprire il nome dell'assassino della Ninfa Dormiente, durante le indagini mi sono annoiata per poi risvegliarmi un attimo quando accadeva qualcosa di personale ai personaggi. Si è accesa una scintilla quando ho compreso che stava accadendo qualcosa a Marini ma alla fine mi sono un po' cascate le braccia, quasi come se l'autrice avesse voluto un po' strafare. 
Ancora una volta posso dire che questa tappa mi è piaciuta molto dal punto di vista personale, adoro sempre di più la Battaglia e la sua squadra, leggere i pensieri di questa donna, le sue paure, l'avanzare inesorabile di una malattia difficilmente curabile e il cuore che si spezza pensando a Marini, al quale vuole bene ma non osa dimostrarlo perché ha paura di non riuscire a dirgli addio. Tutto questo mi commuove. Sull'ambientazione non posso dire nulla, ottime descrizioni, ma personalmente sono un po' stufa di questi boschi sempre uguali che ci accompagnano da due libri. Quello che avevo da dire sul caso l'ho già ampiamente esposto. 
Cosa ne pensate voi? Probabilmente sono una mosca bianca, so che in moltissimi considerano questo libro un piccolo capolavoro italiano, ho visto cinque stelline come se piovessero quando uscì lo scorso anno. E' un libro gradevole, il punto forte continua ad essere la protagonista e vorrei leggere almeno un terzo capitolo per capire come finirà questa storia ma personalmente non reputo "Ninfa Dormiente" all'altezza di "Fiori Sopra l'Inferno".



CALENDARIO

FIORI SOPRA L'INFERNO
LUNEDì 23 MARZO: da zero fino a pagina 124 (capitolo 22 compreso) di Fiori Sopra l'inferno - Discussione sul blog Desperate Bookswife QUI
LUNEDì 30 MARZO: da pagina 125 a pagina 254 compresa (da capitolo 23 al capitolo 55 compresi) - Discussione sul blog Ombre di carta QUI
LUNEDì 6 APRILE: da pagina 255 alla fine (dal capitolo 56 compreso alla fine) - discussione sul blog Desperate Bookswife QUI
NINFA DORMIENTE
MARTEDì 14 APRILE: da zero a pagine 123 (fino al capitolo 21 compreso) - discussione sul blog Ombre di carta QUI
LUNEDì 20 APRILE: da pagina 124 a pagina 239 ( dal capitolo 22 al capitolo 45 compresi) - discussione sul blog Desperate Bookswife QUI
LUNEDì 27 APRILE: da pagina 240 a pagina 361 (dal capitolo 46 al capitolo 80 compresi) - discussione sul blog Ombre di carta QUI
LUNEDì 4 MAGGIO: da pagina 362 alla fine ( dal capitolo 81 alla fine) - Discussione sul blog Desperate Bookswife
FIORE DI ROCCIA - quando avrò il libro potrò scrivere un calendario più dettagliato, al momento non è possibile comunicare la data d'inizio di questo gruppo di lettura. 



8 commenti:

#Recensione,

Recensione - Alle radici del male di Roberto Costantini

sabato, maggio 02, 2020 Baba Desperate Bookswife 4 Comments

Il libro
Alle radici del male   di Roberto Costantini
Editore: Marsilio| Pagine: 700| Pubblicazione: 2012| Prezzo 12,00€| Trama: Qui
Genere: thriller-giallo
Notizie sull'autore
Roberto Costantini (Tripoli, 1952), ingegnere, consulente aziendale, oggi dirigente della Luiss, è autore per Marsilio della Trilogia del Male con protagonista il commissario Michele Balistreri, bestseller in Italia e già pubblicata negli Stati Uniti e nei maggiori paesi europei, premio speciale Giorgio Scerbanenco 2014 quale "migliore opera noir degli anni 2000". Con La moglie perfetta è stato finalista al premio Bancarella 2016.
Recensione

STORIA DELLA MIA COPIA
Dopo aver divorato il primo romanzo di questa trilogia non potevo non proseguirne la lettura, quindi ho alzato il telefono, chiamato la mia libraia di fiducia e le ho chiesto di portarmi il secondo e il terzo volume. Mio marito non ci avrebbe scommesso, solitamente io compro e poi attendo un bel po'...questa volta invece, dopo un breve intervallo, mi sono lanciata come un predatore sul libro e mi sono sfamata. Adesso, con la pancia piena e una certa soddisfazione, posso parlarvi di "Alle radici del male"

SCARABOCCHI SULL'OPERA
Siamo a Tripoli, Febbraio 1958.

Siamo tutti lì, nel salone. Per la serata finale del Festival di San Remo. Le tre famiglia. I sei Al Bakri, i libici: il capofamiglia Mohammed, i quattro figli maschi Farid, Salim, Ahmed e Karim, e la sorella più piccola, Nadia. Le due mogli di Mohammed sono come sempre relegate nella loro baracca.I tre Hunt, gli americani: William, la moglie Marlene, la piccola Laura.E noi, i cinque Bruseghin-Balistreri, gli italiani: il nonno Giuseppe, mio padre Salvatore, mia madre Italia, mio fratello Alberto e io, Michelino.Sullo schermo del televisore Marelli, in bianco e nero, Domenico Modugno canta la canzone vincitrice del festival. Siedo sul divano a tre posti, tra le due donne della mia vita. Quella da cui sono nato e quella con cui vivrò. La vita è bellissima, tutta davanti a me.
Michele Balistreri è ancora un bambino, abita in una meravigliosa villa nei pressi di Tripoli, ha una vita apparentemente felice ma fin da bambino dimostra il suo animo ribelle. Sceglie come migliori amici Ahmed e Karim, i figli poveri e arabi del tuttofare di suo padre e anche Nico, il figlio del benzinaio, rozzo, sporco e poco abbiente.
Queste sue scelte sono solo l'inizio della ribellione di Mike, che non accetta di frequentare i figli ricchi degli italiani, non vuole entrare nei circoli privati, ma semplicemente preferisce stare in mezzo alla strada polverosa a giocare con amici sinceri che lo giudicano per quello che è (anche se con estremo rispetto data la famiglia di provenienza). Già, perchè Michele è il nipote di un uomo che si è fatto strada a Tripoli, piantando ulivi e lavorando sodo è diventato ricco, molto ricco e di conseguenza rispettato; Salvatore Balistreri, l'ingegnere, è un uomo che sta diventando potente, ha conoscenze altolocate e i suoi affari lo rendono una delle persone più temute e rispettate della città. Ma a Michele tutto questo importa poco e quando un giorno uccideranno Nadia, la sorella minore dei suoi due migliori amici, tutto cambierà perchè gli adulti hanno molto da nascondere e non indagheranno come ci si aspetterebbe.
Questo libro è dedicato all'infanzia e alla formazione di Michele Balistreri, avvenute in Libia, terra che lui ama e dalla quale è dovuto venire via, come i 20.000 italiani che sono dovuti scappare da quella terra secca e polverosa dopo il colpo di stato di Gheddafi.
Un libro che parla di politica italiana e estera, di storia moderna, di guerre, di mafia, di accordi illeciti, di soldi facili; ma è un romanzo, quindi c'è Michele, i suoi sogni, gli ideali, il suo rapporto con la famiglia, le prime donne della sua vita; è un giallo quindi si indagherà sulla morte di Nadia, per farle giustizia; è un thriller e Michele cresce, diventa commissario e ci sarà un killer da imprigionare per un finale decisamente intenso.
Questo per me è IL LIBRO  e più leggo pagine scritte da Costantini e più mi rendo conto di quanto questo autore abbia inventato una storia perfetta. Ero convinta che "Tu sei il male" fosse bellissimo, ma mi rendo conto che questo lo è ancora di più. Quando arrivi a sbranare pagine come un animale famelico allora capisci quanto la storia ti sia entrata dentro e sai già che non uscirà tanto facilmente dal tuo cuore.
Ci sarebbero molti fattori che apparentemente non dovrebbero farmi piacere questo romanzo: violenze sugli animali, maschilismo, uno stile di scrittura "da uomo", un protagonista non propriamente simpatico. Ho accettato tutto questo, sono andata oltre e ho tralasciato le mie convinzioni, immergendomi e affidandomi a Michele che, anche se nessuno si fida di lui, non mi ha tradito nemmeno una volta, accompagnandomi fino alla porta della verità, dolorosa da aprire per entrambi.                                   

CONCLUSIONI
Ancora una volta non ho dubbi a riguardo: io amo quest'opera e mi fionderò a leggere il terzo capitolo, perchè nonostante il caso sia chiuso, ci sono ancora molte verità che io e Balistreri dobbiamo scoprire. Se ve lo consiglio? Assolutamente sì: Costantini ha la capacità di costruire romanzi strutturalmente ricchi e contenenti molteplici argomenti ma la sua scrittura è per tutti, arriva,  coinvolge, integra.  E' un giallo colto, ma non per una ristretta cerchia di persone,  è per il popolo. Tanta stima.


4 commenti: