Visualizzazione post con etichetta buon compleanno. Mostra tutti i post

Happy B-Day Desperate Bookswife

 

Desperate Bookswife

Buongiorno bellini! Ebbene sì, oggi la Lettrice Disperata compie 40 anni tondi tondi. Non accade spesso che io non sappia cosa scrivere ma in questo caso, oggi, faccio fatica. 

Sono nata in un mercoledì piovoso all'ospedale di Moncalieri e la mia mamma, dopo aver partorito letteralmente a secco, dopo avermi fatto esaminare dai medici, si infilò gli stivali e salutò tutti: "io andrei". Ma signora, dovrebbe restare in osservazione almeno un paio di giorni... "No grazie, se mia figlia sta bene, io andrei a casa mia". Così è iniziata la mia vita, di fretta, di corsa, al bagnato, di mercoledì come la figlia degli Addams. 

Cosa ho combinato in tutto questo tempo? Non mi sento di fare bilanci, tendenzialmente mi tratto peggio di come meriterei, quindi scrivo solamente che ci sono arrivata, abbastanza intera. Sì perché involontariamente mi sono data fuoco un paio di volte in tenera età, sono stata morsicata da diversi cani, ho avuto qualche incidente e giusto lo scorso anno sono quasi finita giù da un dirupo mentre sciavo (eh se non ho preso bene la curva mica è colpa mia!).  Ah giusto, poi ho fatto un frontale con un cinghiale mentre tornavo dalla parrucchiera dalla quale non volevo andare (dì mercoledì, sbagliando parrucchiera, ovvero quella da cui prenotò la mia amica mi sta aspettando ancora adesso). Ma nonostante tutto mi è sempre andata bene e di questo non posso che ringraziare il Signore o chi c'è lassù, se c'è.  

Gli ultimi anni sono stati ricchi di imprevisti, la maggior parte dei quali poco piacevoli, ma si persevera e ci si fortifica. 

Mi sono laureata: sì, cosa che non credevo possibile, anni e anni a far finta che quella parentesi fosse chiusa e invece...l'ho riaperta e finalmente messo un punto. Diciamo che non mi sento più in colpa e incompleta. E sono riuscita a farlo entro i 40. Bellissimo. Mi sono emozionata, ho pianto. 

In questi anni ho partorito (anzi no, me l'hanno tirata fuori) una figlia, ho visto nel loro ambiente naturale i facoceri (mi sono quasi fatta azzannare), le scimmie, i leoni, gli ippopotami e i coccodrilli. Mi sono fatta morsicare la mano da un cammello, ho accarezzato un alpaca e ho preso in braccio almeno un paio di porcelli. Ho visto luoghi che non scorderò mai. Ho surfato in Portogallo, sono stata nel quartiere a luci rosse ad Amsterdam, visto il museo di Van Gogh, mangiato macarons a Parigi, pianto sulle spiagge dello sbarco in Normandia, bevuto birra a Brugges, dormito in un ostello al settimo mese di gravidanza a Berlino, mangiato torta Sacher a Salisburgo e molto, molto altro. 

C'è ancora tantissimo che vorrei fare: vedere i koala in Australia anche se sono cattivissimi, visitare il villaggio di Babbo Natale, assistere all'aurora boreale, andare in Botswana, riuscire a compensare e immergermi con le bombole, ammirare le Piramidi, fare una crociera sul Nilo, alzare gli occhi al cielo e riempirmi di stupore guardando la Grande Mela, salire su di un battello a vapore sul Mississipi, fare una foto ai pinguini al Polo Sud, vedere gli orsi in Alaska. Potrei partire però da obiettivi più fattibili e comprare un volo per Catania per perdermi in Sicilia; andare a mettere il naso a Corfù, paese natale di mio nonno materno; fare una vacanza in bicicletta; lanciarmi con un paracadute (sempre mio nonno era un paracadutista durante la seconda guerra mondiale); dedicare più tempo alle persone che contano; imparare una lingua stranissima; sentirmi speciale. 

Sono arrivata a 40 anni, spero di viverne altri 40 ma questo nessuno lo può sapere. Mi sento ancora una ragazzina insicura e ci resto male quando mi danno della signora, sopratutto i più giovani. Vorrei fare otto miliardi di cose ma poi mi crogiolo nella mia pigrizia. Ho quarant'anni, i numeri pari mi hanno sempre fatto schifo, ho cambiato la decina e non me ne faccio una ragione. Dicono che i quaranta siano i nuovi trenta ma signori, non prendiamoci per il culo, è una vita che si dice così. Sono grata delle persone che ho accanto, che mi sopportano e mi vogliono bene così come sono, o quasi. Stranamente non sono nostalgica, non penso ai tempi che furono ma sono abbastanza cosciente di dove sono e di chi sono, nel bene e nel male. Questa tranquillità però è un'illusione, durerà poco, il mio umore è perennemente in altalena e chissà come mi sveglierò domani,  quindi oggi prendetemi così. Buon compleanno Desperate Bookswife! 

Giveaway - I primi tre anni di una Bookswife con riflessione - la vecchiaia fa male


Salve. Avete letto bene. Sono passati tre anni. Già tre anni. Solo tre anni. Dipende dai punti di vista. Se penso a come ero diversa il 6 marzo 2015... di acqua sotto ai ponti ne è passata tantissima e io, per il momento sono ancora qui. Oggi non avrei voluto festeggiare, non è un periodo particolarmente allegro, ma poi mi son detta: "perché privarsi di un momento del genere?" allora ho pensato ai miei lettori, quelli storici, che mi accompagnano da quando scrivevo su "Scribacchiando in Soffitta" e mi hanno seguito in tutte le metamorfosi, a quelli che sono rimasti nonostante tutto, che si sono soffermati a conoscere la vera Baba, a quelli recentissimi, arrivati grazie a Instagram e alle nuove frequentazioni. 
Questo post è per voi. 
E' vero, questo spazio è nato per un desiderio personale di condivisione, ma piano piano si è allargato ed è diventato un grande luogo virtuale all'interno del quale le persone dialogano, anche grazie ai numerosi gruppi di lettura. Una piattaforma che mi ha regalato delle amicizie. Ma cosa c'è di più bello? Grazie a voi lettori, da appassionata lettrice sono diventata book blogger, non sono la migliore al mondo, anzi... ma mi diverto assai, scrivendo quando posso, di argomenti vari, anche se gli autori italiani ormai sono i miei prediletti. Ovvio, non tutto però è di colore rosa e i fiori non sbocciano sempre, oltre alle amicizie ci sono state le delusioni, se da una parte questo mondo virtuale vuole dare l'immagine di solidarietà e amicizia, alcune volte invece è l'esatto contrario, si creano vere e proprie gang denigratorie, rivolte a "colleghi" di tastiera, manco ci fosse in palio lo scettro supremo o un posto presso il Ministero di sta cippola ( e anche in questo caso mi si rivolterebbe lo stomaco, persone che appendono la bandiera della pace e poi non sono in grado di convivere con il proprio vicino di casa, virtuale o no). Cominciamo dalle piccole cose, no? Dimostriamo di saper vivere civilmente da subito, senza guardare troppo lontano. C'è spazio per tutti, e se qualcuno che non vi piace incrocia la vostra strada, potete sempre far finta di guardare il cellulare! 
Ho nuovamente dilagato, sorry. 
Qui si parlava di compleanno e premi, scusate, Un giveaway prevede un premio finale e delle regole da rispettare, giusto? Quindi, per farvela breve, cosa si vince?

 UN LIBRO A VOSTRA SCELTA DEL VALORE MASSIMO DI 10€

Regole:


- essere lettori fissi visibili del blog ( a destra c'è una finestra, basta accedere da lì. Sullo smartphone è in fondo alla pagina)

- condividere sui social questo post. Ogni social su cui condividerete vi varrà un numero per l'estrazione. Massimo un post per social.

- commentare questo post scrivendo la vostra e-mail, il nome con il quale seguite il blog e i link alle condivisioni.

-Avete tempo fino al 31 marzo alle 23.59. Nei giorni successivi, entro una settimana avrete il vincitore, che sarà estratto utilizzando Random.org

Mi spiego meglio. Decidete di partecipare, cosa dovete fare? Condividere questo mio post su almeno un social in modo pubblico, può essere Facebook, Instagram, Twitter, Google plus, Pinterst, insomma, quello che vi pare. Appena condiviso inserite nei commenti il o i link. Ma lo potrete fare al massimo una volta per social network. Ogni link varrà un numero. Più social utilizzerete e più possibilità di vincere avrete. Pure la rima vi ho inserito. 

Adesso mi ritiro nei miei appartamenti, vado a festeggiare sfogliando un bel librone contenente il codice della strada. Argh! Vi aspetto :-)