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Keep Calm and Read Nadia #93 - Piranesi di Susanna Clarke - Recensione


Buongiorno lettrici e lettori!

La recensione di oggi sarà una recensione del tutto sui generis: questo perché il libro che ho letto è sui generis, e non potrei parlarvene in maniera approfondita senza guastarvi del tutto il piacere della lettura. Quindi, se volete, seguitemi in questa recensione delirante: non vi prometto che ci capirete qualcosa, ma credo e spero che riuscirò a incuriosirvi!

Allora, vediamo… titolo e autore posso dirveli: il libro che ho letto si intitola Piranesi, e l’autrice è l’inglese Susanna Clarke. Come dite? Il nome Piranesi rievoca in voi qualche reminiscenza delle lezioni di storia dell’arte del liceo? Ok, prendete questo ricordo e mettetelo da parte. Forse vi servirà se e quando leggerete il libro.

Fonte Google


Il Piranesi di questo romanzo vive nella Casa. La Casa è enorme, gigantesca, ci si può camminare per decine di kilometri senza vederne la fine. Spesso entra acqua nella Casa; ci si può nutrire dei pesci e dei molluschi e delle alghe che le maree portano con sé, e Piranesi ha imparato a farlo bene. Forse Piranesi non è neanche il suo vero nome; Piranesi non ne è sicuro. È l’Altro a chiamarlo Piranesi, l’unica persona presente nella Casa oltre a Piranesi. Ma la Casa è così grande che Piranesi e l’Altro non si vedono molto spesso: l’Altro gli dà appuntamento due volte alla settimana, e nel resto del tempo Piranesi non sa dove vada. Lo so, non avete capito niente, ma forse vi ho anche detto fin troppo. Prima di cominciare questo romanzo, di cui avevo visto ovunque la copertina e su cui avevo alte aspettative, ho spulciato qua e là alcune recensioni. Ovviamente (lo dico col senno di poi) tutte erano super evasive, alcune più della mia. Ho cominciato a pensare che si trattasse di una ca*ata pazzesca, come direbbe Fantozzi, la classica scena de I vestiti nuovi dell’imperatore nella quale tutti vedono che il re è nudo ma non osano ammetterlo per non passare per stupidi. La prima parte è stata molto difficoltosa: non capivo niente. La Clarke ci butta in medias res senza spiegarci nulla della vicenda; sappiamo solo ciò che Piranesi sa, o che crede di sapere. A mano a mano che la storia si dipana cominciamo a vedere una luce, facciamo le nostre congetture, cerchiamo una risposta al mistero, e alla fine la troviamo, e ne siamo felici e soddisfatti. Almeno per me è stato così. Verso Piranesi ho provato diffidenza, curiosità, rabbia, pena, tantissime emozioni, come e più che se fosse una persona autentica. La Clarke secondo me è stata geniale, sia perché ha costruito un romanzo con una struttura particolare e originale, sia perché i suoi personaggi mi accompagneranno sicuramente ancora a lungo. Una storia che spazia dall’arte al giallo, dalla scienza alla filosofia, e giunge a toccare le corde più profonde e diverse in ciascuno di noi. Mi dispiace davvero non potervi dire di più, ma fidatevi: non dico che l’imperatore ha un bellissimo vestito per non passare per stupida. Questo romanzo merita tantissimo, fidatevi di me a scatola chiusa per una volta. È anche piuttosto breve, sicché se non dovesse piacervi non perderete troppo tempo. Ma non capiterà, ne sono quasi sicura. Se lo leggerete, tornate a parlarmene. Voglio discuterne con ciascuno di voi. A presto!

Recensione - L'abito da sposo di Pierre Lemaitre


Il libro
L'abito da sposo   di Pierre Lemaitre
Editore: Fazi Editore| Pagine: 330| Pubblicazione: 2012| Prezzo 17,00€| Trama:Qui
Genere: thriller
Notizie sull'autore
Ha insegnato per molti anni Letteratura ed è approdato tardi alla carriera di scrittore e sceneggiatore. È autore di dieci romanzi con cui ha vinto diversi premi, tra i quali, nel 2013, il Goncourt: il primo autore di polar a ottenere il prestigioso riconoscimento. L’abito da sposo si è aggiudicato nel 2009 il premio Meilleur Polar Francophone. Fazi Editore ha pubblicato anche Lavoro a mano armata, da cui è stata tratta una serie tv prodotta da Netflix.
Recensione
e mezzo

STORIA DELLA MIA COPIA
Carissimi, inizio con il dirvi che questo libro, purtroppo, non lo avrei mai preso in considerazione se la mia amica Lucrezia non me lo avesse regalato. Dopo averlo letto ne ha trovata una copia e ha subito pensato a me. I love You baby, primo perché hai sempre dei pensieri carini nei miei confronti, secondo perché mi hai fatto conoscere un autore a me ignoto e mi hai permesso di appassionarmi così tanto ad un thriller che ricorderò a lungo. La mia edizione è vintage (bellissima), la prima uscita con Fazi, che qualche mese fa ha ripubblicato il volume senza sopraccoperta e con un'illustrazione differente. 

COSA NE PENSO 
Questa è la storia di Sophie, che ha trent'anni e lavora come babysitter in una famiglia facoltosa di Parigi. Questa giovane donna ci appare strana, ansiosa, disturbata da qualcosa che la angoscia ma noi non possiamo sapere il perché. siamo sicuri che il suo passato abbia un certo peso, ci risulta un po' antipatica per colpa dei suoi modi bruschi e restiamo in attesa di sviluppi. Una notte Sophie si ferma a dormire a casa del bambino, i genitori sono rientrati tardissimo e lei è troppo devastata dal sonno e dai pensieri per tornare a casa. Il mattino dopo trova il bambino strangolato, legato in maniera imbarazzante con i lacci delle sue scarpe: la porta è chiusa da dentro e lei è l'unica sospettata. Scappa Sophie, scappa dalle tue paure, dai tuoi fantasmi, dalla tua crudeltà. Scappa da te stessa Sophie e cerca di sopravvivere. 

Questo romanzo è diviso in quattro parti: la prima è una focalizzazione su Sophie oggi, cosa succede dopo la sua fuga, tutto quello che la porta a scappare e come saprà reagire alle varie difficoltà. Oggi si comporta come una criminale braccata dalla polizia. A tutti gli effetti lo è e, o decide di costituirsi oppure sceglie la strada più complessa e macchinosa dalla ricercata.
La seconda parte prevede un salto indietro nel tempo: chi era Sophie prima di diventare la babysitter più temuta di Francia? Com'era la sua vita? Tutto questo però visto dal punto di vista di un'altra persona, ma non chiedetemi chi, perché anche se leggendo la trama potrebbe intuirsi qualcosa, io che non l'ho proprio considerata sono stata felice dell'effetto sorpresa. 
La terza e la quarta parte sono il proseguimento della vicenda fino ad arrivare all'epilogo. 

Questa storia mi ha letteralmente tenuta incollata alle pagine dall'inizio alla fine, senza se o ma: Lemaitre è un vero maestro e nonostante abbia costruito una storia quasi priva di dialoghi (come sapete per me è un problema...) è avvincente, scorrevole e incute una certa dose d'ansia senza necessariamente terrorizzare. 
Un libro che non ti aspetti, una protagonista con gli attributi, un personaggio misterioso che mette i brividi, una storia agghiacciante ma che potrebbe essere verità. Una trama che potrebbe essere un'ottima base per un film, avrei già in mente i personaggi...

L'abito da sposo è stato una sorpresa, mi ha ufficialmente faccio uscire dal blocco del lettore e posso dire di essere guarita, anche se ancora in riabilitazione ;-). Se avete voglia di scoprire una storia sorprendente e ansiogena questo libro fa per voi, se i thriller che si basano sulla psiche vi attirano questo libro fa per voi, se siete pronti a farvi stupire dai personaggi questo libro fa per voi, se non avete il timore di non dormire la notte allora compratelo e buttatevi tra le pagine di questo volume così ben costruito. Che poi si tratta di un thriller, quindi deve scorrere, deve creare ansia e deve stupire: tutti ingredienti che non mancano. Leggetelo e fatemi sapere. 

Recensione - Aria di Novità di Carmen Korn


Aria di Novità
Il libro
Aria di novità   di Carmen Korn
Editore: Fazi | Pagine: 528| Pubblicazione: marzo 2020| Prezzo 20,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa- saga familiare| Traduzione: Manuela Francescon
Notizie sull'autrice
Nata a Düsseldorf nel 1952, è una scrittrice e giornalista che vive ad Amburgo con la sua famiglia. In questa saga dall’enorme successo racconta della sua città. Fazi Editore ha pubblicato Figlie di una nuova era (2018) ed È tempo di ricominciare (2019), rispettivamente primo e secondo capitolo della trilogia.
Recensione
Eccoci giunti all'epilogo di una trilogia che mi ha accompagnata con amore e rispetto, facendosi amare un po' alla volta, presentandomi i personaggi con garbo e riservatezza, anche eleganza direi. Carmen Korn ha definitivamente confermato il mio amore per le saghe familiari, non facendomi rimpiangere la Howard.
Questo terzo e conclusivo capitolo è ambientato a partire dagli anni '70 e arriva fino al 2000, si conclude un secolo e con esso la storia della famiglia allargata più bella di sempre.
Henny, Khate, Ida e Lina cominciano ad invecchiare, i nipoti sono sempre più numerosi e qualche figlio regala grattacapi, mentre altri grandi soddisfazioni.
Katja, la nipote maggiore di Henny è una fotografa e per il momento non sembra interessata all'amore, Konstantine ha deciso di seguire le orme della madre e del nonno acquisito e studia per diventare medico, Ruth invece è una giornalista e in qualche modo segue delle orme, anche se estreme.
La vita va avanti, anno dopo anno, problema dopo problema e quando arriviamo all'ultima pagina capiamo che è il ciclo vitale, ma dire addio a tutti loro è complicato perchè abbiamo iniziato a conoscerli bene, ad anticipare i loro pensieri e a prevedere i loro umori.
Come faccio a passarvi le emozioni che affollano la mia testa? Non sono così brava scrivere da riuscirci, però posso dirvi che questo è uno di quei libri che ho ricevuto dalla casa editrice in formato ebook e io mi sono fiondata in libreria a comprare il cartaceo perchè dovevo possederne una copia, perchè volevo poterlo sfogliare.
Questa è una di quelle saghe che non sconvolgono,  assolutamente no, ma una di quelle che vivono nel lettore, facendolo diventare parte di essa.
Qui non ci saranno colpi di scena, tendenzialmente, quando succede qualcosa ce lo si aspetta ( a parte un paio di volte...) anche perchè non è il suo compito quello di stupire, ma piuttosto quello di unire intorno al focolare: tutti vorremmo una nonna come Henny, una zia come Lina (che spaccia libri), una compagna di briscola come Ida e una cugina come Khate, non perchè siano perfetti, ma perchè nonostante i loro innumerevoli difetti e sbagli, imparano ad accettarsi e comunque si vogliono bene.
Mi mancheranno le suonate al piano di Alex e la sua vita coniugale insieme a Klaus, la faccia tosta di Florentine e la pazienza infinita del suo Husky, che però in qualche modo ottiene sempre quello che vuole.
Un epilogo commovente, una storia che ha fatto il suo corso e che con onore ci dice arrivederci, perchè i libri possiamo rileggerli quante volte vogliamo.
Una serie consigliata a tutti quelli che amano la narrativa contemporanea, le saghe familiari, la linearità del testo, la scrittura diretta senza troppi fronzoli o metafore, i personaggi profondi, la storia del secolo scorso, l'attualità, la musica. Se ancora non avete iniziato questa lettura, beh un po' vi invidio e se lo farete, porgete i miei saluti ad Henny e ditele che tra qualche anno mi presenterò a fare colazione a casa sua :-)

Recensione - Le mezze verità di E. J. Howard


Il libro
Le mezze verità  di Elizabeth Jane Howard
Editore: Fazi| Pagine: 330| Pubblicazione:  17 ottobre 2019 | Prezzo 18,50€| Trama: Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
(Londra, 1923 – Bungay, 2014) Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo. Oltre ai cinque volumi della saga, Fazi Editore ha pubblicato i romanzi Il lungo sguardo, All’ombra di Julius e Cambio di rotta.
Recensione
Torna in libreria la Howard, autrice vissuta nel secolo scorso ma la cui scrittura risulta più che attuale. Dopo aver affascinato i lettori grazie alla serie "I Cazalet", oggi troverete su tutti gli scaffali il romanzo "Le mezze verità" all'interno del quale l'autrice racconta uno scampolo di vita di una famiglia in totale crisi esistenziale.
May, vedova di guerra, sposa in seconde nozze il Colonnello Herbert, uomo noioso e non del tutto trasparente. Elizabeth e Oliver, i figli di May, dopo il matrimonio di Alice (figlia del Colonnello), si trasferiscono a Londra, la prima per cercare lavoro ed emanciparsi e il secondo per trovare una donna che lo mantenga. Così, una volta che tutti i figli sono fuori di casa, May scopre di non essere per niente felice e si pente di aver sposato un uomo così diverso da quello che si è mostrato all'inizio.

Se vi dicessi che questo è stato un romanzo difficile da digerire vi mentirei. L'ho divorato e con un certo appetito ho voluto arrivare al fondo per scoprire la sorte di queste persone.
Se vi dicessi che questo è stato un romanzo facile da digerire vi mentirei. Durante la lettura mi sono chiesta più volte cosa significassero questi personaggi. Una volta terminato mi sono chiesta cosa mi avessero lasciato.

Ci tengo a scrivere che come al solito la scrittura dell'autrice ammalia, proprio grazie alla sua eleganza e allo stile raffinato che la contraddistingue. La Howard aveva la capacità di raccontare vite comuni e trasformarle in storie indispensabili. Immaginiamo però per un momento di paragonare questo romanzo ad un pacchetto regalo: la carta è bellissima, il fiocco è di ottima fattura, la scatola lavorata e preziosa. Ma quello che c'è dentro? Bello anch'esso, ma è un soprammobile di poca utilità. E con questo non voglio dire che non sia un bel regalo, solo che la storia non mi ha lasciato molto.
Adesso però ancora una volta mi dovrò contraddire. I personaggi sono tremendamente imperfetti, a partire da May, donna insicura e contraddittoria; il colonnello è un uomo subdolo e vizioso, antipatico anche alle pietre; Oliver è un fannullone affascinante; Elizabeth una ragazza che cerca solo la felicità e Alice una povera fanciulla bisognosa di affetto, in perenne fuga da suo padre e forse da se stessa. Sono interessanti, hanno una marcia in più e proprio loro tengono in vita questa storia. Ma se io togliessi il finale (del quale assolutamente non parlerò nemmeno sotto tortura), cosa mi rimarrebbe tra le mani? Dei personaggi fantastici senza una vera storia da vivere? Cosa voleva comunicarci l'autrice?
Le mezze verità è un romanzo interessante, da leggere senza ombra di dubbio, ma che io non ho compreso appieno. Non nel senso che io non l'abbia capito, ma c'è un "perché?" che aleggia nell'aria. E quindi, se devo tirare le somme, cosa posso dire? Che è geniale! La storia dov'è? Scrittura superlativa! Perchè alcuni personaggi secondari hanno lasciato un contributo così scarno? Il finale, vogliamo parlare di questo finale così inusuale e stupefacente? Un genio. E adesso, dove li metto tutti? L'eleganza, ah l'eleganza della Howard.
Sono confusa? Un po', ma non per questo non soddisfatta. Indubbiamente ho molto parlato con chi lo ha letto in anteprima e questo vuol dire che non passa inosservato.
E dopo questo pensiero strampalato su un'autrice che adoro vi lascio alle vostre riflessioni e sono curiosa di sapere se lo leggerete oppure no.  

Recensione - Company Parade di Margaret Storm Jameson

Il libro
Company Parade di Margaret Storm Jameson
Editore: Fazi| Pagine: 404| Pubblicazione:  3/10/2019 | Prezzo 18,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa
Notizie sull'autrice
Nata in una famiglia di costruttori navali, è stata una giornalista e scrittrice inglese. Nel 1919, a Londra, lavorò per un anno come copywriter per una grande agenzia pubblicitaria. Tra il 1923 e il 1925 fu la rappresentante in Inghilterra dell’editore americano Alfred A. Knopf. Suffragetta e femminista, nel 1939 è diventata la prima donna presidente dell’English PEN. Liberale e antinazista, nel 1952 firmò l’introduzione all’edizione inglese del Diario di Anna Frank. Nello stesso anno venne inoltre insignita del ruolo di delegata dell’UNESCO Congress of the Arts. Autrice molto prolifica, ci ha lasciato romanzi, racconti, saggi letterari e critici e un’autobiografia in due volumi.
Recensione
È molto difficile per me riuscire a rendere omaggio a questo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1934  e oggi riproposto dalla casa editrice Fazi. Questa storia, il primo capitolo di una trilogia, non è un semplice romanzo di intrattenimento, ma tra queste pagine basate sui personaggi e piccoli o grandi avvenimenti, c'è un mondo. Mi sento anche leggermente intimidita a parlarne perchè all'epoca Margaret Storm Jameson ha costruito una storia femminista all'avanguardia e oggi assolutamente attuale.
E' il 1918, Hervey Russel si traferisce a Londra, ha solo ventiquattro anni, un figlio piccolo e un marito non molto intenzionato a prendersi delle responsabilità. A Londra ci va da sola, lasciando Richard a chi può curarlo meglio e il marito nell'esercito. Hervey vuole realizzarsi, vorrebbe fare la scrittrice, ha la necessità di migliorare se stessa e trovare il suo posto all'interno della società. A prima vista potrebbe apparire fredda, le madri pancine direbbero che è snaturata, insomma, ancora oggi in molti criticherebbero le sue scelte. Oggi. E questo libro è stato scritto nei primi anni trenta.
Ebbene, questa storia ci parla di vite, di sogni, di difficoltà, di incontri e di opportunità. L'autrice evidenzia il bisogno di affermazione della protagonista, ma poi ci sottolinea i suoi crucci, le difficoltà che incontra, la mancanza del figlio, il suo porsi spesso delle domande. Per quanto la protagonista sia proprio lei, in queste quattrocento pagine viene data a voce a molti personaggi, ognuno con i suoi problemi e crucci: uomini che ancora non hanno messo la divisa nell'armadio e non sanno nemmeno bene da che parte ricominciare, donne che hanno perso tutto e hanno dovuto prendere delle decisioni.
Questa non è una storia appassionante, se per passione intendiamo il colore rosso, il forte profumo, l'immediatezza, il feeling a pelle. Bisogna addentrarsi all'interno di Company Parade, ambientarsi senza fretta e comprendere, pagina dopo pagina, confessione dopo confessione, quello che i personaggi hanno dentro.
Ci sono persone che devono ricominciare una vita dopo una guerra, ma sopratutto c'è una donna che all'epoca ha dei desideri molto chiari e lotta per arrivarci. Vuole essere una scrittrice in un mondo di uomini che hanno scarsa considerazione del genere femminile, ma lei lotta, scrive articoli pubblicitari per un uomo che alcune volte è anche suo amico, ma le ha fatto comprendere all'inizio che quel lavoro non lo sa fare...(per la serie, chi ben comincia). E imperterrita va avanti, tra dubbi e difficoltà, confrontandosi con alcuni vecchi amici, partecipando a delle feste dove incontrerà persone più o meno influenti (ma lei si sentirà fuori luogo).
Un romanzo attuale. Assolutamente sì. In fondo oggi cosa è cambiato? Sicuramente qualcosa (a partire dal voto) ma la mentalità è così diversa?
Con uno stile a tratti tagliente, diretto, ma assolutamente moderno e scorrevole, l'autrice ha espresso il suo pensiero sotto forma di un romanzo e non so se si sarebbe aspettata che dopo quasi novant'anni si parlasse ancora di lei, ma il risultato non cambia: questo accade.
Hervey risulta sicuramente la protagonista di questo romanzo, ma tutti gli altri hanno un ruolo fondamentale e l'autrice utilizza questo primo volume per permetterci di conoscerli a fondo, focalizzandosi su stati d'animo, debolezze e punti di forza.
Non lo so se questo sia un romanzo per tutti, credo di no. Ad esempio non credo che sia appropriato a chi sente il bisogno di leggere per distrarre la mente, oppure a chi ha bisogno di risposte immediate e di arrivare in fretta al dunque. Per quanto riguarda l'ambientazione, ho percepito molto l'agitazione post bellica che emerge attraverso la vita dei personaggi. La narrazione è scorrevole, elegante, in leggero contrasto con una storia che evolve lentamente e ha bisogno di spazio. L'autrice prende chiare posizioni esprimendo nitidamente il suo punto di vista, tanto da avermi dato l'impressione che il pensiero dei personaggi rappresenti il suo.

Se un pochino vi ho incuriosito, vi ricordo che oggi esce in tutte le librerie, su Twitter ci saranno delle letture e degli approfondimenti per stuzzicare il vostro appetito letterario. Seguite il profilo della Casa Editrice Fazi per aggiornamenti. Buona giornata a tutti :-)

Keep Calm and Read Nadia #48 - Recensione di Favola di New York


Buongiorno lettori, è martedì e Nadia è qui a parlarci di un libro molto famoso, un romanzo che la casa editrice Fazi ha sponsorizzato e che tanti blogger hanno letto. Siete curiosi di conoscere il suo pensiero? 


Buongiorno lettrici e lettori!

Tutto bene? Io, dopo la parentesi audiolibri, sono tornata per ora ai libri “da leggere”, e oggi vorrei parlarvi di un romanzo che posso solo definire “strano”: si tratta di Favola di New York di Victor LaValle.

Apollo è un giovane newyorkese, figlio di una donna di origini ugandesi che l’ha cresciuto da sola: il padre (bianco) è infatti sparito dalla circolazione quando Apollo era molto piccolo. Si innamora di Emma, una giovane bibliotecaria con la passione per il Brasile e una storia famigliare ancora più disastrata della sua, e con lei ha un figlio, che decide di chiamare Brian come il padre scomparso. La nascita di Brian porterà enormi cambiamenti nella vita dei due giovani, ed Emma sarà spinta a commettere un “gesto indicibile”, come riportato dalla sinossi. Da qui parte la “Favola” vera e propria raccontataci da LaValle. Protagonista di questa storia, infatti, non è, come si sarebbe portati a pensare, la depressione post partum, ma qualcosa di molto più oscuro e arcaico, contro cui i nostri protagonisti si troveranno a dover combattere.

Il titolo originale, Changeling, fa capire da subito al lettore che piega prenderà questa storia. Nella versione italiana si è voluto procrastinare l’elemento magico facendo scoprire al lettore, ma non so se questo sia stato un bene. Io per esempio sono rimasta spiazzata, nonostante mi aspettassi una componente fantastica.

Questo romanzo poteva essere la rivelazione di quest’anno, e magari lo è anche, ma ho l’impressione di non averlo compreso appieno. Ne ho apprezzato tantissimo lo stile, l’originalità nel mixare leggende, splatter e vita quotidiana in una grande città moderna, le ambientazioni (ho imparato di più su New York leggendo questo libro che guardando i vari film che vi si ambientano). Ho compreso che l’autore ha voluto far riflettere sulla difficoltà di essere genitori in epoca moderna, in cui la rete di supporto è decisamente meno fitta e coesa rispetto a quando i nostri bisnonni mettevano al mondo intere squadre di calcio. Ho apprezzato inoltre la critica all’uso indiscriminato della tecnologia e dei social media, tema decisamente attuale nella società contemporanea. Apollo non fa altro che postare foto del suo neonato su Facebook, un po’ perché ne è innamorato pazzo, un po’ perché vuol dimostrare al mondo di essere felice. Victor DeValle scrive benissimo e invoglia il lettore a proseguire con la storia capitolo dopo capitolo.

Cosa allora non mi ha convinta? Ho trovato il romanzo piuttosto sbilanciato: la prima parte, seppur in una certa misura funzionale a comprendere alcune cose della seconda, mi è sembrata troppo lunga e articolata; mi sono chiesta per troppe pagine dove volesse andare a parare lo scrittore. Inoltre –ed è questo che mi fa dire che probabilmente non ho capito cosa davvero volesse dire DeValle- la virata verso il fantastico è così inaspettata da stridere con tutto il resto. Insomma, il lettore fino a quel punto si è fatto una certa idea, e lo scrittore spariglia le carte e porta il tutto su un altro piano, ma senza che questo venga ben collegato con tutto il resto, almeno secondo me.

Anche i personaggi, a mio parere, in molti passaggi non si comportano come ci si aspetterebbe che facessero. Prendiamo Apollo, per esempio. Quando Emma comincia a comportarsi in maniera strana non cerca né di parlarle né di aiutarla, la considera semplicemente esaurita e fuori di testa. Quando poi il tutto vira al fantastico, al contrario, accetta tutto in maniera troppo semplicistica a mio parere, senza farsi neanche una domanda. Capisco che sia, appunto, una “favola”, ma in più punti mi sono trovata a pensare che alcune situazioni fossero assurde, nonostante accettassi la parte fantastica della storia. 

Ogni volta che chiudo un libro ho una mia teoria, sicuramente spesso errata, sul messaggio che credo lo scrittore volesse trasmettere. Questa volta non ce l’ho, e non so se sia perché il libro ha dei difetti o perché io non sono stata abbastanza intelligente da capirlo. Mi dispiace perché secondo me Favola di New York aveva un grandissimo potenziale. Mi piacerebbe tantissimo discuterne con qualcuno che l’ha letto e ne abbia voglia: se ci siete battete un colpo!



I'm reading - I will read



Buongiorno lettori come state? Oggi vi rendo partecipi delle mie attuali letture e di quelle future. Questo è un periodo ricco, anzi, ricchissimo di novità editoriali e io sembro una di quelle bambine dentro ad un negozio di caramelle e non sa cosa scegliere! 


Iniziamo dal romanzo di Cristina Caboni, uscito il 17 settembre in tutte le librerie. Si chiama LA CASA DEGLI SPECCHI ed è edito da Garzanti.

La grande villa di Positano è l’unico posto che Milena riesca a chiamare casa. È cresciuta lì, insieme al nonno Michele, e ne conosce ogni angolo, a partire dal maestoso ingresso rivestito da dodici specchi con cornici d’argento intarsiate. Specchi che sembrano capaci di mettere a nudo la sua anima. Milena li ha sfiorati mille volte alla ricerca di risposte, ma un giorno trova qualcosa di inaspettato: un gancio che apre il passaggio a una stanza segreta. All’interno le pareti sono tappezzate di locandine di vecchi film. Quando Milena legge il nome di una delle interpreti non riesce a crederci. È un nome proibito in quella casa. È il nome di sua nonna che, tanti anni prima, è fuggita in America senza lasciare traccia. Frugando tra le sue carte, Milena scopre cose che non avrebbe mai immaginato. Che era un’attrice nella Roma della dolce vita. Che ha lottato per farsi strada in un mondo affascinante, ma dominato dagli uomini. Che i loro sogni sono molto simili. Anche lei vuole calcare le scene, ma ha paura di mettersi in gioco. Fino a quando non si imbatte in alcuni indizi che suggeriscono qualcosa di misterioso e non può fare a meno di chiedersi perché nessuno le abbia mai parlato di sua nonna. C’è solo una persona che può darle spiegazioni, ma Michele è restio ad affrontare l’argomento. Milena è convinta che gli specchi luccicanti che decorano l’atrio della villa abbiano assistito a eventi terribili, che nella storia della sua famiglia ci sia un segreto che nessuno vuole riportare a galla, mentre per lei è vitale far emergere la verità per capire a fondo il presente. Anche se a volte è meglio che ciò che è stato sepolto dal passare degli anni resti tale.


Poi proseguiamo con con la novità assoluta: LA CITTà DELLE RAGAZZE di Elizabeth Gilbert, ovvero l'autrice del famoso best seller "Mangia Prega Ama". Questo libro è edito da Rizzoli e anch'esso uscito il 17 settembre.

Feste strepitose, attori seducenti, dive egocentriche e poi musica, risate, luci che si accendono. Vivian Morris ha novantacinque anni, ma se chiude gli occhi torna a essere la diciannovenne che dopo un fallimentare tentativo al college si è ritrovata a sbirciare dietro le quinte del vivace e sgangherato tea-tro gestito da sua zia Peg. L’anno è il 1940, la città New York, gli ambienti sono quelli del Lily Playhouse, un odeon pazzo dove le ragazze in cerca di fortuna si offrono al mondo, all’arte, agli uomini. Vivian inciampa in questo fiume in piena e ne è trascinata via, complice il fascino di Celia, soubrette dal corpo meraviglioso e con la voce cupa da gatta randagia. Mentre la ragazza scopre di avere un talento come costumista, zia Peg la accoglie nel suo regno esploso, al centro della città più sognata e ai margini della sua ricchezza. Dove bisogna scrollarsi di dosso la provincia impressa nel passo e negli occhi. La città delle ragazze è la storia di un’educazione sentimentale gioiosa, la rappresentazione di un universo che non teme di mostrarsi famelico, rumoroso, fragile e mosso da un’inquietudine costante. Amato dalla migliore critica americana, che ha trovato in questa scrittura uno sguardo illuminante e onesto sulla natura e il carattere del desiderio femminile, ecco il nuovo romanzo di Elizabeth Gilbert.


Adesso vi parlo di una breve storia autopubblicata, scritta da Giulia Andreasi e si intitola UNA STORIA VERAMENTE TROPPO COMPLICATA. In vendita su Amazon, sia con copertina flessibile e sia in versione digitale. Gratis per chi ha Kindle Unlimited, quindi come non approfittarne. 

Chiara è diventata medico a prezzo di grandi sacrifici suoi e della sua famiglia e ora che ha vinto una prestigiosa borsa di studio al Central Hospital for Children di Boston, non può permettere che nulla la distragga dal raggiungere la meta che si è prefissa: diventare neonatologo. Ma se il giovane primario sembra intenzionato a controllarti a vista e a renderti la vita difficile sia a livello professionale sia sentimentale, raggiungere questo traguardo sembra diventare impossibile. Se poi ci si mette anche il tuo migliore amico…Già pubblicato nel 2012, ora rivisto, corretto e un po' stravolto.




Questo libro invece lo leggerò per il gruppo di lettura che io e il blog "Ombre di carta" stiamo organizzando. Già che ci siete andate a sbirciare il suo angolino che è veramente delizioso. 
Il libro si intitola GLI SCOMPARSI A CHIARDILUNA edito da e/o e scritto dalla francese C. Dabos. Questo è il secondo capitolo, il primo si intitola "Fidanzati dell'inverno" e  9 ottobre uscirà il terzo e ultimo romanzo di questa trilogia! 

Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso...


Passiamo alle uscite di ottobre. Leggerò con estremo piacere (in realtà ho già iniziato il romanzo) COMPANY PARADE, scritto da Margaret Storm Jameson ed edito dalla casa editrice Fazi. Data di uscita: 3 ottobre. 

Nel 1918, all’indomani dell’armistizio che pone fine alla grande guerra, la giovane Hervey Russell racchiude tutta la sua vita in un baule e dallo Yorkshire si trasferisce a Londra, lasciandosi alle spalle il marito e il figlio piccolo. Non ha denaro né esperienza, ma ha la forza di volontà della nonna imprenditrice e i sogni della gioventù; è forte e vulnerabile al tempo stesso, a muoverla sono la voglia di affermarsi e il desiderio di assicurare al figlio un futuro migliore. Mentre tenta di sfondare come scrittrice, di giorno lavora in un’agenzia pubblicitaria e la sera vaga per le strade della città, sola ma libera, lasciandosi deliziare da ogni particolare. Nemmeno la sofferenza al pensiero del figlio lontano riesce a oscurare l’euforia della novità e la consapevolezza di chi sta facendo la cosa giusta per sé. Hervey è una donna in un mondo di uomini: il capo David Renn, veterano solitario e disilluso; i due amici storici, ex soldati che hanno in mente di dare vita a un nuovo giornale; e poi scrittori presuntuosi, intellettuali salottieri e spregiudicati uomini d’affari. Anche il marito, ogni tanto, torna a fare capolino, mentre l’amante vuole portarla con sé in America.
Un meraviglioso affresco dell’ambiente culturale del tempo, con tutto il brio e l’effervescenza del mondo editoriale e pubblicitario londinese, si amalgama a un lucido spaccato della vita quotidiana dell’epoca, segnata dallo spaesamento e dalla frustrazione dei reduci e dei giovani lavoratori. In primo piano, però, ci sono la storia di una giovane protagonista coraggiosa e l’evoluzione delle conquiste femminili che hanno cambiato per sempre la vita delle donne.
Per la prima volta nelle librerie italiane, Company Parade è il capitolo iniziale della trilogia Lo specchio nel buio, opera avvincente e raffinata considerata un manifesto dell’emancipazione femminile.


E adesso...un libro che aspettavo da molto tempo, scritto da un'autrice che adoro (peccato sia defunta, ma per fortuna la Fazi si sta impegnando a pubblicare tutti i suoi romanzi). Lei è Elizabeth Howard e il libro si intitola LE MEZZE VERITà. La copertina non è ancora disponibile, ma la trama sì! Uscirà il 17 ottobre. Segnate anche questa data.

May Brown Lacey ha sposato da poco in seconde nozze il Colonnello Herbert, e se ne sta pentendo amaramente. Herbert e May hanno riunito la rispettiva prole in una vasta casa di singolare bruttezza – comprata con l’eredità di May, ma a perorare con forza l’acquisto è stato Herbert – in mezzo alle campagne del Surrey. May ha due figli sulla ventina, Oliver ed Elizabeth. Oliver abita a Londra, è brillante e ironico e non è ancora riuscito a trovare un lavoro stabile né a decidere quale sia la sua strada. Sua sorella minore Elizabeth è una ragazza ingenua e di grandi slanci sentimentali. Anche Herbert ha una figlia, Alice, ansiosa solo di mettere più spazio possibile fra sé e il padre. Elizabeth decide di trasferirsi a Londra insieme a Oliver: troverà un lavoro e il primo amore nel giro di poco e, altrettanto velocemente, verrà travolta da una tragedia. Oliver continuerà a raccontarsi che nessun lavoro è alla sua altezza e cercherà, con scarsi risultati, di sistemarsi con una ricca e viziata ereditiera. May, rimasta sola con il Colonnello, ben presto ne conoscerà il lato oscuro: dietro a quest’uomo anaffettivo e dispotico si cela un assassino.


Passiamo adesso ai libri per bambini, che avrò il piacere di leggere insieme a Isotta. Questo si intitola MAPPE DELLE MIE EMOZIONI, edito da Camelozampa, scritto e illustrato da Bimba Landmann. In uscita oggi 26 settembre. 


Un bambino in partenza per un viaggio, che lo porterà a esplorare i luoghi della sua interiorità. Le uniche parole, in questo albo che è quasi un silent book, sono quelle che indicano i luoghi nelle mappe del suo viaggio. Luoghi fantastici ed evocativi, che esprimono con grande inventiva e varietà di registri tutte le sfumature delle emozioni, dalla gioia alla vergogna, dalla meraviglia alla tristezza, fino all’amore.
Un inedito e fantastico itinerario tra toponimi ricchi di fantasia, uno stimolo per i bambini a esplorare le proprie emozioni e creare nuove “mappe”.


Un altro libro per bambini che leggerò è questa raccolta di fiabe, sempre edita da Camelozampa e scritta da Mila Pavićević. Le illustrazioni sono di Daniela Iride Murgia. Si intitola LA BAMBINA DI GHIACCIO E ALTRE FIABE. In uscita oggi, 26 settembre.
Una bambina fatta di ghiaccio che non può guardare il sole, un nano innamorato della sua
papera d’oro, un clown triste in cerca di qualcuno da far ridere... Tredici fiabe surreali e
poetiche, in cui si smarriscono i confini tra il possibile e l’impossibile, tra il reale e il
soprannaturale, capaci di conquistare lettrici e lettori di ogni età. La raccolta fiabesca LA BAMBINA DI GHIACCIO E ALTRE FIABE ha vinto il Premio
dell'Unione europea per la letteratura 2009, sorto nell’ambito del Programma Creative
Europe, ed è stata tradotta in cinque Paesi. Con la scelta di questo titolo, la casa editrice
Camelozampa intende promuovere la massima circolazione della letteratura europea per
ragazzi, in particolare di opere scritte nelle lingue meno diffuse e meno tradotte.

E VOI COSA STATE LEGGENDO? AVETE GIà PROGETTI FUTURI? A ME NON MANCHERANNO LE LETTURE :-)

Recensione - Jalna di Mazo de la Roche


Il libro
Jalna di Mazo de la Roche
Editore: Fazi | Pagine: 380| Pubblicazione: 4 luglio 2019 | Prezzo 18,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
È stata una delle più importanti e prolifiche scrittrici del ventesimo secolo, un’icona della letteratura canadese. Cresciuta leggendo Lewis Carroll, che ha plasmato la sua immaginazione, divenne famosa a livello internazionale grazie alla pubblicazione di Jalna nel 1927 e fu la prima donna a vincere il prestigioso Atlantic Monthly Prize, che al tempo ammontava a 10.000 dollari. Ma mentre quasi tutti conoscevano i suoi libri, nessuno sapeva nulla della sua vita privata, che rimase sempre avvolta in un fitto mistero. Con l’aumentare della sua popolarità, aumentava anche il suo desiderio di riservatezza, tanto da farle costruire una figura pubblica fittizia. Visse quasi tutta la vita insieme a Caroline Clement, che ufficialmente aveva adottato come sorella, convivenza che allora era chiamata “Boston marriage”. Insieme adottarono due bambini. Una figura tanto misteriosa e controversa da ispirare un film sulla sua vita, The Mystery of Mazo de la Roche.
Recensione 

Jalna, primo libro di una lunga saga familiare scritto dall'autrice Mazo de la Roche nei primi del '900, è ambientato in Canada e racconta le vicende della numerosa famiglia Whiteoak a partire dagli anni venti.
La ormai quasi centenaria Adeline è la capostipite, ha origini britanniche e ha vissuto la prima parte della sua vita insieme al defunto marito Philip (un capitano dell'esercito) in India, in una città che ha "prestato" il nome alla tenuta che hanno fatto costruire appositamente per loro: Jalna (che si pronuncia Gialna).
La prima parte di questo romanzo narra appunto i primi anni dei coniugi Whiteoak, dei motivi che li hanno spinti ad imbarcarsi per due mesi con una figlia in fasce, il loro sbarco in Québec e infine  il loro arrivo nell'Ontario.
Come potrete immaginare questo volume è di presentazione, quindi conosceremo bene i personaggi che ci terranno compagnia per tutti i volumi della saga. La totalità dell'intera storia coprirà un arco temporale di circa cento anni e oggi noi potremo conoscere i membri di questa famiglia, le loro caratteristiche, le passioni e tutte le dinamiche familiari che  vengono racchiuse, anche con ironia, in queste trecentottanta pagine.
Avremo a che fare con l'anziana Adeline, memoria storica, nonna sorprendente e spiritosa. Conosceremo Renny, il capofamiglia che ha tutto sotto controllo, una persona sensibile e responsabile; poi c'è Wakefield, un monellaccio che non ha alcuna voglia di studiare e sembra che trascorra il tempo cercando delle scuse per "fregare" il prossimo.
Quello che mi piace di questa autrice è l'ironia con la quale tratta i suoi personaggi, lo stile è molto scorrevole e divertente, non mancano battibecchi e intrecci articolati tra i vari protagonisti. Ogni membro di questa storia è descritto con cura, interi capitoli sono dedicati ad ognuno di loro, rendendo il lettore partecipe del loro aspetto fisico e psicologico, e questo per me è stato fondamentale per potermi appassionare alle loro vicende.

Oltre al quadro generale della famiglia Whiteoak, il momento più movimentato è proprio l'arrivo di nuovi membri appena acquisiti: due nuore che avranno ruoli differenti, scombussolando per motivi opposti le relazioni familiari. Pheasant la conoscono tutti, è la figlia dei vicini di casa e il suo arrivo non piace a nessuno, poichè considerata di livello inferiore, mentre Alayne piace a tutti, forse anche troppo.

Intrighi, litigi, segreti, dissapori, legami, passioni, tradimenti, dolore, amore, quante cose troviamo in questo romanzo che ha così tanto da dire e da dare! E se penso a quanto questo libro sia attuale nonostante sia stato scritto cento anni fa... è sorprendente. Un po' come è successo nella mia amata saga dei Cazalet, anche questa volta la tenuta Jalna è il fulcro, tutto si svolge tra le mura di una dimora che ha visto un po' di tutto e silenziosamente nasconde quello che combinano i suoi abitanti. Aspetto con impazienza il secondo capitolo.

Questo libro fa per voi se amate  storie familiari intenzionate a tenervi compagnia per molto tempo. Questo libro fa per voi se siete pronti a catapultarvi in una casa e siete disposti conoscerne i proprietari, che potrebbero piacervi, ma anche no, questo è il bello! Questo libro fa per voi se amate gli intrighi, le cose che capitano un po' per volta, piccoli cambiamenti in grado di mutare il percorso delle persone. Questo libro fa per voi se volete fare un salto indietro nel tempo e leggere un libro leggero ma non scritto con leggerezza. 

Recensione - Avviso di chiamata di Delia Ephron

Il libro
Avviso di chiamata di Delia Ephron
Editore: Fazi  | Pagine: 250| Pubblicazione: 20 giugno 2019 | Prezzo 17,50€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Romanziera, sceneggiatrice, drammaturga e giornalista americana, è nata a New York nel 1944. È la sorella della più nota Nora Ephron, con la quale ha collaborato a diversi progetti, fra cui il film C’è posta per te. Fazi Editore ha pubblicato Siracusa nel 2018.
Recensione 
⭐️⭐️⭐️e mezzo
Buongiorno lettori, questa volta mi sono imbattuta in un romanzo molto particolare, si tratta, come avete letto, di Avviso di Chiamata di Delia Ephron. Questa recensione è in anteprima perché in romanzo, della scuderia Fazi, esce proprio oggi sul mercato. Ma Perché particolare? Beh cominciamo dal principio. La protagonista si chiama Eve, è un donna che ha superato i quaranta, americana, mezzana di tre sorelle. Eve ha una madre che non frequenta da quando ha abbandonato la famiglia un paio di decenni fa e ha un  padre un po’ svitato e  decisamente alcolizzato che ormai vaga da un ospedale all’altro. Eve abita a Los Angeles e organizza eventi; sua sorella maggiore, Georgia ha fondato una rivista con il proprio nome  a New York e Maddy, la sorella minore, è un’attrice di soap opera. Tutte e tre si telefonano molto spesso non potendo frequentarsi assiduamente di persona, esattamente come succede con il loro padre, così la segreteria telefonica è una cara alleata, esattamente come l’avviso di chiamata ( è ambientato qualche anno fa, quando ancora si correva per le scale per andare a rispondere al telefono).
In questo libro apparentemente non succede niente, oppure tutto, dipende dai punti di vista. Sicuramente un ruolo importante, anzi fondamentale, ce l’ha l’apparecchio telefonico, che in queste duecentocinquanta pagine squilla in continuazione, facendo andare spesso su tutte le furie la protagonista e facendo lievemente sorridere il lettore.
È una storia profonda, anche se narrata con uno stile lieve ed è strutturata in maniera semplice, gli unici movimenti sono i salti temporali, che consentono al lettore di comprendere come la protagonista sia arrivata al presente. È profonda perché narra i difficili rapporti tra padre e figlia, le sensazioni si nascondono  tra le parole e la gelosia camuffata che mai viene fuori tra sorelle così diverse che mai si penserebbe ad una parentela. Le lega un padre con la demenza, questa malattia le tiene unite, come prima c’era l’abbandono della madre, successivamente l’alcolismo e poi cosa ci sarà? Si vogliono molto bene, è innegabile, ma le vite così distanti possono essere avvicinate solo da un trillo e da una cornetta che si alza. La parola “pronto” può essere così rassicurante quando si ha voglia di parlare con una persona... sopratutto quando ogni volta è una sorpresa perché non compare il nome di colui che chiama su di un display che ancora deve essere inventato.
È stata una lettura molto piacevole, anche se a tratti malinconica e introspettiva, ma non mi ha conquistata del tutto: ho letto e compreso le sensazioni della protagonista ma non mi sono arrabbiata come avrei dovuto, non mi sono commossa come mi sarei aspettata. È stato uno spettacolo ben riuscito, ma l’ho vissuto da spettatrice, senza riuscire a ricavarmi un ruolo da comparsa.

- quello che ho maggiormente apprezzato è stata la storia in se: non banale, sincera, di vita vera e possibile. Nonostante io non viva la situazione di Eve, ho compreso il suo stato d’animo e ho capito i sentimenti contrastanti che le vivevano nel cuore.
- ho anche letto con piacere un siparietto di vita americana, la storia di una famiglia eccentrica, di quelle che fanno parlare tutto il vicinato creando un gossip dietro l’altro.
- l’unica nota negativa è legata appunto alle mie emozioni, ma questo l’ho già scritto.

In definitiva questo libro lo consigliamo oppure no? Sì se sei un lettore che ha piacere di uscire dai soliti schemi e hai voglia di provare una storia nuova, scritta quasi come una sceneggiatura, senza fronzoli superflui e senza descrizioni oltre il minimo sindacale. Te lo consiglio se vuoi conoscere un’epoca vicina eppure diversa, dove il semplice squillo del telefono metteva ansia perchè per conoscere la voce di colui che chiamava dovevi per forza rispondere, un po’ come un appuntamento al buio. Oppure lettore, hai almeno la mi età e sai di cosa sto parlando! Se sei pronto a puntare gli occhi su di un rapporto padre/figlia complesso, dove la definizione odio et amo non potrebbe essere più azzeccata...allora questo libro fa per te.

Noi ci rileggiamo presto e intanto ringrazio la casa editrice Fazi per avermi inviato l’epub in anteprima.







Recensione - L'annusatrice di libri di Desy Icardi


Il libro
L'annusatrice di libri di Desy Icardi
Editore: Fazi  | Pagine: 408| Pubblicazione: 2019 | Prezzo 16,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Nata a Torino, città in cui vive e lavora, è formatrice aziendale, attrice e copywriter. Nel 2004 si è laureata al DAMS e dal 2006 lavora come cabarettista con lo pseudonimo di “la Desy”; è inoltre autrice di testi teatrali comici e ha firmato alcune regie. Dal 2013 cura il blog “Patataridens”, espressamente dedicato alla comicità al femminile.
Recensione 
e1/2

Siamo a Torino e scorre l'anno 1957 quando Adelina, quattordicenne di origini campagnole si reca nella Capoluogo Piemontese dalla zia Amalia, una ricca vedova di mezz'età dal passato misterioso e dal braccino corto.
Adelina deve ricominciare una vita nuova in città, con tutte le difficoltà del caso: viene additata come provinciale, fatica a trovare amici e viene presa di mira dal reverendo Kelley, un professore dell'istituto famoso per essere severo e intransigente. La ragazza ha un problema, non riesce a mettere insieme le lettere, le scappano dalla testa così non può formulare le frasi nella sua testa, anche se da piccola si ricordava di non essere così. Il reverendo è convinto che la ragazza non abbia voglia di studiare, così decide di farla aiutare da Luisella Vergnano. In poco tempo diventano amiche e Adelina scoprirà di riuscire a leggere di nuovo, ma con l'olfatto. Questo dono però potrebbe rivelarsi molto, molto pericoloso...
Questo libro io non lo volevo leggere, perché ne avevo sentito parlare troppo, è stato quasi un boom tra i blogger e io ho continuato per la mia strada. Poi la gentile Cristina della Casa Editrice Fazi mi propone un'intervista con l'autrice, così mi deciso a leggerlo.
Mi ero sbagliata a non voler incrociare il mio cammino con quello di Amalia e Adelina perchè mi hanno raccontato molte storie, intrattenendomi più che piacevolmente.
Innanzi tutto per una buona parte del romanzo  è come se leggessimo due libri: un capitolo dedicato alla vita attuale di Adelina a Torino in casa della zia, alle prese con la scuola, le difficoltà nello studio e il timore reverenziale nei confronti di una zia apparentemente anaffettiva e molto tirchia; un altro capitolo invece dedicato alla vita di Amalia da giovane, facendoci conoscere la persona che è stata e il percorso che l'ha portata ad essere una donna sola e priva di desideri materiali. Questo stile narrativo è stato gestito con maestria tanto da tenere perennemente l'attenzione viva.
Poi ad un certo punto il passato di Amalia si esaurisce, si arriva ai giorni attuali (della storia) e si prosegue con la parte più ricca di emozioni, quella che ci condurrà all'epilogo e alla conoscenza di questi personaggi, che ci stupiranno fino alla fine.
Lo stile diretto dell'autrice mi ha entusiasmata fin dalle prime pagine, le vicende della zia, raccontate con quel pizzico di ironia che mi fa impazzire hanno immediatamente fatto centro. Ho anche molto apprezzato questa storia diversa, che non prevede una storia d'amore, non prevede nemmeno un omicidio o una indagine. C'è una storia di una ragazza e del suo dono pazzesco, c'è il passato bizzarro di una donna solitaria e avara, c'è un uomo spietato e senza scrupoli, c'è un professore frustrato e sta tutto in piedi.
Se volete un libro che vi coinvolga e vi faccia stare attaccati alle pagine, questa storia fa al caso vostro; se volete conoscere due personaggi così diversi ma così entusiasmanti e ricchi, questo libro fa per voi; se amate l'ironia, questo libro fa per voi!
Questo libro lo consiglio spassionatamente e non vedo l'ora di leggere il suo successivo lavoro, che arriverà!

INTERVISTA A DESY ICARDI
- Zia Amalia e Adelina.  Cosa hanno in comune e cosa le rende diverse?
Le divide una generazione, Adelina ha una famiglia che tiene a lei e adesso può contare sull'appoggio della zia, mentre Amalia ha dovuto sposarsi. Ha fatto dei lavori miseri, come quello della sartina, un po' difficile mantenersi dignitosamente solo con quell'impiego, per questo motivo lei cercava con assiduità di sposarsi. Adelina invece è ingenua, non ha questo tipo di pensieri.
Per quanto riguarda i libri...Amalia li sceglierà in seguito, sia i libri sia la lettura mentre Adelina ne è attratta, anche se non riesce proprio a leggerli in una maniera normale. Entrambe hanno preconcetto verso i libri in generale, anche se per motivi diversi. Considero questo un doppio romanzo di formazione.

- Grazie a questo romanzo hai voluto toccare l'argomento della dislessia?
No, non avevo questo in mente. Adelina ha un problema e si confronta con lui. Non ha una dislessia ma un blocco da lettrice, però il corpo della ragazza riesce a trovare il modo di leggere in una maniera diversa, ma raggiunge comunque lo scopo, così nasce l'annusatrice.

- Desy, tu oltre a leggere, annusi? 
Mi sono chiesta molte volte come sarebbe leggere con l'olfatto. Io leggo principalmente gli ebook per comodità personale, ma amo i libri cartacei e certamente, io li annuso. Sai quali mi piacciono di più? I libri antichi, mi piace l'odore, come dire "stagionato".

- La tua esperienza teatrale ha influito sulla scrittura? Ti sei ispirata a qualche personaggio che hai conosciuto? 
Sicuramente la mia esperienza ha influito nella stesura dei dialoghi e nella narrazione dei personaggi. Mi hai anche chiesto se Amalia esiste. No, Amalia non l'ho conosciuta davvero ma è frutto della mia fantasia unita all'esperienza passata.

- Secondo te come si possono avvicinare le persone alla lettura? 
Il fatto che le persone leggano, indipendentemente da cosa leggano, è un bene. Non capisco i lettori snob, meglio leggere un libro non particolarmente impegnato che non leggere proprio. Il segreto per avvicinare le persone alla lettura sarebbe quello di riuscire a far comprendere loro che all'interno dei libri si nascondono cose davvero interessanti.

- Qual è il tuo libro preferito? 
Figlie sagge di Angela Curter. E' la storia di due gemelle che lavorano nel varietà. La Curter scriveva con ironia tagliente, a tratti cattiva e non manca qualche punta di grottesco. Immaginate un'atmosfera felliniana, ma in Inghilterra.

- Perché un lettore dovrebbe scegliere di leggere il tuo libro e credi di avere un pubblico tipo? 
Secondo me dovrebbe leggerlo perché è una lettura veloce nonostante le quattrocento pagine, lascia dei contenuti sui quali riflettere e si fa qualche risata. Non ho un pubblico tipo, all'inizio credevo mi leggessero donne over venticinque, invece ho scoperto di avere moltissime giovani lettrici (che mi scrivono indignate e arrabbiate con il Sig. Vergnano) e anche molti uomini che hanno superato la maggiore età.

-A quale libro che hai scritto ti senti più legata? Hai dei progetti futuri? 
Io mi sento sempre legata all'ultimo libro che ho scritto perchè è l'ultimo e sì, ho nuovi progetti, sto scrivendo una storia sul tatto, qualcuno che i libri li accarezza.


Ps queste risposte le ho fatte a voce a Desy e quindi questa è una trascrizione. Non gliele ho inviate via email. Dicamo che è un riassunto della nostra chiacchierata insieme :-) 

Recensione - Il guardiano della collina dei ciliegi di F. Faggiani


Il libro
Il guardiano della collina dei ciliegi di Franco Faggiani
Editore: Fazi Editore| Pagine: 232| Pubblicazione: 2 maggio 2019 | Prezzo 16,00€| Trama: Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autore
Franco Faggiani vive a Milano e fa il giornalista. Ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo; ha scritto manuali sportivi, guide, biografie, ma da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. Con il romanzo La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, 2018), già tradotto in Olanda, vincitore del Premio Parco Majella, del Premio Città delle Fiaccole e finalista al Premio Cortina e al Premio Wondy, ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico.
Recensione 

Buongiorno carissimi, oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho avuto il privilegio di leggere in anteprima ma solo oggi riesco a scrivere il mio pensiero; si tratta di un romanzo ispirato alla vita di Shizo Kanakuri, maratoneta giapponese che partecipò alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912, non tagliò mai il traguardo se non 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi più tardi. Era l'atleta favorito, lo sconosciuto orientale con il tempo migliore, colui che abbandonò la gara a soli sette chilometri dal traguardo nonostante fosse il primo del fila. La maglia numero 344 sparì misteriosamente dalla competizione, non fu mai ritrovato, nonostante le forze dell'ordine si misero sulle sue tracce. La vita di Kanakuri-San fu travagliata a causa del perduto onore, la sua espiazione fu lenta, per Shizo il non essere riuscito a portare a termine il compito che il suo Imperatore gli diede con speranza e orgoglio gli fece vivere un'esistenza di solitudine e sacrifici. 

"Mi hanno detto che la sua falcata ormai assomiglia a quella di una cicogna quando sta per spiccare il volo, che i suoi piedi sussurrano all'erba e che le sue braccia si alternano come gli stantuffi di una locomotiva che viaggia veloce"
Queste le parole che gli sussurrò l'Imperatore ormai malato, quando gli comunicò la decisione di volerlo inviare a Stoccolma per rappresentare il Paese ai Giochi Olimpici. 
Uno dei motivi per cui diventò il Guardiano della collina di ciliegi, in un posto inospitale, dove gli inverni sono talmente duri da desiderare la morte. Questo è un viaggio, sopratutto interiore, dove il lettore vedrà il protagonista mutare, in tutti i sensi. 

Questo genere di storie non è il mio, solitamente è un tipo di racconto che legge mio marito, lui è più meditativo e indubbiamente più legato a storie sportive, a romanzi ispirati a vite di personaggi non così famosi, ma che in qualche modo hanno fatto storia. Ogni tanto mi piace mettermi alla prova (sopratutto quando sono particolarmente oberata e il tempo è pochissimo, così l'impresa diventa ancora più ardua ma la soddisfazione è anche maggiore!), così ho deciso di approcciarmi, aspettandomi una narrazione fredda e una storia non troppo allettante. 
Ah ah ah quanto mi piace stupire me stessa. Fin dalle prime pagine ho incontrato uno stile fresco e accattivante, la narrazione è in prima persona e già questo mi ha avvicinata sentimentalmente al protagonista, così lontano a causa del tempo e della cultura. Avevo immaginato una storia fredda perché la mia esperienza con la letteratura giapponese non mi ha regalato grandi gioie (fino ad ora), ma che stolta Baba, certo, parla di un uomo giapponese, ma il tutto è raccontato da un autore italiano! 
Se all'inizio alcuni fatti sono narrati meccanicamente, in ordine temporale e quasi privi di sentimento, pagina dopo pagina mi sono ritrovata tra le mani la vita di un uomo, i suoi pensieri, le sue paure, e le magnifiche descrizioni di ciò che lui vedeva con i suoi occhi. E' riuscito a regalarmi immagini magnifiche, che mi hanno messo una curiosità estrema di ammirare la natura a volte inospitale dell'isola e tutte le sue meraviglie. 

Mi sono stupita dell'empatia nei confronti del protagonista, ho colto i suoi stati d'animo e silenziosamente ho patito le sue sconfitte, ma sopratutto  le scelte di vita estreme e apparentemente discutibili le ho approvate, mi sono lasciata trasportare dalla sua voglia di purificazione. Mi sono seduta sotto gli yamazakura (ciliegio selvatico delle montagne), vicino a dove è stato seppellito Haru, per quattordici anni suo fedele compagno di razza Hokkaido, ho ascoltato la voce del vento, ho lasciato che la terra mi scorresse tra le dita, ho assaporato la sensazione di libertà e solitudine, ho guardato con i miei occhi i segni sul viso che una vita faticosa lascia in dono. 
Leggere queste pagine mi ha regalato una sensazione di pace, terminando la lettura con soddisfazione, ma sopratutto mi sono sentita appagata, come se tutto in qualche modo avesse trovato il suo giusto posto. Questo però non vuol dire che sia tutto bello, solo che bisogna accettare quello che la vita ci riserva.  
Una lettura consigliata, grazie Cristina per avermi consigliato questa nuova uscita firmata Fazi. 

Recensione - E' tempo di ricominciare di Carmen Korn

Il libro
Tempo di ricominciare di Carmen Korn
Editore:Fazi| Pagine: 564| Pubblicazione:08/04/ 2019 | Prezzo 20,00€| Trama Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Carmen Korn
Nata a Düsseldorf nel 1952, è una scrittrice e giornalista che vive ad Amburgo con la sua famiglia. In questa trilogia dall’enorme successo racconta della sua città.
Recensione 
e mezzo

Siamo nel 1949, la guerra è terminata e noi torniamo ad Amburgo, la città che ospita i personaggi di questa interessante trilogia.
Tante cose sono mutate, non ci sono solo le quattro signore che abbiamo incontrato in "Figlie di una nuova era", ovvero Henny, Kathe, Ida e Lina, coloro che hanno dato il via a questa storia; oggi si sono conquistati il ruolo di personaggi importanti anche i loro figli e compagni di vita, e con pieno diritto oserei aggiungere. Anche perché diciamolo, il tempo è passato, i bambini sono diventati ragazzi e i ragazzi sono diventati adulti, li abbiamo visti crescere e abbiamo assistito al maturare delle relazioni, quindi siamo assolutamente a nostro agio all'interno delle loro vite.
Cosa c'è di più bello del poter trascorrere dei momenti perfetti insieme a dei personaggi che sono diventati dei veri e propri amici? Sono convinta che per un lettore accanito, che di storie ne legge davvero tante, il poter ritrovare delle persone dopo pochi mesi e tornare a far parte della loro vita sia una sensazione meravigliosa.
Ma facciamo un passo indietro: Henny ha finalmente preso una decisione riguardo alla sua vita sentimentale, Lina e Louise hanno aperto una magnifica libreria insieme ad uno spassoso socio, Ida ha sempre un carattere turbolento ed il suo "non accontentarsi" continua a renderla inquieta e Kathe avrà decisamente la vita stravolta da una serie di eventi, già dopo poche decine di pagine.
La vita continua a scorrere, con alti bassi, piccoli drammi, grandi novità, cambiamenti che sembrano insignificanti ma che invece modificheranno tutto. Partiremo dal 1949, supereremo  insieme i bombardamenti sulla città, Amburgo sta rinascendo, la storia moderna prosegue indisturbata tra le pagine di questo capolavoro della letteratura contemporanea.
Come sempre è complicato scrivere una recensione di un capitolo intermedio di una trilogia, perchè si può dire molto poco e non si sa come andrà a finire, ma attendevo questa storia e me la sono proprio goduta, dedicando il giusto tempo ad ognuno ed assaporando la scrittura dell'autrice, che indubbiamente è lenta, ma non particolarmente prolissa, è giusta per questo tipo di romanzo, studiata per mettere il lettore a proprio agio, conducendolo in una danza perfetta, fatta di sguardi e sospiri e contraddistinta da una profonda eleganza.
Se dovessi descrivere la penna della Korn userei due aggettivi: DELICATA perché l'autrice descrive tutto con estrema finezza, raccontando episodi, stati d'animo, perdite e quant'altro con morbidezza; PRECISA perchè niente è lasciato al caso, non finito o abbozzato: ogni personaggio ha il suo ruolo e le domande che il lettore si pone sono per curiosità e passione, i particolari scritti dalla Korn sono sempre pertinenti e mai superflui.
Per la seconda volta mi sono lasciata cullare dalle tante storie racchiuse in queste cinquecento pagine, seguendole tutte, con passione e sentimento, amando le protagoniste nonostante i loro sbagli ( e chi non ne commette?) e arricciando il naso nei confronti delle persone più scomode ma alla fine necessarie per la buona riuscita dell'intera storia.
E se la copertina mi ha permesso di innamorarmi circa sei mesi fa, all'uscita di "Figlie di una nuova era" - recensione QUI - questa volta ho iniziato a leggere con la consapevolezza di avere un bel libro tra le mani e la necessità di procedere perchè spinta dal piacere e dalla curiosità. Questa è una di quelle serie che si guadagna un posto speciale nel mio cuore e considerando la mia anima decisamente vintage, questo è proprio il pane per i miei denti!
Preparatevi a intraprendere un viaggio nel passato, dalle speranze del primo dopoguerra alla costruzione del Muro di Berlino, dalla Guerra Fredda all'uomo che per primo cammina sulla Luna. Direi un ricco piatto di portata.
Proprio vogliamo trovare una pecca? Ecco forse l'aumento di 2,50€ dal precedente volume dopo solo sei mesi di distanza. Ma questa è un'altra storia e nulla riguarda la bravura di un'autrice e della sua traduttrice Manuela Francescon, che già insieme a Stefano Jorio aveva tradotto il precedente libro.

Anche questa volta, con grande piacere vi dico di andare a comprare questa serie se:
- siete amanti dei romanzi ricchi, costruiti con tanti personaggi e ben collocati nella storia
- amate lo stile classico ed elegante
- vi piacciono le saghe familiari

E con questo vi dico che ci rileggiamo presto, buona serata e fatemi sapere se avete intenzione di leggerlo! 

Recensione - Figlie di una nuova era di Carmen Korn

Il libro
Figlie di una nuova era di Carmen Korn
Editore:Fazi| Pagine: 524| Pubblicazione:18/10/ 2018 | Prezzo 17,50€| Trama Qui
Genere: narrativa 
Notizie sull'autrice
Carmen Korn
Nata a Düsseldorf nel 1952, è una scrittrice e giornalista che vive ad Amburgo con la sua famiglia. In questa trilogia dall’enorme successo racconta della sua città.
Recensione 
e mezzo

Questo libro ha attirato subito la mia attenzione: la copertina dai toni vintage, il titolo deciso e indubbiamente la casa editrice, che mi sta regalando tante gioie. Così, proprio grazie alla collaborazione con la Fazi Editore ho potuto leggere questo libro in anteprima. Questa mattina però grazie alla mia amica Nadia, mi sono accorta che ieri uscì una recensione vuota. Scusate, problemi tecnici uniti alla sbadataggine. Torniamo a noi: Amburgo, primi anni del ‘900, quattro donne, che non potrebbero essere più diverse tra loro, eppure le loro vite sono destinate ad incrociarsi...
Henny, orfana di padre, succube di sua madre, ha sempre vissuto una vita borghese. Ha studiato ostetricia e riesce a con impegno a coronare il suo sogno lavorativo raggiungendo  l’indipendenza economica. Kathe, amica di infanzia di Henny, arriva da una famiglia più umile ma anche lei riuscirà a diventare un’ostetrica appassionata e gentile. La politica scorre nelle sue vene e il comunismo è la sua fede. Ida invece è proprio una ragazza viziata, cresciuta con genitori che hanno sempre accontentato ogni capriccio, la sua vita però è velata da un visibile strato irrequietezza e scarsa soddisfazione. Lina invece è una maestra, la sua istruzione, la casa, la complicità con il fratello li deve ai suoi genitori, morti di stenti per salvare i figli.
Questo è indubbiamente un romanzo lento, primo volume di una trilogia sbocciata dalla penna dell’autrice tedesca Carmen Korn, ci racconta le vicende di queste quattro ragazze, che crescono davanti agli occhi del lettore, che si ritrova involontariamente coinvolto nelle loro vite. Ma in questo caso il termine “lento” è senza dubbio usato dalla sottoscritta in senso positivo, poiché queste 524 pagine ci catapultano dentro una città che a distanza di pochi anni ha vissuto due guerre mondiali, ci racconta di donne che cambiano, che vivono una metamorfosi sociale, che si scontrano con mentalità che stanno cambiando e appassionano con delicatezza ed eleganza.
Durante la lettura ho respirato un’aria che non c’è più e l’ho fatto cercando di godere di ogni istante, ogni descrizione e ogni luogo: ho immaginato sale sfarzose all’interno delle quali un pianista soddisfava il sensibile udito degli ospiti con sinfonie delicate, ho immaginato le case chiuse, fumose, proibite contraddistinte da odori forti e risate provocanti; sono salita su una bmw decappottabile, indossando una sciarpetta di seta per proteggere i capelli appena tagliati a caschetto; ho assaporato cocktail a base di vermut, chiacchierando fittamente con le mie amiche, adagiata sul divano in salotto.
Questo romanzo, scritto con delicatezza e poesia, ci inserisce all’interno di complicate relazioni personali, presentandoci personaggi unici che vanno conosciuti un poco alla volta per riuscire ad apprezzarli pienamente. Ho amato lo scorrere degli anni, il poter assistere alle mutazioni familiari, alle tragedie raccontate con compostezza, alle piccole gioie e concessioni che di tanto in tanto i personaggi si concedono. Ho adorato il furore di Kathe, la sua passione per un ideale, la sua anima selvatica che ogni tanto fa capolino sopratutto nella relazione con Rudy, uomo come se ne incontrano pochi, amante della poesia e devoto compagno. Mi sono immedesimata nell’insoddisfazione di Ida, nella sua indecisione, ma anche nel suo progetto a lungo termine, studiato con cura. Insieme ad Henny ho sperimentato la prigionia tra le mura domestiche a causa del troppo amore, grazie all’amicizia con Lina ho osato senza abbassare la testa e proprio lei mi ha insegnato a lasciarmi andare.
Inutile dire che non vedo l’ora di proseguire, perché un po’ come è avvenuto con la saga dei Cazalet, ci ho messo un po’ ad affezionarmi ai personaggi e ad un certo punto ho pensato che ciò non si sarebbe verificato, invece poi ho provato un senso di solitudine e mi bastava riaprire il libro per ritrovare delle persone che ho apprezzato senza nemmeno rendermene conto.
Vi aspetto! Non vedo l’ora di sapere se lo avete già letto e se vi ispira.