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Keep Calm and Read Nadia #80 - Il morso della vipera - Recensione


 Buongiorno lettrici e lettori!

Come state? Io ho cominciato molto bene il 2021, anche grazie alla sfida di lettura organizzata da Baba, Daniela di un libro per amico e Ombretta di Ombre di carta, senza dimenticare la temibile Sonia di Il salotto del gatto libraio. Siamo solo all'inizio ma si è già creato davvero un bell'ambiente, simpatico e competitivo il giusto!

Ma bando alle ciance e parliamo del libro di oggi! Ho scelto di raccontarvi il mio pensiero sull'ultimo romanzo di una scrittrice con la quale ho sempre avuto un po' un rapporto di amore/odio: sto parlando di Alice Basso, e il libro in questione è Il morso della vipera.

Fonte google


Dicevo un rapporto di amore/odio, perché io la serie precedente a questa, quella con protagonista Vani Sarca, l'ho amata fino a un certo punto. L'ho letta tutta, perché Alice Basso è una scrittrice molto brillante e piacevole, perché adoro leggere qualsiasi romanzo ambientato a Torino e perché i gialli mi attirano in tutte le loro declinazioni, però Vani io davvero la soffrivo poco. Troppo saputella, fin saccente a lungo andare, per essermi simpatica. Però, come dicevo sopra, la Basso è brillante e soprattutto ha una grandissima cultura, per cui ho deciso di fare la conoscenza anche di Anita Bo, protagonista de Il morso della vipera, e qui c'è stato il colpo di fulmine!

Ma andiamo con ordine: chi è Anita Bo? Anita è la figlia di un tabaccaio di Torino. Siamo nel 1935, i fascisti sono già al governo da un pezzo. Anita ha vent'anni, è una gran bella ragazza (e i più si fermano qui) ma ha anche una testa pensante, intelligente e decisamente sveglia. Ha una migliore amica, Clara, bruttina ma brillante, e un fidanzato, Corrado, biondo, aitante e di ottima famiglia. Tutto sembra innestarsi su binari conosciuti ma, quando Corrado propone ad Anita di sposarlo, la nostra protagonista ha un attimo di sbandamento (o vogliamo chiamarlo... lucidità?) e chiede di lavorare prima, per un periodo di sei mesi. Anita ha studiato come dattilografa e stenografa e, anche se non ha la velocità e la bravura di Clara nella battitura, è abbastanza sveglia da farsi assumere alle edizioni Monné, che pubblicano la rivista Saturnalia. Su Saturnalia scrive anche Sebastiano Satta Ascona, che da capo si trasformerà presto in compagno di indagini...

Come dicevo sopra, ho adorato questo romanzo. Innanzitutto, la protagonista: Anita è sveglia, arguta, intelligente come Vani ma, diversamente da quest'ultima, è simpatica. L'ho amata da subito, dalla prima volta che ha esclamato "Che zucche!" (ora voglio dirlo anch'io a ogni piè sospinto!). Neanche il nostro comprimario, Sebastiano Satta Ascona, sfigura, anzi: nell'ipotetico confronto con il commissario Berganza di Vani, per me non c'è affatto storia, vince Sebastiano a mani basse.

Ho apprezzato molto il giallo, che ho trovato più articolato e con un peso maggiore nella storia rispetto ai romanzi precedenti; nonostante in questo genere di libri si pensi spesso che la parte investigativa sia un mero contorno, io amo sempre cercare di svelare il colpevole.

L'ambientazione, però, è forse ciò che più ricorderò a distanza di tempo di questo romanzo. Ormai anche i muri sanno quanto per me l'ambientazione abbia un'importanza fondamentale nei romanzi che apprezzo, e leggere il lavoro di ricerca puntigliosa e affascinante fatto da Alice Basso per quest'opera, leggere della mia Torino in un periodo così distante da me temporalmente mi ha fatto definitivamente innamorare della serie di Anita Bo (perché credo e spero che ci saranno altri volumi!). Anche il tema del fascismo è indagato con una cura e un'analisi mai vista in un romanzo "leggero" e di intrattenimento.
In conclusione, se ancora non avete letto questo romanzo, se vi è piaciuta Vani Sarca ma anche e soprattutto se vi stava un po' sulle... zucche come a me, leggete Il morso della vipera. Non potrete non amarlo.

Recensione - Il morso della vipera di Alice Basso



Il libro
Il morso della vipera di Alice Basso 
Editore: Garzanti | Pagine:302 | Pubblicazione: 02/07/2020 | Prezzo 16,90€| Trama Qui
Genere: narrativa  

Notizie sull'autrice
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

Recensione 
e 1/2
Buongiorno carrissimi, con grande piacere e un discreto ritardo sono finalmente qui a parlarvi dell'ultima "fatica" di Alice Basso, ovvero il primo capitolo di una nuova serie dai toni gialli. Si intitola "Il morso della vipera", è ambientato a Torino negli anni '30 e Anita Bo è la protagonista di questa storia. Ma chi è questa Anita? E' una ragazza bellissima, di quelle che ogni uomo non può fare a meno di guardare, ha studiato, proprio meno del minimo sindacale perchè in fondo a cosa le servirà? Lei è bella, talmente bella da poter trovare marito con un battito di ciglia, così studiare e lavorare...insomma inutile. E così, proprio con la velocità di una sparo, riceve una proposta dal ragazzo più ambito del circondario: Corrado. Bello, fascista, di buona famiglia, buono. Non si sa bene cosa sia capitato nella testolina di Anita ma...lei risponde di sì, ma dopo aver provato a lavorare. Nemmeno lei sa come le sia uscita un'affermazione così. 
Giocando tutte le sue carte diventa una pessima dattilografa presso la rivista Saturnalia, dove imparerà che le storie le piacciono e anche le parole e anche un po' il suo datore di lavoro, con il quale dovrà risolvere un mistero del passato. 
Con le orecchie basse e la schiena china devo ammettere pubblicamente di non aver ancora terminato l'ultimo capitolo della serie della Gostwriter più amata dai lettori: Vani Sarca. Se un pochino mi conoscete saprete che quando mi affeziono tanto, anzi tantissimo a un personaggio ho delle difficoltà oggettive a lasciarlo andare e così mi tengo il libro in questione sul comodino, quasi a tenermi compagnia, in attesa. 

Poi arriva questo, mi rendo conto di volerlo leggere, con non poco timore addosso, e così, complice un blog tour, lo leggo in anteprima (Il mio post lo trovate QUI). 
Ero al mare, letteralmente spiaggiata sui sassi di Albenga e appena ho avuto modo di fare la conoscenza di Anita ho pensato che fosse una tostissima ragazza e che avesse le carte in regola per sedersi al fianco di Vani ( e poi non dite che non sono per le pari opportunità). E' inutile che stiamo qui a raccontarci la manfrina, se un autore esordisce con una serie di libri con una protagonista eccezionale, non si può fare a meno di fare il paragone. In cuor nostro ci manca quel protagonista là e quello nuovo viene un po' guardato con sospetto. 
Ma Anita, oltre ad essere bella è anche una ragazza intelligente, nonostante quest'ultima qualità sia offuscata dall'aspetto fisico e sicuramente è anche scaltra. Non può non piacere anche alle donne, perchè è per la parità dei sessi (anche se lei ancora non può saperlo), è all'avanguardia, sa come muoversi ed è un'amica leale. 

Perchè questo romanzo è convincente? Al suo interno c'è di tutto, a partire dall'ironia che contraddistingue Alice Basso come il suo stile assolutamente riconoscibile, anche al buio; la caratterizzazione dei personaggi è un altro punto di forza, e non solo i protagonisti, ma proprio tutti quelli che hanno un ruolo all'interno della vicenda; non posso non nominare l'ambientazione, una Torino retrò che mi sembra di avere sotto gli occhi. 
La parte gialla è convincente, ma sopratutto mi è piaciuto il voler parlare di quando i gialli italiani non si dovevano pubblicare, di quali schifezze venissero fatte sotto agli occhi delle persone, della mancanza di libertà, però raccontato con un altro metodo, in un modo che solo la Basso sa fare in quel modo lì. 
Se proprio una pecca la devo trovare è stata quella dell'italianizzazione delle parole. Dovete sapere che Anita e la sua migliore amica si divertono a trasformare le parole straniere utilizzate mentre si parla in italiano e ovviamente vengono fuori delle cose assurde. Ecco, dopo un po' l'ho trovato un po' ripetitivo.

Ma quindi? Come concludiamo questo post? Eh, dicendo che io mi bacchetto da sola le dita e vado a leggere l'ultimo libro della precedente serie perchè ho un'altra protagonista da mettere sul comodino, aspettando con impazienza che "la Basso esca un altro libro"! Forza Alice, batti le dita sulla tastiera, che tu sei più rapida di Anita perchè ci sono un sacco di cose che voglio sapere su questa gagliarda donnina che vive nella mia città nel 1935. Quindi carissimi, LEGGETE LA BASSO. E' UNA GARANZIA DI QUALITA'.