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Recensione - Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne
Il libro
Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne
Editore: Il Battello a Vapore| Pagine: 449| Pubblicazione:1873 e rivisto nel 2011| Prezzo 12,00€| Trama Qui
Genere: classici per ragazzi
Notizie sull'autore
Jules Verne, nato nel 1828, agli albori della rivoluzione industriale, immortala la fede nel progresso attraverso i suoi sogni futuristici e la creazione di veri miti scientifici e letterari. La sua opera può essere definita la più insolita e la più visionaria del XIX secolo. Morì nel 1905.
Recensione
Recensione
Lo ammetto, faccio sempre più fatica ad assegnare i voti ai romanzi "normali", figuriamoci ad un classico. La questione non è legata al fatto che si tratti di un romanzo antico e studiato nelle scuole, ma indubbiamente, non essendo io una professoressa di lettere e mancandomi delle basi, sarebbe ipocrita giudicare approfonditamente una storia scritta nel 1800, poiché bisognerebbe indagare maggiormente circa la situazione storia e sociale di quell'epoca. Insomma, io mi limiterò a dirvi se mi è piaciuto nonostante l'età oppure no!
Questa è la storia di un gentiluomo inglese, che insieme al suo maggiordomo affronta per scommessa un viaggio inaudito: il giro del mondo intero in soli ottanta giorni. Ma se una persona normale si sarebbe limitata a fare il giro, senza guardare in faccia nessun altro, un sacco di imprevisti si mettono tra i piedi dei due avventurieri, e tra donzelle in pericolo che aspettano di essere salvate, coincidenze perse, un attacco degli indiani e un ispettore che cerca di ammanettare il nostro protagonista, insomma l'avventura è assicurata e con tanti, ma tanti imprevisti.
In questo caso però non è tanto l'itinerario a colpire un'ultra trentenne come me, ma sono i personaggi, le descrizioni del loro carattere, le abitudini, l'educazione, il modo di vivere e sopratutto gli ideali. Per un paio di giorni sono stata catapultata in un mondo lontano, ma non è stata la mancanza di un cellulare a destabilizzarmi, ma la differenza di educazione tra l'altro ieri e oggi. Purtroppo credo che non incontrerò mai un uomo d'onore, un uomo che creda che la sua parola valga più di ogni cosa, una persona che non pensa a come fregare il prossimo, ma si organizza per fare le cose al meglio, senza pensare al dopo, ma al presente. Nel mondo reale del 2017 temo di no. O per lo meno non un mio coetaneo.
Io vedo i giovani d'oggi, ai quali non viene più insegnato molto, perchè non reputato importante: quante persone ancora cedono il passo a quelle più anziane? Quale uomo davanti ad un uscio indietreggia per far varcare la soglia prima ad una signora? ( Qui non sé essere retrogradi, ma semplicemente rispettosi) Quante persone rischierebbero la propria vita per salvarne un'altra senza pensarci due volte? In un periodo dove ragazze vengono bruciate all'interno della propria auto e nessuno ha visto nulla, signore violentate sui marciapiedi con passanti che fingono di non accorgersi, cellulari usati per fare video penosi da postare su YouTube...insomma, questo romanzo mi ha fatto bene al cuore. Non perchè sia fantasy, ma perché è una testimonianza: qualcosa che c'è stato e poi si è estinto, come i dinosauri.
Insomma io ricorderò questo libro, letto per lavoro, perché devo costruire le coreografie del saggio di Natale alle mie ginnaste, ma non è solo questo il motivo, lo ricorderò perché questo classico mi ha colpito e se in questo caso non è stata tanto la trama a regalarmi momenti di felicità, sicuramente la scrittura ed i personaggi che lo hanno popolato sono stati d'enorme aiuto. Di Mister Fogg ricorderò la compostezza e l'eleganza, di Passepartout il buon cuore e la semplicità, di Mrs Auda il sapersi adattare alle situazioni senza proferire verbo, di Mr Figg la caparbietà e la dedizione, ma non per ultima l'accettazione dei propri errori.
Di questi personaggi mi porterò un pezzettino a casa, non li lascerò scappare tanto facilmente. Un romanzo attuale, nonostante l'epoca in cui è stato scritto. Se con "I Pirati della Malesia" mi annoiai, il romanzo scritto da Verne mi ha sedotta, nel 2017. Promosso!
Questa è la storia di un gentiluomo inglese, che insieme al suo maggiordomo affronta per scommessa un viaggio inaudito: il giro del mondo intero in soli ottanta giorni. Ma se una persona normale si sarebbe limitata a fare il giro, senza guardare in faccia nessun altro, un sacco di imprevisti si mettono tra i piedi dei due avventurieri, e tra donzelle in pericolo che aspettano di essere salvate, coincidenze perse, un attacco degli indiani e un ispettore che cerca di ammanettare il nostro protagonista, insomma l'avventura è assicurata e con tanti, ma tanti imprevisti.
In questo caso però non è tanto l'itinerario a colpire un'ultra trentenne come me, ma sono i personaggi, le descrizioni del loro carattere, le abitudini, l'educazione, il modo di vivere e sopratutto gli ideali. Per un paio di giorni sono stata catapultata in un mondo lontano, ma non è stata la mancanza di un cellulare a destabilizzarmi, ma la differenza di educazione tra l'altro ieri e oggi. Purtroppo credo che non incontrerò mai un uomo d'onore, un uomo che creda che la sua parola valga più di ogni cosa, una persona che non pensa a come fregare il prossimo, ma si organizza per fare le cose al meglio, senza pensare al dopo, ma al presente. Nel mondo reale del 2017 temo di no. O per lo meno non un mio coetaneo.
Io vedo i giovani d'oggi, ai quali non viene più insegnato molto, perchè non reputato importante: quante persone ancora cedono il passo a quelle più anziane? Quale uomo davanti ad un uscio indietreggia per far varcare la soglia prima ad una signora? ( Qui non sé essere retrogradi, ma semplicemente rispettosi) Quante persone rischierebbero la propria vita per salvarne un'altra senza pensarci due volte? In un periodo dove ragazze vengono bruciate all'interno della propria auto e nessuno ha visto nulla, signore violentate sui marciapiedi con passanti che fingono di non accorgersi, cellulari usati per fare video penosi da postare su YouTube...insomma, questo romanzo mi ha fatto bene al cuore. Non perchè sia fantasy, ma perché è una testimonianza: qualcosa che c'è stato e poi si è estinto, come i dinosauri.
Insomma io ricorderò questo libro, letto per lavoro, perché devo costruire le coreografie del saggio di Natale alle mie ginnaste, ma non è solo questo il motivo, lo ricorderò perché questo classico mi ha colpito e se in questo caso non è stata tanto la trama a regalarmi momenti di felicità, sicuramente la scrittura ed i personaggi che lo hanno popolato sono stati d'enorme aiuto. Di Mister Fogg ricorderò la compostezza e l'eleganza, di Passepartout il buon cuore e la semplicità, di Mrs Auda il sapersi adattare alle situazioni senza proferire verbo, di Mr Figg la caparbietà e la dedizione, ma non per ultima l'accettazione dei propri errori.
Di questi personaggi mi porterò un pezzettino a casa, non li lascerò scappare tanto facilmente. Un romanzo attuale, nonostante l'epoca in cui è stato scritto. Se con "I Pirati della Malesia" mi annoiai, il romanzo scritto da Verne mi ha sedotta, nel 2017. Promosso!
Ciao, ho letto questo romanzo un paio di anni fa, dopo secoli che stazionava nella mia libreria e mi è piaciuto tantissimo, anche per i motivi che hai sottolineato tu :-)
RispondiEliminaCiao Ariel, credo ch si apprezzi più da grandi che da ragazzini. Che ne pensi?
EliminaMi ricordo di aver letto questo libro la prima volta alle elementari e mi annoiò a morte, poi l'ho riletto qualche anno fa e ne sono rimasta affascinata. A volte è un vantaggio leggere certi classici da adulti perché si notano cose che da bambini rischiano di sfuggire. Mi fa piacere sia piaciuto anche a te. Il mio preferito di Verne comunque rimane Viaggio al centro della terra!
RispondiEliminaCiao Beth, infatti stavo pensando proprio a questo: anche a me è capitato così, lo trovavo lento e noioso. Viaggio al centro della terra non l'ho letto, mai. Sicuramente adesso i bambini leggono cose più leggere e scorrevoli.
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