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Recensione - Gocce di veleno di V. Benatti

venerdì, novembre 25, 2016 Baba_Books Desperate Bookswife 2 Comments


Il libro
Gocce di veleno di Valeria Benatti
Editore: Giunti| Pagine: 192| Pubblicazione  ottobre 2016|Prezzo 14,90€| Trama Qui

Genere: Narrativa Moderna
                

Notizie sull'autrice
VALERIA BENATTI giornalista e voce storica di Rtl 102.5, ha pubblicato Love Toys (Giunti, 2014), Kitchen in love (Gribaudo, 2011), Fulminata dall’amore (Kowalski, 2013) e La scelta di Samir (Scripta Edizioni, 2014), quest’ultimo per sostenere la Onlus CINI, Child In Need Institute, con cui collabora da vent’anni (www.adottaunamamma.it). Tra i soci fondatori di Make a Change, movimento per lo sviluppo dell’impresa sociale in Italia (www.makeachange.it), ha diretto Serra Creativa, incubatore di talenti Rai, e condotto il talk show Fobie in prima serata su La7. Vive e lavora a Milano.

Recensione 
e 1/2

Recensione... adesso,  questa è una parola davvero grossa. Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne e ho deciso, grazie alla Casa Editrice Giunti, di parlare di questo libro, scritto da una famosa giornalista e voce radiofonica. Gocce di Veleno racconta la storia di Claudia in maniera cruda, senza lasciare spazio alla fantasia, non ce n'è bisogno.
Claudia è originaria di Mantova, ma da anni vive a Milano, città che l'ha aiutata a inseguire il suo sogno, ovvero lavorare nell'editoria. E' una donna bella, sexy, piacevole caratterialmente e le sue forme generose la rendono un bocconcino desiderabile. Claudia adora sentirsi desiderata, non ama i legami stabili e si infila sempre in situazioni precarie, regalando il suo corpo a uomini che appena dopo l'amplesso si coricheranno accanto alla moglie, ignara e addormentata. A lei non importa, le piace sentirsi infallibile sotto le coperte, sapere che è l'unica in grado di regalare un orgasmo travolgente, facendo giochetti che le altre donne nemmeno immaginano.
Un giorno però Claudia si innamora di Manfredi, una relazione univoca, malvagia, dolorosa e non gratificante. Per anni ha sopportato insulti indegni, minacce, disprezzo e un sesso malsano, consumato per il piacere di uno solo dei due.
Quando finalmente si convince a mollare la presa, Claudia si reca in un centro anti violenza "Cerchi d'acqua" e inizierà un percorso ancora più doloroso.

Ero a pagina settanta e mi sono detta: "ok è la protagonista è sfuggita a Manfredi, sta lavorando su stessa, ma dove andremo a finire?"
Poi è successa un'altra cosa ancora: non ho simpatizzato con Claudia, anzi, l'avrei proprio presa a ceffoni. Lei vive a casa propria, non ha un legame stabile con questo mostro infedele, si sentono solo ogni tanto, ogni volta lui la riempie di insulti, le fa fare del sesso discutibile e che comunque a lei non piace, arriva a casa spossata e decisa a non rivederlo più...e la volta successiva di nuovo punto e capo. Ok la prima, buona la seconda, giustificabile la terza, poi mi sono chiesta il perchè avrebbe dovuto farmi pena, considerando che lui non si è mai recato sotto l'abitazione di Claudia con una pistola puntata alla sua tempia.
Mentre mi ponevo tutte queste scomode domande e intanto andavo avanti a leggere HO COMPRESO. Un motivo Claudia ce l'ha per comportarsi all'apparenza in maniera così sciocca. Fa male, provoca dolore, a lei, ma anche al lettore, che si sente in colpa, che non avrebbe immaginato. Che ha chiuso gli occhi e ha giudicato, perchè in fondo è la cosa più semplice.

Questa è una storia che fa riflettere, perchè di violenza, purtroppo, se ne parla tutti i giorni, ma forse non abbastanza. Le donne che subiscono un abuso sono troppe e la stragrande maggioranza nega a se stessa l'aiuto, ma peggio ancora, non denuncia il fatto, per vergogna, per non turbare i familiari, ma anche per paura del fatale giudizio di chi le sta intorno.
Le parole perdono il loro significato davanti alla cattiveria umana, viviamo nell'anno 2016, utilizziamo lo smartphone, accumuliamo App sul display del nostro tablet, ci scaldiamo constatando le condizioni di vita di certi popoli, non comprendiamo come alcune donne possano portare un velo, ci arrabbiamo, sbraitiamo davanti ad un televisore, ma poi siamo davvero capaci di guardare cosa accade alla signora del secondo piano? Cominciamo ad insegnare ai nostri figli i valori che tanto millantiamo, insegniamo loro l'uguaglianza, il rispetto, la collaborazione. No, queste sono solo parole, viviamo in posto dove vince il più forte, il più furbo, quello che aggira la legge, quello che grida maggiormente.
Ecco, alla fine mi sono scaldata anche io, quando invece dovrei stare tranquilla e respirare profondamente.

Un libro da leggere questo, come anche quello scritto da Sara Rattaro "Splendi più che puoi". Le persone dovrebbero imparare ad ascoltare, a capire il dolore e i danni che alcune azioni provocano, non solo nell'immediato, ma per il resto della vita.
Non starò qui a elencarvi i punti forti o quelli deboli di questo libro, non questa volta, non per questo genere di storia.

Vorrei ringraziare anche tutte le associazioni no-profit che aiutano le donne in difficoltà, danno loro sostegno, assistenza di vario genere, facendole sentire parte di qualcosa, ma sopratutto comprese.
Parte del ricavato di questo libro sarà devoluto dall'autrice e dall'editore  al centro anti violenza Cerchi D'acqua (cerchidacqua.org) .

E comunque io scrivo NO!


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