Feltrinelli,

Ti racconto di un pomeriggio prenatalizio #2

giovedì, dicembre 15, 2016 Baba_Books Desperate Bookswife 0 Comments

Buongiorno lettori, vi state chiedendo il significato di questo strano titolo? Lo immaginavo. Io e la signorina Lucrezia (sì proprio lei, Lucrezia Scali, quella famosa), abbiamo iniziato una nuova collaborazione. A chi non piacciono le lettere? Abitiamo non troppo distanti, ma vedersi è comunque difficile, allora abbiamo pensato, viste le nostre passioni comuni, di raccontarci una nostra giornata, immerse nella lettura e avvolte dal profumo di una buona torta appena sfornata.

Cara Lucrezia,

come stai? Sai, ero convinta di volerti parlare di un libro molto divertente, una storia un po' rosa e un po' cick-lit, invece poi è arrivata una serata quasi perfetta e non ho potuto non cambiare idea.
Non so se te l'ho mai raccontato, ma c'è stato un periodo della mia vita in cui il Natale era bandito, un po' come nel libro che sto leggendo "Fuga dal Natale" di Grisham. Non decoravo l'albero, non ascoltavo musichette nostalgiche, nessun panettone aveva il permesso di entrare in casa mia. Solo una mia cara amica mi portava un oggetto che ricordasse questa festa e mi obbligava a tenerla, anche nascosta, lei si sarebbe accontentata. A pensarci adesso...che tristezza.
Poi mi sono sposata, a mio marito non è mai importato nulla, anzi, roba in meno sparsa per casa, così non ho dovuto nemmeno affrontare il suo eventuale disappunto.
Poi è nata la mia bambina...già quando occupava gratuitamente la mia pancia qualcosa in me è cambiato, così oltre alla lacrima facile, la voglia di toast caldo alla Nutella e anche altro, ho iniziato a ricordare i giorni lontani durante i quali preparavo l'albero, pallina per pallina, alle quali davo addirittura un nome. Il presepe con il muschio, le lucine e qualche volta anche le candele. Poi c'erano i bigliettini cicciottosi, quelli che quando li aprivi partivano le note di Silent Night.

Bene, proprio la scorsa settimana, a ridosso dell'8 dicembre, sono venuti a trovarci degli amici che abitano in terra toscana, e proprio il giorno dell'Immacolata mi sono alzata e ho aiutato la figliola a preparare l'albero (in realtà ha fatto tutto lei, io mi sono limitata a dirigere i lavori,  proprio come i vecchietti).
Poi...il mio pomeriggio tanto atteso: ho acceso il camino (sì, finalmente ho trovato il tempo e non ho dato fuoco alle cagnine che fanno la nanna proprio lì sotto), ho fatto partire le lucine, ho acceso le candeline dell'Lidl, ho radunato la famiglia sulle poang ( si, ci stavamo un po stretti come il cinque nel quattro, però è stato quasi romantico) e... ho fatto un grosso errore. La scelta del film a tema. Già perchè volevo far contenti tutti, così io avrei letto indisturbata, invece li ho fatti piangere. "Un Natale Magico" della Disney ha distrutto tutti. Che disastro.

Però io ho letto, e sono stata anche un po' vigliacca perchè ho terminato "La sposa dell'aria" che con le feste non c'entra proprio nulla. Ho preso questo libro in biblioteca, poichè la bibliotecaria me ne ha parlato bene, sopratutto dicendomi che una passata Torino faceva da sfondo e i due protagonisti sono realmente esistiti.
Siamo nel lontano 1983, e una coppia di giovani sposi decide di affrontare un viaggio di nozze assolutamente particolare: un volo su di una mongolfiera intorno alla città.
Anna Demichelis ha solo diciotto anni, è la figlia della governate del suo novello sposo, Giuseppe Charbonnet, un signore francese che si aggira intorno alla cinquantina, dai modi gentili e aristocratici, un'azienda prestigiosa che dirige meticolosamente e la passione per i palloni aerostatici.
Nonostante l'esperienza dell'ambizioso protagonista, purtroppo però la Mongolfiera Stella non terminerà il suo volo degnamente, cadrà al suolo prima del previsto e in una maniera poco elegante.
Una storia vera, raccontata con malinconia e capacità, l'autore è andato a perlustrare gli archivi, si è informato e ha riesumato un fatto di cronaca dello scorso secolo, ha regalato una seconda breve possibilità ai due sposi, che hanno vissuto un'esperienza a dir poco surreale.
Ho amato le descrizioni di Torino, città nella quale ho vissuto, ho immaginato le vie del centro viste dai Cappuccini, appena sulla collina, mentre si illuminano piano piano in un periodo in cui si sogna la luce elettrica e si contano a malapena una decina di lampioni. Ho apprezzato i personaggi e Annetta, tanto bella quanto confusa, ho imparato cose che ignoravo, nonostante abbia fatto fatica ad entrare nella storia, perchè subito mi è parsa lenta e strana. Alla fine però l'ho letta volentieri, nonostante non si faccia divorare, ma si lascia leggere con delicatezza, per poi regale verso la fine delle emozioni più concrete.
Lucrezia bella, non ho sfornato una torta, perchè ne avevo bruciata una pochi giorni prima, ma ho assaporato con grande gioia dei wafer alla vaniglia, che non ho condiviso con il consorte. Ho acceso una Yankee al limone, che nonostante sia una fragranza estiva...mi rilassa e mi mette di buon umore. Ho accarezzato le mie cagnine, comodamente adagiate sulle nostre pance. Un bel pomeriggio, non c'è che dire.

Adesso vado a leggere la letterina che hai scritto per me, se siete curiosi anche voi, cliccate QUI.

Alla prossima!

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