Che Guevara,

Immagini d'inchiostro #9 - Latinoamericana. I diari della motocicletta

giovedì, agosto 04, 2016 Baba_Books Desperate Bookswife 6 Comments

Immagini d'inchiostro è una rubrica da me ideata per chiacchierare di libri che sono diventati film o viceversa.

DAL LIBRO...

Titolo: Latinoamericana
Autore: Ernesto Che Guevara
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 200
Prezzo: 13,00€

SINOSSI:
Dicembre 1951. Due giovani studenti di medicina argentini, Ernesto Guevara de la Serna e Alberto Granado, partono in sella a una sgangherata motocicletta, pomposamente battezzata "Poderosa", per attraversare l'America Latina. In quei sette mesi di avventure e incontri, destinati a forgiarli per sempre, toccheranno mille luoghi, dalle rovine di Machu Picchu al lebbrosario di San Pablo. Durante il viaggio Ernesto raccoglie appunti e, una volta rientrato, li riordina in un diario che è ormai un mito, l'opera più celebre del Che, un libro di culto letto e amato da almeno tre generazioni. Queste pagine svelano lo sguardo fresco ma già critico e intelligente dell'uomo destinato a diventare, di lì a poco, il comandante Che Guevara; contengono ì
mille volti dell'America, la miseria degli Indios e la folgorante bellezza del paesaggio; raccontano il desiderio di conoscere, esplorare, capire, emozionarsi come solo a vent'anni si può, mentre la moto perde pezzi per strada e due ragazzi si trasformano in uomini. Come scrisse Guevara riflettendo su quell'esperienza, "quel vagare senza meta per la nostra "Maiuscola America" mi ha cambiato più di quanto credessi".


...AL FILM

Titolo: I diari della motocicletta
Regia: Walter Salles
Sceneggiatura: José Rivera
Musiche: Jorge Drexler, gustavo Santaolalla
Genere: drammatico, biografico, avventuraDurata: 128 minuti
Cast:
Gael García Bernal, Rodrigo De la Serna, Mìa Maestro, Jeanne Pierre Noher
Uscita in Italia: 2004


TRAMA: 
Il film ripercorre il lungo ed avventuroso viaggio intrapreso dal giovane Ernesto Guevara ed il suo amico Alberto Granado attraverso l'America Latina, inizialmente in sella alla motocicletta di quest'ultimo (una Norton 500 M18 del 1939 soprannominata "la Poderosa") e successivamente a piedi o con i più disparati mezzi di fortuna. All'epoca, il futuro rivoluzionario è ancora un ventiduenne studente della facoltà di medicina, prossimo alla laurea, mentre Alberto è un giovane biochimico ventinovenne che lavora in un ospedale locale.
Le tappe fondamentali del loro viaggio sono Machu Picchu ed il lebbrosario di San Pablo, che permetteranno al giovane protagonista di osservare la miseria e la povertà del popolo latino-americano, iniziando ad analizzare i nefasti effetti dei sistemi economici vigenti, scoprendo l'esigenza di un mondo più equo. In tal modo il film tenta, implicitamente, di dare una spiegazione alle origini del percorso intellettuale e politico che i due protagonisti avrebbero poi intrapreso nel resto della loro vita.


TRAILER



COMMENTO

Eccomi, sono qui, dopo aver letto questo diario di viaggio, a cercare le parole. Perchè in effetti ho le idee un po' confuse. Io amo viaggiare, tanto tanto, e anche se il poco tempo non mi permette di fare tantissime fughe, cerco di scoprire posti nuovi appena posso. Amo adattarmi all'ambiente che mi ospita, quindi mi è capitato di dormire per terra, senza tenda, in Africa, mentre in una house-boat ad Amsterdam, per capirci. Un viaggio come quello del Che lo farei al volo, su di una vecchia motocicletta a respirare la polvere delle strade bianche, indossando pochi panni e tanta curiosità.
E' molto difficile giudicare la vita e le esperienze vissute da un altro essere umano, posso esprimere la mia opinione dicendo: "io lo farei" oppure l'esatto contrario, ma ad un diario, a parte allo stile e alla grammatica, non è possibile assegnare un voto. 
Ernesto ed Alberto, amici e compagni di studi, annoiati e un po' stufi della solita vita, hanno deciso di saltare in sella e proprio in compagnia della Poderosa II attraversare l'intera America Meridionale. 
Proprio Ernesto però , una volta tornato a casa dopo sette mesi di incontri, scambi e sguardi che dicono tutto, non è più lo stesso. Probabilmente proprio grazie a questo viaggio è diventato il personaggio che ha fatto storia e che tutti conosciamo.
Mi sono posta solo una domanda: ma se questo diario non fosse stato scritto e rivisitato dal grande e amato Che, avrebbe riscosso tutto questo successo? Ecco, se invece fosse stato scritto da Giorgio Miramare, addetto all'ufficio anagrafe del comune di Collegno, che in sella alla sua vespa, nel lontano 1951, insieme al Geometra Picchettin fossero andati alla scoperta dell'America Latina e poi avessero scritto questo diario, avrebbe riscosso lo stesso successo mondiale? Quindi, in questo caso a parer mio, il nome sulla copertina è stato importante. Attenzione, con questo non dico che non mi sia piaciuto, anzi, ho divorato le pagine per appagare la mia curiosità, che era presente e incalzante su più fronti.

Grazie a questo diario è stato girato un film, diretto da Walter Salles, celebre per aver girato "On the road" , "Linha de Passe", e interpretato da Gael García Bernal (Ernesto Che Guevara) famoso per la "La mala education" e "Babel" e Rodrigo De la Serna (Alberto). Non l'ho ancora visto, da quando il mio videotacaro Domenico ha chiuso...riesco sempre meno a procurarmi quello che voglio, ma mi fido del giudizio di mia zia, che lo considera un film intenso, appassionante, uno di quei lungometraggi da riguardare più volte per coglierne l'essenza, ma sopratutto uno di quei dvd da possedere e riporre all'interno della propria videoteca personale. 

Sono quasi certa che moltissimi di voi avranno sfogliato questo libro, ma sopratutto sgranocchiando quintali di pop-corn, avranno visionato per bene ogni scena del film. Aspetto i vostri pareri!! 



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6 commenti:

  1. nonostante la mia enorme curiosità non ho letto il libro né visto il film. Sono stata a Cuba e il Che è una figura che mi ha sempre affascinata, a me come a tutta la mia generazione, ma ho sempre titubato sulla lettura di questo diario e non so spiegarti bene il perché. Prima o poi provvederò e hasta la victoria siempre!

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    1. Ciao Chiara, wow vedi Cuba mi affascina da matti e chissà, magari prima o poi riuscirò ad andarci. Lo ammetto, senza la sfida di lettura non credo proprio che avrei letto questo diario, ma sono contenta, anche se non è uno di quei romanzi da Top Ten o uno di quelli che consigli a tutti quelli che ti passano davanti, è stato piacevole e istruttivo. Mi piace leggere cose che non avrei preso inconsiderazione! Un abbraccio

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  2. Anche io come Chiara... non ho letto il libro (anche se più volte mi è finito tra le mani sbirciando in libreria, sempre rimesso al suo posto senza portarlo con me alla cassa, però) e non ho visto il film. Tra l'uno e l'altro preferisco sempre leggere il libro. Anche io, come te, leggo volentieri titoli che - senza la spinta dovuta a qualche gara a cui partecipo - probabilmente non avrei mai avvicinato e tranne qualche piccola eccezione mi è capitato di scoprire letture molto piacevoli. Buon fine settimana, mia cara, e buone letture!

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    1. Ciao Stefania, ero in montagna e non sono riuscita a risponderti! Anche io, tra i due, preferisco leggere il libro, ma se posso spesso mi piace confrontare, perchè io di cinema sono un po' "malata" anche se da qualche tempo non riesco a più a dedicare del tempo alla televisione purtroppo. Ti abbraccio, a presto

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  3. Sono d'accordo con le opinioni di tua zia: non ho letto il libro, ma il film è sicuramente valido, coinvolgente e appassionante... molto più interessante del successivo "On the Road", che purtroppo mi ha veramente deluso! :(

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    1. Ciao Sophie, mi scuso per il ritardo ma non avevo una connessione ad internet in montagna. Ho visto finalmente il film e mi è piaciuto moltissimo, addirittura più del libro. "on the road" non l'ho ancora visto e chissà quando riuscirò. Mi dispiace che sia stato una delusione :-(
      a presto e buon inizio settimana

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