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Recensione - Aglio, olio e assassino di Pino Imperatore

lunedì, giugno 11, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 4 Comments

Il libro
Aglio, olio e assassino di Pino Imperatore
Editore: DeA Planeta| Pagine: 361| Pubblicazione: maggio 2018 | Prezzo 15,00€| Trama Qui
Genere: giallo
Notizie sull'autore
Pino Imperatore è nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani e vive in Campania dall’infanzia. È autore di quattro romanzi, oltre che di opere teatrali e racconti. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura umoristica.
Recensione

e 1/2
 Innanzi tutto vi chiedo scusa, ci ho messo molto a leggere questo volume, ma dovete sapere che qualche giorno fa, mentre stavo preparando la vasca da bagno per un momento di lettura rilassante, mia figlia ha pensato bene (senza farlo apposta) di far cadere questo libro dentro l'acqua. Ha toccato il fondo. Ha fatto "glu glu glu". Io sono rimasta senza parole. Come immaginerete ho dovuto aspettare un paio di giorni che si asciugasse, sperando di riuscire a leggerlo e la pioggia e l'umidità di queste settimane non è stata utile. Ma ce l'ho fatta. Sì, Isotta ha ancora i capelli lunghi, non glieli ho tagliati per ripicca, tranquilli. Ma adesso veniamo a noi.
Non conoscevo Pino Imperatore, leggo abbastanza, ma questo autore mi è sfuggito fino a qualche settimana fa; Poi la casa editrice manda la solita mail contenente le novità e in quel momento lo vedo. Qualcosa mi ha spinto a pensare che quel libro mi avrebbe regalato bei momenti. Così è stato. Adesso ve lo racconto.

Siamo a Napoli, quartiere di Mergellina, la famiglia Vitiello gestisce da anni una trattoria premiata e amata anche dai Vip. Dall'altra parte della strada c'è un commissariato, all'interno del quale Gianni Scapece è ispettore capo. Gianni è un uomo avvenente, sui quaranta, amante delle donne e della buona cucina, non ha una relazione fissa a tenerlo ancorato in casa, così spesso cena in trattoria, la Parthenope, dove stringerà una sana amicizia con i titolari.
Ovviamente c'è un omicidio, il giallo si unisce al rosso, poiché il cadavere è stato ritrovato in una situazione...definiamola piccante. Chi se ne occuperà? Ovviamente l'ispettore Scapece, che non si da pace, poichè gli indizi sono pochi, l'omicida è stato maniacalmente preciso, ma è un essere umano e tutti prima o poi commettono degli errori. Forse.
Inutile girarci intorno, questi sono i gialli che piacciono a me: dal mistero convincente, ma sopratutto coinvolgente, i personaggi vivi, in carne (in alcuni molta!) e ossa e dai sentimenti puri, genuini, quei personaggi che senti un po' come una famiglia, perchè il loro esserlo è contagioso.
In questi giorni ho ripetuto più volte, a persone diverse, di leggere questa storia, perchè non è solo un giallo, si percepisce la passione dell'autore e il suo impegno. L'amore per la scrittura vive attraverso Peppe, figlio di Ciccio Vitiello, e insieme formano una coppia super, Isabella, la dolce ragazza dal cuore grande e dalla bellezza sconvolgente, Angelina (moglie di Peppe), nonostante sia un personaggio secondario ha indubbiamente il suo peso, emerge l'apatia, molto vicina a tramutarsi in depressione. Il commissario Carlo Improta, quasi un padre per Gianni, un uomo tutto d'un pezzo, un amico sincero ed un capo autorevole e preciso. 
In questo libro si mescolano alcune vicende private insieme alle parti investigative, che restano le parti maggiori, ma di tanto in tanto, quello che accade in trattoria è una pausa piacevole, che strappa qualche sorriso, come la ciliegina sulla torta, insomma non è indispensabile, ma fa la differenza.
Consiglio questo libro perchè indubbiamente ironico, perchè l'autore, come ha scritto nei ringraziamenti, si è documentato, si è messo in gioco, ha preso spunto da alcune cose realmente accadute (vedi l'esperienza di Marina, sulla quale non posso dirvi molto, se non che dormiva sulle panchine) e poi ha aggiunto la cultura, la storia, la religione. Questo autore non lo conoscevo, ma è bravo miei cari lettori, molto bravo, oltretutto mi è anche simpatico, perchè ha inventato due personaggi a quattro zampe che sono stati inseriti con maestria all'interno della storia, dando loro spazio, dignità e una certa importanza: loro sono Zorro, ovvero il cane guardiano della trattoria, e Bigodina, la "fidanzata" di Zorro, che con i suoi padroni di tanto si fa vedere al Parthenope per una cenetta.
Ogni pezzo del puzzle ha una giusta collocazione e il risultato è davvero magnifico. Spero addirittura che Pino Imperatore abbia nel cassetto un seguito, perchè l'ispettore capo, oltre ad essere affascinante, amante della buona cucina, acculturato e sveglio, ha stretto rapporti con i Vietiello e io adesso sono curiosa di sapere se ci saranno sviluppi, oppure mi devo accontentare di ciò che ho letto. Proprio Imperatore scrive queste parole e le mette in bocca a Improta:

"E come avviene dopo la cattura di ogni criminale, dentro ci resterà un vuoto. Finchè lo stai cercando, non ci pensi; indaghi, interroghi, ricostruisci, vai a caccia; infine lo catturi e tutto finisce in un momento. Un'investigazione che conduce alla scoperta della verità assomiglia alla lettura di un buon libro: ti appassioni alla storia e ai personaggi e quando arrivi all'ultimo capitolo, alle ultime righe, ti senti appagato ma ci resti anche un po' male".

Io mi sento proprio così, felice perchè ho scoperto la verità e anche appagata, ma indubbiamente triste, perchè come succede quando incontri un buon libro, mi sono affezionata ad una realtà che adesso devo lasciar via. Bravo Imperatore, leggerò sicuramente il tuo prossimo libro.

Punti forti
- I personaggi sono perfetti: ognuno di loro ha da dare qualcosa al lettore e niente è lasciato al caso. Il mio preferito è banale: Gianni, se ancora non si fosse capito, ha fatto breccia nel mio cuore. Ma vi stupirò, anche Angelina, l'impopolare moglie di Peppe Vitiello, la scorbutica, apatica, rompi balle moglie...ha attirato la mia attenzione.
- In questo libro si cela un omicida seriale. Dovete sapere che mi piacciono moltissimo i libri dove l'assassino opera mentre io sto leggendo. I gialli classici mi piacciono, senza dubbio, ma quelli con assassino attivo, ancora di più. 
- Come ho già scritto, il lettore non può non notare l'amore che spinge l'autore a scrivere e la dedizione e la cura per le parole, i piccoli particolari, i dialoghi. Si percepisce, pagina dopo pagina ed è stato bellissimo avere tra le mani la sua creatura. 

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4 commenti:

  1. Mi sa che questi sono i gialli che piacciono anche a me! Prendo nota.

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    1. Ciao Beth! è bello, bello, bello! Spero di averti incuriosita

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  2. Anche io prendo nota, anche perché adoro i gialli con personaggi ben caratterizzati!

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    1. Ciao Nadia, tu sei esperta, non vedo l'ora di sapere quello che pensi!

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