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Keep Calm and Read Nadia #15 - Quando un romance diventa un trattato di sociologia, ovvero e contraddizioni in America

martedì, dicembre 12, 2017 Baba_Books Desperate Bookswife 8 Comments

Ciao! Come state? E' già il dodici dicembre?? Oh Santa Polenta...è tardi, è tardi, è tardissimo!! Ci sono saggi di Natale da preparare, recite da provare, costumi da misurare, oh my God...portate pazienza, il mio lavoro è così, ma per fortuna c'è Nadia, vi lascio in sua compagnia!

Buongiorno lettrici e lettori, come state?
Oggi voglio parlarvi di un libro che ho appena finito di leggere, Il lago dei desideri di Susan Elizabeth Phillips. Molto probabilmente conoscerete già quest’autrice, ma per me è stato il primo approccio con lei, e volevo raccontarvi le mie sensazioni che penso saranno un po’ diverse da quelle della maggior parte delle sue lettrici.
Come sempre non mi dilungo con la trama, che potete trovare qui, ma vorrei come sempre darvi il mio punto di vista sulle sensazioni che mi ha lasciato questo romanzo, perché sono partita con l’intenzione di leggere qualcosa di leggero, e invece ho finito con l’avere l’impressione di essermi immersa in un trattato di sociologia. Sento che le amanti del romance mi stanno urlando dietro ChecavolostaidicendoNadia?! 


Tipo Arnold a Willis. Cerco di spiegarmi, promesso.


Avevo sentito parlare molto bene della Phillips come autrice di romanzi romantici ma pieni di ironia, le recensioni su Goodreads sono entusiastiche e anche il risvolto di copertina definisce quest’autrice come “una delle maestre della narrativa femminile internazionale”. A me la storia in sé non è dispiaciuta; il problema è che l’ho sentita davvero troppo “americana”, e di ironia ne ho trovata pochina. Ma come Nadia –diranno i più attenti tra voi- non sei tu quella che ci ha fatto una testa tanta con l’importanza dell’ambientazione nei romanzi, e poi adesso ti lamenti che la Phillips è troppo americana?! Avete ragione, ma qui non si tratta di ambientazione in quanto descrizione di paesaggi o di luoghi, che peraltro sono presenti e mi hanno fatto piacere. Quello che ho trovato difficile da digerire è stato il sottotesto presente per tutto il libro, ovvero i continui messaggi che la

Phillips, più o meno consapevolmente e più o meno velatamente, fa passare tipo “insegnamento morale” o come “questo è il modo in cui noi americani ci comportiamo, ed è giusto così”. Prendiamo soltanto (non è uno spoiler, si scopre subito) l’inizio del libro: Molly ha un’avventura di una notte con Kevin, rimane incinta e la sua famiglia, nelle persone della sorella e del cognato e d’accordo con Kevin che peraltro si sente ingannato e al momento non solo non la ama ma la detesta proprio, decidono che i due devono sposarsi per una serie di motivi assurdi che non sto qui a spiegarvi. In tutto questo Molly è come se non avesse voce in capitolo. Ora, io lo capisco che nei romance qualche situazione poco verosimile è accettata, ma questo passaggio mi è parso talmente pieno di ipocrisia avallata dall’autrice che mi è venuto da esclamare un bel WTF?!, che non so se si può dire su un blog elegante e fine come quello della mia socia ma io ormai l’ho detto. Da quel punto in poi (cioè molto presto) succedono effettivamente tante cose divertenti e “leggere” nel senso buono del termine, ma io avevo trovato la premessa talmente assurda e provinciale nel senso peggiore della parola che non sono riuscita a “godermi il viaggio”. Non so se sono riuscita a farmi capire; questo non è stato l’unico episodio che mi ha fatto storcere il naso per l’ipocrisia ma non posso raccontarvene altri senza incorrere in spoiler poco simpatici. Mentre leggevo mi veniva da pensare “ma davvero l’abitante medio della provincia americana è così limitato, bigotto e preoccupato solo della facciata?” e non riuscivo a godermi la storia d’amore.  Ho trovato

inoltre piuttosto stridente il contrasto tra gli spunti religiosi inseriti nel libro (Kevin è stato cresciuto da un pastore protestante e gli chalet del suo campeggio hanno nomi tratti dalle Scritture, ma non c’è nessuna ironia in questo) e la descrizione delle scene di sesso, esplicite ma raccontate con un linguaggio abbastanza ridicolo, un po’ alla Liala per intenderci. La cosa che ho trovato straniante è che non credo che la Phillips abbia scritto in questo modo per fare denuncia, ma che semplicemente rappresenti ciò che è la norma negli Stati centrali degli USA, perché i suoi alla fine sono libri di intrattenimento. E così quello che doveva essere una lettura spensierata, scelta per “spegnere il cervello” dopo i Cazalet, si è rivelata quasi materiale da tesi, almeno nella mia interpretazione. Poi invece magari sbaglio, e sono io che non ho capito nulla. E allora lì entrate in gioco voi, lettori e soprattutto lettrici in questo caso, perché voglio assolutamente avere la vostra opinione in merito!

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8 commenti:

  1. Purtroppo non posso aiutarti perchè non ho mai letto nulla di questa autrice ed anche io ne ho sempre sentito parlare negli stessi termini in cui ne hai sentito parlare tu, tanto che mi ha sempre incuriosito anche se poi non mi ci sono mai approcciata.
    Diciamo che in realtà dopo aver letto le tue parole non mi ci approccerò molto presto visto che tu ed io abbiamo gusti praticamente identici. Però sono curiosa di leggere qualche commento di chi magari di questa autrice abbia letto tutto, per capire il punto di vista differente! ;)

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    1. Ecco Dany, anch'io sono proprio curiosa di conoscere il punto di vista di chi ama quest'autrice, perché le recensioni che ho sbirciato sono veramente stra-positive, e vorrei capire se ho sbagliato approccio :-)

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  2. Ciao Nadia, come sempre mi delizi con i tuoi post, grazie davvero. Io, come Dany, non ho letto nulla di questa autrice e onestamente non era in lista, se così vogliamo dire. Sicuramente il tuo post mi ha messo di buon umore, ma non credo che prenderò in considerazione di leggere qualcosa a breve! Diciamo che se mi tocca... per carità... ma di mia spontanea volontà no! Baciotti

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    1. E mi sa proprio che io ti do ragione Baba! Grazie mille a te per i complimenti! Baci!

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  3. Ciao Nadia, anch'io purtroppo non posso esserti d'aiuto. Non ho mai letto quest'autrice.
    Però se vuoi approfondire il discorso sulla provincia americana, tra i tAnti ti consiglio i bei romanzi di Elizabeth Strout e di Kent Haruf.
    Tutt'altro genere sia chiaro.
    Ma un affresco molto interessante.
    Ciao e buona serata, Marina

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    1. Grazie mille Marina, sono entrambi autori che ho in lista e che voglio conoscere presto. Buona serata anche a te, e grazie di essere passata!

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  4. La penso come mia cugina! Questo lago dei desideri non mi tenta per nulla, ma lo ordino per la biblioteca e poi resto in attesa dei commenti degli utenti. Se cerchi un romance gradevole prova con la piccola libreria dei cuori solitari. ;-)
    Un saluto da Lea

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    1. Ciao Lea, ho intravisto La piccola libreria dei cuori solitari ma non lo conosco, rimedierò e ti farò sapere, grazie mille! Baci!

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