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Recensione - Olga di carta di Elisabetta Gnone

lunedì, gennaio 29, 2018 Baba_Books Desperate Bookswife 8 Comments

Il libro
Olga di carta di Elisabetta Gnone
Editore: Sonzogno| Pagine: 297| Pubblicazione: 11/2015 | Prezzo 14,90€| Trama Qui
Genere: narrativa ragazzi
Notizie sull'autrice
Elisabetta Gnone è nata a Genova e vive sulle colline del Monferrato. La sua collaborazione con il settimanale Topolino segna l’inizio di una carriera che lega il suo nome ai maggiori successi editoriali della Walt Disney, per la quale nel 2001 crea la serie di fumetti W.I.T.C.H., destinata ad un successo mondiale. Nel 2004 pubblica il primo libro della fortunatissima saga di Fairy Oak, che conquista il cuore di milioni di giovani lettori nel mondo. Negli ultimi anni Elisabetta si è dedicata alla scrittura del suo nuovo romanzo Olga di carta, una storia sull’importanza di raccontare le storie. Un romanzo per i lettori di tutte le età, che affronta il tema della fragilità, della vulnerabilità e dell’imperfezione che ci rende umani.
Recensione 
e mezzo
Buongiorno! Eccomi con un'altra recensione per voi! Questa volta il protagonista è un romanzo per ragazzi che ha avuto un successo strepitoso, anche tra gli adulti. L'ho comprato quando è uscito, quindi a novembre del 2015, ma come vedete, ha dovuto attendere fino ad ora.
Questa è la storia di Olga, una bambina con una particolare dote: quella della narrazione. Olga racconta storie e lo fa talmente bene da riuscire ad intrattenere quasi tutti gli abitanti del suo paesino.  Lei racconta le avventure di una omonima Olga, una ragazzina di carta, che intraprende un viaggio decisamente particolare: cerca di raggiungere una maga perchè la trasformi in una bambina in carne ed ossa. Non vuole più essere di carta, è troppo rischioso: può prendere fuoco, se si bagna si scioglie, il vento la porta via, non può portare nessun tipo di peso altrimenti si piegherebbe sotto di esso, insomma una vita decisamente impegnativa. Durante questo viaggio incontra dei personaggi decisamente straordinari, particolari, proprio come lei: Melo sulla mongolfiera, Ik, la ragazzina sul fenicottero, il coniglio e moltissimi altri.
Ammetto di aver avuto, prima della metà del libro, pensieri contrastanti. Da una parte lo stile semplice ma assolutamente convincente dell'autrice mi portava ad apprezzare il libro, ma dall'altra questa fantasiosa avventura della protagonista non riusciva ad entusiasmarmi a tal punto da voler conoscere l'epilogo. Cosa è successo quindi? Il libro è stato interrotto e ripreso diverse volte, per dar spazio, con valide scuse, ad altre letture. Ad un certo punto mi son detta: senti un po' bellina, che vogliamo fare? Così ho preso il volume in mano e ci ho dato dentro, terminandolo proprio ieri sera.
Devo ammettere che il mio punto di vista è cambiato ed ho iniziato ad apprezzare non solo lo stile che già avevo avuto modo di conoscere, ma anche i personaggi, carpendone meglio il carattere e i segreti. La storia ha iniziato ad aprirsi davanti ai miei occhi e la strada si è è fatta più chiara, tanto da pensare di voler affrontare il secondo capitolo ( che fino alla scorsa settimana ho pensato di saltare a piè pari).
Sono giunta alla conclusione che ad Olga sia necessario dedicare del tempo esclusivo e la formula: "tanto è una storia per bambini, posso leggerla tra una coda dal fruttivendolo e un'altra alla posta" non funzioni. Ho creduto ingenuamente che il suo essere bambina potesse darmi meno di un personaggio adulto, mentre la piccola Paper, inconsapevolmente ha moltissimo da insegnare agli adulti. Ho apprezzato il suo coraggio, la sua determinazione, ma quello che più ho amato è stato il saper tornare sui suoi passi senza vergognarsi. Oggi non si ammette mai di aver commesso un errore, che sia pratico o di valutazione. Si cerca sempre di trovare una scusa, o comunque ci si impunta per non mostrare il proprio lato debole. Questo è il dono che più ho apprezzato della dolce e speranzosa ragazzina fatta di carta, ma dal carattere di cemento armato.
Senza addentrarmi troppo in particolari "spoilerosi" il rapporto che Olga instaura con Orso vale tutto il libro.
Proprio come la fanciulla protagonista e narratrice della storia scritta dalla Gnone, anche io sono tornata sui miei passi ( in piccola parte rispetto alla nostra giovane amica) e adesso con felicità mi approccerò al secondo volume di questa serie, uscito proprio un paio di mesi fa in tutte le librerie.
E per voi è stato amore a prima vista? Lo avete amato un po' alla volta? Sono curiosa di conoscere il vostro pensiero.

Punti forti
- Oltre ad essere una favola decisamente dolce, gli spunti di riflessione sono molteplici e ogni incontro durante il lungo viaggio è un arricchimento.
- Il saper apprezzare quello che si possiede, il riuscire a guardare all'interno delle proprie tasche senza necessariamente desiderare il contenuto di quelle del vicino, ecco questi sono insegnamenti basici ma fondamentali.
- Un libro che non ha bisogno di un lettore tipo, lo potrebbe apprezzare un ragazzino di dieci anni come un adulto di cinquanta. Io e mia figlia ne abbiamo letto insieme delle parti, lei con attenzione ha ascoltato e ha disegnato su di un quaderno delle scene che l'hanno particolarmente colpita mentre io a voce alta procedevo con la lettura. E' stato un momento bellissimo che ricorderò con affetto. 
                            

  

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8 commenti:

  1. Sicché tu, Baba, eri quella poco convinta del risultato di quanto uscito dalle sue manine? Ma fatti abbracciare, guarda, a me sei piaciuta tantissimo e hai toccato con precisione tutti i punti giusti: la tenerezza che fanno Olga e Orso, Olga Papel che ha tanto da dare a bambini e adulti, indistintamente, il fatto che il ritornello "tanto è una storia per bambini", appunto, con questo libro non funziona, ma proprio per niente. E io adoro Elisabetta Gnone esattamente per questo, perché, lo ripeterò ancora e ancora, nessuno scrive più favole come lei, favole come quelle con cui mamma o nonna ti facevano addormentare, favole che diventavano qualcosa di più, come una specie di rituale di cui non potevi fare a meno.

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    1. Grazie Rosa, il tuo abbraccio lo prendo sempre molto volentieri! Io ho conosciuto la Gnone, prima con le Witch, che leggevo alla bimba alla quale facevo da tata una vita fa, e poi immergendomi Fairy Oak. Poco tempo fa ho anche avuto il grande onore di conoscerla di persona e mi è piaciuta un sacco, anche come persona in carne ed ossa. Proprio come la sua protagonista ha un'abilità pazzesca ad intrattenere i suoi ascoltatori. Adesso non mi resta che leggere il seguito! Bacetti!!

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  2. Anche Elisabetta Gnone è una autrice che vorrei assolutamente recuperare e mi ispira molto anche la serie di Fairy Oak.

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    1. Ciao Beth, ho letto i primi due libri della serie di Fairy Oak, mi sono piaciuti moltissimo, sono tornata bambina!

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  3. Anch'io l' ho in libreria. Devo proprio decidermi a leggerlo. ;-)
    Lea

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  4. Devo assolutamente decidermi a daregli una possibilità anche io perché non ne sento che parlare splendidamente *-*

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  5. Ciao Denise, assolutamente. Se poi ti piacciono le favole, beh è perfetto :-) Io purtroppo ho fatto fatica all'inizio ad entrare in sintonia con i personaggi, ma poi mi sono ripresa

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