Oggi intervisto... Michela Tilli
Carissimi lettori, buonasera! Dopo aver letto questo libro non ho potuto trattenermi, dovevo sapere qualcosa in più, avevo bisogno di scavare più a fondo. Ringrazio la casa editrice Garzanti per l'opportunità e ovviamente l'autrice per la disponibilità .
Se non lo avete ancora fatto, beh leggete questa intervista ed andate a comprare il romanzo di Michela, poichè è un'autrice italiana che ha tanto da dare al suo pubblico.
A proposito, qui trovate la mia recensione: Recensione.
1- Ciao Michela, grazie per avermi concesso questa intervista, con piacere ho letto questo tuo nuovo romanzo, che ho apprezzato molto e subito mi sono chiesta: quanto è impegnativo scrivere storie dure, dolorose, e sopratutto malinconiche?
Quando scrivo mi immergo in un mondo, mi lascio trascinare e coinvolgere fino in fondo. È chiaro che scrivere un romanzo, che richiede un tempo lungo, una concentrazione costante, comporti un impegno pesante dal punto di vista emotivo. Questo avviene soprattutto se la storia da raccontare è triste. Però l'orizzonte che ho di fronte è sempre quello della speranza, della catarsi delle emozioni, della luce che penetra attraverso le crepe. Piangere fa bene se si va oltre e scrivere e leggere servono proprio ad andare oltre. La cosa più difficile da affrontare, quando scrivi di dolore, è il giudizio altrui,