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Recensione - La piccola libreria di New York di M. Dickinson

lunedì, gennaio 30, 2017 Baba_Books Desperate Bookswife 15 Comments

Il libro
La piccola libreria di New York di Miranda Dickinson
Editore: Newton Compton| Pagine: 382| Pubblicazione settembre 2016|Prezzo 9,90€| Trama Qui
Genere: Romance
               

Notizie sull'autrice



Miranda Dickinson,
è nata nelle West Midlands e vive in Inghilterra. Lavora come copywriter, collabora con diverse riviste e siti web. I suoi romanzi sono stati tradotti in sette lingue. La Newton Compton ha pubblicato Iniziò tutto con un bacio, Favola d’amore a New York e La piccola libreria di New York. Il suo blog è www.coffeeandroses.blogspot.com



Recensione

Chi sono Bea e James? Due single che arrivano da storie travagliate finite con un pugno di mosche in mano: lui è uno psichiatra, abita a San Francisco, è felice...fino a quando inaspettatamente la moglie Jessica lo molla come uno scemo e gli porta via tutto, ma proprio tutto, così lui per dimenticarla torna nella sua città natale, ovvero New York; Bea è inglese ma vive nella grande mela, dove ha aperto una libreria con il suo migliore amico, vive una relazione con un pallone gonfiato, egoista e decisamente str...o da cinque anni, ma dopo l'ennesima presa in giro plateale la ragazza decide di mandarlo a pascolare in un altro cortile.
I due dimenticati da Cupido si incontrano casualmente ad una festa di fidanzamento (toh che fortuna), e grazie a qualche bicchiere di troppo decidono di stringere un patto, pur non conoscendosi: si stringono il mignolino come due bravi pargoli e si promettono reciprocamente di non cadere più nelle grinfie dell'amore, evviva!! Ma sarà veramente così? Eh eh eh, leggete il libro e avrete le risposte.

Niente, quando parto con l'ironia posso arrivare a due sole conclusioni: o il libro fa proprio sorridere oppure è un fiasco. In questo caso una delusione. Peccato, mi sarebbe piaciuta una storia leggera e romantica al punto giusto, perché dopo la Yoshimoto e i suoi deliri avevo bisogno del sogno americano. Naaaaa.
Partiamo dallo stile, che per quanto sia scorrevole l'ho trovato fin troppo semplice. Innanzi tutto non ho per nulla amato leggere e rileggere fino allo sfinimento: Upper West Side. Siamo a New York, per la precisione a Manhattan e per essere ancora più pignoli alcune parti si svolgono nell'Upper West Side. Ho capitooooooo, quanto è ganza la gente che ci abita, quanto è ricca, quanto si sta bene, quanto è bella.
Non ho nemmeno particolarmente apprezzato la continua spiegazione di quello che pensano o provano i personaggi, mi spiego meglio, mi piace sapere ciò che frulla loro nel cervello però nemmeno in maniera troppo esplicativa perché rallenta la narrazione. Troppe parole, molteplici pensieri rendono il tutto troppo lungo, almeno per quello che mi aspetto da un romanzo rosa.
La trama è abbastanza scontata, ma questo aspetto è normale, ma proprio perché il lieto fine è giustamente prevedibile avrei preferito immergermi con l'anima e con il corpo in una storia più rapida e appassionata.
Insomma, trecentoottanta pagine troppo lente per i miei gusti, nonostante lo stile scorrevole e la storia strutturata in maniera un po' diversa dal solito.

Punti forti:
-  Il punto di vista alternato rende più ampia la visuale del lettore e allo stesso tempo più veloce la narrazione.
- L'autrice ha trattato il tema della separazione, l'ho trovato piacevole, perchè le paure subito dopo una rottura inaspettata sono difficili da prendere a calci nel didietro.

Punti deboli:
-  Allora io mi chiedo, James è un rispettato psichiatra, nella vita ascolta e deduce i problemi altrui e lui non riesce proprio ad immaginare che il suo matrimonio stia fallendo? No ma dico, nemmeno un piccolo odorino di bruciato? Un piccolo dubbio, ma piccolino eh? No, per lui il suo matrimonio era perfetto, destinato a durare un sacco, quindi presumo che la sua ex abbia vinto un oscar come miglior attrice protagonista del film "Vita di J&J". Scusate, è colpa mia, mi pongo sempre troppe domande.
-  I protagonisti pensano un sacco, si fanno domande alle quali si rispondono anche, visitano luoghi, chiacchierano, ma prima che accada qualcosa facciamo in tempo ad andare in vacanza in un centro benessere e tornare a casa.
- Come ho scritto prima non amo particolarmente quando mi viene spiegato per filo e per segno quello che pensano i personaggi, un po' perchè mi piace arrivarci da sola e un po' perchè alcune volte avevo già compreso il concetto.

Niente, peccato, speravo di sognare un pochino ma non ci sono riuscita, adesso torno a Zafòn che in questo momento è una certezza. Spero che voi possiate innamorarvi del romanzo della Dickinson e magari dirmi la vostra, perchè spesso i pareri diversi allargano le vedute. 

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15 commenti:

  1. In pratica un libro nì, cioè ne sì ne no, o da leggere quando non hai di meglio

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    1. Ciao Patrizia, diciamo che per i miei gusti è stato più un no che un sì, ma scorrendo grazie allo stile...diciamo che per ammazzare il tempo si può leggere. Però personalmente se voglio qualcosa di leggero tra un libro impegnativo e l'altro preferisco leggere un romanzo rosa della Scali, oppure uno ironico della Bosco.

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  2. Mi sta aspettando nel Kobo... ho paura di prendere un'altra fregatura dopo L'apprendista libraia... uhm...

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    1. Ciao Cristina, io l'apprendista libraia non l'ho letto, di questo libro salverei i giri in giro per la città, ecco li ho trovati proprio carini, oppure le lettere tra la protagonista e Nonna Dot. Ma il resto proprio no purtroppo. Fammi sapere!

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  3. Vabbè, devo farti notare qual è la Casa Editrice? Ecco, hai capito!

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    1. Ciao :-) eh ma ad esempio la Premoli è Newton, anche molti della Bosco! Non dovevo farmi ingannare dalla Libreria. Il mio motto era: "non leggere libri con librerie nel titolo". Mi sa che torno da Zafòn

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  4. Peccato! Quando leggo titoli come questo li aggiungo direttamente in wish list. Secondo me lo fanno apposta gli editori, la piccola libreria di qua, il libraio di là... e poi ti fregano.
    Editori senza cuore!

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    1. Ecco Beth hai ragione!! Poi ci rimaniamo male noi :-)

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  5. concordo con Beth book titoli e cover accattivanti e poi alla fine un mezzo fiasco. però dai c'è di buono che noi lettrici ci divertiamo con le recensioni ironiche come la tua:)

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    1. Ciao Chicca, ah ah ah grazie :-) ma si pazienza, pensavo fosse amore invece...

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  6. Ciao Baba!
    Trama e titolo mi ispiravano e stavo anche per acquistarlo con gli sconti newton prima di natale. Poi però ho visto le recensioni su amazon e ho lasciato stare.
    Mossa vincente! :D

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    1. Ma, in effetti, con il senno di poi ti dico che hai fatto bene, Io sono contenta perchè con gli sconti ho comprato la trilogia della Premoli!

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  7. Non è la prima volta che un libro in cui il titolo parla di libri (scusa il gioco di parole) poi si rivela un pò deludente. Su questo libro infatti tentannavo un pò e adesso mi sa che lo accontono del tutto

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    1. Ciao Susy, eh purtroppo non mi è piaciuto molto. Cioè non dico che sia da buttare, però niente, quando mi annoio...è la fine, sopratutto se sto leggendo un romance!

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  8. anche a me non era piaciuto per nulla... peccato perche' le premesse c'erano!

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