Keep Calm and Read Nadia #62 -Recensione scoordinata - Saint X di Alexis Schaitkin
Buongiorno lettrici e lettori, cosa fate di bello? Avete già smontato e rimontato ogni angolo di casa? Io sto approfittando di questa clausura forzata per leggere un po’ più del solito, e oggi voglio raccontarvi di un libro che mi ha “chiamato” fortissimo appena ne ho visto la copertina su Goodreads: sto parlando di Saint X, di Alexis Schaitkin.
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| fonte google |
La vicenda comincia in un’immaginaria isola dei Caraibi, Saint X appunto: qui i ricchi di tutto il mondo vengono a trascorrere al caldo le vacanze di Natale, compatendo con sufficienza i turisti un po’ meno ricchi di loro, quelli che Saint X la vedono solo da lontano, sulle navi da crociera che “sembrano parcheggi pluripiano”. Tra gli ospiti del resort Indigo Bay c’è anche la famiglia Thomas: padre, madre, Claire di sette anni e la sorella diciottenne Alison (guai a chiamarla Ali). Alison è una ragazza molto carina, brillante e perfetta agli occhi della sorella che, timidissima e un po’ paurosa, la adora e vive per compiacerla. La notte prima della partenza Alison scompare. Dopo pochi giorni il suo corpo viene ritrovato da una coppia di turisti su un isolotto poco distante. I sospetti cadono su due inservienti del resort, Edwin e Clive, ma non ci sono prove e il caso viene archiviato come incidente. La piccola Clairey cresce e indaga…
Vi è mai capitato, leggendo un romanzo, di pensare che dentro a quelle pagine ci fosse più di quello che riuscivate a comprendere? A me è successo con Saint X. Dall’antefatto che vi ho raccontato verrebbe da pensare che si tratti di un giallo, di un mistero da svelare: c’è anche questo, ma sicuramente si tratta di una parte marginale di ciò che questo libro comunica, quindi se cercate un semplice thriller questa non è la storia che fa per voi. Innanzitutto c’è la personalità di Alison, che affascina e intimorisce Claire da sempre. La sorella minore la vede con adorazione, e anche quando ormai è adulta il suo ricordo rimane in qualche modo cristallizzato nel rapporto che avevano al momento della morte, con gli anni di differenza a scandire un gap poco comprensibile per una bambina di sette anni. Il tempo passa, la sorellina diventa una venticinquenne niente affatto risolta. Un incontro inaspettato a New York fa sì che il vaso di Pandora dei sentimenti per Alison si riapra e spinga Claire a una sorta di resa dei conti con la sorella e la sua perdita.
Un altro tema evidenziabile in Saint X è quello del razzismo: un razzismo non urlato come quello dei gruppi estremisti, ma che viaggia sotto traccia, ammantato di buoni propositi e di un interessamento verso le persone più povere o con la pelle più scura che rimane in superficie e serve soltanto per pulirsi la coscienza. Alexis Shaitkin ha una capacità formidabile di fotografare in modo impietoso atteggiamenti e comportamenti che possono sembrare ordinari, estraendone con estrema lucidità il buonismo paternalista che nascondono, come quando il padre di Alison chiede a uno degli inservienti “dov’è che si possono assaggiare le vostre specialità ?”.
Alla resa dei conti, comunque, tutti, indipendentemente dalla loro ricchezza o posizione sociale cercano di “resistere agli urti della vita”, come direbbe Luca Carboni, tentando di sfruttare al meglio le carte che gli sono toccate in mano, e non è detto che i più benestanti siano anche quelli che escono vincenti.
Mi rendo conto che questa recensione, che non si può neanche definire tale ma è soprattutto un insieme di pensieri ingarbugliati, non rende giustizia a quello che è un romanzo complesso e davvero molto interessante. Ci sarebbero tantissime cose da dire su questo libro. Potrei parlarvi dei disturbi ossessivo-compulsivi di Claire, della vera personalità di Alison, della debolezza di Clive o della tenacia di Sara. Ma il motivo principale per cui secondo me dovreste leggere Saint X è che vi darà tantissimi spunti di riflessione. Io credo addirittura che prima o poi lo rileggerò, perché sono certa di essermi persa tantissimo in questa prima lettura.



